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La malattia aterosclerotica coronarica.
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Il cuore è un organo che costituisce l’elemento motore centrale della circolazione sanguigna. Nell’uomo è un muscolo cavo di volume approssimativo di un pugno. Si trova nella cavità compresa tra i polmoni (mediastino) e ha la forma di un cono con apice in basso, collocato verso sinistra. È situato davanti alla colonna vertebrale, all’esofago e alla porzione discendente dell’aorta, dietro alla parete toracica su cui si proietta in una zona detta area precordale. È diviso in quattro cavità, due atri superiori e due ventricoli inferiori. Nell’atrio destro confluiscono le vene cave e la grande vena coronaria; in quello sinistro le quattro vene polmonari. Verticalmente il cuore è diviso da un setto interatriale e interventricolare. Dal ventricolo destro parte l’arteria polmonare, dal sinistro l’arteria aorta, munite di valvole (valvole semilunari). Il cuore è rivestito da due membrane (endocardio quella interna e pericardio quella esterna), in cui si trova il miocardio, costituito da fibre striate muscolari. La pulsazione della punta del cuore è percepibile sul margine superiore della quinta cartilagine intercostale sinistra. La superficie esterna è percorsa da solchi che disegnano la separazione fra le cavità interne. Il cuore agisce per mezzo di pressioni create da contrazioni cardiache che prendono il nome di sistole; i periodi di rilassamento che seguono sono chiamati diastole. Angina pectorisL’angina pectoris è un dolore al torace provocato dall’insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco a causa di una transitoria diminuzione del flusso sanguigno (ischemia) attraverso le arterie coronariche. Durante l’attacco di angina, che inizia lentamente, giunge all’apice e poi sparisce nell’arco totale di massimo 15 minuti, il dolore può propagarsi anche agli organi prossimi al torace. Epidemiologia e cenni storici |
Definizione di angina pectoris |
L’angina pectoris è una sindrome clinica che si manifesta con un dolore e un senso di costrizione al petto, come dice lo stesso termine latino. L’organo interessato è il cuore; infatti il dolore è causato una diminuzione transitoria del flusso di sangue che arriva al cuore e può essere più o meno intenso, a volte localizzato dietro lo sterno. Il dolore si può irradiare anche al braccio, al tronco e alle dita delle mani e si innesca o acuisce con l’attività fisica, il contatto con aria fredda e lo stress, mentre diminuisce a riposo. Gli episodi di angina possono essere frequenti o distanziati nel tempo, a seconda dello stato di salute del soggetto. Le cause sono generalmente le cattive condizioni dell’apparato cardiovascolare: in particolare, il restringimento del lume dei vasi dovuto ad ateriosclerosi, che provoca una diminuzione della portata del flusso sanguigno, oppure alcune patologie del muscolo cardiaco (miocardiopatia ipertrofica) o delle valvole. Fattori di rischio sono la predisposizione familiare, il fumo, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il sesso. L’angina pectoris infatti è più frequente nei maschi perché le donne, almeno fino alla menopausa, hanno meccanismi ormonali protettivi nei confronti delle malattie cardiovascolari che contrastano alcuni fattori di rischio come il colesterolo troppo alto e l’ipertensione. Gli attacchi di angina pectoris si manifestano in età matura e risultano mortali nel 3-4% dei casi. Cause scatenanti l’anginaCerchiamo ora di capire l’eziologia e la patogenesi della malattia, cioè le cause e il meccanismo con cui esse agiscono per arrivare a scatenare l’attacco tacco anginoso. Innanzi tutto: angina in pratica vuol dire dolore, un dolore violento, insostenibile. Perché? Come si giustifica la presenza del dolore? La cosa è ormai chiara: il dolore è dovuto a una sproporzione tra il bisogno di ossigeno del tessuto muscolare cardiaco e la quantità di ossigeno di cui effettivamente dispone. |
L’angina è una malattia del cuoreL’angina è una malattia del cuore caratterizzata da improvvise crisi dolorose accompagnate da sensazioni di "morte imminente". CRISI Trattamento farmacologico e chirurgico dell’anginaLa scelta del trattamento è stabilita in relazione al tipo di angina diagnosticato e dall’eventuale compresenza di altre malattie. Farmacologico Chirurgico La malattia aterosclerotica coronarica. L’angina. L’infarto.Quando all’interno delle coronarie si forma un accumulo di grasso (placca) il lume interno del vaso si restringe; conseguentemente si riduce il flusso di sangue al cuore. Il fumo, l’ipertensione, il diabete, l’ipercolesterolemia, la vita sedentaria e l’obesità sono fattori di rischio che aumentano la probabilità che si formino placche aterosclerotiche al livello delle coronarie. Durante attività fisica, il cuore fa uno sforzo maggiore, pertanto ha bisogno di una quantità di ossigeno più elevata. Se nella coronaria c’è una placca che ostacola l’afflusso di sangue al miocardio, durante uno sforzo il cuore soffre perché gli arriva poco ossigeno e tu senti dolore al petto (angor). In questo caso si parla di "angina da sforzo", perché il dolore compare durante uno sforzo e scompare con il riposo. Nei casi più gravi, quando la coronaria è ristretta in modo più severo, il dolore può comparire anche a riposo, perché il sangue che arriva al miocardio è troppo poco per permettere al muscolo di compiere la normale attività. I medici definiscono questa malattia con il termine di "angina instabile", una condizione più grave dell’angina da sforzo, che richiede l’immediato ricovero in ambiente ospedaliero. Quando la coronaria si chiude improvvisamente (questo generalmente succede quando su una placca preesistente si forma un grumo di sangue, detto trombo, che occlude completamente il lume vasale), compare un forte dolore al petto che dura più di 20 minuti, a volte accompagnato da dolore al braccio sinistro e/o alla sinistra, senso di costrizione alla gola e affanno. Talora, il dolore può essere localizzato in corrispondenza dello stomaco ed essere confuso con una banale indigestione. Il dolore è dovuto al fatto che le cellule del cuore, private improvvisamente dell’ossigeno, muoiono: tutto ciò si verifica in corso di infarto miocardico acuto. È importante riconoscere tempestivamente i segni dell’infarto, perché arrivando subito in ospedale è possibile riaprire la coronaria chiusa e impedire che un pezzo di cuore muoia, o almeno limitare la zona di miocardio colpita dall’infarto. L’angina da sforzo, l’angina instabile e l’infarto miocardico acuto, sono forme diverse, più o meno gravi, della cosiddetta "cardiopatia ischemica", una patologia che, nella maggior parte dei casi, è dovuta alla presenza di placche nelle coronarie. Possibilità di diagnosi e terapia La cardiopatia ischemica in genere può essere curata con medicine che riducono il lavoro del cuore e rendono il sangue più fluido, ma nelle forme più gravi la sola terapia medica non è sufficiente. Se hai angina da sforzo, nonostante la terapia o se hai dolore a riposo, devi fare la coronarografia, per visualizzare le arterie coronarie e vedere se ci sono placche. |
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