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Statistiche sulle cause delle malattie del cuore |
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Nelle malattie cardiovascolari non è individuabile una causa unica. Sono noti diversi fattori che aumentano il rischio di sviluppare la malattia e predispongono l’organismo ad ammalarsi. I più importanti sono: abitudine al fumo di sigaretta, diabete, obesità, valori elevati della colesterolemia, ipertensione arteriosa e scarsa attività fisica, oltre alla familiarità alla malattia, all’età e al sesso. L’entità del rischio che ogni persona ha di sviluppare la malattia dipende dalla combinazione dei fattori di rischio o meglio dalla combinazione dei loro livelli e dalla durata dell’esposizione ai fattori di rischio. I dati epidemiologici raccolti dall’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare (OEC), su una popolazione italiana afferente ai 51 centri nazionali costituenti l’OEC, mostrano che in media la distribuzione dei fattori di rischio è la seguente: In media in Italia la familiarità per le malattie cardiovascolari riguarda il 24% degli uomini e il 30% delle donne. I dati delle singole malattie cardiovascolari (infarto, ictus, angina pectoris, claudicatio intermittens, TIA, fibrillazione atriale) derivano dall’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare (OEC). La prevalenza nelle diverse malattie nella fascia di età compresa fra 35 e 74 anni, è: I dati relativi agli eventi coronarici, evidenziano che negli uomini con una fascia di età compresa tra 25 e 84 anni, il Tasso Standardizzato è pari a 141,9 casi per 10.000 abitanti, mentre nelle donne di pari età, il Tasso Standardizzato è pari a 36.9 casi per 10.000 abitanti. |
Le patologie a carico del cuore e delle arterie coronarie |
| Per definizione nelle malattie cardiovascolari, rientrano tutte le patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni, che comprendono le cardiomiopatie, le cardiopatie congenite, l’ipertensione arteriosa sistemica, le aritmie e i tumori del cuore. Nell’ambito delle cardiomiopatie le più frequenti sono la cardiopatia coronarica ischemica, responsabile dell’infarto acuto del miocardio e dell’anginapectoris, e nell’ambito delle malattie cerebrovascolari le più frequenti sono l’ictus ischemico o emorragico. Attualmente in Italia il peso complessivo delle malattie cardiovascolari sul totale dei decessi è pari al 44%, di cui il 30% è dovuto all’infarto del miocardio e il 31% all’ictus: ogni anno circa 36 mila persone muoiono a causa di infarto acuto del miocardio. Valori così elevati sono dovuti all’invecchiamento della popolazione con conseguente aumento numerico degli individui di quella fascia di età più disposta ad ammalarsi e a morire per malattie di tipo degenerativo. Negli uomini la stima dei casi prevalenti nel 2000 è stata di 220.000 casi nella fascia di età compresa fra 25 e 74 anni. Si stima che ogni giorno si verifichino circa 90 nuovi casi, 1 caso ogni 16 minuti; nelle donne le ammalate sono 39.000 l’anno, e si stima che ogni giorno si verifichino 30 nuovi casi, quindi 1 caso ogni 48 minuti. Del resto oggi un ragazzo su tre è in soprappeso e due ragazzi su tre fumano e mangiano in maniera scorretta: due dei più diffusi fattori di rischio cardiovascolare. |
Statistiche inattendibili sulle morti per infartoCi sono statistiche che collezionano "numeri in libertà". Un articolo su Il Messaggero del 31 agosto 2003, riportava la seguente tabella: C’è comunque un declino dei morti per infartoQueste patologie, già in declino negli ultimi decenni, hanno subìto nel 1999 rispetto al 1997 un’ulteriore diminuzione in entrambi i sessi, passando da un tasso standardizzato di 43,8 decessi nel 1997 a 43,2 per 10.000 uomini nel 1999, e da 30,4 a 28,8 per 10.000 donne. Secondo l’ISTAT, nel panorama della “mortalità per causa” si conferma la tendenza osservata negli anni più recenti, ovvero una consistente diminuzione dei decessi per le cause di morte più diffuse, prime fra tutte le malattie del sistema circolatorio, e una riduzione della mortalità per tumori maligni. Secondo dati del 1992, la malattia coronarica interessa 5,4 milioni di americani, provoca 680.000 ricoveri e quasi mezzo milione di decessi ogni anno. In Italia la cardiopatia ischemica continua a essere la principale causa di mortalità. Si può stimare che circa 500.000 persone in Italia hanno avuto un infarto e altre 500.000 soffrono di angina pectoris. Ogni anno si verificano 160.000 infarti; 50.000 (di cui 15.000 mortali) avvengono in soggetti di età inferiore a 65 anni. |
Se hai notizie sull’infarto o una tua storia personale da raccontare, non esitare a contattarci. Se vuoi, puoi leggere lettere di infartuati (persone colpite da infarto). Queste pagine sono aperte a chiunque voglia far circolare informazioni sulle malattie del cuore e sull’infarto in particolare.- - - - - - - - - - Hai scritto qualcosa? |
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