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Autore televisivo:
saper gestire l’AMBIGUITÀ DELLA PAROLA |
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Come potete vedere nel curriculum di un autore televisivo - Pino Nazio - esprimersi usando insieme parole e immagini in movimento non è facile. La parola può essere ambigua, assumere significati diversi in base ai contesti in cui viene usata dall’autore televisivo. Per questo è importante non dimenticare mai la ricerca della massima chiarezza nel testo in tv. La notizia televisiva ha degli obblighi di formato molto più forti del giornale quotidiano. Nel quotidiano esistono le brevissime, formate da poche parole e gli articoli di commento di una pagina intera (pressoché la lunghezza complessiva di un telegiornale). La notizia in tv occupa mediamente uno spazio variabile tra una ventina di secondi (4/7 righe dattiloscritte) e tre minuti (1/2 cartella dattiloscritta). Una riga dattiloscritta corrisponde a circa 4 secondi di lettura. In tv le notizie non sono quasi mai accompagnate dal titolo, dal sommario e dall’occhiello, come nei giornali, che permettono al lettore di farsi un’idea della notizia. In tv l’assenza di questi elementi, che rendono più immediato e chiaro il testo, deve spingere l’autore televisivo a scrivere nel modo più preciso possibile. L’attacco è importante in ogni
pezzo ed è molto utile un testo che susciti l’attenzione fin dalla prima
frase, assolvendo in parte alle funzioni di titolo e sommario. «Buone
notizie per gli amanti della bicicletta! », apre un servizio su nuove
piste ciclabili nelle grandi città; «Ha ragione il proverbio: chi va piano, va sano e va lontano...», è il commento agli effetti benefici provocati dall’introduzione di nuovi limiti di velocità. |
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L’autore televisivo deve usare al meglio tutti i linguaggi della comunicazione. |