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Salve, vi scrivo per prendere una posizione molto forte e molto decisa sulla questione dell’esistenza del Punto G e sull’eiaculazione femminile.

Vorrei cominciare col dire che, come donna, sono la testimonianza vivente che l’eiaculazione femminile può avvenire (per esperienza personale), quanto al Punto G affermo con sicurezza che esiste e che ha un ruolo fondamentale nell’orgasmo vaginale femminile e in alcuni casi all’eiaculazione femminile.

Come nell’uomo variano le dimensioni del pene e dei testicoli e a volte anche un pò la forma, nella donna variano le dimensioni del clitoride, dell’orifizio vaginale, del Punto G, dell’inclinazione delle cavità vaginali, dei tessuti spugnosi interni e altre cose che non specifico.

Bene, detto questo affermo che tutte le donne hanno il punto G (anche se in alcuni casi di dimensioni così ridotte che le stimolazioni si avvertono appena o affatto), e che molte donne (non tutte) possono eiaculare, anche se pochissime sanno di poterlo fare.

D’altra parte, non possiamo negare che anche nell’uomo possono variare forme e misure del glande, sensibilità e stimolazioni giuste.

Fino a qui, mi sembra chiaro.

Adesso affronterò il problema "scienza".

Nell’antichità non esistevano imperi industriali sui preservativi, sul viagra, sui cibi e sulle bibite afrodisiache, su creme e pillole varie pseudo-farmaceutiche per aiutare l’eiaculazione precoce o l’impotenza. Da qui l’interesse centrato sull’uomo e un pò meno sulla donna (pillola anticoncezionale, spirali e diaframmi) per immensi interessi economici.

Vi ricordo inoltre che solo fino al decennio scorso i ruoli dell’uomo e della donna erano ancora ben definiti e che era l’uomo che doveva "fare la prima mossa", essere il cacciatore, essere il sesso forte e quello sul quale prestare maggior attenzione quando si trattava di ricerca scientifica o pubblicitaria.

La società è molto mutata nel corso dei secoli, spesso e volentieri facendo predominare l’uomo sulla donna, non dandole spazi nè possibilità.

Possiamo dire senza sbagliare, che fino al 1500, la scienza era dedita solo all’uomo e quasi per niente alla donna.

Con Leonardo Da Vinci, che studiò donne incinte e feti, sezionò cadaveri, individuò ed analizzò la maggior parte dei nostro organi e delle nostre funzioni biologiche e fisiologiche, possiamo dire che la scienza ha avuto una grande svolta; in seguito però la donna tornerà ad essere purtroppo un oggetto, e l’uomo l’unico degno di essere studiato, curato e approfondito. In certe società e tempi la donna non era nemmeno degna di esistere, la sua soddisfazione sessuale ritenuta inutile e una perdita di tempo....vi lascio immaginare l’attenzione che le davano.

Solo dalla metà del Novecento in poi, la donna comincerà a raggiungere l’uomo in tutto e per tutto, a esigere giustamente i suoi spazi e i suoi diritti.

Ed ecco che anche gli studi ginecologici-anatomici ebbero finalmente un serio inizio.

Capite che più di 2.000 anni di studi fatti solo sull’uomo e mai sulla donna, contro gli appena 60 anni di studi condotti sulle donne non possono certo competere: le conoscenze sull’apparato maschile sono notevolmente più ampie e approfondite.

Ecco perchè sappiamo così poco sulle particolarità dei genitali femminili, come il Punto G e l’eiaculazione.

Detto ciò, tutti avranno capito il punto della situazione: ci vorrano ancora diversi anni affinchè le conoscenze sulle particolarità genitali femminili siano studiate e divulgate a tutti.

Infine vorrei soffermarmi sull’eiaculazione femminile; essa avviene in corrispondenza di alcuni orgasmi vaginali, meglio se manuali (sono più precisi) e possono anche provocare un getto, uno schizzo di breve-media gittata.

Come i più informati sapranno, il clitoride è l’atrofizzazione del glande del pene, e internamente alla vagina vi è infatti una piccola asta che corrisponde con quella del pene vero e proprio; possiamo quindi dire che i genitali maschili sono la piena maturazione e sviluppo dei genitali femminili. (Per maggiori informazioni consultate testi di biologia ed anatomia, riguardanti la formazione dei genitali nel feto, capirete meglio l’ultimo passaggio che ho scritto, adesso non è il momento di dilungarmi in ciò).

L’eiaculato femminile è una sostanza più densa del liquido lubrificante e contiene inoltre un liquido prodotto da alcune ghiandole, dette di Skene, attivate da una piccola prostata femminile (che non è un termine usato impropriamente, bisogna semplicemente specificare se la prostata è maschile o femminile, comunque non hanno la stessa funzione) grazie alla stimolazione giusta e al raggiungimento dell’orgasmo.

Passando attraverso l’uretra questo liquido trascina piccolissime quantità di urina depositata sulle pareti dell’uretra e quindi esce (con o senza getto) dalla vagina grazie alle contrazioni dei muscoli interni, dovute all’orgasmo, portando con sè un eiaculato leggermente acido che non va assolutamente scambiato per pipì.

Per chi non lo sapesse, l’urina è presente anche nello sperma, in piccole quantità, poichè passando attraverso la terminazione dell’uretra, ne trascina piccole dosi, uscendo.

La differenza fondamentale tra l’eiaculato maschile e quello femminile è che il secondo è privo di organismi fecondanti, per cui non è in grado di fecondare alcunchè, per il resto, entrambi le eiaculazioni avvengono in modo simile.

Con questo concludo, sperando adesso che tutti abbiano capito finalmente la verità.

Per avere un maggior approfondimento sul punto G vi consiglio questo link: http://www.geocities.com/valestarplace/puntog.html

J. M.

dukessa69@libero.it