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Gli impianti e l’implantologia dentale a Roma

Nell’implantologia si usano esclusivamente impianti in Titanio puro o in una lega di questo metallo, che si è rivelato il migliore nel campo dell’implantologia.
Quando nell’organismo è presente un corpo estraneo, si può verificare un processo di organizzazione oppure una reazione immunitaria (antigene-anticorpo). Quest’ultima, detta anche reazione di rigetto, si verifica quando nel corpo estraneo sono presenti delle proteine e non ha quindi luogo con materiali implantari in cui le proteine sono assenti. Il Titanio usato nell’implantologia dentaria, non provoca reazioni da corpo estraneo, ma stabilisce con l’osso una connessione diretta che è alla base dell’osteointegrazione, pertanto il materiale implantare è un fattore importante nel raggiungimento dell’organizzazione tra tessuto osseo e impianti.

Cos’è l’implantologia dentale

L’implantologia permette di ricostruire il patrimonio dentale perduto senza l’ausilio di protesi rimovibili o ponti. Ma di che tipo di intervento si tratta? E’ indicato a tutti o vi sono controindicazioni? E qual è la durata?

L’implantologia moderna nasce negli anni 60 in Svezia, ma è solo negli anni 80 che ottiene la diffusione e il successo in tutto il mondo, tanto che oggi è diffusissima, sia a Roma che fuori Roma. Viene coniato il termine osteointegrazione ad indicare il legame strettissimo che si verifica quando una vite in titanio puro viene introdotta nell’osso sano, mediante una tecnica atraumatica. Il titanio è uno dei materiali più compatibili con l’osso umano.

L’implantologia dentale è quella branca dell’odontoiatria per mezzo della quale, quando una persona rimane in parte o totalmente priva di denti può riavere, mediante delle radici dentali artificiali inserite al posto di quelle perdute, nuovamente i denti che su tali radici vengono fissati.
La metodica ha alle spalle lunghissimi anni di studio. Fin dai tempi più remoti, infatti, si è cercato con sistemi e materiali diversi, di sostituire i denti mancanti. E’ ben comprensibile comunque la difficoltà dell’impresa, se solamente ai nostri giorni si è arrivati finalmente a mettere a punto delle metodologie che risolvono, nella maggior parte dei casi, tale problematica.

I precursori italiani dell’implantologia dentale

Ormai sono più di 70/80 anni che fervono seri studi attorno a questa branca dell’odontoiatria. L’implantologia dentale è di grande utilità. Fu un italiano a dare inizio a quel filone di studi che, negli ultimi decenni, ha portato all’affermazione e al riconoscimento di questa metodica.
Si tratta del dottor Formiggini di Modena, che nella seconda metà degli anni ’40, ideò un impianto in metallo “a forma di spirale”, da inserire negli alveoli dei denti estratti.
Egli riteneva che fra le varie spire si sarebbe generato del tessuto osseo o fibroso, il quale, trattenendo questa particolare radice, avrebbe poi permesso di fissare sulla stessa, nella parte emergente della gengiva, dei denti fissi.
In realtà ben prima di Formiggini altri ricercatori come l’americano Strock e lo svedese Dahl (inizio ’900) avevano cercato rispettivamente di inserire in profondità nel tessuto osseo, privo di denti, o di appoggiarvi sopra, delle particolari radici metalliche, sulle quali poi fissare dei denti artificiali.
Tali metodi, tuttavia, probabilmente a causa dei tempi, delle attrezzature poco adatte, della mancanza di materiali adeguati, non riscossero allora i risultati sperati, finché con l’avvento di un’epoca più vicina a noi (attorno agli anni ’50/’60), si incominciarono ad ottenere i primi successi.
C’è da essere grati pertanto a quei precursori (Cherchev, Muratori, Tramonte, Pasqualini, Linkow, Scialon, il citato Formiggini e parecchi altri), dei quali molti ormai scomparsi, che portarono avanti in modo determinante la ricerca. Per merito loro anche in Italia, oltre che in America, in Francia, in Argentina, l’implantologia dentale cominciò a prendere piede e dare risultati soddisfacenti.
Purtroppo tutti questi ricercatori - che scoprirono il metodo e cominciarono a diffonderlo - non seppero mai accordarsi fra loro e rendere ufficiali e credibili le loro scoperte.
A loro discolpa va detto che essi furono spesso, anzi quasi sempre, aspramente combattuti dalle Università e dalla Scienza Ufficiale, di Roma e di fuori Roma, forse perché non si riteneva che dei semplici privati potessero portare a compimento una così grande scoperta, la quale, per i tempi, aveva del miracoloso.
E tale ostilità nei confronti dei precursori non si è ancora del tutto spenta, poiché continua l’assurda diatriba tra coloro che praticano sia i metodi tradizionali che quelli moderni e coloro che invece si avvalgono solo di questi ultimi.

L’implantologia dentale fu in passato molto contestata e anche quando la si dovette accettare - dato che era diventata realtà incontestabile - si continuò ad affermare che su quella disciplina non erano mai state svolte serie ricerche. Ma non è così. Si è scoperto che delle radici artificiali (naturalmente di metallo inerte come il titanio che non dà reazione), se immesse nel tessuto osseo e mantenute ferme e stabili fin dal primo momento della loro inserzione, si includono perfettamente nello stesso.
Fu subito coniata allora la parola “osteointegrazione”.
La maggior parte degli impianti se ben eseguiti, a Roma o fuori Roma, si “osteoincludono”, poichè i principi delle metodiche, sia moderne che tradizionali, rimangono sempre i medesimi.
Sotto un’ottica più corretta, anzi i vari impianti e metodi esistenti (sia tradizionali che moderni) sono fra loro complementari e si completano a vicenda.
Conoscendo infatti più metodi, ed usando diversi tipi di impianti, date le stesse varianti anatomiche dell’osso mandibolare e mascellare, è possibile risolvere in modo più soddisfacente e completo, tutti i casi si presentano nella pratica professionale.
In qualche caso si richiede l’intervento della chirurgia maxillo facciale, con interventi invasivi, che amplia il sito ove inserire gli impianti, mediante innesti di tessuto prelevati e trasportati da altre parti dello scheletro: dal bacino (cresta eliaca), dalla teca cranica, dalle costole, e, quando è possibile, dal mento.

L’implantologia dentale a Roma e gli impianti post estrattivi

L’implantologia dentale sta trovando soluzioni sempre più semplici per l’inserimento di impianti nell‘ osso senza dolori o lunghe terapie. Sempre più spesso è possibile inserire gli impianti subito dopo avere estratto i denti malati (impianti post estrattivi).
Infatti dopo avere tolto il dente l’alveolo vuoto viene attentamente pulito e disinfettato dal chirurgo, quindi si può inserire subito la nuova radice in titanio. Talvolta utilizzando speciali impianti nati proprio per questa indicazione.

Molto spesso il chirurgo può decidere di mettere i nuovi denti per masticare subito dopo aver inserito gli impianti (carico immediato). Si tratta di utilizzare una speciale metodica chirurgica e anche degli impianti con una superficie particolare, affinché si ottenga un forte incastro tra l’osso e l’impianto.
Questa moderna tecnica si può utilizzare sia per denti singoli, che per mancanze di due o tre denti, che per mancanze totali. Insomma quando il paziente porta una dentiera, i nuovi denti vengono inseriti il giorno stesso, talvolta provvisori, ma in alcuni casi perfino già definitivi. La sera stessa il paziente può cenare con i suoi nuovi denti fissi.

Attenzione però che solo una rigorosa e severa valutazione del caso da parte del chirurgo implantologo e del dentista di fiducia, permette di eseguire interventi di questo tipo. Nuovi approcci che risolvono tanti problemi e tante paure ai pazienti ma che però richiedono grande capacità, una raffinata manualità chirurgica e una attento saper ascoltare le esigenze, le ansie e le aspettative del paziente.

Ma se manca l’osso per innestare l’impianto?
Un tempo la frase “non c’è abbastanza osso” bastava a farci sentire inevitabilmente condannati alla dentiera. Oggi i mezzi per riavere l’osso mancante sono molti. Servono semmai interventi straordinari e delicati eseguibili solo da mani attente ed esperte. Con un avvertimento: solo un dentista capace e di fiducia saprà aiutarci a scegliere la terapia più opportuna e il chirurgo più adatto.

Per piccoli deficit si può aumentare lo spessore della mandibola, con innesti di pezzetti di osso dello stesso paziente che si saldano all’impianto e all’osso rimasto (innesto di osso particolato). Un piccolo intervento che può precedere l’inserimento dell’impianto oppure essere eseguito in contemporanea. Dopo pochi mesi l’osso innestato e quello già presente diventano un tutt’uno.

Si possono installare impianti dove non c’è osso, ma anche riempire affossamenti antiestetici o riottenere una estetica del sorriso naturale e gradevole. Nei casi più difficili e con ancora meno osso residuo, si può avvitare una sorta di piccolo tassello osseo prelevato sempre dalla bocca del paziente.
Naturalmente ogni intervento chirurgico, dal più piccolo al più importante, richiede una esame attento e accurato del paziente. Le indicazioni per l’intervento, le controindicazioni, le possibili complicazioni devono essere ben valutate, spiegate e capite.

Tutti sanno che le protesi mobili (dentiere) possono causare molte difficoltà ai pazienti sia a livello di conversazione, che di masticazione. Ci sono persone che percepiscono le protesi mobili come un handicap, e per questo riducono i contatti con gli altri, declinando inviti a pranzo e a cena per le limitazioni che possono avere nel mangiare certi cibi o per l’imbarazzo di evidenziare la mobilità del proprio apparecchio dentale.

Negli ultimi anni sempre più persone, a Roma e fuori Roma, decidono di risolvere questi problemi scegliendo l’implantologia dentale, una tecnica rivoluzionaria per sostituire i denti persi o anche solo per poter aumentare la ritenzione delle protesi mobili alle arcate ossee mascellari.

Queste pagine sono dedicate alla battaglia che il dottor medico-chirurgo odontoiatra G. R. Ierfino, che esercita a Roma, combatte contro i nemici dei nostri denti
(vedi: IN DIFESA DI IPPOCRATE ).
Sono state tratte e scritte liberamente da me, navigando sul web, utilizzando come bussola soprattutto il suo sito: www.igieneorale.info.

Io sono un "suo paziente soddisfatto". Conoscendo il dottor Ierfino, capisci che vive la sua professione con passione, e che ci mette l'anima. È così persuasivo che alla fine ti convince a combattere - insieme a lui - la sua battaglia per la prevenzione odontoiatrica.
Lui però ci tiene a dire di essere un dentista qualsiasi, che applica le regole di un qualsiasi normale medico:
scienza, coscienza e prudenza.
Non aspettatevi un santo o un fanatico, così come non vuole curare santi o fanatici.
Il suo onorario è nella media: 80 euro una visita, 100 euro una seduta di igiene orale (eseguita da lui personalmente) di un'ora e tutto il resto in proporzione.

Se avete domande utilizzate la sua e-mail: gierfino@igieneorale.info
Risponderà, però, solo ed esclusivamente a domande le cui risposte non sono già nel suo sito,
www.igieneorale.info – che vi invito caldamente a leggere.

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