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La corrispondenza audio-video

AUTORE TELEVISIVO: IL PROBLEMA DELLE IMMAGINI

L’AIUTO DEL MONTATORE

L’AUTORE TELEVISIVO DI UN’INCHIESTA

L’AUTORE TELEVISIVO DI UNA SCENEGGIATURA

Il problema delle immagini è in relazione con quello della scrittura, perché uno dei metodi più diffusi ed efficaci di presentare un servizio è di accordare immagini e parlato. Anche se non rigidamente, la corrispondenza si basa sul rapporto diretto - in sincronia - tra testo e immagini: quando viene nominata una circostanza o un personaggio questi appaiono sullo schermo (o qualche sequenza in relazione alla circostanza o al personaggio). Molto spesso questo accordo, per l’assenza di filmati, non si può realizzare e quindi si ricorre ad una corrispondenza meno diretta. Si possono utilizzare l’analogia (parlando della prossima missione della Nasa mostrare le immagini di una impresa spaziale precedente), la similitudine (descrivendo l’atteggiamento di testardaggine dì un capo politico mostrare le immagini di un mulo), l’ellisse (parlando del rischio di una rottura tra le parti ad un vertice sul disarmo mostrare le immagini di una serie di nuvole che si addensano all’orizzonte, minacciando un temporale).

Quando le immagini rischiano di distrarre il telespettatore, o non ce ne sono di corrispondenti al testo o si parla di concetti astratti, si ricorre ad immagini generiche, oppure si inquadra il giornalista che parla.

SCRIVERE PER IL TELEGIORNALE

La scrittura di un testo per un telegiornale deve fare necessariamente i conti con un grande nemico: il tempo. Per quanto si possano prevedere gli avvenimenti e anticipare il lavoro per il confezionamento delle notizie, ci sarà sempre il bisogno di scrivere in poco tempo. A volte questo tempo è talmente ridotto che non c’è alcun margine per poter scrivere la notizia e si deve ricorrere all’improvvisazione magari sulla base di pochi appunti o di un flash d’agenzia. La fretta imposta dai fatti, per certi versi, può rivelarsi un buon consigliere. Può sembrare un paradosso ma in certi casi condiziona il giornalista ad uno stile semplice, immediato, comprensibile e più spontaneo. Non c’è tempo per una costruzione contorta, per i periodi incastrati, per la ricerca di parole ed espressioni barocche. La notizia, quando non c’è nemmeno il tempo di rilettura, diventa più facilmente un testo costruito nella sequenza soggetto-verbo-predicato, selezionando gli elementi che lo descrivono più efficacemente. Certo, la fretta, la non-rilettura portano inevitabilmente a molti errori che sono solo in parte compensati da altri fattori. L’esperienza e la ripetizione quotidiana ditale operazione modella il giornalista o l’autore televisivo all’applicazione di uno stile meno letterario e più veloce, meno riferito al commento e più alla notizia.

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