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Finalità cosciente e natura


dal libro di Bateson: "Verso un’ecologia della mente", Adelphi

Nell’individuo vi è un certo grado di divisione in compartimenti, il che è senza dubbio un’economia necessaria. Una di queste divisioni in compartimenti è sotto molti aspetti misteriosa, ma certo d’importanza cruciale nella vita dell’uomo: mi riferisco al legame ’semipermeabile’ tra la coscienza e il resto della mente totale. Una certa quantità limitata d’informazione su ciò che accade in questa più ampia porzione della mente sembra essere trasmessa a ciò che possiamo chiamare lo schermo della coscienza. Ma ciò che giunge alla coscienza è selezionato, è un campione sistematico (non stocastico) del resto.
È ovvio che la totalità della mente non potrebbe essere riprodotta in una sua parte e ciò consegue logicamente dal rapporto fra il tutto e la parte. Lo schermo televisivo non fornisce una rappresentazione o riproduzione degli eventi che accadono nell’intero procedimento televisivo; e ciò non solo perché gli spettatori non sarebbero interessati a un tale resoconto, ma anche perché la descrizione di ogni ulteriore parte del processo complessivo richiederebbe ulteriori circuiti, e la descrizione degli eventi in questi circuiti richiederebbe a sua volta un’ulteriore aggiunta di circuiti, e così via. Ogni ulteriore passo verso un aumento di coscienza porterà il sistema più lontano dalla coscienza totale. Aggiungere la descrizione degli eventi in una certa parte della macchina farà in realtà diminuire la percentuale di tutti gli eventi descritti.
Dobbiamo perciò accontentarci di una coscienza molto limitata, e sorge perciò il problema: come viene compiuta la selezione? Sulla base di quali principi la mia mente sceglie ciò di cui ’io’ sarò cosciente? E benché non si sappia molto di questi principi, tuttavia qualcosa è noto, per quanto i principi in questione spesso non siano essi stessi accessibili alla coscienza. In primo luogo, gran parte dell’ingresso è esaminato a livello cosciente, ma solo dopo essere stato elaborato dal processo di percezione, che è affatto inconscio. Gli eventi sensoriali vengono confezionati in immagini, e queste sono poi ’coscienti’.
Io (il mio ’io’ conscio) vedo una versione, prodotta inconsciamente, di una piccola percentuale di ciò che eccita la mia retina; nella mia percezione io sono guidato dai miei fini. Vedo chi mi sta ascoltando e chi no, chi capisce e chi no, o almeno mi costruisco un mito a questo proposito, che può essere del tutto corretto. Mi preme ricavare questo mito mentre parlo. È pertinente ai miei fini che mi udiate.
Che cosa accade al quadro di un sistema cibernetico - un bosco di querce o un organismo - quando tale quadro è tracciato in modo selettivo per rispondere solo a requisiti di finalità?
Si consideri lo stato attuale della medicina. Essa viene definita ’scienza medica’, ma in realtà ciò che accade è questo: i medici pensano che sarebbe bello eliminare la poliomielite, o il tifo, o il cancro, e quindi investono denaro e fatiche in ricerche che si concentrano su questi ’problemi’ o fini. A un certo punto il dottor Salk e altri ’risolvono’ il problema della poliomielite: scoprono una soluzione di bacherozzi che data ai bambini evita loro la poliomielite. Questa è la soluzione del problema della poliomielite, e a questo punto essi smettono di investire in questo problema sforzi e denari e si attaccano al problema del cancro, o a qualunque altro problema.
Quindi la medicina finisce col diventare una scienza totale la cui struttura è sostanzialmente quella di un coacervo di trucchi. All’interno di questa scienza c’è una conoscenza straordinariamente scarsa del genere di cose di cui sto parlando; cioè del corpo visto come un sistema autocorrettivo organizzato in modo cibernetico e sistemico. Le sue interdipendenze interne sono pochissimo comprese. È accaduto che i fini hanno determinato ciò che doveva diventare oggetto dell’indagine o della coscienza della scienza medica.
Se si lascia che siano i fini a organizzare ciò che diviene oggetto della nostra indagine conscia, ciò che si ottiene sono trucchi, alcuni dei quali magari eccellenti. È straordinario che questi trucchi siano stati scoperti: di questo io non discuto. Pure noi non sappiamo un fico secco, in realtà, del sistema d’interconnessione globale.



dal libro di Bateson: "Verso un’ecologia della mente", Adelphi, pag. 447

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1

prefazione bateson verso un ecologia della mente (dal libro "Verso un ecologia della mente")

2

la scienza della mente e dell’ordine (dal libro "Verso un ecologia della mente")

3

perché i francesi gesticolano quando parlano

4

dei giochi e della serietà

5

perché le cose hanno contorni

6

che cos’è un istinto

7

contatto tra culture e schismogenesi

8

ethos balinese

9

stile e significato

10

processo primario

11

limiti quantitativi della coscienza

12

Korzybski la relazione mappa territorio

13

verso una teoria della schizofrenia: effetti del doppio vincolo

14

doppio vincolo e suoi aspetti comunicativi

15

teoria del doppio vincolo

16

L’esperienza complessiva può favorire la creatività

17

vari livelli di apprendimento

18

i principi nella vita di un alcolizzato

19

la posizione epistemologica delle premesse complementare e simmetrica

20

La comunicazione riguarda prevalentemente le relazioni

21

la parola non sostituisce i gesti

22

finalita cosciente e natura

23

effetti della finalità cosciente sull’adattamento

24

forma sostanza e differenza

25

da Versailles alla cibernetica

26

patologie dell’epistemologia (dal libro "Verso un ecologia della mente")

27

Introduzione (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

28

Ogni scolaretto sa che... (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

29

I criteri del processo mentale (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

30

Una lezione del professor Konrad Lorenz (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

31

Il mondo dei processi mentali, è sia tautologico sia ecologico (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

32

Il tempo è "fuori squadra" (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

33

Il file zippato con tutti i brani di Bateson insieme, in word

34

I brani secondo me più importanti (da redigere)

 

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