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Il filo interdentale e la cura dei denti

Il filo interdentale è costituito da un insieme di fili di nylon o meglio di seta, che possono essere ricoperti o no da un sottile strato di cera. Il filo non cerato è il più efficace poiché i suoi 300 filamenti di seta agiscono come altrettanti minuscoli raschietti.
Il filo interdentale è indispensabile per pulire le superfici dei denti dove non arriva lo spazzolino cioè nello spazio interdentale delimitato da due denti contigui. Questo spazio è occupato dalla papilla interdentale: la gengiva a forma di tenda canadese interposta tra due denti contigui.

Queste pagine sono dedicate alla battaglia che il medico dentista dott. Ierfino dentista a Roma conduce contro i nemici dei nostri denti.
Ierfino, di cui sono onorato di definirmi “paziente soddisfatto”, ci mette l’anima nel suo lavoro. Capisci che lo vive come passione, ed è così persuasivo che alla fine ti convince a combattere – insieme a lui – per salvarti i denti, per prevenirne la carie e i malfunzionamenti.
Come gestore del sito "Il palo", lo raccomando a chi preferisce prevenire gengiviti e carie, piuttosto che farsi estirpare denti quando è ormai troppo tardi.

Perché si usa ancora poco il filo interdentale?

E’ generalmente poco amato e pochissimo usato perché non è ancora veramente entrato nella nostra cultura e nelle abitudini. L’uso regolare del filo interdentale e dello spazzolino ridurrebbero in modo drastico la possibilità di malattie dei denti perché il filo completa l’opera dello spazzolino, raggiungendo quelle aree altrimenti inaccessibili quali  la papilla interdentale che si ammala facilmente. Infatti se non è pulita regolarmente e diligentemente col filo interdentale, si può formare la cosiddetta tasca parodontale.

Cos’è la tasca parodontale?

La tasca è un buco o meglio una fessura tra il dente e la sua gengiva: tasca gengivale. E’ più grave se l’infezione interessa anche l’osso di sostegno del dente stesso, si parla allora di tasca ossea.
In questa fessura, più o meno grande e di forma variabile, i microrganismi possono annidarsi indisturbati, poiché non sono più raggiungibili né dallo spazzolino né dal filo interdentale.  Pertanto se la tasca parodontale non è curata dal dentista, può aggravarsi progressivamente fino alla perdita dei denti per mancanza dell’osso di sostegno.
Ecco un esempio classico di una seria malattia cronica e progressiva che potrebbe essere evitata orientando le nostre abitudini dall’emergenza alla prevenzione.

Perché è indispensabile il filo interdentale?

Il filo interdentale di seta non cerato (solo questo), è indispensabile per la pulizia ma è anche uno strumento diagnostico perché segnala la presenza di tartaro o di carie.
Nella superficie dentale dove si sfilaccia o peggio si taglia di netto, oppure in corrispondenza di un lavoro odontoiatrico mal fatto o non preciso, quali i bordi di corone e di otturazioni sporgenti. Sono condizioni ideali per lo sviluppo indisturbato della patina, perché è praticamente impossibile poterla asportare sia per lo spazzolino che per il filo. Infatti è pressoché costante trovare gengiviti in tutte quelle aree, specialmente tra gli spazi interdentali, che sono occupate da ricostruzioni debordanti. Quasi sempre esse sono è associate anche a un danno osseo. Il filo interdentale si utilizza anche sotto i ponti protesici.  A tal fine vi è in commercio il cosiddetto passafilo.  Si tratta di un ago di plastica con una piccola cruna, flessibile, che consente l’introduzione del filo sotto il ponte, permettendo così la pulizia di un’area altrimenti inaccessibile.

Negli ultimi tempi in alternativa al metodo del passafilo è stato introdotto un tipo di filo più grosso, fatto a ciuffi, con un’anima di plastica più robusta, (Superfloss) che si introduce direttamente sotto ai ponti protesici.

Come si usa il filo interdentale nella pulizia dei denti

MODALITA’ D’USO DEL FILO DENTARIO DI SETA NON CERATO

E’ preferibile usare il filo dentario di seta e non cerato perché quando questo viene premuto contro la superficie del dente da pulire, i singoli filamenti del filo si separano e il filo interdentale diventa una superficie composta da alcune decine di "piccole lame taglienti" che asportano efficacemente la patina.
Il filo dentario va usato (almeno nei primi tempi) davanti allo specchio. Afferrando il filo per un’estremità con due dita, la lunghezza del filo interdentale deve essere pari alla lunghezza che va dal braccio esteso fino al pomo di Adamo.
Il filo interdentale va avvolto, senza stringere, all’ultima falange del medio (nella zona dell’unghia), quasi tutto da una parte e poco dall’altra in modo tale però che il filo si possa reggere solo sulle due dita medie, senza impegnare le altre dita. Si possono usare così tutte le altre dita nella combinazione più comoda per indirizzare e manovrare il filo agevolmente anche nelle zone più inaccessibili.
Nell’uso, il filo si impregna di patina batterica quindi man mano che si sporca si svolge il filo pulito e si avvolge quello sporco.
La lunghezza del filo interdentale che striscia effettivamente contro il dente è di poco superiore al diametro esterno-interno di ciascun spazio interdentale da pulire (1 -1,5 cm.). E’ intuitivo che più piccola è la distanza tra le dita che manovrano il filo, più agevole e facile sarà l’esecuzione delle manovre di igiene orale.
Si inserisce il filo nello spazio interdentale e si supera il punto di contatto con delicatezza per evitare che oltrepassandolo di scatto e con troppa forza, sbatta contro la sottostante papilla interdentale, traumatizzandola.
Se ciò si verifica usare un movimento a seghetto (movimento avanti e indietro).
Si striscia il filo interdentale contro la superficie del dente, abbracciandolo con il filo o meglio stringendolo ad ansa, andando sù e giù mediamente 4 o 5 volte. Bisogna strisciare dal punto di contatto fino al solco gengivale interdentale.
Ricordarsi che spingendo il filo nel solco gengivale interdentale è necessario percepire una leggera resistenza ma non fino ad avvertirne dolore.
Si striscia il filo su e giù fino a che il dente canta: emette un suono di vetro smerigliato o di piatto pulito. Se dopo 4-5 movimenti tale suono non si dovesse verificare usare del filo nuovo.
Ricordarsi che per ogni spazio interdentale vi sono due superfici da pulire.  Quindi pulire una superficie per poi passare a pulire (saltando la papilla interdentale) la superficie dentale opposta.

Dopo aver passato il filo interdentale e lo spazzolino ci si sciacqua la bocca facendo uscire con forza l’acqua dagli spazi interdentali.

Queste pagine sono dedicate alla battaglia che il medico dentista dott. Ierfino dentista a Roma conduce contro i nemici dei nostri denti.
Ierfino, di cui sono onorato di definirmi “paziente soddisfatto”, ci mette l’anima nel suo lavoro. Capisci che lo vive come passione, ed è così persuasivo che alla fine ti convince a combattere – insieme a lui – per salvarti i denti, per prevenirne la carie e i malfunzionamenti.
Come gestore del sito "Il palo", lo raccomando a chi preferisce prevenire gengiviti e carie, piuttosto che farsi estirpare denti quando è ormai troppo tardi.

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Link utili alla salute dei denti
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