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Cifre contraddittorie sui decessi per infarto

Navigando su internet non son riuscito a trovare dati univoci, attendibili e aggiornati sui decessi per infarto in Italia. Ho trovato delle cifre e le riporto, anche se sono in parte contraddittorie.
Su un sito [www.heartcarefound.org] ho letto che ogni anno in Italia 240.000 persone muoiono per malattie cardiovascolari. Secondo altri siti [http://www3.varesenews.it] 160.000 persone sono colpite da attacco cardiaco, e 50.000 sono vittima di morte improvvisa da arresto cardiaco.

Le malattie cardiovascolari in Italia: il più importante problema di salute

Le malattie cardiovascolari rappresentano comunque il più importante problema di salute nel mondo occidentale. Tali malattie generano un pesante impatto sull’aspettativa di vita delle persone, sulla qualità della vita di chi è malato e sull’impegno di risorse sanitarie.
Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morte nel nostro paese, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi. In particolare la cardiopatia ischemica è la prima causa di morte in Italia, rendendo conto del 28% di tutte le morti, mentre gli accidenti cerebrovascolari sono al terzo posto con il 13%, dopo i tumori.
Esse rappresentano la prima causa di morte nella nostra popolazione.
Ogni anno si spopola una città per le malattie del cuore!

Il 44% dei decessi sono dovuti alle malattie cardiovascolari (di cui il 30% all’infarto del miocardio e il 31% all’ictus)

Attualmente il peso complessivo delle malattie cardiovascolari sul totale dei decessi è pari al 44%, di cui il 30% sono dovuti all’infarto del miocardio e il 31% all’ictus. Nei paesi industrializzati come l’Italia le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte: ogni anno 36 mila persone muoiono per infarto acuto del miocardio.

Spesso la vittima non viene adeguatamente soccorsa perché l’evento normalmente si verifica fuori dall’ospedale. La mortalità fuori ospedale rappresenta, infatti, circa il 30% di tutta la mortalità per infarto, ed è in gran parte dovuta ad arresto cardiaco, che avviene entro la prima ora dall’esordio dei sintomi.
In termini di sopravvivenza, il ritardo nel trattamento deve quindi considerarsi un vero e proprio fattore di rischio. In questo senso dunque prevenire rimane l’arma migliore per difendersi.

Il 23,5% della spesa farmaceutica italiana è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare

I dati del Registro Nazionale degli Eventi Coronarici e Cerebrovascolari mostrano un quadro sostanzialmente omogeneo in tutta Italia, che sfata il luogo comune secondo cui di cuore ci si ammalerebbe di più al Nord che al Sud Italia. I tassi di incidenza dell’infarto, per esempio, sono molto simili a Napoli e in Friuli Venezia Giulia, sia per gli uomini che per le donne.

Secondo il “Centro Nazionale di Epidemiologia, Prevenzione e Promozione della Salute - Istituto Superiore di Sanità Roma” la letalità coronarica è decisamente rilevante in tutte le aree e peggiore nelle donne, come atteso: tra i pazienti colpiti da infarto miocardico acuto nell’età compresa fra 35 e 74 anni, tre uomini su 10 e quattro donne su 10 muoiono entro 28 giorni dall’esordio dei sintomi, principalmente fuori dall’ospedale, prima di poter essere adeguatamente curati. Confrontando i tassi degli eventi coronarici e cerebrovascolari, emerge che negli uomini prevalgono gli eventi coronarici, nelle donne quelli cerebrovascolari.
Per quanto riguarda gli accidenti cerebrovascolari si conferma che nelle aree del Sud la mortalità è superiore rispetto al Nord, dato atteso per la più elevata prevalenza di ipertensione arteriosa e abitudine al fumo sia negli uomini che nelle donne.
Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico. La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi economici per la società. Il 23,5% della spesa farmaceutica italiana (pari all’1,34 del prodotto interno lordo), è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare (Relazione sullo stato sanitario del Paese, 2000).

Le malattie cardiovascolari uccidono più persone dei tumori

4,35 milioni di persone muoiono ogni anno in Europa per malattie cardio-cerebrovascolari, e quasi la metà di loro (1,9 milioni) muoiono nei paesi dell’Unione Europea. Le malattie cardio-cerebrovascolari sono anche la causa principale di disabilità e di ridotta qualità di vita. Le malattie cardiovascolari uccidono più persone dei tumori nella loro totalità, soprattutto nelle donne (55 per cento di tutti i decessi) rispetto agli uomini (45 per cento).
Un basso livello socioeconomico si correla con una maggiore mortalità sia negli uomini sia nelle donne.

Se hai notizie sull’infarto o una tua storia personale da raccontare, non esitare a contattarci. Se vuoi, puoi leggere lettere di infartuati (persone colpite da infarto). Queste pagine sono aperte a chiunque voglia far circolare informazioni sulle malattie del cuore e sull’infarto in particolare.

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SINTOMI DELL’INFARTO: IL DOLORE CHE PRECEDE L’ATTACCO
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STATISTICHE SULLE CAUSE DELLE MALATTIE DEL CUORE
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