MOTORI di RICERCA
POSIZIONAMENTO su GOOGLE
Perché il POSIZIONAMENTO
REGISTRAZIONE sui MOTORI
di RICERCA
TECNICHE di INDICIZZAZIONE
COSTI di INSERIMENTO su GOOGLE
CONSULENZE PRIMI su GOOGLE
CORSO PRIMO
su GOOGLE
CORSO di
SCRITTURA
CORSO PHOTOSHOP
GIOCA con l’ARTE
LIBRI
INTERESSANTI
CERVELLO, MENTE e COSCIENZA
STORIA e
MICRO-STORIA
COMUNICAZIONE
DOCENTE di
COMUNICAZIONE
SCARICARE NARRATIVA
PUBBLICITA’
EFFICACE
REALIZZAZIONE
SITI WEB
RITOCCHI FOTOGRAFICI
STAFF
MAPPA
del SITO
LINK
CONTATTI

Effetti della finalità cosciente sull’adattamento


dal libro di Bateson: "Verso un’ecologia della mente", Adelphi

Una questione di grande interesse scientifico e forse di grave momento è se l’informazione elaborata attraverso la coscienza sia adeguata e appropriata al compito dell’adattamento umano. Potrebbe ben essere che la coscienza contenesse distorsioni sistematiche di prospettiva, le quali, messe in atto dalla tecnica moderna, potrebbero distruggere gli equilibri tra l’uomo, la sua società e il suo ecosistema.
Per impostare tale questione, facciamo le seguenti considerazioni:
1. Tutti i sistemi biologici ed evolutivi (cioè gli organismi individuali, le società umane e animali, gli ecosistemi, eccetera) consistono in reti cibernetiche complesse, e tutti hanno in comune certe caratteristiche formali. Ogni sistema contiene sottosistemi potenzialmente rigenerativi, i quali, cioè, se non fossero corretti, ’scapperebbero via’ lungo una curva esponenziale. (Esempi di queste componenti rigenerative sono le caratteristiche malthusiane della popolazione, i mutamenti schismogenici dell’interazione personale, la corsa agli armamenti, eccetera). Le potenzialità rigenerative di tali sottosistemi sono di solito tenute sotto controllo da vari tipi di catene di regolazione, sì da conseguire uno ’stato stazionario’. Questi sistemi sono ’conservativi’, nel senso che essi tendono a mantenere la verità di proposizioni riguardanti i valori delle loro variabili componenti - in particolare mantengono costanti i valori di quelle variabili che altrimenti manifesterebbero un cambiamento esponenziale. Questi sistemi sono omeostatici, cioè gli effetti di piccoli cambiamenti nell’ingresso saranno annullati, e lo stato stazionario sarà mantenuto, tramite adattamento reversibile.
2. Tuttavia plus c’est la méme chose, plus ça change: l’inverso del celebre aforisma francese ci sembra la descrizione più esatta dei sistemi biologici ed ecologici: la costanza di una certa variabile è assicurata dalla variazione di altre variabili. Ciò è caratteristico delle macchine dotate di regolatore: la costanza della velocità di rotazione è assicurata variando l’erogazione di combustibile. La stessa logica, mutatis mutandis, è alla base del progresso evolutivo: saranno perpetuate le mutazioni che contribuiscono alla costanza di quella complessa variabile che chiamiamo sopravvivenza’. La stessa logica si applica anche all’apprendimento, ai mutamenti sociali, eccetera. La verità dinamica di certe proposizioni descrittive è mantenuta alterando altre proposizioni.
3. Nei sistemi che contengono molte catene omeostatiche interconnesse, i cambiamenti apportati da un intervento esterno possono diffondersi lentamente lungo il sistema. Per mantenere una data variabile (Va) a un dato valore, i valori di 112, 113, eccetera, subiscono cambiamenti. Ma le stesse 112 e 113 possono essere soggette a controllo omeostatico, o possono essere legate a variabili (114, V~, eccetera) che sono soggette a controllo. Questa omeostasi del second’ordine può portare a cambiamenti in 116, 117, eccetera; e così via.
4. Questo fenomeno della diffusione del cambiamento è, nell’accezione più ampia, una sorta di apprendimento. L’acclimatazione e l’assuefazione sono casi speciali di questo processo: col tempo, il sistema diviene dipendente dalla continua presenza di quell’intervento esterno originario, i cui effetti immediati erano stati neutralizzati dall’omeostasi del prim’ordine.
Esempio: al proibizionismo il sistema sociale americano reags omeostaticamente per mantenere costante l’approvvigionamento di alcool. Sorse una nuova professione, il contrabbando di bevande alcoliche, e, per controllarla, furono operati cambiamenti nel sistema di polizia. Quando si pose la questione dell’abrogazione della legge, c’era da aspettarsi che certamente i contrabbandieri e forse la polizia sarebbero stati a favore del mantenimento del proibizionisino.
5. In quest’ultimo senso, ogni cambiamento biologico è conservativo e ogni apprendimento è avversativo. Il ratto che è ’ricompensato’ col cibo accetta la ricompensa per neutralizzare i cambiamenti che la fame sta cominciando a indurre; e la distinzione che si fa tradizionalmente tra ’ricompensa’ e ’punizione’ corre lungo una linea più o meno arbitraria tracciata a delimitare quel sottosistema che chiamiamo ’individuo’. Un evento esterno vien detto ’ricompensa’ se il suo presentarsi corregge un cambiamento ’interno’ che sarebbe punitivo. E così via.
6. La coscienza e l’ ’io’ sono idee strettamente legate, ma le idee (eventualmente legate a premesse di territorio determinate per via genotipica) sono cristallizzate da quella linea più o meno arbitraria che delimita l’individuo e stabilisce una differenza logica tra ’ricompensa’ e ’punizione’. Quando si riguarda l’individuo come un servosistema accoppiato col suo ambiente, o come una parte del più ampio sistema costituito da individuo più ambiente, allora l’intero aspetto dell’adattamento e della finalità cambia.
7. In certi casi estremi, il cambiamento innescherà o permetterà una certa fuga o scorrimento lungo le curve potenzialmente esponenziali dei circuiti rigenerativi soggiacenti. Ciò può accadere senza che il sistema venga distrutto completamente, anche se ovviamente lo scorrimento lungo curve esponenziali sarà comunque sempre limitato: in caso estremo, dal collasso del sistema. Se non avviene questo disastro, altri fattori possono limitare lo scorrimento. È tuttavia importante osservare che vi è il pericolo di raggiungere livelli ai quali la limitazione è imposta da fattori che sono in sé deleteri. Wynne-Edwards ha messo in evidenza (e ogni allevatore Io sa bene) che una popolazione di individui non può essere limitata direttamente mediante l’approvvigionamento alimentare. Se per eliminare l’eccesso di popolazione s’impiega il metodo della limitazione del cibo, allora i superstiti soffrono di una seria deficienza alimentare, anche se non muoiono, e d’altra parte le stesse risorse alimentari saranno ridotte, forse anche in modo irreversibile, dall’eccessivo sfruttamento. In linea di principio, i controlli omeostatici dei sistemi biologici debbono essere attivati da variabili che non siano in sé dannose. I riflessi della respirazione non sono attivati dalla penuria di ossigeno, ma da un eccesso relativamente innocuo di CO2. Il subacqueo in apnea che impara a ignorare i segnali di eccesso di CO2 e prolunga
la sua immersione per avvicinarsi allo stato di penuria di ossigeno, corre gravi rischi.
8. Il problema dell’accoppiamento tra sistemi autocorrettivi è fondamentale nell’adattamento dell’uomo alle società e agli ecosistemi in cui vive. Lewis Carroll, molto tempo fa, si divertì scherzando a proposito della natura e dell’ordine della casualità creata da un accoppiamento inadeguato di sistemi biologici. Il problema, si può dire, era di inventare un ’gioco’ che fosse aleatorio, ma non solo nel senso limitato in cui è aleatorio il ’ testa e croce’, bensì meta-aleatorio. L’aleatorietà delle mosse dei due giocatori di ’testa e croce’ è confinata a un insieme finito di alternative note, cioè ’testa’ o ’croce’ a ogni mano del gioco; non è in alcun modo possibile uscire da questo insieme, né operare scelte meta-aleatorie in qualche insieme, finito o infinito, di insiemi.
Mediante un accoppiamento imperfetto di sistemi biologici, nella famosa partita a croquet, tuttavia, Carroll crea un gioco meta-aleatorio. Alice è accoppiata a un fenicottero, e la ’palla’ è un porcospino.
I ’fini’ (se si può usare questo termine) di questi sistemi biologici antagonisti sono così discrepanti che la casualità del gioco non può più essere ristretta a insiemi finiti di alternative note ai giocatori.
Le difficoltà di Alice nascono dal fatto che ella non ’capisce’ il fenicottero, cioè non ha informazione sistemica sul ’sistema’ che le sta di fronte. Analogamente, il fenicottero non capisce Alice: essi prendono lucciole per lanterne. Il problema di accoppiare l’uomo al suo ambiente biologico mediante la coscienza è simile. Se alla coscienza manca informazione sulla natura dell’uomo e dell’ambiente, o se l’informazione è distorta e scelta in modo inadeguato, allora è probabile che l’accoppiamento generi una successione meta-aleatoria di eventi.
9. Noi presumiamo che la coscienza non sia del tutto senza effetto; cioè che non sia una pura risonanza collaterale senza reazione nel sistema: un osservatore dietro uno specchio unidirezionale o uno schermo televisivo che non ha alcun effetto sul programma. Crediamo che la coscienza eserciti una reazione nel resto della mente e quindi un effetto sull’azione. Ma gli effetti di questa reazione sono quasi sconosciuti e c’è bisogno urgente di studiarli e confermarli.
10. È certamente vero che il contenuto della coscienza non è un campione aleatorio di resoconti su eventi che accadono nel resto della mente; al contrario, il contenuto dello schermo della coscienza è sistematicamente selezionato nell’immensa abbondanza degli eventi mentali. Ma assai poco è noto circa le regole e le preferenze di questa selezione: il problema dev’essere studiato. Analogamente debbono essere studiate le limitazioni del linguaggio parlato.
11. Sembra, tuttavia, che il metodo di selezione dell’informazione per lo schermo della coscienza sia connesso in modo assai significativo con la ’finalità’, con l’ ’attenzione’ e con fenomeni simili, i quali a loro volta hanno bisogno di essere definiti, spiegati, eccetera.
12. Se la coscienza reagisce sul resto della mente (si veda 9, sopra) e se la coscienza ha a che fare solo con un campione limitato degli eventi della mente totale, deve allora esistere una differenza sistematica (cioè non aleatoria) tra le visioni consce dell’io e del mondo, e la vera natura dell’io e del mondo. Tale differenza deve distorcere il processo di adattamento.
13. A questo proposito, c’è una profonda differenza tra i processi del cambiamento culturale e quelli dell’evoluzione filogenetica. In questi ultimi si suppone che la barriera di Weismann fra soma e plasma germinale sia del tutto opaca: non c’è accoppiamento dall’ambiente al genoma. Nell’evoluzione culturale e nell’apprendimento individuale, l’accoppiamento per il tramite della coscienza è presente, incompleto e probabilmente svisante.
14. Si avanza l’ipotesi che la natura specifica di questa distorsione sia tale che la natura cibernetica dell’io e del mondo tenda a essere non percepita dalla coscienza, in quanto i contenuti dello ’schermo’ della coscienza sono determinati da considerazioni di finalità. La formulazione della finalità tende ad assumere la forma seguente: " D è desiderabile; B conduce a C; C conduce a D; quindi D può essere raggiunto tramite B e C ". Ma se la mente complessiva e il mondo esterno non posseggono in generale questa struttura rettilinea, allora imponendo loro a forza questa struttura, ci impediamo di scorgere le circolarità cibernetiche dell’io e del mondo esterno. Il nostro campionamento cosciente di dati non ci paleserà circuiti completi, ma solo archi di circuiti, rescissi dalla loro matrice grazie alla nostra attenzione selettiva. In particolare il tentativo di indurre un cambiamento in una data variabile, situata o nell’io o nell’ambiente, sarà probabilmente intrapreso senza comprendere la rete omeostatica che circonda quella variabile. Le considerazioni tratteggiate nei paragrafi dall’1 al 7 di questo saggio saranno in quell’occasione ignorate. Può darsi che per la saggezza sia essenziale correggere in qualche modo le ristrette visioni finalistiche.
15. La funzione della coscienza nell’accoppiamento tra l’uomo e i sistemi omeostatici che lo circondano, non è, ovviamente, un fenomeno nuovo. Tuttavia tre circostanze rendono urgente un’indagine di questo fenomeno.
16. In primo luogo, il costume proprio dell’uomo di cambiare il suo ambiente piuttosto che se stesso; di fronte a una variabile interna che cambia (per esempio la temperatura) e che si dovrebbe controllare, l’organismo può produrre cambiamenti o dentro di sé o nell’ambiente esterno. Può cioè adattarsi all’ambiente q adattare l’ambiente a sé. Nella storia dell’evoluzione, nella gran maggioranza dei casi si sono avuti cambiamenti all’interno dell’organismo, in alcuni casi si sono avuti cambiamenti di un tipo intermedio, in cui gli organismi hanno attuato un cambiamento nell’ambiente mutando luogo. In pochi casi organismi diversi dall’uomo hanno creato intorno a sé microambienti modificati, ad esempio i nidi degli imenotteri e degli uccelli, le foreste concentrate di conifere, le colonie di funghi, eccetera.
In tutti questi casi la logica del processo evolutivo è diretta verso ecosistemi che sostengono solo la specie dominante (quella che controlla l’ambiente) e i suoi simbionti e parassiti.
L’uomo, il modificatore di ambiente per eccellenza, crea analogamente ecosistemi a specie singola nelle sue città, ma va oltre, stabilendo ambienti speciali per i suoi simbionti. Questi ambienti, a loro volta, divengono ecosistemi a specie singola: campi di grano, colture di batteri, allevamenti di polli, colonie di cavie, e cosi via.
17. In secondo luogo, il rapporto di forza tra la coscienza finalistica e l’ambiente è cambiato rapidamente negli ultimi cent’anni, e la velocità di cambiamento di questo rapporto sta senza dubbio aumentando rapidamente col progresso tecnico. L’uomo cosciente, in quanto modificatore del suo ambiente, è ora pienamente in grado di devastare se stesso e quell’ambiente.., con le migliori intenzioni coscienti.
18. In terzo luogo, negli ultimi cent’anni si è manifestato un curioso fenomeno sociologico che forse minaccia di isolare la finalità cosciente da molti processi correttivi che potrebbero scaturire da parti meno coscienti della mente. Il quadro sociale è oggi caratterizzato dall’esistenza di un gran numero di entità auto-massimizzanti che, dal punto di vista giuridico, hanno piùo meno lo stato di persone ’ (trusts, società, partiti politici, sindacati, compagnie commerciali e finanziarie, nazioni, e simili). Nella realtà biologica, queste entità non sono affatto persone e non sono neppure aggregati di persone intiere: sono aggregati di parti di persone. Quando il signor Rossi entra nella sala del consiglio della sua società, egli deve limitare strettamente il suo pensiero ai fini specifici della società o a quelli di quella parte della società che egli ’rappresenta’. Per fortuna non gli è del tutto possibile far ciò e alcune decisioni della società sono influenzate da considerazioni che scaturiscono da parti più ampie e più sagge della mente. Ma, idealmente, il signor Rossi dovrebbe agire come una coscienza pura, senza correttivi: una creatura disumanizzata.
19. È opportuno ricordare infine alcuni dei fattori che possono fungere da correttivi; campi dell’azione umana che non sono limitati dalle anguste distorsioni dell’accoppiamento tramite la finalità cosciente e dove può manifestarsi la saggezza.
a) Di questi, senza dubbio, il più importante è l’amore. Martin Buber ha classificato i rapporti interpersonali in modo interessante. Egli distingue i rapporti ’io-tu’ da quelli ’io-esso’, che sono i modelli d’interazione normale tra l’uomo e gli oggetti inanimati. Egli riguarda la relazione ’io-esso’ anche come caratteristica di quei rapporti umani in cui il fine è più importante dell’amore. Ma se la complessa struttura cibernetica della società e degli ecosistemi partecipasse in qualche misura di caratteristiche vitali, ne seguirebbe che sarebbe concepibile una relazione ’io-tu’ fra l’uomo e la sua società. A questo proposito è interessante la formazione di ’gruppi di sensibilità’ in molte organizzazioni spersonalizzate.
b) Le arti figurative, la poesia, la musica, le lettere, analogamente, sono campi in cui è attiva una porzione della mente maggiore di quanto ammetterebbe la pura coscienza. " Le coeur a ses razsons que la raison ne connait point ".
c) Il contatto tra l’uomo e gli animali e tra l’uomo e la natura nutre forse, talvolta, la saggezza.
d) Vi è la religione.
20. Per concludere, ricordiamo che l’angusta pietà di Giobbe, il suo finalismo, il suo buon senso e il suo successo mondano sono definitivamente stigmatizzati, in una meravigliosa poesia totemica, dalla Voce che parla dal turbine:
Chi è quell’uomo
Che con parole insensate oscura
I disegni divini?

Il parto delle camosce sulle rupi
Tu lo prevedi? E vegli delle cerve
Sul figliare?





dal libro di Bateson: "Verso un’ecologia della mente", Adelphi, pag. 457

Brano successivo


1

prefazione bateson verso un ecologia della mente (dal libro "Verso un ecologia della mente")

2

la scienza della mente e dell’ordine (dal libro "Verso un ecologia della mente")

3

perché i francesi gesticolano quando parlano

4

dei giochi e della serietà

5

perché le cose hanno contorni

6

che cos’è un istinto

7

contatto tra culture e schismogenesi

8

ethos balinese

9

stile e significato

10

processo primario

11

limiti quantitativi della coscienza

12

Korzybski la relazione mappa territorio

13

verso una teoria della schizofrenia: effetti del doppio vincolo

14

doppio vincolo e suoi aspetti comunicativi

15

teoria del doppio vincolo

16

L’esperienza complessiva può favorire la creatività

17

vari livelli di apprendimento

18

i principi nella vita di un alcolizzato

19

la posizione epistemologica delle premesse complementare e simmetrica

20

La comunicazione riguarda prevalentemente le relazioni

21

la parola non sostituisce i gesti

22

finalita cosciente e natura

23

effetti della finalità cosciente sull’adattamento

24

forma sostanza e differenza

25

da Versailles alla cibernetica

26

patologie dell’epistemologia (dal libro "Verso un ecologia della mente")

27

Introduzione (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

28

Ogni scolaretto sa che... (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

29

I criteri del processo mentale (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

30

Una lezione del professor Konrad Lorenz (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

31

Il mondo dei processi mentali, è sia tautologico sia ecologico (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

32

Il tempo è "fuori squadra" (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

33

Il file zippato con tutti i brani di Bateson insieme, in word

34

I brani secondo me più importanti (da redigere)

 

Google
 
Web www.ilpalo.com