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Cosa insegna la filosofia

Sono arrivato ad occuparmi di filosofia seguendo un percorso particolare.
30 anni fa mi sono laureato in Storia e Filosofia. A quel tempo mi interessava solo la storia, della filosofia apprezzavo solo la Filosofia della scienza. Poi ho passato anni lavorando con le immagini, conservando - quasi come un hobby - un interesse per il funzionamento del cervello, per la fatidica domanda: come vengono le idee?

Per lavoro realizzavo immagini su argomenti complessi e d'attualità. Ho fatto anche un paio di copertine de "L'espresso" o di "Famiglia cristiana". In quel periodo il mio problema era: su che mettermi a fare illustrazioni? Alcuni temi andavano sempre bene. Se riuscivo a realizzare un'immagine sulla "disoccupazione", prima o poi l'avrei venduta a qualche giornale. Ci voleva un'idea su come raffigurare la "disoccupazione", ma non era facile.
Esiste una "gallina dalle uova d’oro", un metodo capace di produrre belle idee, capaci di trasformarsi in lavoro per me? Esisteva un sistema per farsi venire delle idee? Come funziona il cervello?
Ora non faccio più l'illustratore. Lavoro come consulente per Google, scrivo per le testate del gruppo "Focus", insegno comunicazione e grafica digitale. Continuo però a studiare.
Nelle mie ricerche mi sono imbattuto in cinque filosofi che mi hanno molto colpito: Athens, Bateson, Goffman, Dennett, Feynman (l’unico premio Nobel con la passione di scassinare cassaforti).
Trovate brevi note sui cinque in fondo alla pagina.

Ho scoperto con estremo piacere che anche loro avevano indagato sul cervello - la mente - e la comunicazione, e potevano offrire riflessioni interessanti. Ho ritenuto opportuno mettere on line estratti dei loro libri, e altro materiale che riguarda questi ricercatori.

Il filosofo e il carcere: prendere la prigione con filosofia

Una delle più belle frasi sulla filosofia è attribuita a Seneca: “Il filosofo può essere libero anche in carcere”.
Ho immaginato Feynman in carcere. Son sicuro che non si sarebbe annoiato, avrà cercato altri scassinatori per scambiarsi conoscenze ed esperienze. Anche io sono stato in prigione, a Regina Celi - Regina Coeli in altre dizioni – il carcere di Roma.
All’inizio ci dovevo finire per “falsificazione valori bollati” e “diffusione di materiale osceno (Berlusconi che faceva un pompino fotografato e stampato su di un francobollo)”.
Dopo un processo di quattro anni il caso ha voluto che venissi riconosciuto “innocente”. Chissà la vita che reati mi farà commettere, ma della falsificazione dei francobolli non son stato riconosciuto colpevole, salvo il caso di reiterazione del crimine, ma ormai i francobolli non li usa più nessuno, e il gioco non vale la candela.
A Regina Celi – dicevo – son finito per insegnare grafica digitale. Avevo vari allievi, sempre tutti presenti (quando si dice la diligenza!), che hanno imparato Photoshop con profitto.
Che compiti in classe gli davo?
Qualcosa in tema: falsificare le opere d’arte, i quadri di Michelangelo e Raffaello.
Potete vedere le opere dei miei allievi detenuti del Regina Celi Carcere circondariale di Roma cliccando qui.
Io ho una vera passione per i falsi e per gli errori, fin dai tempi della rivista di satira “Il male” di cui sono stato uno dei fondatori. Amo e studio falsi ed errori,  anche solo per evitare di fare "errori nei falsi", che devono essere invece filosoficamente perfetti.
Ecco che ho ricondotto il discorso alla filosofia.
Che altro dire?

Spero che il materiale sui cinque sia d’interesse per i visitatori di questo spazio web.
Se anche voi avete materiale su qualche filosofo, segnalatemi le vostre curiosità, le indagini che avete fatto, e magari le pagine che avete dedicato a qualche pensatore. Sarei molto lieto di segnalare il materiale che voi avete messo on line, in maniera che possa essere raggiungibile anche da un link nelle mie pagine.
Buona lettura.

Francesco Cascioli
339 - 14.81.034  06 - 52.16.818, via Ubaldini 74, 00126 Roma.
fr.cascioli@tin.it

Brevi note su Athens, Bateson, Goffman, Dennett, Feynman

Gregory Bateson (Grantchester, 9 maggio 1904 – San Francisco, 4 luglio 1980) è stato un antropologo, sociologo, linguista e studioso di cibernetica britannico.

Erving Goffman (Canada, 11 giugno 1922 - Filadelfia, USA, 19 novembre 1982) fu un sociologo canadese. Autore del testo Asylums - che sarà il capostipite di un filone di pensiero - per il quale aveva attinto informazioni all'Istituto d'igiene mentale di Washington, descrive la "istituzionalizzazione" come la reazione dei pazienti alle strutture burocratiche di un'istituzione ospedaliera. Goffman usa la fenomenologia per comprendere come gli esseri umani percepiscano le interazioni che essi osservano ed alle quali partecipano.

Daniel Clement Dennett (Boston, 28 marzo 1942) è un filosofo e scienziato statunitense, da sempre studioso del funzionamento della mente. Filosofo della scienza, insieme a Douglas Hofstadter è co-autore dell'opera L'Io della mente.
Nelle sue ultime ricerche si occupa di coscienza, filosofia della mente e intelligenza artificiale ed è noto per aver creato il concetto di sistema intenzionale, oltre che per i suoi contributi alle fondamenta concettuali della biologia evoluzionistica, attraverso i quali ha avallato le tesi dell'etologo Richard Dawkins.

Richard Phillips Feynman (New York, 11 maggio 1918 – Los Angeles, 15 febbraio 1988) è stato un fisico statunitense.
La sua abilità nel costruirsi strumenti su misura per applicare la scienza la si ritrova negli anni della maturità scientifica, con lo sviluppo dei diagrammi di Feynman e degli integrali di Feynman che avrebbero costituito la "balestra in un mondo in cui tutti erano armati di arco e frecce" e gli avrebbero aperto la strada verso il premio Nobel.
Gli interessi del giovane Feynman nel campo della scienza furono molteplici e riguardarono, oltre ovviamente alla fisica, la chimica, la biologia e l'elettronica.
Il suo riconosciuto talento per la fisica e la matematica gli valse un posto all'interno del Progetto Manhattan, con il quale il governo degli Stati Uniti si proponeva di sviluppare la prima bomba nucleare. Feynman è anche l'unica persona ad aver visto l'esplosione nucleare di Trinity ad occhio nudo, con la sola protezione del vetro del parabrezza di un autocarro per schermare le radiazioni ultraviolette nocive.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, accettò una cattedra alla Cornell University. Lì riprese a sviluppare l'idea su cui stava lavorando prima della guerra. Si trattava di un metodo per calcolare le probabilità di transizione di un quanto da uno stato ad un altro. Sviluppò così un nuovo formalismo per la meccanica quantistica, che venne in seguito adattato all'elettrodinamica quantistica. Per questo suo lavoro ricevette il Premio Nobel per la fisica nel 1965.
A partire dagli anni cinquanta è stato docente di fisica al California Institute of Technology e si è occupato di superfluidità, superconduttività e del decadimento beta dei neutroni.
Appassionato dello “scassinare casseforti”, di lui mi è estremamente piaciuta la sua filosofia di vita. È, per me, lo scienziato per eccellenza, anticonformista, serio e insieme faceto, aperto a mille interessi, dalla pittura alla musica, alle vasche di deprivazione sensoriale.

Lonnie Athens
In Italia lo si conosce per merito di Richard Rhodes. Coerentemente alla maggior parte dei suoi libri aventi per oggetto la violenza umana nelle sue molteplici manifestazioni, Richard Rhodes, giornalista e scrittore, vincitore di un Premio Pulitzer e di altri prestigiosi riconoscimenti, ha divulgato i risultati degli studi effettuati da Lonnie Athens - criminologo americano – nei confronti di un centinaio d’autori di crimini violenti.
Proprio nel testo di quest’ultimo infatti, intitolato The Creation of Dangerous Violent Criminals (1992), Rhodes intravede una risposta credibile ed autorevole alla ricorrente domanda sulle ragioni prime del comportamento umano violento discostandosi dalle molteplici spiegazioni d’ordine morale, sociale, genetico o neurologico fino ad ora prospettate.
La teoria sostenuta da Athens sembra consentire l’individuazione di alcune fasi fondamentali in tema di strutturazione della personalità violenta. L’analisi bibliografica, comportamentale e della documentazione penitenziaria del campione analizzato e l’elevata sequenza di interviste approfondite a predetti soggetti ha infatti permesso, al ricercatore, di isolare alcuni comuni elementi motivazionali e di identificare ripetuti percorsi formativi verso tale comportamento delittuoso.
La teoria di Athens ha rappresentato un grande passo in avanti nell'analisi non solo dei profili dei criminali. Il criminologo – studiando il processo di “decisione mentale” del criminale, ha aiutato a fare chiarezza su come ognuno di noi pensa.
Leggere le spiegazioni di Athens mi ha così appassionato che ho smesso qualunque lavoro avessi in corso, e per tre giorni ho selezionato e messo online materiale su di lui. È il segno che come filosofo mi aveva proprio conquistato.
Athens spiegherà di essere riuscito a giungere a queste conclusioni per aver vissuto sulla propria pelle la fase di brutalizzazione. Il padre alcolizzato picchiava spesso la madre di Athenes. Scherzando Athens dirà: "Potevo diventare un criminale, invece sono diventato un criminologo".

Grazie per l’attenzione, anche da parte degli autori che ho citato, e che son stato lieto di diffondere sul web:
Athens, Bateson, Goffman, Dennett, Feynman.

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Web www.ilpalo.com