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Il mondo dei processi mentali, è sia tautologico sia ecologico

dal libro di Bateson: "Mente e natura", Adelphi
P. ciò che Darwin chiamava "selezione naturale" è l’affiorare della tautologia o presupposto secondo cui ciò che resta vero più a lungo resta appunto vero più a lungo di ciò che non resta vero altrettanto a lungo.

F. Sì, lo so che ti piace declamare questa frase. Ma le verità restano vere per sempre? E queste cose che tu chiami verità sono tutte tautologiche?
P. Piano, piano. Ci sono almeno tre domande, tutte legate fra loro. Al tempo. Primo, no. Le nostre opinioni sulle verità possono benissimo cambiare. Secondo, se le verità che sant’Agostino chiamava verità eterne siano vere per sempre a prescindere dalle nostre opinioni, questo io non posso saperlo.
F. Ma puoi sapere se è tutto tautologico?
P. No, naturalmente. Ma una volta fatta la domanda, non posso evitare di avere un’opinione.
F. Allora, lo è?
P. Lo è che cosa?
F. Tautologico?
P. E va bene. La mia opinione è che la Creatura, il mondo dei processi mentali, è sia tautologica sia ecologica. Voglio dire che è una tautologia capace di guarire lentamente da sola. Se la si lascia stare, qualunque ampia porzione di Creatura tende a stabilizzarsi verso la tautologia, cioè verso una coerenza interna di idee e di processi. Ma ogni tanto la coerenza si lacera, la tautologia si infrange come la superficie di uno stagno quando vi si getta un sasso. Poi, lentamente ma immediatamente, la tautologia comincia a guarire. E la guarigione può essere spietata: nel corso di questo processo possono venire sterminate intere specie.
F. Ma, papà, potresti derivare la coerenza dall’idea che essa ricomincia sempre a guarire.
P. Ecco dunque, la tautologia non è infranta, è solo spinta al livello di astrazione successivo, al successivo tipo logico. Ecco.
F. Ma quanti livelli ci sono?
P. No, questo non posso saperlo. Non posso sapere né se si tratti in ultima analisi di una tautologia né quanti livelli logici possegga. Io mi ci trovo dentro e perciò non posso conoscere i suoi limiti esterni - ammesso che ne abbia.

F. Mi pare deprimente. Ma il punto della faccenda qual è?
P. No, no: se tu fossi innamorata non faresti questa domanda.
F. Vuoi dire che è l’amore?
P. Ma no. Il mio no era un commento alla tua domanda, non una risposta. È una domanda che va bene per un industriale occidentale e per un ingegnere. Tutto questo libro riguarda appunto l’errore insito nella tua domanda.
Bateson G. "MENTE E NATURA", Adelphi, pag. 273


P. E poi vi è la coscienza, che in questo libro non ho nemmeno toccato - o che ho toccato solo una volta o due. La coscienza e l’estetica sono i grandi problemi non toccati.
F. Ma nelle biblioteche ci sono sale intere piene di libri su questi problemi "non toccati ".
P. No, no, ciò che non è stato toccato è la domanda:
su che genere di superficie si dovranno proiettare 1’ ’estetica’ e la ’coscienza’?
F. Non capisco.
P. Voglio dire qualcosa del genere: la ’coscienza’ e 1’ ’estetica’ (qualunque sia il significato di queste parole) o sono entrambe caratteristiche presenti in tutte le menti (così come sono state definite in questo libro), oppure sono emanazioni.., tarde creazioni fantasiose di queste menti. In entrambi i casi, è la definizione primaria di mente che deve accogliere le teorie dell’estetica e della coscienza. È su questa definizione primaria che dev’essere proiettato il passaggio successivo. La terminologia per trattare la bellezza-bruttezza e la terminologia per la coscienza devono essere elaborate a partire dalle idee contenute in questo libro o da idee simili (o proiettate su queste idee). Semplice, no?
F. Semplice?
P. Sì, semplice. Voglio dire: la proposizione che questo e quanto si deve fare è semplice e chiara. Non voglio dire che sarà semplice farlo.

F. Bene. Come cominceresti?
P. Il n’y a que le premier pas qui coute. La difficoltà sta nel primo passo.
F. Va bene, lascia perdere. Da dove cominceresti?
P. Dev’esserci un motivo se a queste domande non è mai stata data risposta. Cioè, come prima indicazione per una risposta potremmo considerare proprio questo: il fatto storico che tanti uomini abbiano provato e non ci siano riusciti. La risposta
dev’ essere in qualche modo nascosta. Dev’essere così: il fatto stesso di porre queste domande porta l’investigatore fuori strada, su una pista falsa.
F. Ebbene?
P. Allora consideriamo le ovvietà ’da scolaretto’ che ho raccolto in questo libro, per vedere se per caso è lì che si nascondono le risposte alle domande sulla coscienza o l’estetica. Sono certo che una persona o una poesia o un vaso.., o un paesaggio...
F. Perché non fai un elenco di quelli che chiami i punti ’da scolaretto’? Dopo potremmo mettere a confronto con questo elenco le idee di ’coscienza’ e di ’bellezza’.

P. Ecco un elenco. In primo luogo c’erano i sei criteri di mente (IV):
1. Fatta di parti che non sono in sé mentali. La ’mente’ è immanente in certi generi di organizzazione delle parti.
2. Le parti sono attivate da eventi nel tempo. Le differenze, benché statiche nel mondo esterno, possono generare eventi se tu ti muovi rispetto ad esse.
3. Energia collaterale. Lo stimolo (in quanto differenza) non può fornire alcuna energia, ma ciò che reagisce ad esso possiede un’energia, di solito fornita dal metabolismo.
4. Poi le cause-ed-effetti si dispongono in catene circolari (o più complesse).
5. Tutti i messaggi sono codificati.
6. Da ultimo c’è il fatto più importante: i tipi logici.
Tutti questi punti sono abbastanza ben definiti e si sostengono l’un l’altro piuttosto bene. Forse l’elenco è ridondante e potrebbe essere ridotto, ma in questo momento ciò non ha importanza. Al di là di questi sei punti c’è il resto del libro, il quale riguarda diversi generi di quella che ho chiamato doppia descrizione e che vanno dalla visione binoculare all’effetto combinato dei ’grandi’ processi stocastici e all’effetto combinato della ’calibrazione’ e della ’retroazione’. Chiamiamoli anche ’rigore e immaginazione’ o ’pensiero e azione’.
Ecco tutto.

F. Benissimo. E dove sistemeresti i fenomeni della bellezza, della bruttezza e della coscienza?
P. E non dimenticare il sacro. Ecco un altro argomento che non è stato trattato nel libro.
F. Per favore, papà, smettila: come ci avviciniamo a una possibile domanda, tu subito ti scansi. C’è sempre un’altra domanda, a quanto pare. Se tu potessi rispondere a una domanda. Una sola.
P. No, non capisci. Che cosa dice E.E. Cummings? "sempre la più bella risposta a chi fa la domanda più difficile ". Qualcosa del genere. Vedi, io non faccio ogni volta una domanda diversa, io rendo più ampia la stessa domanda. Il sacro (checché ciò significhi) è certamente collegato (in qualche modo) al bello (checché ciò significhi). E se riuscissimo a dire come sono collegati, riusciremmo forse a stabilire il significato delle parole. O forse ciò non sarebbe mai necessario. Ogni volta che aggiungiamo alla domanda un pezzo ad essa collegato otteniamo più indicazioni sul genere di risposta che dovremmo aspettarci.
F. Quindi adesso abbiamo sei pezzi della domanda?
P. Sei?
F. Sì. All’inizio di questa conversazione erano due; ora sono sei. C’è la coscienza, la bellezza e il sacro, poi c’è la relazione tra coscienza e bellezza, la relazione tra bellezza e sacro e la relazione tra sacro e coscienza. In tutto, sei.
P. No. Sette. Dimentichi il libro. I tuoi sei pezzi presi insieme costituiscono una specie di domanda triangolare, e questo triangolo dev’essere in relazione con ciò che sì trova in questo libro.
F. D’accordo. Continua, per favore.
P. Penso che il mio prossimo libro mi piacerebbe chiamarlo Là dove gli angeli temono di posare il piede, perché è lì che tutti vogliono che io mi precipiti.* È mostruoso... volgare, riduzionista, sacrilego... chiamalo come vuoi.., arrivare a precipizio con una domanda troppo semplificata. È un peccato contro tutti e tre i nostri nuovi princìpi: contro l’estetica, contro la coscienza, contro il sacro.
F. Ma dove?
P. Già, ecco. Questa domanda dimostra la stretta relazione tra coscienza, bellezza e sacro. La domanda troppo semplice e la risposta volgare vengono dalla coscienza che corre intorno come un cane con la lingua penzoloni - alla lettera il cinismo. Essere consci della natura del sacro o della natura della bellezza è la follia del riduzionismo.
F. E c’entra tutto con questo libro?
P. Sì. Proprio così. Il capitolo iv, l’elenco dei criteri, se fosse l’unico, sarebbe grossolano: sarebbe una risposta volgare a una domanda troppo semplificata, O una risposta troppo semplificata a una domanda volgare. Ma è proprio l’elaborazione della discussione sulla ’ doppia descrizione’, su ’struttura e processo e sui sistemi stocastici doppi, è questa elaborazione che impedisce al libro di cadere nella volgarità. Almeno lo spero.
F. E il prossimo libro?
P. Comincerà da una mappa della regione dove gli angeli temono di posare il piede.
F. Una mappa volgare?
P. Forse. Ma non so che cosa verrà dopo la mappa e la racchiuderà in una domanda più vasta e più difficile.
Bateson G. "MENTE E NATURA", Adelphi, pag. 281



Brano successivo


1

prefazione bateson verso un ecologia della mente (dal libro "Verso un ecologia della mente")

2

la scienza della mente e dell’ordine (dal libro "Verso un ecologia della mente")

3

perché i francesi gesticolano quando parlano

4

dei giochi e della serietà

5

perché le cose hanno contorni

6

che cos’è un istinto

7

contatto tra culture e schismogenesi

8

ethos balinese

9

stile e significato

10

processo primario

11

limiti quantitativi della coscienza

12

Korzybski la relazione mappa territorio

13

verso una teoria della schizofrenia: effetti del doppio vincolo

14

doppio vincolo e suoi aspetti comunicativi

15

teoria del doppio vincolo

16

L’esperienza complessiva può favorire la creatività

17

vari livelli di apprendimento

18

i principi nella vita di un alcolizzato

19

la posizione epistemologica delle premesse complementare e simmetrica

20

La comunicazione riguarda prevalentemente le relazioni

21

la parola non sostituisce i gesti

22

finalita cosciente e natura

23

effetti della finalità cosciente sull’adattamento

24

forma sostanza e differenza

25

da Versailles alla cibernetica

26

patologie dell’epistemologia (dal libro "Verso un ecologia della mente")

27

Introduzione (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

28

Ogni scolaretto sa che... (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

29

I criteri del processo mentale (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

30

Una lezione del professor Konrad Lorenz (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

31

Il mondo dei processi mentali, è sia tautologico sia ecologico (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

32

Il tempo è "fuori squadra" (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

33

Il file zippato con tutti i brani di Bateson insieme, in word

34

I brani secondo me più importanti (da redigere)

 

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