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Francobolli falsi
Una risata in due centimetri
I retroscena ideologici, filosofici e commerciali dell’hackeraggio postale. Un’intervista a Francesco Cascioli, esponente della mail-art, amministratore delegato di una nota azienda filatelica privata, l’Istituto Plurigrafico dello Stato di Cascioli.
COME TI E’ VENUTA L’IDEA DEI FALSI FRANCOBOLLI ?
Avevo realizzato delle cartoline con i miei fotomontaggi, sono laureato in "Lettere", l’ideale complemento era la specializzazione in francobolli, in modo da fornire un percorso omnicomprensivo di comunicazione. Inoltre è una forma di umorismo gratuito.
IN CHE SENSO ?
"Umorismo" perché sono i primi valori bollati dichiaratamente comici, "Gratuito" nel senso che permettono di far viaggiare la corrispondenza gratis.
QUAL’E’ IL TUO OBIETTIVO ?
Vorrei che lo Stato bandisse una gara d’appalto per l’ideazione dei francobolli italiani (e perché no? europei). Sono sicuro di sbaragliare la concorrenza monopolistica: i miei valori bollati sono senz’altro più apprezzati di quelli del Poligrafico dello Stato, i turisti ci andrebbero a nozze.
LA TUA E’ QUINDI UNA BATTAGLIA CONDOTTA IN NOME DELLE PRIVATIZZAZIONI ?
Non solo: anche in nome dell’Estetica. Il Poligrafico in questi anni ha rovinato il mercato, mettendo in circolazione solo francobolli piccoli, brutti e tutti uguali. Risultato? Nessuno li guarda più, neppure i postini che dovrebbero controllarne l’autenticità. Ma il disgusto dei postelegrafonici ha aperto spazi immensi a chi, come me, crede nell’iniziativa privata. Sono stato anche candidato per un ruolo direttivo in Confindustria.
QUALE ?
Presso l’Ufficio Stampa, in quanto addetto alla verifica della Credulità popolare.
E’ DA MOLTO CHE TI OCCUPI DI FRANCOBOLLI ?
In gioventù sono stato dipendente del Poligrafico dello Stato, quindici anni fa mi sono dimesso perché non condividevo l’estetica dei loro francobolli.
QUESTA E’ UNA BALLA !
Non del tutto. E’ vero che nel 1980 mi dimisi, ma era per andare a lavorare a "Il male", un giornale di satira, di cui sono stato uno dei fondatori, specializzato nel falso ad alta tiratura. Lì ho contribuito alla realizzazione di ogni tipo di falso: quotidiani, casi giudiziari, avvisi contro i bagnanti da appendere nelle spiagge, contrassegni per entrare nel centro storico, assegni, partiti polici artificiali, ecc., fino al falso-vero-falso.
COS’E’ IL FALSO-VERO-FALSO ?
Ad esempio noi de "Il male" ordinammo ad uno scultore un busto in marmo di Andreotti, e organizzammo una cerimonia, con Benigni che faceva da presentatore, al Pincio per inaugurare questo monumento ad uno dei padri della patria. Ora la cerimonia era falsa, il busto vero, che Andreotti fosse un padre della patria ovviamente falso. Ecco un caso di falso-vero-falso, che provocò problemi alle forze dell’ordine quando, avvertite da chissà chi, interruppero la cerimonia e tentarono di sequestrare il monumento.
PERCHE’ ? CHE SUCCESSE ?
Il poliziotto che provò a spostare il busto, corse il rischio che gli precipitasse addosso; credeva fosse di cartapesta e invece era marmo, pesava quasi 90 chili. Averlo voluto di pietra di Carrara era un simbolo di accuratezza, di passione per il proprio lavoro. Anche io quando fabbrico francobolli cerco di metterci la stessa accuratezza. Il consumatore ha diritto alla qualità, mentre l’ente pubblico ha rovinato il mercato producendo solo valori bollati banali e senza gusto. Ad esempio che gli ci voleva a mettere sul retro una colla al sapore di fragola o di mirtilli? Col francobollo più buono e più bello torna la voglia di scrivere: varietà! Umorismo! Idee nuove!
COSA VORRESTI RINNOVARE IN CAMPO FILATELICO ?
Potrei lanciare francobolli sponsorizzati: per una manciata di miliardi la Barilla potrebbe occupare un posticino nella corrrispondenza di tutti gli italiani, con slogan tipo: "Barilla: la pasta che non si incolla" stampato sul retro gommato a mo’ di filigrana, uno spazio pubblicitario non ancora utilizzato, che permetterebbe al cliente di - oh che sublimità! - leccare Benetton, o la dolce pubblicità del Miele Ambrosoli.
COSA RIMPROVERI ALLA CONCORRENZA MONOPOLISTICA ?
Il Poligrafico non ha mai tentato la minima iniziativa commerciale: mai un "tre per due", mai un offerta speciale (compri due marche da bollo e ti regalano un rossetto), mai il francobollo in omaggio dentro al fustino ("scrivi a chi vuoi: Dash ti paga la lettera"), mai una supervalutazione dell’usato. Tanto vale attaccare sulla busta il proprio ritratto.
LO STATO E’ OBBLIGATO AD UNA SERIOSITA’ UFFICIALE
E questa è la sua rovina, non gli ha mai permesso l’"innovazione di prodotto". E’ ormai risaputo che stampare francobolli perfetti non conviene, non crea ricchezza. Si tratta invece di ripetere il clamoroso successo del "Gronchi rosa", il francobollo con un’errata cartina del Perù che fece la fortuna di tanti filatelici. Il Poligrafico dovrebbe progettare, ad esempio, uno "Scalfaro in bianco e nero", pochi preziosissimi esemplari privi di colore che andrebbero sicuramente a ruba.
SO CHE TU HAI PRODOTTO MOLTI RITRATTI FILATELICI
Sì, sono valori postali col volto di amici, di clienti e di alcune tra le personalità più in vista, oltre naturalmente ad una serie di autoritratti. Ormai utilizzare francobolli con il volto di un altra persona è come usare uno spazzolino da denti non tuo. A me, e a molti miei amici, farebbe senso: la faccia di un morto sulla mia lettera, e perché? Se la lettera è mia ci metto la faccia mia, o al massimo una barzelletta o una battuta. Il francobollo col ritratto personalizzato è un monumento ai vivi, che se lo possono godere di più dei defunti.
PRODURRE VALORI BOLLATI FALSI NON E’ ILLEGALE E PERICOLOSO ?
La mia non è una campagna di disobbedienza civile esente da rischi. Ho saputo che le Poste hanno messo una taglia su di me, possono usare i francobolli col mio ritratto come un identikit. I postini mi segnano a dito, se mi avvicino ad una buca delle lettere, l’Escopost ha l’ordine di spararmi.
CHI E’ INTERESSATO AD USARE I TUOI VALORI BOLLATI ?
C’è chi per anni fa collezione di francobolli ma non ne ha mai fabbricato uno. Oggi può rivolgersi ad uno specialista, ordinare dei valori filatelici e vederli confezionati come li desidera. Il bollo personalizzato va visto come un’evoluzione della carta intestata. Fa molto più chic, inoltre i filatelici ne vanno a caccia.
LA TUA E’ UNA FORMA DI HACKERAGGIO POSTALE
Sì, ma è anche una battaglia in difesa di questo dinosauro della comunicazione che sono le poste. Nell’era di Internet, le poste sono ancora l’unica merca realmente trasnazionale, anche se ormai anch’io mando più e-mail che cartoline.
PRIMA DI CHIUDERE QUEST’INTERVISTA HAI UN ULTIMO MESSAGGIO DA COMUNICARE ?
Qualsiasi cosa succeda con le vostre lettere, evitate di prendervela con i postini, una categoria a rischio non protetta e ignorata da tutti. In quest’epoca troppo sieropositiva e poco serio-positiva, i postini vivono a contatto con la saliva di milioni di sconosciuti.