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Prevenzione dell’infarto. Cuore e colesterolo |
Dato che il fattore ambientale è modificabile, entra in causa il problema della prevenzione dell’infarto. Pur ammettendo che si è lontani dall’attuarla efficientemente, è tuttavia possibile almeno impostarla. Bisogna, in primo luogo, curare in modo scrupoloso e continuato alcune malattie alle quali si riconoscono attività predisponenti; tra queste, due sono le più importanti: il diabete e l’ipertensione. In secondo luogo bisogna adottare un equilibrato regime di vita, tendente a limitare i danni dell’arteriosclerosi. È opportuno, in questo senso, evitare una vita sedentaria, specie se abbinata a tensione emotiva. Questo innanzi tutto perché, consumando energie con il moto, si evita lo squilibrio tra l’eccessiva alimentazione e la modesta quantità di energie spese dall’organismo. Il moto poi procura un po’ di distensione, una salutare pausa in quel battente seguito di stimoli nocivi che continuamente giungono al nostro sistema nervoso. Bisogna evitare il fumo o almeno ridurlo entro limiti ragionevoli. Questo è il primo consiglio che i medici danno. Infatti, è dimostrato che la nicotina ha un effetto peggiorativo sulle malattie dell’apparato circolatorio in genere e quindi un’azione predisponente all’infarto. Il fatto che esistano eccezioni non diminuisce la validità dell’affermazione. Quasi tutti gli studiosi sono d’accordo sulla necessità di osservare una scrupolosa dieta, capaci in parte di contribuire alla prevenzione. Si è detto « in parte » perché non si può obiettivamente sostenere che queste precauzioni impediscano in modo assoluto il sopravvenire dell’infarto. Tale è la varietà delle cause che possono determinare un arresto o un rallentamento del circolo coronarico che è difficile attuare una profilassi sicuramente efficace. È indiscusso, comunque, che queste precauzioni limitano il rischio dell’infarto. Parenzan L., “Il cuore”, Fabbri editori, pag. 123 |
Il paradosso della prevenzioneE’ facile immaginare l’entità del numero di vite umane risparmiate si avrebbe riducendo la mortalità per infarto anche solo dell’ 1%. Un epidemiologo infatti si può considerare soddisfatto se il suo intervento ha consentito di ridurre il rischio di malattie cardiache anche di un valore molto piccolo. Dalla ricerca del Lipid Research Clinics è stato tratto il messaggio secondo cui una riduzione del colesterolo plasmatico dell’1% provoca una riduzione della mortalità per cardiopatia coronarica del 2%. Questa affermazione ha un aspetto paradossale: ridurre il colesterolo medio del 50% (cioè dimezzarlo) provocherebbe la scomparsa della malattia coronarica! Ai controlli preventivi si presentano coloro che hanno meno bisogno di consigliQuando vengono lanciati generici inviti a sottoporsi a controlli preventivi, venne riscontrato che si erano presentati coloro che avevano meno bisogno di consigli: donne bianche, anziane, non fumatrici e con elevato livello di coscienza sullo stato della propria salute. Strategie di prevenzioneGli organismi americani consigliano di sottoporre a controlli più ravvicinati maschi e femmine maggiori di 18 anni che presentino uno o più fattori di rischio (fumo di sigarette, storia familiare di ipercolesterolemia o malattia cardiovascolare prematura in un parente stretto, ipertensione, malattia coronarica), e gli europei consigliano di individuare i soggetti ipecolesterolemici che hanno anche un altro fattore di rischio coronarico. |
L’informazione disinformata. Il cammino dell’informazione: dalle riviste scientifiche al grande pubblico |
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L’informazione è influenzata da un potente apparato scientifico, governativo, economico e industriale che finanzia e indirizza progetti di ricerca, sostiene con la pubblicità gran parte della stampa medica, promuove congressi, diffonde l’informazione attraverso opuscoli, libri, pubblicità e riviste patinate ed è sostenuto dagli stessi «esperti» che hanno enfatizzato alcuni dati trascurandone altri, affinché il paradigma «riduciamo il colesterolo per ridurre la malattia coronarica» non subisca incrinature. In un recente pamphlet (documentato da più di 2500 voci bibliografiche) viene svolta una feroce requisitoria contro quella che viene definita una vera e propria cospirazione intentata da ricercatori e industria; i primi «non possono ammettere di essersi sbagliati dopo aver pubblicato per 10-20 anni articoli sullo stesso argomento e, per un meccanismo di autoprotezione, tendono a diventare sempre meno obiettivi». Non sono d’accordo con questa tesi: non credo esista un’alleanza precostituita fra tutti coloro che si occupano della questione del colesterolo. L’informazione pilotataL’ultimo meccanismo che distorce l’informazione è il modo in cui i risultati delle ricerche raggiungono la maggior parte dei medici e il grande pubblico. Spesso, in articoli divulgativi su riviste scientifiche, in pubblicazioni inviate gratuitamente ai medici o fornite direttamente dalle case farmaceutiche, i risultati delle ricerche cliniche vengono riportati solo in termini di percentuali relative di riduzione degli infarti, senza fornire i numeri assoluti degli eventi risparmiati. In tal modo anche il lettore più accorto deve prendere per buoni i dati pubblicati e non ha la possibilità di verificare l’efficacia del trattamento proposto. Leggendo che una certa terapia riduce l’incidenza di infarto del 34%, ci si può fare l’idea che abbiano avuto l’infarto tutti i pazienti trattati con placebo e solo il 66% di quelli trattati con il farmaco in questione: ovvero ogni 100 pazienti che hanno assunto la terapia si siano verificati 34 infarti in meno. Come abbiamo visto dai dati tratti dallo Helsinki Heart Study, nei 5 anni della ricerca hanno avuto l’infarto il 4,1 % dei soggetti che avevano assunto il placebo e il 2,7% di coloro che avevano assunto il gemfibrozil. Limiti e meriti della prevenzioneÈ necessario dapprima definire i punti su cui esiste un sostanziale accordo, poi discutere sui risultati documentati dalle ricerche scientifiche, ma sottaciuti dai fautori del paradigma colesterolo = infarto, e infine affrontare quelli controversi. Incominciamo dai primi: |
Se hai notizie sull’infarto o una tua storia personale da raccontare, non esitare a contattarci. Se vuoi, puoi leggere lettere di infartuati (persone colpite da infarto). Queste pagine sono aperte a chiunque voglia far circolare informazioni sulle malattie del cuore e sull’infarto in particolare. |
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