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Cercare sesso su Google
Un’analisi delle domande sull’Eros rivolte al motore di ricerca
Premessa
Sono il gestore di un sito ricco di contenuti: www.ilpalo.com . Da pochi mesi ho montato un efficiente sistema gratuito di statistiche, http://www.awstats.net , che riporta tutte le frasi per cui le mie pagine sono pertinenti, cioè sono in grado di sapere le domande che gli utenti rivolgono a Google & C. e i quesiti che – secondo il motore – il mio sito è in grado di soddisfare.
Tra queste, le domande riguardanti il sesso sono – naturalmente – le più divertenti
Analizzare le statistiche su Internet è un procedimento complesso. Bisogna rinunciare al mero criterio quantitativo. Non conta quali siano le parole più cercate e il perché è semplice. Uno Zingarelli contiene 80.000 termini, ma il nostro vocabolario è più grande, ci sono termini geografici: Tevere, Nepal; storici: Garibaldi, Pietro Micca; umani: tutti i cognomi delle persone che conosciamo, tale che il totale delle parole cercabili è amplissimo.
Ma la vera differenza semantica è nelle “frasi”, questo insieme di parole che danno un significato molto più ampio rispetto alla banale somma dei termini che le compongono.
Bisogna allora analizzare non la semplice frequenza delle singole parole, ma le frasi che la gente cerca su internet.
Ogni frase fa storia a sè, sono universi al limite dell’univoco e la frequenza delle parole usate per comporla non rivela nulla.
In questo senso ogni proposizione – e alcune in particolare – sono un unicum: il tutto, cioè la frase, è maggiore della somma delle sue parti. L’informazione è ricavabile solo dall’analisi della proposizione e non dal semplice contare la frequenza delle singole parole.
In questo senso un’insieme di parole diverse e diversamente combinate, conduce a volte ad una stessa pagina di risposta.
Vi faccio un esempio: il mio sito ospita un’immagine di un affresco del Mantegna. Questa immagine è cercata dagli utenti con varie combinazioni di parole, ma che li condurranno tutti alla stessa immagine. Una serie di termini sono ridotti a sinonimi, e “significano” almeno per Google (ma anche per noi) la stessa cosa. Ecco le varie combinazioni che portano tutte a quell’affresco:
camera degli sposi, camera degli sposi and mantova, camera degli sposi mantegna, camera degli sposi mantova, camera degli sposi mantova, camera picta, camera picta mantegna, castello di mantova, castello mantova, la camera degli sposi, la camera degli sposi mantova, mantegna camera degli sposi, mantegna camera degli sposi mantova, mantegna camera degli sposi oculo, mantegna mantova camera degli sposi, mantegna sposi, mantova camera degli sposi, mantova degli sposi, mantova mantegna camera degli sposi, oculo mantegna sposi, putti angeli.
Fare una banale somma delle frequenze porterebbe “Mantova” in alto in classifica, o “castello” o “sposi” o “camera”, ma sarebbe un dato - più che falso - insignificante, nel senso di “del tutto inutile”.
Per le statistiche sul web serve un’analisi qualitativa, e non quantitativa; che rispetti la frase come un insieme non scomponibile nelle sue frazioni, una gestalt.
Google è un Ente che dispensa informazioni e cultura e che non esiste “di per se stesso”, ma solo come indirizzario. È neutrale e riflettente come uno specchio che rimanda e riferisce il totale delle pagine del Mondo. È un motore di ricerca talmente grande da porsi su di un livello superiore, tanto da diventare un metalinguaggio della cultura, tale da ridicolizzare la povera Treccani di antica memoria.
Internet usato con Google è - insieme - un luogo anonimo ma informato, in cui uno può soddisfare la sua curiosità per esempio per ciò che riguarda il sesso.
Si avrebbe vergogna a chiedere al proprio cugino o alla partner certe cose e, invece, finalmente soli davanti alla tastiera le curiosità si materializzano in domande per l’aiutante indispensabile per navigare l’Universo, il Grande Oracolo contemporaneo, che fa ombra a quello di Delfi.
Chiedere cose riguardanti l’eros è un fenomeno diffuso - «sesso» è la parola più cercata in assoluto - cosa che rende il motore di ricerca il Sommo Maestro dell’educazione sessuale contemporanea.
La gente (suppongo prevalentemente uomini) vi cerca:
canale urinario femminile, dimensioni del clitoride, eiaculazione femminile, glande del clitoride, il punto g, orgasmi, orgasmi femminili, orgasmi vaginali, orifizio vaginale, pene, pene puntog, punto g, punto g maschile, e, naturalmente, superdotato.
Il quesito più buffo?
Cosa dire dell’utente che domanda: “punto g foto“?
Non sentite anche voi un appello alla scienza, alla camera oscura chiarificatrice, al coraggioso reporter che scatta questa foto di “un Dio nascosto ed immanente” – la supposta chiave del superorgasmo femminile - che poi la offre alla curiosità dei fedeli?
Peccato solo che di questi reporter pazienti e coraggiosi – ed insensibili al fascino dell’oggetto che stanno fotografando – si sia persa la razza, e che il “punto G”, mirabile esempio di mito contemporaneo, purtroppo non esista.
Abbiamo poi un ingenuo quesito: le foto erotiche dei tempi antichi, (forse si riferisce ad un “Playboy” stampato a Pompei prima dell’eruzione), e un piccolo gioiello che svela un universo privato di curiosità olfattive: l’odore dello sperma è dovuto.
Altre divertenti domande, che non commento per lasciar più liberi di sghignazzarci sopra, sono: eiaculazione femminile a schizzo, e l’atletica: si può dilatare la vagina con la mano?
Le domande oscillano, danzano come fantasmi, svelano l’universo mentale dell’utente, ne permettono una suddivisione fra vari sottogeneri di “domandanti”.
Alcune stupiscono poco, sono altamente prevedibili - io le ho raggruppate come “classici” – del tipo:
racconto pornografico, illustrazioni sul sesso, succhiate di cazzo, vendita sexs (oggetti per far sesso), fino ad un esotico: oriente erotico racconti. C’è poi il terzetto: gonna, gonna corta, scollatura.
Ci sono anche “classici dell’ingenuità” come il neutrale-banale: sito sul sesso, di certo la domanda di un novizio della Rete.
Altre richieste evidenziano il sesso come fonte di problemi, di ansie, di ricerca di soluzioni, di disperato bisogno di una qualche diagnosi somministrata dall’Enciclopedia universale telematica: come far eccitare una donna, come fare cunnilinctus, consigli sul sesso, curare il feticismo, feticismo merci, ipodotato, pene artificiale, racconti di feticisti.
La migliore? creme contro eiaculazione precoce.
In questa sottocategoria va poi evidenziato un “bestiale”: sesso con tori.
C’è un commovente: come vincere l’ansia prima di un rapporto sessuale.
Si nota un giovanilista/ingenuo: consigli per primo appuntamento.
Salta agli occhi un’insolita coppia: “foto donne con le scarpe”, “scarpe tacchi alti vendita”. Sebbene casualmente unite dalla stessa parola “scarpe”, il primo viene da un utente “feticista”, il secondo forse è un trans, che non trova scarpe femminili col tacco alto misura 44, e si affida al motore.
Quanto alle due più indicative di questo sottogruppo, esse formano uno stesso quesito in duplice forma. È però una richiesta proveniente da due universi mentali opposti, ma che tendono – per vie parallele – allo stesso risultato:
psicologia per fare innamorare una donna,
riti magici per far innamorare un uomo.
Maschi col mito della psicologia, di fronte a femmine con quello della magia.
Si incontreranno mai? Uno si avvarrà degli artifici della “comunicazione non verbale” studiati e assimilati, l’altra forse gira con lo spillone da voodoo nella borsetta.
Consolante è l’esistenza di un sottouniverso comico/umoristico, evidenziato da domande come:
sesso e gioco, sesso ironico, sesso umoristico, umorismo erotico, vignette matrimoniali. La migliore è vignette sui quarantenni, che come specificazione, come sotto-perversione, non è male.
Un’interessante sottosezione è quella sui telefoni erotici. Ecco quindi: dialogo erotico, perché telefoni erotici, sesso al telefono dialogo, telefono erotico. Tra gli altri spicca un utente che sembra indagare sulla psicologia dell’eros italiano con il quesito: chi chiama ai telefoni erotici?.
Nel sottogruppo, la perla è: lavorare con telefono erotico da casa. Qui un insospettata casalinga di Voghera cerca il modo di arrotondare lo stipendio ad onta della sua pinguedine, forte solo del suo scilinguagnolo e di una passione per i dialetti, che la mette in grado di dire “pompino” in puro bolognese.
Ecco adesso un brano di pura poesia, ineffabile come i versi dei grandi poeti, impregnato di misticismo: la masturbazione come la vivono le suore.
Nessun commento.
L’ultima richiesta curiosa pare essere davvero una barzelletta. Hanno posto a Google – e son finiti da me – la domanda:
corsi di cunnilinctus.
Ora io dico: da che mondo è mondo sono gli alunni che devono pensare al materiale didattico. Che fanno gli ipotetici iscritti: si portano la sorella?
Provano tutti con la moglie del Bidello (se è un corso forse c’è del personale non-docente)?
O infine - per andare sull’economico - usano un mezzo cocomero per l’esercitazione in classe? Con quell’allegro risucchio che viene dall’ultimo banco…