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L’aiuto
del montatore
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| In alcune strutture d’informazione la fretta determina anche un altro riflesso nell’organizzazione del lavoro interno di un telegiornale: la corresponsabilizzazione dei tecnici. Dovendo l’autore televisivo scrivere la notizia in un breve lasso di tempo potrà chiedere al montatore di scegliere delle immagini generiche che possano accompagnare il servizio. Qualche indicazione sommaria del giornalista o dell’autore televisivo è spesso sufficiente al montatore per preparare la parte video del servizio: «prendi solo immagini da lontano e molto generiche, mi raccomando che non si riconosca nessuno. Se ci riesci apri con una panoramica dall’alto della città e chiudi con un primo piano di un orologio, sotto lascia i rumori naturali: il tutto per due minuti esatti». | |
| Mentre
il montatore prepara queste immagini, il giornalista o l’autore
televisivo scrive il suo testo calcolando la lunghezza al suo tempo
di lettura. Terminato il testo il giornalista va in moviola e guarda quello
che ha preparato il montatore; se non ci sono particolari contrarietà, sarà
sufficiente unire - con un’operazione semplicissima - la voce del giornalista
o dell’autore televisivo con le immagini e il servizio
è pronto. Questa procedura non è certo delle più ortodosse e non in tutte
le redazioni viene adottata perché scombina un po’ ruoli e mansioni.
Che lingua parliamo? Molti anni ci separano da quando veniva inseguito un modello di lingua pura, un italiano modello, codificato in ogni sua parte con regole ferree. In molte regioni del nostro paese convivono i dialetti - usati per la comunicazione interpersonale - e l’italiano più corretto, parlato nella scuola, nella burocrazia, nei contatti con gli italiani di altre regioni. La televisione ha svolto una importante funzione nella diffusione di una lingua omogenea pur senza che si sia riferita a modelli-scolastici. Anzi, ha ricreato un linguaggio semplificato, spesso infarcito di frasi fatte e luoghi comuni, ma molto veloce e compreso da tutti. Le modificazioni linguistiche introdotte dalla televisione non riguardano solo i vocaboli ma la sintassi. L’offerta di spot, di notizie brevi, la diffusione dei frammentari videoclip hanno prodotto un modo di esprimersi costruito su salti logici, frammenti di discorsi, slogan. Sono molti i linguisti che insorgono contro questa situazione e accusano la scuola di non assolvere al proprio ruolo. Molte analisi sul ruolo del mezzo televisivo non tengono conto di una profonda differenza che esiste tra l’informazione televisiva e gli altri programmi. Mentre si può tranquillamente affermare che i programmi giornalistici in onda sulle nostre reti (nonostante errori e superficialità) mantengono una correttezza linguistica, lo stesso non avviene negli altri programmiideati da un qualche ’autore televisivo, dai quiz agli show. Il linguaggio dell’informazione televisiva risente delle forme del linguaggio in generale e, in particolare, dei linguaggi settoriali: pubblicitario, economico, sportivo. |
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