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Queste pagine - ancora in via di correzione - sono destinate ad accogliere e far circolare dei testi sulle “cose serie” della vita.
Il 16 luglio 2007 ho avuto un infarto http://www.ilpalo.com/cuore-infarto-colesterolo/index.htm . Per “fare buon viso a cattivo gioco” voglio prendere l’evento come un’occasione per riflettere sulle “priorità dell’esistenza”.
Fino a un mese fa contavo di dedicare tempo ed energie prevalentemente alla divulgazione sul cervello: http://www.ilpalo.com/cervello-coscienza-mente/index.htm . Poi mi sono trovato a divulgare notizie sul cuore.
Nel discusso ed eterno bivio tra “cuore e cervello”, il cuore ha preteso la priorità, ma un cuore – o meglio un “muscolo cardiaco” - molto fisico e poco sentimentale. Il cuore con i suoi guai ha fatto “sterzare” il cervello e l’attenzione, deviandoli da temi tipo “come si pensa”, ad altri tipo “a cosa è bene pensare”.
La definizione e il significato di “serio”
Lo Zingarelli offre per “serio” due definizioni importanti:
1 Che nel comportamento, negli atti, nelle parole e simili, denota ponderatezza, gravità, attenta considerazione dei fatti e delle loro conseguenze, coscienza dei propri doveri e compiti, risultando alieno da leggerezza e superficialità. Che ha coscienza e rispetto della propria moralità e del proprio onore.
2 Detto di cosa importante, grave, che dà preoccupazioni per se stessa o per le sue eventuali conseguenze; è un affare serio; le condizioni del malato sono serie; le cose si fanno serie.
Sto quindi raccogliendo alcuni spunti di riflessione sulla SERIETA’, termine che questo nostro mondo pieno di gossip, non sviluppa e medita a sufficienza.
Ad esempio è “serio” tutto quello che riguarda la morte, l’unica seria alternativa alla vita (almeno per i non credenti).
L’infarto deve comportare un ristrutturarsi delle priorità
Il fatto di aver avuto un pericolo di vita – è la stessa cosa con un incidente d’auto – in cosa deve modificare la vita?
Come ristrutturare le priorità?
Un romanziere falsario del ’68 – Carlos Castaneda autore de «Gli insegnamenti di don Juan - A Scuola dallo Stregone» – 40 anni fa ha contrabbandato la sua interessante fatica letteraria come una ricerca antropologica sul campo. Era un falso, letterariamente ineccepibile, ma gabellato come reportage da un Messico che non è mai stato così. Don Juan non è mai esistito, ma una frase a lui attribuita mi è sempre sembrata interessante:
“Bisogna fare della morte la nostra buona consigliera”.
Come mi diceva il regista Carmine Amoroso con una bella metafora: “Ognuno di noi ha una data di scadenza”, magari scritta sulla nuca, in modo che non la possiamo leggere, ma ben presente. Chi non ne tiene conto, sta impostando la propria vita su criteri incompleti e inesatti.
Una mailing list in tema
E’ in funzione anche una mailing list in tema http://it.groups.yahoo.com/group/coseserie.
Credo poi che inserirò su ilpalo un forum sulla “serietà”. Per uno come me che viene dall’umorismo, è una bella sterzata di 180 gradi.
“Serietà” non vuol dire “seriosità”
Si può riflettere anche dopo aver riso. Ecco allora che - per non fare di queste pagine solo una cosa “seriosa” - ho anche intenzione, raramente e solo se è il caso, di aggiungere eventualmente materiale su un certo tipo di umorismo.
Inoltre per non fare delle riflessioni sulla serietà una serie di lamenti (“La scuola non educa”. “L’ambiente è in pericolo” “I piromani sono cattivi perché…”) vorrei postare nella mailing list, sotto ad ogni contributo serio, una cosa amena.
Non una barzelletta ma una buona notizia, come fa “Report” (bella trasmissione!). Per ora ho trovato una miniera di contributi curiosi, divertenti e controcorrente: i libri divulgativi di Feynman, da cui potrò trarre una serie di citazioni spassose. Feynman è stato forse il premio Nobel più simpatico; per hobby faceva lo scassinatore, frequentava Las Vegas, suonava il bongo. Ha fatto i calcoli fondamentali per arrivare a costruire la bomba atomica, ma in compenso aveva aperto tutte le casseforti di Los Alamos.
Storia e serietà
Un ampio spazio sarà invece dedicato a temi come: “Il giudizio della Storia sulla serietà di un problema”.
Nella Storia tutto è relativo, anche la “peste nera” del 1348, figuriamoci la riforma delle pensioni!
Ho escogitato un sistema per dare alle cose il giusto peso: rapportarle con le vere tragedie che la Storia ha visto accadere. Ho letto molti libri sulla vita nei campi di concentramento (i brani più interessanti li ho messi su ilpalo storia dei campi di concentramento) e questo mi aiuta a dare il giusto peso alle mille piccole seccature della vita.
Cosa è serio e cosa non lo è: come si riconosce un argomento serio
Ci sono quattro “bilance metaforiche” per “pesare” un problema, e capire se è un argomento merita riflessione.
Un argomento merita riflessione se non viene MAI trasmesso per radio o per tv (esclusa la veneranda RadioTre, giornaliradio e telegiornali).
Un argomento merita riflessione se l’umorismo ne permette una rilettura da una nuova luce.
Un argomento merita riflessione se, rapportato ad altri problemi della Storia, se ne ricavano metafore interessanti (anzi: tralasciate quest’ultimo criterio perché ancora non è chiaro neppure a me).
Quello delle radio e della tv è invece un criterio fenomenale. Su radio dimensione suono ci sono solo cazzate per definizione.
Un argomento merita riflessione se ha i suoi pro e i suoi contro.
Cose serie e “buoni propositi”
Scriveva Isaac Asimov:
“Se mi dicessero che devo morire tra sei mesi, farei subito un corso per scrivere a macchina con dieci dita.”
Per me quel tipo di “buono proposito” può essere così riformulato: da un lato vorrei fare pagine web con 10 dita. Dall’altro c’è la scelta su cosa produrre pagine. In questo senso dedicare energie e tempo ad occuparmi di “cose serie” mi pare una strada personalmente percorribile.
Cosa potete fare per me
Io vorrei mettere del materiale sulla serietà su ilpalo.
Voi mandatemi cose serie.
Testi (in word o in txt, o vostri contributi email) che riguardino argomenti come:
morale, etica, morte, scale di valori, Weltangschaung, gabbie interpretative della realtà, filosofia, filosofia della scienza. Tutto ciò che riguarda problemi complessi: eutanasia, volendo anche la religione, ma non quelle ufficiali: mi interessano di più le religioni “personali”. Sono non credente, dei credenti mi appassionano le situazioni in cui ci si trova in contrasto con la propria religione tradizionale. Cosa è vero e cosa è giusto, e soprattutto cosa fa parte della definizione di “noi stessi”. “Io sono un tipo che fa così e così perché credo a questo e a quello…”.
Vi ringrazio in anticipo per l’attenzione.
Francesco Cascioli
339 - 14.81.034 06 - 52.16.818 Via Ubaldini 74, int. 11 00126 Roma.
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