George Gamow - scrittore-scienziato di grandissima versatilità e fascino, di cui avevo già letto Nascita e morte del sole - fu per me una guida importantissima. Nei suoi libri di Mr Tompkins (Mister Tompkins, l’atomo e l’universo, pubblicati nel 1945) Gamow usa l’artifizio di alterare le costanti fisiche di molti ordini di grandezza per rendere almeno parzialmente concepibili mondi altrimenti inimmaginabili. Egli rende comicamente immaginabile la relatività supponendo che la velocità della luce sia di soli cinquanta chilometri orari, e stessa sorte è riservata alla meccanica quantistica, aumentando la costante di Planck di ventotto ordini di grandezza, in modo da poter constatare alcuni effetti quantici nella vita « reale » - così che le tigri quantistiche, striscianti in una giungla quantistica, sono ovunque e allo stesso tempo in nessun luogo.
A volte mi chiedevo se non esistesse qualche fenomeno « macroquantistico » - se non ci fosse modo di vedere, in condizioni straordinarie, un mondo quantico con i propri occhi. Una delle esperienze indimenticabili della mia vita fu esattamente questa, quando fui iniziato all’elio liquido, e vidi come, a una temperatura critica, esso cambiasse improvvisamente le sue proprietà trasformandosi da un liquido normalissimo a uno strano superfluido privo di viscosità e di entropia, in grado di passare attraverso le pareti, di arrampicarsi fuori da un recipiente, dotato di una conduttività termica tre milioni di volte superiore a quella del normale elio liquido. Questo stato impossibile della materia poteva essere compreso solo in termini di meccanica quantistica: gli atomi erano talmente vicini gli uni agli altri che le loro funzioni d’onda si sovrapponevano e si fondevano, così che alla fine ci si ritrovava, a tutti gli effetti, con un unico atomo gigantesco.
Sacks O., “Zio Tungsteno“, Adelphi, pag. 391