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Linea editoriale de ilpalo
 
 

Intanto benvenuto su questo sito!
Ilpalo presenta molti contenuti. Per comprendere meglio perché sono stati messi online, è forse opportuno ricapitolare delle linee guida, delle specifiche di progetto, un abbozzo di pianificazione per questo sito dal contenuto così vario: come mai il sito ilpalo è diventato quel che è?Non che esistesse fin dall’inizio un piano organico prestabilito, ma ciò nonostante è possibile risalendo all’indietro, vedere di formularne uno.
Ilpalo dentro internet è uno strumento di comunicazione, e quando è iniziata quest’avventura io - il moderatore e gestore Francesco Cascioli - l’ho "letta" con le esperienze che avevo avuto in precedenza, e che riguardavano la carta stampata. Una delle prime riflessioni che feci era che un sito è come un giornale periodico, ma con tutte le puntate, tutti i numeri arretrati, perennemente online. Non ci sono limiti tipografici, il numero di pagine può crescere all’infinito, non bisogna farlo entrare nelle 16 pagine che aveva "Il male" settimanale, il giornale di satira di cui mi onoro di esser stato tra i fondatori.
Stupito di questa nuova modalità d’uso di uno strumento di comunicazione, l’ho esplorato in questi lunghi anni.
Il mio compagno di banco al liceo diceva che io ero "The joker of all work, the master of none", definizione perfetta. Io ho visto la comunicazione come un sistema viario. C’è una strada che porta il nome Francesco Cascioli, e prosegue per non si sa dove. Da questa partono sentieri secondari, percorsi in nome dell’onestà e della curiosità, seguiti per un tratto nella convinzione che se una cosa aveva interessato me - e se era ben spiegata - allora poteva suscitare la curiosità anche di altri. Ho pensato 10 anni fa che la via principale - il contenuto principale de ilpalo - sarebbe stata tappezzata di umorismo, perché ilpalo era nato in nome della comicità.
Poi il discorso si è via via allargato.
Ho lavorato per venti anni ad un romanzo storico che - oggi - giudico scritto non molto bene, ma mi ha insegnato a scrivere, e già questo ne giustifica l’esistenza. Decisi - dopo vari rifiuti editoriali - di mettere il testo del romanzo su ilpalo.
Che liberazione!
Farne un libro e venderne 10 copie o metterlo online e sperare che dieci persone lo leggano (brutto com’è) è la stessa identica cosa: mi ha liberato dell’ansia di trovarmi un editore.
Poi ho messo online gli indovinelli di arte, che hanno "fruttato" cinque anni dopo l’idea di farli, quando "Focus" li ha pubblicati, ma son sempre stato sicuro che il tempo "lavorava a favore del progetto quiz-arte", perché il lavoro era carino e prima o poi qualcuno l’avrebbe apprezzato. Però intanto esisteva (grazie a ilpalo che mi permetteva di editarlo), era lì, potevo dare l’indirizzo a chiunque avesse interesse a quella comunicazione. Ecco quindi che ilpalo è stata l’occasione per lavorare, lavorare comunque, aspettando che gli eventi creassero l’eventuale cliente.
Ho iniziato ad occuparmi di Google, e ditemi voi come avrei potuto fare esperimenti e crescere, senza un sito su cui sperimentare?
Poi ho messo online le specifiche del mio lavoro di consulente in web marketing, e qualche cosa hanno prodotto, ho rimediato alcune consulenze. Il tutto senza grande sforzo. Ho tentato di fare al meglio anni fa la prima versione delle pagine dove mi offrivo come consulente, e poi le ho lasciate lì. Oggi non le avrei scritte così, la prima versione parlava molto di indirizzari, cosa che oggi in epoca di spamming non consiglierei più. Ma ilpalo è stato anche questo: una vetrina - economicamente produttiva rispetto alla fatica di fare quelle poche pagine - del mio lavoro di consulente.
Negli anni, se trovavo dei testi interessanti, ho sentito il dovere morale di riprodurli e di pubblicarli online. In una logica di condivisione, ho messo in rete tutto il meglio che sto leggendo riguardo al funzionamento del cervello. L’ho fatto nell’ottica di diffondere informazioni attendibili che aiutino a pensare.
Tempo fa cercavo uno slogan per il palo e credo di averlo trovato:
"diffusione della cultura".
È anche per questo che ho messo a disposizione on line il testo integrale di 450 capolavori della letteratura, così come ho messo sul sito le migliori riproduzioni a colori dei quadri di pittori che mi hanno affascinato e divertito. Non di tutti i pittori esistenti al mondo, ma quella diecina di cui potevo avere le riproduzioni, era bene che finissero condivisi in rete.
L’ultima fatica, quella che deve ancora andare in onda, è il corso di scrittura a prezzi popolari e i corsi per arrivare primo su Google, più i corsi dal vivo per chi sta a Roma. Non lo faccio per i soldi: quanti mai ne potranno venir fuori? Lo faccio perché mi diverte, perché penso di poterlo fare (di poter mettere insieme delle buone dispense) e poi perché in giro vedo una carenza di cultura, artistica, letteraria, storica, informatica. Spesso poi la gente non sa mettere su carta le sue idee, ed io - modestamente - ho scoperto tre o quattro trucchi che possono aiutare chi scrive. Saperli e non metterli on line - nei limiti del mio tempo, e con la necessaria modestia - sarebbe stata impresa delittuosa.
Nelle pagine sul corso di "Consulente in web marketing e posizionamento su Google", io svelo - in ogni utile dettaglio e senza tenere nulla di nascosto - tutti i trucchi che conosco per vincere Google. Gli alunni dei corsi dal vivo, dove parlo di questo mio mestiere, mi hanno detto: "Non dovresti dire tutto.
Che senso ha svelare tutti i trucchi?
Perché divulgare troppo le cose hai dovuto imparare in anni di studio di Google e degli altri motori?" Forse commercialmente hanno ragione, ma io non saprei tacere. La cultura tenuta nel cassetto è come mettere un paralume sotto le coperte, seppellire una cosa viva, nascondere una risorsa, e la cosa non mi divertirebbe. Del resto io valgo per il resto del mondo e per la gente, nella misura in cui spiego e illustro cose che altri non hanno ancora avuto l’occasione di approfondire, nella misura in cui condivido il mio sapere.
Questo si sposa ad alcune strane risposte che il destino mi ha portato. Vi faccio un esempio. Dopo anni di mailing list umoristiche dove io facevo solo da "muro per il rimbalzo" (mi mandavano 10 cose, 4 le cestinavo e le sei migliori le rimbalzavo ai miei iscritti), tre anni fa mi decisi ad una "grande opera". Appassionato come sono di Storia, decisi di condividere questa mia passione. Per due anni, ostinatamente, ho diffuso piccole notizie di storia. Pochissimi dei miei 300 iscritti mi hanno mai mandato un pezzo, è stata una fatica improba, enorme rispetto a quella delle liste comiche, dove c’era un pezzo mio ogni 50 altrui.
Ero quasi per smettere quando arriva una telefonata. Il vicedirettore di Focus si è iscritto alla mia lista di storia, le cose che scrivo gli piacciono, e mi offre di collaborare. È stata un’ottima cosa. Ecco che un’attività di diffusione della cultura - in una qualche strana maniera - è stata riconosciuta, apprezzata, e per vie traverse ripagata.
Certo, molte delle strade secondarie che ho percorso tramite ilpalo, non hanno portato a nulla di economicamente produttivo, moltissimo lavoro non mi ha procurato neppure un euro, ma un seme fra i tanti è risultato fecondo.
E per finire, Ilpalo mi ha permesso di contattare e collaborare con alcune tra le più sottili menti della mia generazione.Il che, lo confesso apertamente, non è poco.