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Qual è lo spazzolino ideale per i denti

Poiché la patina appena formata è facilmente asportabile, per non traumatizzare senza motivo denti e gengive, è consigliabile uno spazzolino con setole sintetiche, facilmente lavabili, né troppo dure né eccessivamente morbide, con le punte arrotondate e con la testa piuttosto piccola da permettere di raggiungere le aree meno accessibili della bocca. Lo spazzolino per spazzolare i denti è preferibile usarlo asciutto. e sostituirlo non appena le setole si sfrangiano. Se si hanno abitudini d’igiene orale regolari lo spazzolino da denti andrebbe sostituito ogni 2 o 3 mesi circa. Uno spazzolino vecchio o usato impropriamente può provocare più danni che benefici. Dopo l’uso bisogna pulirlo accuratamente e farlo asciugare.
Lo spazzolino ideale deve avere caratteristiche ben precise per spazzolare bene, anche se variazioni in più o meno, entro certi limiti, non ne modificano l’efficacia.
Lo spazzolino ideale ha: il manico di plastica ben solido e comodo alla presa. E’ impressionante osservare quanti spazzolini scomodi ci siano ancora in giro!
Le misure ideali sono: circa 13-14 cm. di lunghezza (testa spazzolante compresa), testa spazzolante di 2,5 cm. di lunghezza e 0,8-1 cm. di larghezza. Setole di nylon od altro materiale sintetico di consistenza media soffice (diametro della singola setola 0,20-0,24 mm.) alte circa 1 cm. arrotondate all’estremità, e disposte per quattro file per l’adulto e per tre file per il bambino.

E’ utile lo spazzolino da denti elettrico?

Lo spazzolino elettrico è utile o indispensabile alle persone che hanno difficoltà motorie. Dispiace dirlo ma il miglior spazzolino elettrico non è altrettanto efficace di uno spazzolino normale usato correttamente. Spesso si rischia di collezionare un ennesimo elettrodomestico piuttosto che imparare a lavarsi i denti correttamente o migliorare un’abitudine impropria. L’errore più comune è quello di sopravvalutarne le possibilità e gli effetti. Lo spazzolino ideale per i denti è uno strumento semplice, adatto a spazzolarne le superfici.

Queste pagine sono dedicate alla battaglia che il medico dentista dott. Ierfino dentista a Roma conduce contro i nemici dei nostri denti.
Ierfino, di cui sono onorato di definirmi “paziente soddisfatto”, ci mette l’anima nel suo lavoro. Capisci che lo vive come passione, ed è così persuasivo che alla fine ti convince a combattere – insieme a lui – per salvarti i denti, per prevenirne la carie e i malfunzionamenti.
Come gestore del sito "Il palo", lo raccomando a chi preferisce prevenire gengiviti e carie, piuttosto che farsi estirpare denti quando è ormai troppo tardi.

Come ci si spazzola i denti secondo il metodo di Bass modificato?

Si accosta (con poca forza) lo spazzolino da denti di modo che le punte delle setole possano penetrare nel solco gengivale: punta delle setole verso il solco gengivale, asse delle setole a 45° gradi rispetto alla superficie dei denti. Se si esercita la giusta pressione si nota un leggero sbiancamento della gengiva.
Si imprimono allo spazzolino da denti 7-8 movimenti di vibrazione di pochi millimetri e di va e vieni quasi senza che si sposti la testa dello spazzolino (in pratica si muovono le punte delle setole). In questo modo si disgrega e si rimuove la patina presente nel solco gengivale.
Si esegue poi un unico movimento ’dal rosso al bianco’ (dalla gengiva alla superficie masticante) ruotando contemporaneamente lo spazzolino. In tale modo si portano via i batteri e i residui alimentari dal solco gengivale e dalla superficie del dente.
Ripetere gli stessi movimenti sulle superfici interne dei denti superiori ed inferiori (palatalmente e lingualmente) con la dovuta delicatezza. Tali manovre vanno ripetute 3 o 4 volte per gruppi di 2 o 3 denti. Spazzolare le superfici masticanti di tutti i denti dirigendo le punte delle setole nei solchi e nelle fossette.Pulire la lingua, il palato e tutte le gengive.
Sulla superficie interna dei denti anteriori della arcata inferiore (dato che lo spazio è più stretto) si può usare lo spazzolino in direzione verticale stando sempre attenti che le punte delle setole entrino nel solco gengivale.
Ricordarsi bene che oltre ai denti, con lo spazzolino da denti bisogna pulire con eguale attenzione il solco gengivale (penetrandovi con la punta delle setole) e le gengive.

Stare attenti a non spazzolare orizzontalmente e con forza perché a lungo andare si abraderanno i colletti soprattutto dei denti più bombati, quali i canini e i premolari.

Sono utili i collutori per la salute dei denti?

Sono utili principalmente a seguito d’interventi parodontali, ad estrazione dentarie in presenza di ferite, etc. Presi da soli  non sono in grado di mantenere sotto controllo la patina. Usati spesso al posto dello spazzolino e del filo dentario si sono dimostrati inefficaci o addirittura dannosi soprattutto perché possono modificare il naturale equilibrio ecologico della flora batterica orale. Per tale ragione vanno usati con ponderatezza e per periodi brevi di tempo. La clorexidina, il principio attivo di quasi tutti i collutori, che è attualmente usata per il controllo chimico della patina batterica non si sottrae a questa regola. La clorexidina è un agente antisettico molto efficace perché è in grado di distruggere tutti i batteri presenti nel cavo orale con un effetto prolungato. Vista la sua potenza va utilizzato con criterio, non più di due volte al dì e per periodi limitati a quindici o venti giorni, e solo se prescritta dal dentista. Un uso inappropriato crea resistenza batterica e infiammazione delle mucose. Si trova in collutori e gel ed è consigliata quando non è possibile eseguire una normale igiene orale. Comunque son molto meglio spazzolino da denti e del filo interdentale.

A cosa serve il dentifricio nella cura dei denti

L’uso dei dentifrici fluorati in maniera corretta privi nella loro composizione d’elementi che possano interferire nell’azione del fluoro, offrono uno dei mezzi più efficaci nella protezione della carie, sempre che siano impiegati costantemente e non solo sporadicamente. Infatti all’inizio degli anni ’80 in molti paesi industrializzati si è rilevato un calo delle carie superiore al 50%. Il merito sembra attribuibile all’incremento dell’uso dei dentifrici fluorati, nonostante che nel frattempo fosse aumentato il consumo di zucchero. Il dentifricio è gradito anche perché contiene componenti tensioattivi e schiumogeni, aromatizzanti e desensibilizzanti. Purtroppo, come abbiamo già descritto, la patina viene disgregata e rimossa esclusivamente dall’azione meccanica dello spazzolino da denti e del filo interdentale. Basta usarne pochissimo, una punta, e sempre al fluoro. L’uso del dentifricio fluorato deve essere raccomandato ai bambini oltre i tre anni ed il loro impiego, per lo meno alla luce delle attuali conoscenze, può essere protratto per tutta l’esistenza anche nelle aree con acqua fluorata. Non si sono ancora evidenziate controindicazioni, se non per i bambini più piccoli che, se non controllati, attratti dal gusto, ne ingoiano grandi quantità.
Stare attenti che:
1) l’uso del dentifricio con lo spazzolino da denti tende a ridurre l’impegno e il tempo necessario per l’esecuzione di un adeguato spazzolamento.
2) La schiuma del dentifricio impedisce il controllo visivo della posizione e del movimento delle setole dello spazzolino da denti durante le manovre di pulizia.

Quali sono le funzioni del dentifricio?

Sono quattro:
1. rimuovere la patina
2. proteggere lo smalto con il fluoro
3. togliere le macchie
4. lasciare l’alito fresco.

 

Quali sono i componenti dei dentifrici?

Le paste dentifricie distribuite con lo spazzolino da denti contengono:
sostanza abrasive (25-%50%)
materiali umettanti e lubrificanti (20-30%)
acqua (30-40%)
detergenti (per formare la schiuma e asportare le sostanze rimosse con lo spazzolino · aromi · dolcificanti e fluoro (1-2%)
In funzione della abrasività dentifrici in commercio sono divisi in quattro fasce:
a bassa abrasività (da 60 a 70)
media (da 70 a 100)
moderata (da 100 a 120).
alta (da 120 a 200)
Su 50 marche diverse solo due ne riportano l’indice.

La capacità di abradere è collegata agli ingredienti ma soprattutto alla grandezza delle particelle e alla forma dei microgranuli. Secondo l’American Dental Association (ADA) l’indice di abrasività di un dentifricio per non arrecare danni allo smalto deve variare nella scala RDA (Relative Dentin Abrasion) da 50 a 200. E’ consigliabile quindi utilizzare per lo spazzolino da denti dentifrici con moderata abrasività pena la conseguenza di intaccare lo smalto.

Si possono rendere più bianchi i denti? Sono utili i dentifrici sbiancanti?

Sono da evitare i dentifrici con sostanze ’sbiancanti’ a base d’abrasivi perché danneggiano lo smalto. Il colore dei denti è determinato geneticamente e non si può, o meglio, non conviene modificarlo. Non esistono in commercio prodotti in grado di cambiare il colore dello smalto. Bisogna inoltre sapere che riferendosi ai modelli massmediologici vedi: televisione cinema etc. i loro denti appaiono bianchissimi per effetto delle luci intensissime degli studi dove avvengono le riprese e quindi non sono modelli imitabili.

Con quali metodi si tolgono le macchie dei denti?

Dato che tutti dentifrici contengono una componente abrasiva, l’igiene orale correttamente eseguita con del filo interdentale, uno spazzolino da denti di durezza media e un normale dentifricio, è in grado di rimuovere le macchie causate da depositi di tartaro o da caffè o fumo oppure dovute al cibo. Sono inoltre in grado di mantenere costantemente nel tempo la tonalità naturale del dente. Nelle visite periodiche di controllo inoltre il dentista o l’igienista asporta con gli ultrasuoni o strumenti a mano il tartaro e rimuove le macchie resistenti.

Cosa sono i dentifrici sbiancanti?

Molte ditte produttrici di nuovi dentifrici chiamati in inglese "whitening" in italiano traducibile in "sbiancante" sostengono che sono meno abrasivi degli altri ma più efficaci nel rimuovere la sottile pellicola di materiale proteico che si forma sul dente, e quindi conferiscono più brillantezza e prevengono la formazione delle macchie. L’effetto finale dovrebbe essere il ritorno alla colorazione originale. Questi dentifrici hanno un effetto che più che sbiancante si potrebbe definire schiarente, ma non può modificare il colore dei denti.

E per i denti macchiati profondamente?

Vi sono macchie che pigmentano profondamente lo smalto e la dentina con danno estetico evidente. Sono generalmente collegate:
all’invecchiamento
a pregressi trattamenti odontoiatrici
abuso di tetracicline (in età pediatrica) e di alcune ormoni.
denti devitalizzati
In questi casi il dentista d’accordo col paziente possono decidere se conveniente sottoporsi ad un trattamento sbiancante eseguito con preparati professionali.
Il trattamento prevede l’uso di paste speciali abbinate ad agenti tensioattivi. L’esito è garantito perché, oltre al normale effetto abrasivo che rimuove le macchie più esterne, i principi attivi di queste paste attraversano lo smalto e agiscono rimuovendo le colorazioni dello strato situato tra lo smalto e dentina. Il risultato però non è garantito al 100% perché anche per i denti esistono le macchie impossibili da rimuovere. Col passare del tempo l’effetto sbiancante però si attenua e può essere ripetuto dopo 2-3 anni.

L’idropulsore è utile?

La doccia orale può essere considerata un coadiuvante di spazzolino da denti e del filo interdentale ma non un sostituto. Passato il filo si può usare, facoltativamente, anche l’idropulsore o idrogetto o doccia orale (apparecchio che schizza getti di acqua a pressione regolabile e a frequenza più o meno rapida: fino a 3.000 pulsazioni al minuto) dirigendone gli schizzi sui denti e negli spazi interdentali, con l’avvertenza di non abusare della pressione dello schizzo, di usare acqua tiepida e di non indirizzare gli schizzi verso i solchi gengivali per evitare traumi.
Vi è il rischio infatti di provocare emorragie connettivali o addirittura ascessi parodontali. E’ stato scientificamente dimostrato infatti che la patina batterica per la sua caratteristica adesività non viene disgregata dal getto d’acqua che gli irrigatori le lanciano contro, ma da spazzolino da denti e filo interdentale. Anche al massimo della potenza, pulisce la bocca dai detriti alimentari ma non riesce ad eliminare la placca batterica. E’ importante usarlo a bassa potenza.
L’uso dell’idropulsore ha come controindicazione la possibilità di scollare la parete gengivale dal dente e quindi provocare tasche vere e proprie da trauma, come far penetrare nella gengiva corpi estranei, quali  batteri, frammenti di tartaro o altro.

Quindi usare bene spazzolino da denti e filo interdentale, perché tutto il resto è superfluo.

Queste pagine sono dedicate alla battaglia che il medico dentista dott. Ierfino dentista a Roma conduce contro i nemici dei nostri denti.
Ierfino, di cui sono onorato di definirmi “paziente soddisfatto”, ci mette l’anima nel suo lavoro. Capisci che lo vive come passione, ed è così persuasivo che alla fine ti convince a combattere – insieme a lui – per salvarti i denti, per prevenirne la carie e i malfunzionamenti.
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Altri approfondimenti sulla salute dei denti

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LE PROTESI PER I DENTI
COSA SONO LE PROTESI DENTARIE

Link utili alla salute dei denti
e alla prevenzione della carie

Oodonto-TO http://it.groups.yahoo.com/group/odonto_to/
La mailing list degli sudenti di odontoiatria di Torino.
Ortec http://www.ortec.it/
L’associazione tecnici ortodontisti si propone di promuovere la conoscenza di nozioni teoriche e pratiche per la preparazione di apparecchi ortodontici. Presenta il manuale di tecnica ortodontica, la rivista, il museo e l’archivio culturale. Informazioni con modulo predisposto.
Sibos http://www.sibos.it/
L’associazione italiana di biomeccanica ed ortodonzia segmentata presenta i casi clinici, gli eventi culturali svolti e quelli in programma, i corsi, il notiziario ed i link utili.
Società Italiana di Ortodonzia http://www.sido.it/
La Sido presenta le pubblicazioni, i congressi, il forum, le ricerche scientifiche. Offre la possibilità di porre domande sull’ortodonzia agli esperti. Area riservata ai medici associati.
UNID http://www.igienistidentali.it/
[Roma] L’unione nazionale igienisti dentali, presenta l’organizzazione, lo statuto e gli scopi. Propone aggiornamenti ed un’area riservata ai soci.