Naturalmente queste "logiche di indicizzazione" sono differenti
per ogni motore, cambiano di frequente e vengono custodite gelosamente.
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Nome principale di dominio uguale alla parola/keyword richiesta
dall’utente: es. chiedendo su Google.it ‘’caffe’’, di sicuro tra
i risultati ci sarà un sito che si chiama = www.caffe.it
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Nome di pagina interna uguale alla parola/keyword dell’utente:
es. ‘’OCCHIALI’’ = http://www.ilpalo.com/occhiali.htm
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Frequenza – detta anche “occorrenza” - ottimale (es. 3 – 10 volte)
della parola o frase richiesta dall’utente fra le parole presenti
nella pagina offerta come risultato
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Keyword dell’utente utilizzata nella pagina come titolo di paragrafo
(cioè scritta più grande del corpo standard del testo)
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Parola/keyword richiesta dall’utente presente nelle prime 2/3 righe
di testo della pagina web (quasi fosse un sottotitolo o un occhiello).
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Parola ricercata dall’utente presente nei primi 83 caratteri del
testo nel titolo HTML (<TITLE>) della pagina. Il campo ‘’title’’
è quello che compare in alto nella pagina di Internet Explorer,
e viene registrato quando si inserisce una pagina tra i propri preferiti.
Il titolo deve contenere una breve e accattivante descrizione della
pagina web. Evitare di scrivere "home-page" o altre informazioni
inutili nel titolo della pagina web, utilizzare ogni carattere a
disposizione per "parlare" al target. Pensare al titolo
come allo slogan di una pubblicità.
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Keyword dell’utente utilizzata nella pagina come pulsante attivo,
cioè come link (parole sottolineate in blu) che portano ad altre
pagine
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Numero di link che il sito in questione ha ricevuto da siti esterni.
Questo criterio è evidenziabile chiedendo “link:www.nome-del-sito-di-cui-voglio-controllare-i-link.it”
a un qualsiasi motore
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Qualità dei link. Un link di www.enciclopedia-treccani-on-line.com
non è uguale a un link ricevuto da www.mio-cugino.it
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Presenza del sito che il motore conta di offrire come risposta,
nei “news group”
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Presenza del sito che il motore conta di offrire come risposta,
nella directory di Google
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Presenza del sito in directory come www.dmoz.org (un motore di ricerca gestito come
volontariato gratuito da utenti selezionati, che si incaricano di
visitare e giudicare i siti loro sottoposti)
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Numero di volte che il sito offerto tra i risultati, sia poi stato
cliccato dall’utente,
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Alcuni motori riescono a testare ‘’l’insoddisfazione dell’utente’’.
Se Google offre 10 indirizzi, e tu chiedi gli altri e successivi
10, è segno che i primi non ti hanno soddisfatto, questo li scredita,
sia pur minimamente
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Quantità totale di pagine del sito offerto in risultato, che sia
maggiore della quantità media di pagine dei siti concorrenti. A
parità di occorrenze i motori privilegiano i siti più ricchi.
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Casualità. Se la parola è molto presente – es. viaggi, sesso, ecc.
– il motore individua le prime 1000 pertinenti, poi a caso offre
ogni volta 10 indirizzi ripescandoli tra queste mille (estrazione
random di risultati)
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Casualità. Criterio di variabilità della pagina: Google tenta di
non dare mai due volte gli stessi 10 indirizzi, anche alla stessa
domanda ripetuta dopo 10 secondi. In genere dei primi 10 indirizzi:
il 1° è senz’altro un sito medio grande, uno degli altri 9 risultati
è probabilmente una pagina con molti link (Google privilegia pagine
– comunque signifiticative per la parola - ma che abbiano molti
link ragionati). Degli altri 8 risultati, 5-6 sono siti medio/grandi.
Altri 2-3 risultati sono siti piccoli (ripescati casulamente) a
cui il motore offre la possibilità di essere visti.
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Presenza nella cache di google cioè nella memoria generale che
Google sta gradualmente raccogliendo, in cui salva direttamente
tutto il testo di un sito, in maniera da poterlo offrire anche se
la pagina in questione viene rimossa o cancellata
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Presenza di immagini o suoni o filmati con per titolo parole pertinenti
la ricerca. Es. “caffe.jpg” o “occhiali.gif”
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Segnalazione del sito ai vari motori. Un tempo molto seguito, oggi
tralasciato, perché Google NON NE TIENE CONTO.
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Segnalazione del sito alle varie directory, tra cui quella di Google
o di Yahoo. Questa segnalazione va fatta a mano perché il motore
non la effettua in automatico.
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Parola (o combinazione di parole)
presente nei metatag "KEYWORDS" del sito. Il meta-tag
"keywords" è costituito da righe di codice html da inserire
nelle pagine web che "suggeriscono" al motore di ricerca
alcune informazioni utili sui contenuti del sito web. Più in generale
è un elenco di parole (max 1042 caratteri) che sono, secondo il
realizzatore del sito, le più pertinenti circa i contenuti generali
del sito in questione.
Un tempo molto seguito, oggi tralasciato,
perché Google NON NE TIENE CONTO.
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Parola (o combinazione di parole) presente nel Meta-Tag “DESCRIPTION”,
che fornisce al motore di ricerca una descrizione riassuntiva della
tua pagina web. Esempio: nel caso di una ditta di computer il meta-tag
description potrebbe essere il seguente:
<meta name="description" content="Vendita componenti
e periferiche hardware per il tuo computer. Prezzi scontati e grandi
occasioni per chi acquista oggi direttamente sul nostro sito web
!!!"> Anni fa molti motori di ricerca riproponevano la "description"
esattamente come l’autore l’aveva scritta. La DESCRIPTION oggi viene
spesso tralasciata, perché Google NON NE TIENE CONTO.
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Le
parole scritte in nerettto (Utilizzo del tag BOLD nel testo)
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Il contenuto dei <NOFRAMES> e altri criteri minori Il testo
dei menù a tendina presenti sul sito
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Assenza del codice usato per bloccare i motori. Se nel codice invisibile
Htm è specificato ‘’no robot’’, cioè “non voglio che questa pagina
sia indicizzata e offerta come risultato”, il sito non sarà segnalato.
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