![]() |
|||||
|
I primi consistono essenzialmente in ciò che un’impresa si prefigge come sua presenza o importanza in una determinata area di mercato, quale quella di Roma. In altre parole, è la quota di mercato necessaria a rendere proficua la sua presenza in quell’area. Spesso vengono posti fra gli obiettivi di marketing anche elementi della strategia quali, ad esempio, gli obiettivi di copertura distributiva del mercato, ad esempio, di Roma. E’ consigliabile pertanto, quando si parla di obiettivi di marketing, riferirsi esclusivamente alla quota di mercato o ai volumi di vendita. Perché le marche possono fallire nel marketingUna marca può andare incontro al fallimento sul mercato per molte ragioni: perché manca di qualità il prodotto, la ricerca, la distribuzione, o per pura sfortuna – o perché è sbagliata la pubblicità. Ma il motivo per cui tante marche falliscono è uno: non è chiaro il pensiero, cioè non è chiara la strategia. |
Cose da non fare nella pubblicità e nel merketing |
| Non perdere di vista il consumatore. Molte strategie si concentrano troppo sulle caratteristiche del prodotto, troppo poco sul consumatore, i suoi atteggiamenti e comportamenti. Non appoggiarsi troppo sulle ricerche. La ricerca è un aiuto per valutare la situazione: non dà tutte le risposte e non è infallibile. Troppo spesso, quando leggiamo un rapporto di ricerca, ci limitiamo al sommario – e accettiamo le conclusioni come verità. Ma i numeri sono da interpretare, e l’interpretazione può essere viziata da opinioni soggettive. Bisogna scavare nelle ricerche di marketing. Leggere tutto il rapporto; studiare le tabelle e le localizzazioni negli interventi, ad esempio quello sulla piazza di Roma. Controllare il questionario per vedere come erano impostate le domande. Poi decidere se le conclusioni servono ad orientarci nella direzione giusta. Non elaborare l’ovvio. La praticità di uso di un prodotto è facile da comunicare e da capire. È molto meno semplice comunicare la qualità del prodotto; su questo dovrebbe concentrarsi la pubblicità e il marketing. Non abbandonare la strada maestra. In quasi tutte le categorie di prodotti c’è una qualità che è più significativa delle altre. È il motivo fondamentale per cui le persone comprano il prodotto, ed è ciò che deve essere centrale nella pubblicità. Nei detersivi, è il pulito; nei rimedi per il raffreddore, è il sollievo. Certamente le marche leader non dovrebbero mai abbandonare il "terreno alto", la strada maestra; ma anche le marche minori dovrebbero pensarci due volte prima di rinchiudersi in una nicchia. Non usare il successo di vendita come strategia. Non c’è un gran beneficio per il consumatore se ci si limita a dirgli che il prodotto è molto venduto. La diffusione e la notorietà di una marca sono un risultato, non il motivo del successo. Non usare il prezzo come strategia. Pochi prodotti hanno avuto un successo duraturo usando il prezzo basso come strategia. Presto o tardi, ciò che conta è la qualità. I prodotti devono dare un autentico valore ai consumatori. Il valore è una combinazione di qualità e prezzo. Un’automobile che costa poco ma casca a pezzi dopo pochi anni non ha valore; un’automobile di lusso che non ha costi alti di manutenzione ed ottiene un buon prezzo come usato costa molto di più all’acquisto, ma ha un ottimo valore. Valore è qualità in relazione al prezzo. Non fare polemiche. Quando si tratta di affrontare argomenti controversi, affermare il nostro punto di vista non serve a far cambiare idea alle persone. Invece di discutere, bisogna offrire informazioni o servizio o qualcosa che interessi ai nostri interlocutori. Non dimenticare di offrire un beneficio. Le persone non comprano prodotti: comprano la previsione di un benefit, un’utilità per loro. Ogni anno si comprano migliaia di punte di trapano da mezzo centimetro: non perché qualcuno vuole avere una punta di trapano, ma perché vuole fare un buco di mezzo centimetro. Non è bene confondere le caratteristiche di un prodotto con la sua utilità. Per esempio la velocità di un computer è una caratteristica: ma ciò che interessa a chi lo usa è il risparmio di tempo. Non abbandonare un’idea vincente. Le persone hanno percezioni consolidate sulla nostra marca. Non bisogna permettere che i "miglioramenti" le cambino: le estensioni di linea o i miglioramenti del prodotto dovrebbero sempre fare della marca di più ciò che è già – non meno, o una cosa diversa. È pericoloso cambiare strategia, anche quando cambiamenti di abitudini o atteggiamenti, o un calo di vendite, danno il segnale che qualcosa non va. I problemi possono derivare da molti fattori – il prodotto, la concorrenza, situazioni di mercato su Roma e fuori Roma. Una strategia forte di lungo periodo è l’ultima cosa da cambiare, non la prima. Il primo segreto per vincere è non perdere. |
Un consiglio elementare di marketing: nella pubblicità viene sempre presentato per primo il modello più costoso |
|
Mettiamo, ancora una volta, che io voglia avere da voi un prestito di cinque dollari. Cominciando col chiederne dieci, non ci rimetto davvero nulla: se accettate, ottengo il doppio di quello che mi basterebbe; se invece rifiutate posso ripiegare sui cinque dollari che volevo, con migliori probabilità di successo, grazie ai principi di contrasto e reciprocità. In tutti e due i modi, è un vantaggio per me: un caso tipico di “testa vinco io, croce perdi tu”. |
www.agenziepubblicita.com è un sito del gruppo Ad2sell. Se stai cercando un’agenzia di pubblicità efficace, dinamica, formata da professionisti, non esitare a contattarci. Puoi chiamare la nostra sede di Milano 02-77297568, o di Roma 06-43565155. Oppure puoi mandarci un’email: info@agenziepubblicita.com |