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Malumore e mestruazioni

Ci sono tre possibili spiegazioni, e non è detto che non siano tutte e tre contemporaneamente valide.
Secondo Tablereader il vantaggio evolutivo del “malumore femminile durante le mestruazioni” va analizzato nel quadro di una grandiosa visione darwiniana. È la natura che in quel momento tende a sollecitare i maschi all’infedeltà. Malumore e aggressività, che nell’ultima settimana del ciclo mestruale sono diretti contro il partner, provvedono affinché la fertilità maschile non sia dissipata con una donna che è sul momento infeconda, e si procuri invece, per il bene della specie, una più varia possibilità d’impiego.

Invece secondo Braintenberg (“Il cervello e le idee”, pag. 167) si potrebbe cogliere un altro intento profondamente biologico nello sgradevole atteggiamento premestruale della donna: “Quest’uomo che non è stato evidentemente capace di fecondarmi si tolga gentilmente dai piedi e lasci il posto a un altro, più potente, per il prossimo ciclo”, o anche: “Ce l’ho con te perché non mi hai messo incinta”.

C’è poi una terza ipotesi. La possibilità che le donne hanno – se vogliono – di concludere un incontro con l’accoppiamento, fa parte “organica” del loro potere di seduzione. È un’arma che sono solite avere sempre con se`, come un cow boy la sua pistola. Immaginate ora, per esempio, di essere il ministro della difesa Usa. Per una serie prevedibile ma non modificabile di eventi, vi avvertono che – causa la verifica dei motori - tutti gli aerei dell’Aviazione militare debbano stare fermi in aeroporto per cinque giorni. Improvvisamente il ministro si ritrova con fanteria e marina, ma privo della possibilità di usare gli aerei. Naturalmente in quel periodo il governo Usa si sentirà nervoso, incompleto, al limite del paranoico, come un cow boy senza pistola.

L’estro invisibile

C’è un interessante ‘’mistero’’ che la biologia evolutiva non è ancora riuscita a chiarire.

In tutte le specie animali tranne una, è perfettamente riconoscibile il momento in cui la femmina è fertile, i giorni in cui l’ovulazione la rende suscettibile di essere fecondata.

In alcune scimmie, ad esempio, i capezzoli crescono di volume e cambiano di colore, ecc..

Solo nella nostra specie, nel lungo passaggio dalla scimmia alla donna, l’evidenza di questo dato è andata perduta.

Come mai?

Perché le femmine in cui l’estro era chiaramente manifesto, hanno avuto meno figli ed un minore successo evolutivo delle femmine-scimmia in cui il ‘’calore’’ non era distinguibile dall’esterno?

Che ci hanno guadagnato queste femmine a tenere nascosto il loro essere fertili e vogliose di essere fecondate?

Partiamo da lontano.

Secondo H. R. Hais (“Dalla scimmia all’angelo”, Einaudi, pag. 180) fra gli indigeni dell’Australia, il matrimonio a coppie avveniva verso i trent’anni, età che per tale popolo è assai avanzata, ed era preceduto da abbondanti rapporti promiscui.

In genere, fra le popolazioni di interesse etnografico il divorzio è facile e assai diffuso, e il matrimonio può essere instabile, a volte così instabile da essere vicino ad una libertà sessuale quasi generale.

Poiché la femmina costruttrice di nidi attendeva alle attività domestiche e all’agricoltura, il maschio cacciatore trovò conveniente cedere il proprio bottino in cambio delle comodità di una casa. I parenti della signora della casa approfittarono di tale debolezza del maschio e fecero in modo che si stabilisse un accordo economico stabile.

Sempre secondo H. R. Hais, Malinowski studiò la vita sessuale degli indigeni in tutti i dettagli: ciò che gli amanti dicono, gli usi del corteggiamento, la posizione assunta nell’atto sessuale, il folklore e i miti erotici. Malinowski era assolutamente certo che gli indigeni da lui studiati ignorassero il meccanismo biologico della paternità.

Essi ritenevano che il bambino fosse la reincarnazione di un antenato il cui spirito entrava nel grembo della madre. La funzione del padre era semplicemente quella di allargare la vagina.

Ci son volute la scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento per comprendere il concetto di “seme maschile”.

Torniamo ora all’estro invisibile.

Forse – all’interno del mitico scambio “Tu dare cosciotto-di-gazzella a Jane; Jane dare ingresso in suo corpo a Tarzan” – le femmine con estro visibile riuscivano a vendersi meno bene. Nel senso che il loro desiderio di un amplesso era presumibile fosse più o meno pari a quello del maschio. Se riusciva a vedere segni tangibili di estro, l’uomo della Pietra si sarà detto: “Se lei è in questo periodo, allora ha voglia anche lei. Posso risparmiare il cosciotto di gazzella, tanto si accoppierà lo stesso.”

Le Donne dell’Età della Pietra che riuscivano a mascherare il loro desiderio sessuale, potevano venderlo in ogni occasione.


Consigli ai corteggiatori ovvero:

Le donne sono strane

È caratteristico delle femmine della nostra razza avere in mente un tipo d’uomo e poi, tre giorni dopo, finire insieme ad un tizio completamente diverso. Questa mancanza di coerenza ci insegna che, operando con intelligenza e decisione, si può riuscire a conquistare il cuore (e altri organi interni) di qualsiasi donna. Se voi credete di non essere il “modello di uomo” della lei che vi interessa: fregatevene. La donna, anche se crede il contrario, in verità non ha un modello di uomo ideale; per un ”uomo reale” butterebbe a mare tutti i “principi azzurri” che ha sognato. Il suo autentico “uomo ideale” siete voi che le state chiedendo un appuntamento, voi che tra due o tre giorni tenterete di baciarla. Approfittatene! Sacrificatevi! Fatelo per il suo, se non per il vostro, bene.

 L’appuntamento

L’appuntamento è tutto. Il resto non ne è che la logica conseguenza.

E’ segno che la cosa c’è, c’è un intenzione, un desiderio. Il cliente ha apprezzato la vetrina ed è entrato nel negozio, la vostra merce - voi stessi! - trova mercato. Una sequenza classica è: 1) primo incontro, magari ad una festa; 2) telefonata due giorni dopo; 3) cinema; 4) cena; 5) e un paio di giorni dopo, o il fine settimana successivo, l’attacco generale: cinema, cena e… siete sulla soglia della camera da letto. Dopo sono affari vostri, non tanto per pudore, quanto perché in questa sede ci occupiamo esclusivamente di consigli ai corteggiatori, a godersi la ricompensa son buoni tutti.

Modo “verbale” o “gestuale” di dichiararsi

La dichiarazione, la proposta, è l’esplicitazione del desiderio amoroso. E’ un momento imbarazzante perché il maschio si espone al rifiuto. Può essere fatta a parole o avvicinando le labbra alle sue sperando che scatti la scintilla. La scelta tra le due modalità non è fissa, ci si regola secondo l’occasione. Un trucchetto per i timidi: lanciate un piccolo grido di dolore e prendete a massaggiarvi l’occhio, spiegando che vi è entrato un moscerino. Lei si avvicinerà al vostro viso, vi guarderà negli occhi e così facendo romperà un tabù. C’è infatti una distanza minima che separa uomini e donne: se lei avvicinerà il suo volto al vostro, cercando il benedetto e misterioso moscerino, il più è fatto. Baciatela, le sarà difficilissimo resistervi.

Cosa non fare

La prima sera che uscite insieme, quando siete sotto casa non ditele: “Ti fermi a dormire da me?” Sono cose che funzionano solo nei film americani.

Quando lei, naturalmente, vi dirà di “No!”, non peggiorate la situazione con uscite del tipo: “Ma io scherzavo.” Tutti e due sapete che non stavi scherzando. Se avesse detto “Sì”, col cavolo che si ammetteva lo scherzo!

Non aver fretta

Mai dichiararsi troppo presto. Formare una coppia è come costituire una società commerciale. Le donne non si mettono in società col primo che passa e di cui non sanno nulla. Uscire insieme è una dichiarazione di guerra, ma basta studiare la storia militare per vedere che tra dichiarazione dello stato di belligeranza, mobilitazione, scelta di dove concentrare le truppe e il primo sparo, possono passare anche dei mesi.

Il primo colpo toccherà a voi, è una responsabilità ma è anche un piacere, quasi un divertimento. Se tra due adulti liberi e consenzienti in media dopo tre sere si finisce a letto, se è già la quarta sera e ancora non c’è aria che lei la molli, ebbene: lei sa perfettamente che voi potreste accampare tale simbolico diritto.

Ve la darà, statene certi, dovete solo scegliere i tempi giusti.

Non ha nessun motivo per resistervi

E’ naturale che prima o poi una donna con cui avete appuntamento arriverà all’intimità con voi. La fretta non può che ostacolare il lento avvicinamento alla posizione orizzontale. Ragionate: perché non dovrebbe darvela? A riprenderla c’è sempre tempo. Lei deve solo avere chiaro che voi gliela terrete bene, pulita, che la spazzerete le sere in cui sarà il caso di farlo. Fatele capire che con voi potrà star sicura, che se anche un giorno (nell’eventualità che scada la garanzia) voi la dovreste riportare indietro, lei sarà più bella, più matura e più interessante di com’era prima. Stare accanto a voi riuscirà a trasmetterle positività, una visione umoristica della vita, una volontà di esplorare e di esplorarsi, una conoscenza e un miglioramento che giustifichi tutto il tempo che passerà abbracciata a voi.

Se lei rifiuta

Poniamo che vada male: vi dichiarate ma lei rifiuta. Succede, ma non è così grave. Intanto rassicuratevi: nessun “no” è definitivo. Incassate la rispostaccia e tenetevi pronti a riprovarci. Insistete con garbo, ritelefonatele senza portare rancore, e dopo un po’ di tempo chiedetele un altro appuntamento. Se lei accetta di uscire nuovamente con voi, non è pregiudizialmente contraria ad un futuro rapporto, ed ecco che voi, forti di questa considerazione, sapete che - se avete ottenuto un nuovo appuntamento dopo un rifiuto - vi si sta dando un’altra occasione. Un “No” comporta solo la necessità di una nuova strategia.

Il potere di seduzione delle debolezze

Durante il corteggiamento va bene pavoneggiarsi, ma con giudizio, un quadro realistico di luci e ombre è più seducente di un flash abbagliante. Non la spaventate, sostenete che credete nei cambiamenti anche se non è vero.

In verità, la donna desidera ardentemente una storia coinvolgente, ma ne ha anche una terribile paura, e questo vale anche per il maschio. Tranquillizzatela e fatevi desiderare, mai temere. Accennate, così, tanto per dire, anche alle vostre debolezze, indicatele qualche scorciatoia per il vostro cuore. Fatele credere che avete punti deboli, tanto ce li avete e prima o poi vi verranno fuori. Sputtanatevi. Si sentirà più sicura e lei crederà di più alla sua forza. Solo così accetterà di entrare in società con voi. Nella maggioranza dei rapporti il maschio recita il ruolo del figlio (o del padre), mentre lei si atteggia a madre (o a figlia). Non c’è niente di male a impersonare un ruolo, basta riuscire, quand’è il momento, a recitare anche quello complementare, essere pronti a rovesciare le parti. Se vi capita di giocare a fare il figlio allora è tutto più semplice, i vostri difetti diventano virtù che solo lei crede di aver scoperto: “Ogni scarafone è bello a mamma sua”.

Alcuni trucchi per lo “spasimante”

Nel far la corte bisogna essere originali ma non troppo. Non rifiutatevi di offrirle fiori con la scusa che è troppo banale. E’ un’arma deliziosa, perché privarsi della sua potenza di fuoco? “Corteggiare” deriva, da un punto di vista etimologico, dall’amor cortese, dalle corti dei castelli medievali dove si componevano sonetti per le innamorate. Essere “cortesi” significa mostrarsi gentili e, perché no, “romantici”, una parola che spaventa gli uomini e manda in brodo di giuggiole le donne. Durante il corteggiamento è vantaggioso farlo: funziona! Non immaginate quanto!

Quando si ha intenzione di sedurre, bisogna esserci e non esserci, premere ma senza risultare appiccicoso, tanto lei ha capito benissimo le vostre intenzioni, anche se a volte la donna esige da voi più tempo di quel che avevate preventivato. Potete pure fare il signore, tenere in penombra la voglia di baciarla che pur vi attanaglia e decidere di azzannare all’improvviso, con un colpo deciso sulla giugulare. Ma soprattutto non vergognatevi mai di fare l’ennesima telefonata, può essere proprio quella che la mette K.O.

Stratagemmi per disperati

Se non sapete cosa dire riguardo all’intimità tra di voi, lanciatevi in un “pour parler” del tipo: “Ma… …tu come dormi?” Accennate ad un’amica che deve stare nel buio più totale per prender sonno. Lasciatela dire, poi concludete con una frase effetto: “Io con te posso dormire nel buio più totale, ma anche nella luce più abbagliante!”.

Altri seguono la tattica del: “Bevi, bevi, e poi gli metti le mani addosso!”, prassi altamente sconsigliata per i rischi d’alcolismo.

 Abbiamo un amico, poveretto, che in casa sua tiene sempre una parete libera da quadri o mobili, in modo che, quando gli arriva qualcuna a tiro, può, con tutta tranquillità, sbatterla contro il muro. Una parete del tutto libera come un letto verticale. In verità, l’appartamento in questione è molto poco frequentato, e l’amico si è quasi deciso a cambiare arredamento.

Fammi la carità di un “orgasmino”

Fra amici ci si aiuta, ma se un maschietto chiedesse alla sua donna : “Per favore, facciamo l’amore” riceverebbe un rifiuto disgustato. La donna per concedersi deve provare emozioni, non solo eccitamento. Certe donne, è vero, lo possono fare anche per denaro, concedersi però è sempre un atto di volontà, e richiede una giustificazione. Il bisogno di un maschio non è abbastanza. La donna si rende conto che quell’uomo potrebbe fare la stessa richiesta a qualsiasi altra. Che lei è presa per un mezzo di detumescenza, non come un fine, che viene considerata come uno strumento che gratta un prurito in una zona scomoda, come una “sgonfiatrice di obelischi”.

Una donna vale l’altra

Una cosa non dovete assolutamente fare: farle capire che per voi una donna vale l’altra. Mai! Lei è “unica” per definizione, è la donna con cui siete in quel momento, il numero che avete giocato alla roulette. La donna teme il maschio che ne cerca “una qualsiasi purché respiri”. Coniando un neologismo, possiamo denominare questo atteggiamento come “equificanza assoluta”.

Per la donna, al contrario, non esiste “equifallanza” relativa o assoluta. La lei in questione l’uomo se lo deve scegliere, lo deve accettare, lo cerca per costruire qualcosa di stabile, spinta dalla sua voglia di tenere sotto controllo il rapporto, dalla curiosità di verificare il suo potere, dal desiderio che ha esplorare reazioni, scoprire sulla propria pelle e nella propria mente delle zone sensibili alle attenzioni maschili.

Parlare, parlare e ancora parlare

Chiacchierate! Mettetevi a nudo. Non abbiate paura di argomenti seri o imbarazzanti. Il silenzio non porta da nessuna parte. Lavoratela ai fianchi, ubriacatela di parole, sappiate ascoltarla, introducete gli opportuni silenzi e poi la zampata finale. Per il maschio del nuovo millennio - la vittima principale del R.E.C. (Raffreddamento Emotivo Contemporaneo) - a volte è più facile esternare i propri sentimenti chiacchierando con un amico, che con l’attuale o futura consorte. Eppure con una donna potete parlare sempre delle vostre emozioni (finalmente!); e le donne adorano gli uomini che confidano i loro pensieri intimi, perché così possono farlo anche loro. Mostrarsi “duri” e distaccati, credendo che ciò esalti la vostra figura, è sprecare un’opportunità, non è una buona partenza per affiancarsi ad una persona.

Innamorarsi: ne vale la pena?

Certo! Anche se non è (del tutto) vero, ditele che l’amate, confessatele che vi state innamorando, mentite spudoratamente. La vita di Bertrand Russell ce ne offre un esempio: “Si fece molto tardi prima che i due ospiti se ne andassero e Russell rimase solo con Lady Ottoline. Rimasero seduti a parlare davanti al fuoco fino alle quattro del mattino. Russell, ripensando all’evento alcuni giorni più tardi, scrisse: «Non sapevo di amarti fino a che non ho udito me stesso dirtelo - per un istante pensai “Buon Dio, cosa ho detto?” e poi seppi che era la verità»”. A volte il cuore conosce ragioni che la mente non ha ben chiare: dichiaratevi!

Lei ne sarà così felice da darvi in cambio un flusso d’affetto così intenso da stupirvi. Molti maschi cercano solo una “storia”, un’avventuretta condita solo di briciole d’intimità. Però è risaputo che le donne cercano sempre di più, vogliono un compagno, qualcuno che le ami e le ascolti, le consoli quando sono tristi, che accetti di essere al loro fianco e le accompagni sui sentieri della vita. Se cercate qualcosa di “minimalista” fatelo pure, ma nessuno vi obbliga a dichiararlo. Fate il primo passo, ingannatela autoingannandovi, spendete per l’investimento iniziale e poi godetevi gli interessi. Magari sentite solo un focherello, una scintilla, ma chi vi costringe a confessarlo?

Meglio una dolce bugia o una noiosa, sciapa, inutile verità?

A dire “non ti amo più” si fa sempre in tempo, cambiare idea non è reato, e allora finché potete, regalatele un’illusione, ve ne sarà enormemente grata.

Lasciatevi guardare dentro

Spesso si cerca una “fidanzata” perché solo lei sarà capace di entrarvi nel cuore, estrarre dalle vostre esperienze, dal tempo che passerà con voi, ciò che di emozionante è ancora lì nascosto. L’uomo in questione potrebbe compiere il suo “viaggio all’interno di se stesso”, anche chiacchierando con un amico, ma la donna è lì!

La state corteggiando, lei vi vuole, voi le piacete o non sarebbe lì, magari dentro un cinema, con voi. Voi siete dolce, siete per lei, e lei è calda, pronta ad accogliervi, a fare ponte con la vostra anima. Buttatevi, meglio addosso a lei che da un ponte!

Ma a “lei” chi glielo fa fare?

Diceva Woody Allen: “Io non mi iscriverei mai ad un club così miserabile da accettare tipi come me tra i suoi iscritti.” Ottimismo! Tirate fuori tutta la vostra autostima! Se la donna che avete scelto o incontrato per caso, vi dimostra un minimo di attenzione, se accetta di venire al cinema insieme a voi, se si ferma a chiacchierare e se si aprirà al vostro seme, è segno che le siete piaciuto. Perché lo fa, forse non lo sa neanche lei, ma lo fa. Molte lo hanno fatto per milioni e milioni di anni, o non eravamo qui a parlarne. Magari poi si scopre, dopo figli, nipoti e nozze d’oro, che ha scelto voi perché eravate il fantasma di suo padre. E allora: o tutti possono svolgere il ruolo di fantasma paterno, oppure quella donna con cui avete bramato e ottenuto un appuntamento, è lì, ed è unica. In quel momento (o meglio: in quel periodo della vostra vita) lei è tutte le donne del mondo perché è la sola a cui dedicate pensieri e desideri, a lei siete pronti a parlare col cuore in mano, forse a un’altra avreste raccontato di meno, nessuno lo potrà mai sapere.

Le agenzie matrimoniali

Purtroppo nessuno, tramite un articolo di giornale, potrà ottenervi appuntamenti (benché ci siano giornali di inserzioni e agenzie matrimoniali che vendono solo appuntamenti). Parliamo subito delle agenzie, il loro segreto è che sono molto più utili alle donne che agli uomini. Infatti per ogni quattro maschi che si iscrivono, c’è una sola femmina. Ciò significa che l’agenzia potrà organizzare molti più appuntamenti alle “lei” che ai “lui”. Se siete donne potete approfittarne, se siete maschietti vi tocca ricorrere alla celebre esortazione di Totò: “Arrangiatevi!” Oppure pagate la tassa di iscrizione alle agenzie. Queste invece – sempre a caccia di femmine per i loro numerosi clienti – non faranno pagare NULLA alle donne.

Se andate in “bianco

Per finire un consiglio a chi - fortunello! - si è già accoppiato. Se già state insieme da un po’ di tempo e lei una sera non ve la dà, è, il più delle volte, per un motivo banalissimo: c’è fretta, si sente non pulita, è deconcentrata, è ansiosa per altri motivi. Insomma la cosa non riguarda quasi mai la persona che viene rifiutata.

E’ chiaro che a voi la cosa da molto fastidio, un innamorato è sempre in “fregola” per definizione, ma guai a insistere in maniera noiosa. Tenetevi voglia e rabbia, e - ahime! - fate i signori. Incazzarsi non serve. Peggiora la situazione. Un vero uomo cerca di prenderla con filosofia, magari con l’aiuto di una doccia gelata.

Cascioli & Buzzi & de Manincor

 


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