MOTORI di RICERCA
POSIZIONAMENTO su GOOGLE
Perché il POSIZIONAMENTO
REGISTRAZIONE sui MOTORI
di RICERCA
TECNICHE di INDICIZZAZIONE
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su GOOGLE
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INDICE

Corso sull’indicizzazione e il posizionamento
sui motori di ricerca

Arlecchino servitore di due padroni: gli "umani" e "Google"
IL POSIZIONAMENTO DI UN SITO
GLI OTTO CRITERI PRINCIPALI PER IL POSIZIONAMENTO
COME SI SCRIVONO LE PAGINE VINCENTI

I consulenti di web marketing scrivono per essere apprezzati dai robot, anzi solo per uno tra questi, Google, che è il nostro principale referente. Solo se piaciamo a quel robot ci sentiamo soddisfatti. Combattiamo ormai da anni per imparare a diventare "simpatici" ai motori di ricerca, fino al punto che loro, e soprattutto Google, ci mettano per primi circa le frasi che ci interessano.
La cosa nel tempo ci ha dato soddisfazioni. Google ci considera il migliore d’Italia per "docente di comunicazione": contro 1.600.000 pagine concorrenti vince la nostra www.ilpalo.com/docente-di-comunicazione.htm .
Siamo il primo per "docente di web marketing", "docente di marketing", "docente di photoshop", e - non potevamo mancare a questa sfida - anche per "lavori strani" offriamo la pagina migliore in assoluto secondo Google.
Il consulente nello scalare le classifiche di Google opera quasi come un falsario. Scrivere pagine con la "massima pertinenza possibile" rispetto ai 90 criteri che seguono i Motori di ricerca, è fare un falso. La pagina pertinente infatti compare agli utenti. Questi ci arrivano - indirizzati proprio a quella pagina dal signor Google - e non si accorgono minimamente che la pagina non è stata scritta per piacere a loro, a chi ha occhi e cervello, ma solo a chi ha un "cervello elttronico". Siamo come "Arlecchino servitore di due padroni", l’umano e il robot, ma è al robot che miriamo.
Il consulente non firma mai le sue pagine con scritte tipo: "pagina redatta da Mario Rossi, consulente nel far vincere le pagine su Google". Il visitatore se ne potrebbe avere a male. La stessa regola di privacy vale per le nostre referenze. Abbiamo lavorato per vari clienti, ma possiamo esibire solo i risultati ottenuti su Ilpalo, perché su quelle dei clienti la riservatezza è massima e doverosa.

"PAROLE CHIAVE" E POSIZIONAMENTO
COSA GOOGLE INDICIZZA E COSA NON INDICIZZA
COME I MOTORI DI RICERCA VALUTANO I LINK
IL FUNZIONAMENTO DI GOOGLE
I METATAG NON INFLUISCONO SU GOOGLE
IL MONOPOLIO DI GOOGLE
GOOGLE APPREZZA LE MAILING LIST
L’USO DI INDIRIZZARI
I NEWS-GROUP E IL POSIZIONAMENTO
UTILITA’ PER L’INDICIZZAZIONE La zona di testo successiva è stata rimossa; è presente solo nelle dispense inviate a chi si iscrive al corso. Per richiedere l’iscrizione al corso, o ricevere maggiori informazioni sulle sue modalità, si può scrivere al docente Francesco Cascioli
PREVENTIVI PER INDICIZZAZIONE E WEB MARKETING

Cosa Google indicizza e cosa NON Google indicizza

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GLOSSARIO SU INDICIZZAZIONE E INSERIMENTO

COSTO DEL CORSO, DOCENTE e CONTATTI
Google NON indicizza:
I META TAGS (descrizione e parole chiave).
Il testo all’interno degli STYLE Tag.
Il testo dei commenti HTML.

Il Testo delle pagine

I motori di ricerca rilevano il testo presente sulle pagine HTML statiche di un sito. Non tutto il testo presente sulla pagina ha lo stesso valore: le parole...

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Il campo TITLE e altri tipi di metatag

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Esistono tutta una serie di altri metatag presenti nella pagina di programmazione del sito che citerò per completezza anche se quelle dichiaratamente rilevate dalla maggior parte dei motori sono quelle già discusse. Alt tag : si tratta di testo HTML volto a

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Google ha il più "brutto nome di pulsante" mai inventato

Questo spiacevole record tocca a Google, un sito per altri aspetti di una chiarezza esemplare.
Stiamo parlando del misterioso "mi sento fortunato"; perché ci sembra tanto brutto?
Intanto perché non è chiaro: fortunato in cosa? Che c’è sotto?
Internet è anche il regno del business spietato: la gente diffida - ed a ragione - di tutto ciò che non capisce. Un pulsante con un’etichetta (così si chiamano le parole che contraddistinguono un pulsante) ambigua, che puzza di imbroglio, che evoca concorsi a premi a cui non si è mai partecipato, invoglia solo a diffidare. Il risultato è che pochissimi l’hanno mai cliccato. La sua vera funzione è semplice: il percorso dell’utente su Google è formato da quattro passaggi:

1.      si scrive la domanda

2.      si clicca trova

3.      si ottengono 10 indirizzi con una breve descrizione

4.      si solito si clicca sul primo risultato, tornando indietro a vedere il secondo se il primo non soddisfa la nostra curiosità.
Se si clicca "mi sento fortunato" il pulsante Google salterà la fase dei dieci indirizzi suggeriti e il Motore aprirà direttamente il primo degli indirizzi che sta per suggerire. È una funzione per certi aspetti anche utile; se si sta cercando "orario treni", probabilmente il primo indirizzo suggerito è già quello buono. Di certo però una funzione titolata "mi sento fortunato" è quanto di più scostante e confuso si potesse inventare, ed ecco che una "etichetta" errata può nascondere un aspetto di internet invece che invogliare a utilizzarlo.

Pulsante "mi sento fortunato"

Cliccando sul pulsante "mi sento fortunato", si può visualizzare direttamente il primo sito elencato. Questa funzione è utile quando si cerca un sito specifico e si è certi che sia il primo in elenco, mentre è meno utile se si ricercano informazioni varie su un argomento. 

Corso sull’indicizzazione e il posizionamento
sui motori di ricerca

Informazioni e curiosità su Google

Eternamente legati al primo risultato di Google

Come dice Rocco  Cotroneo, sul "Corriere della sera" 9/11/2003 pag. 20:
"Il problema è che Google non trova soltanto idee, notizie e opere di ingegno, ma anche esseri umani. E lo fa ogni giorno di più e meglio, in maniera - diciamo così - inesorabile. Se nell’ultimo mezzo secolo i pensatori si sono divisi su quale media o struttura potesse essere l’anticamera del Grande Fratello orwelliano, ora la risposta è facile. Con Google qualunque persona, dalla Siberia alla Patagonia, abbia lasciato traccia di sé sulla Grande Rete, è catalogata per sempre, scrutata, osservata da tutti I suoi consimili. Fare la prova è facile. Basta inserire un nome e cognome nel motore di ricerca, meglio se tra virgolette. Scegliendo "Alessandro Manzoni" o "Paolo Maldini" il risultato è scontato: verranno fuori migliaia di «occorrenze», come si dice in gergo, e poche sorprese. Ma con vecchi compagni di scuola, ex fidanzate perdute e persone conosciute la sera prima a cena, il risultato è spesso sorprendente.
«I will Google XY», lo Googlerò, dice la newyorkese al telefono con l’amica. «Ho conosciuto un tipo fantastico in un bar, so solo Il suo nome e qualche dettaglio". Dopo un minuto, acceso il computer, ecco la risposta: lavoro, passato, hobby. Oppure: «Accidenti, è un illustre sconosciuto, nessuna traccia del suo passaggio in questo mondo. Varrà la pena accettare quell’invito a cena?»
Anche in Italia, soprattutto in ambienti giovani e metropolitani l’abitudine sta prendendo piede. E’ eccellente infatti per organizzare una cena di classe a 25 anni dall’esame di maturità. Se poi c’è una pagina che parla di me, ma io voglio toglierla dal web, bisogna rassegnarsi. Io, quella pagina, dal ciberspazio - ammesso che lo volessi - non potrò toglierla mai, forse nemmeno ricorrendo alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Perché Google è costruito per conservare memoria del World Wide Web anche in caso di scomparsa fisica dei siti catalogati.
Per quanti anni? Ancora non Io sappiamo. Ultimamente la società proprietaria di Google ha comprato tutta la storia dei cosiddetti newsgroup, i gruppi di discussione.

L’analisi delle statistiche sugli utenti di un sito provenienti da Google

Analizzare le statistiche su Internet è un procedimento complesso. Le statistiche riportanto anche l’informazione: "L’utente era su Google e aveva cercato «lavori strani», da lì è passato ad una tua pagina". Se ne deduce non solo che ci sono utenti che cercano quella frase, ma anche che per quella frase Google ti ha ritenuto comunque pertinente. Questo metodo deduttivo permette di comprendere meglio su quali frasi si è pertinenti.
Nell’analizzare le frasi cercate dagli utenti, bisogna rinunciare al mero criterio quantitativo. Non conta quali sono le parole più cercate, e il perché è semplice. Uno Zingarelli contiene 80.000 termini, ma il nostro vocabolario è più grande, ci sono termini geografici: Tevere, Nepal; storici: Garibaldi, Pietro Micca; umani: tutti i cognomi delle persone che conosciamo, tale che il totale delle parole cercabili è amplissimo.
Ma la vera differenza semantica è nelle "frasi", questo insieme di parole che danno un significato molto più ampio, che la banale somma dei termini che contengono.
Bisogna allora analizzare non la semplice frequenza delle singole parole, ma le frasi che la gente cerca su internet.
Ogni frase fa storia a sè, sono universi al limite dell’univoco. La frequenza delle parole usate per comporla, non rivela nulla.
In questo senso ogni proposizione - e alcune in particolare - sono un unicum: il tutto, cioè la frase, è maggiore della somma delle sue parti. L’informazione è ricavabile solo dall’analisi della proposizione, e non dal semplice contare la frequenza delle singole parole.
In questo senso un’insieme di parole diverse e diversamente combinate, conduce a volte ad una stessa pagina di risposta.
Vi faccio un esempio: il mio sito ospita un’immagine di un affresco del Mantegna. Questa immagine è cercata dagli utenti con varie combinazioni di parole, ma che li condurranno tutti alla stessa immagine. Una serie di termini sono ridotti a sinonimi, e "significano" almeno per Google (ma anche per noi) la stessa cosa. Ecco le varie combinazioni che portano tutte a quell’affresco:

camera degli sposi, camera degli sposi and mantova, camera degli sposi mantegna, camera degli sposi mantova, camera picta, camera picta mantegna, castello di mantova, castello mantova, la camera degli sposi, la camera degli sposi mantova, mantegna camera degli sposi, mantegna camera degli sposi mantova, mantegna camera degli sposi oculo, mantegna mantova camera degli sposi, mantegna sposi, mantova camera degli sposi, mantova degli sposi, mantova mantegna camera degli sposi, oculo mantegna sposi, putti angeli.

Fare una banale somma delle frequenze porterebbe "Mantova" in alto in classifica, o "castello" o "sposi" o "camera", ma sarebbe un dato - più che falso - insignificante, nel senso di "del tutto inutile".
Per le statistiche sul web serve un’analisi qualitativa, e non quantitativa; che rispetti la frase come un insieme non scomponibile nelle sue frazioni, una gestalt.

  La zona di testo successiva - e in particolare il paragrafo:
I NEWS-GROUP E IL POSIZIONAMENTO
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