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Mi sono studiato la situazione per quanto riguarda il vostro sito.

Scusa questa lettera forse troppo dettagliata, ma l’ho pensata in maniera che tu possa inoltrarla agli altri coordinatori dell’associazione, più che spiegare a loro a voce la strategia di pressione sul web che vi propongo.

Circa l’obiettivo di arrivare tra i primi dieci nei risultati dei motori alla parola ’’psichiatria’’ credo sia troppo ambizioso per voi. Attualmente su www.google.it, il miglior motore di ricerca in italiano, ci sono 63.900 pagine di risposta alla parola ’’psichiatria’’ .

Un po’ meglio va per le parole ’’psichiatria privata, dove le pagine sono 16.

Inoltre tra i primi 10 offerti per psichiatria ci sono alcuni giganti del settore, tipo ’’psichiatria on line - 9° posto - (http://www.pol-it.org )

con grandi quantità di pagine e di testi, che per arrivare prima di loro nelle risposte dei motori bisognerebbe investirci 50 - 100 milioni in vari anni, e non credo che sia questa la strada da consigliarvi.

Inoltre avete anche un nome insolito www.ailp.org . Non è un caso che tra i primi 10 ce ne siano 4, i primi 4, che hanno la parola psichiatria nell’indirizzo internet.

Esiste invece un mezzo per imporre la propria presenza via internet che credo faccia al caso vostro: organizzare una mailing list.

Cos’è e come funziona una mailing list

Le mailing sono sistemi automatizzati di invio email a partire da un indirizzario. Costituito questo, si può scadenziare l’invio di messaggi a tutti gli iscritti, con semplicità e rapidità. Una mailing list è come fare l’abbonamento gratuito a un giornale. Si manda una lettera con per indirizzo subscrive@gestore-mailing-list.it e si è automaticamente iscritti, una lettera inviata a unsubscrive@gestore-mailing-list.it  cancella automaticamente dal servizio e indica che l’utente non vuole più ricevere email dal moderatore della lista.

Ogni utente evoluto di internet è iscritto a una o più mailing. Nel mondo esistono decine di migliaia di mailing list in tutte le lingue e con milioni di iscritti. Esistono repertori di mailing, dove si possono trovare quelle inerenti ai propri settori d’interesse.

Ogni iscritto può rispondere, e queste mail, controllate o rieditate dal moderatore, vengono anche loro inoltrate agli iscritti, accrescendo la comunicazione e il dibattito on line.

Per tutti gli aspetti tecnici io vi posso supportare, soprattutto per la ricerca di indirizzi email del settore, a cui poi si chiede, gentilmente e in maniera persuasiva, se vogliono iscriversi alla lista.

Si può scegliere che i messaggi inviati, dopo la spedizione, siano pubblicati su un apposita pagina internet aperta a tutti  (soluzione che consiglio), oppure scegliere che tutte le email restino riservate e leggibili solo dagli iscritti. Per ogni iscrizione o annullamento, il gestore riceve una email preconfezionata dove gli segnalano che la persona X si è iscritta o che Y ha rinunciato al servizio.

Io sono moderatore di 4 liste umoristiche e di satira politica, una con 600 iscritti, altre con 150, 90 o meno, e ti assicuro che quando arriva la missiva di qualcuno che si è cancellato mi si stringe un poco il cuore. Il successo di una lista dipende sia dalla professionalità con cui si rintracciano e avvertono persone del settore che è nato questo nuovo strumento, sia e soprattutto dalla qualità delle missive che il moderatore approva e fa circolare sulla sua lista. Se pensi che voi sapreste autogestire un tale strumento, cioè farne veramente un qualcosa di utile, che si tiene e anzi accresce i propri lettori nel tempo, una mailing-list è il mezzo che fa per voi.

In genere si scrive prima la lettera di invito ad iscriversi alla mailing, con una breve descrizione dei contenuti che il lettore vi troverà dentro, e ci si prepara anche le prime 3 o 4 lettere/interventi per i primi 4 invii.

Una mailing list azzeccata,  in genere si autosostiene. Se un intervento è interessante e qualcuno risponde, il prossimo invio sarà la risposta interessante del lettore e così via. Tutto sta in un’email di invito convincente, in una ricerca di indirizzi, e poi in un saggio lavoro da dietro le quinte di moderatore, facilitatore e anche censore di cose che si giudica non interessino i lettori.

La gestione quotidiana è invece estremamente semplice. Il moderatore manda una e una sola email al gestore informatico della mailing list (io lavoro con yahoo e mi ci trovo benissimo); è poi il gestore automatico della lista che duplica il messagio e lo manda a tutti gli iscritti, gestisce i nuovi sottoscrittori e chi si vuol cancellare, pubblica sul web le varie email che vengono fatte circolare. I motori di ricerca leggono le mailing list, e molto spesso il mio nome citato in una delle barzellette che invio, me lo sono ritrovato poi segnalato per i motivi più impensati.

Ho fatto in questi giorni anche una prericerca di indirizzi email a cui spedire l’invito per la vostra lista. Te le allego alcuni. Io credo che con i 50 su 700 vostri iscritti di cui sapete le email e con gli altri (100 o 1000 questo lo vedremo insieme) che vi trovo io, voi avreste uno strumento di pressione niente male. Possiamo infatti studiare che categorie io devo cercare (politici, esperti del settore psichiatria, case editrici, università, o quello di altro che tu mi indicherai).

Infine: è possibile farsi sponsorizzare la mailing list, seguendo metodi di cui possiamo parlare a voce.

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Web www.ilpalo.com