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Grafica pubblicitaria a Roma

Sotto questa voce troviamo diverse tecniche, la Grafica 3D e 2D, le riprese video ed i siti internet. Insomma tutto ciò che serve a pubblicizzare un’azienda. Una voce in particolare è quella più nota: la stampa. Con la grafica al computer possiamo creare loghi, depliant, brochure, volantini, biglietti da visita ecc... il tutto può essere poi stampato su carta, cartoncino, plastica, magliette, giubbotti ecc.

Comunicare per immagini significa far convergere in un progetto: tecnologie dei media, “culture dell’immagine” e – non ultima e non meno necessaria – capacità creativa.

Comunicare per immagini è la base della grafica pubblicitaria. Si articola in settori diversi dei media: pubblicità, editoria, comunicazione telesivisiva e multimediale, grafica web. Una professione che è andata affermando progressivamente, a Roma e fuori Roma, il suo ruolo nella “regia” della comunicazione visiva e oggi si trova ad affrontare da protagonista una nuova e tumultuosa espansione della “civiltà dell’immagine”.

Lo studio di grafica pubblicitaria intende affrontare e far proprio i problemi di comunicazione del cliente, grazie all’esperienza di designer di alto profilo, capaci di una interazione tra competenze tecnologiche e proprietà culturali, pubblicitari che siano in grado di mettere in atto una metodologia complessa e flessibile, esplicitata in un progetto grafico che allo stesso tempo valorizzi e faccia emergere la individualità dell’azienda da pubblicizzare, sia a Roma che fuori Roma, e la creatività della agenzia pubblicitaria che si occupa della promozione.

Lo studio di grafica pubblicitaria, forte della sua specializzazione in comunicazione visiva, agisce, sia a Roma che fuori Roma, grazie ad un sapiente mix di:
progettazione grafica
progettazione editoriale
lettering, tipologia ed uso dei caratteri
computer grafica 2D E 3D
web design
packaging
psicologia della comunicazione
marketing
video editing

Come lavora uno studio di grafica pubblicitaria

Lo studio di grafica pubblicitaria imposta e progetta la pubblicità nei vari settori dell’informazione con i mezzi grafici e tecnici attualmente in commercio. È in possesso di una trattazione sistematica e di una descrizione di metodi operativi, a cui riferirsi come modello di una materia che di per sé è vastissima, e di competenze nella comunicazione estremamente articolate. Uno studio di Grafica pubblicitaria deve saper “declinare” il messaggio in forme visual e testi che restituiscano e conferiscano al prodotto del cliente, sia a Roma che fuori Roma, un’accattivante immagine di autorevolezza.
Le competenze specifiche della grafica pubblicitaria riguardano naturalmente l’illustrazione, i testi e i sussidi commerciali utilizzati con abilità da chi pratica la professione di grafico, e ha saputo conquistarsi credibilità e raffinati sistemi di commercializzazione, sempre vincenti nell’ambiente di lavoro.

Oggi una azienda deve essere competitiva, seria, affidabile e soprattutto bisogna che trasmetta questi valori. In altre parole si deve associare al nome di una società, un marchio, un logo, uno stile grafico che la distingua e la renda unica. Servirsi quindi di un immagine coordinata (carta, busta, cover fax, e-mail intestata, biglietti da visita) e di un identità aziendale (sito, depliant, brochure, catalogo, schede prodotto-servizi) che trasmetta ciò che la vostra azienda vuole realmente comunicare, questi sono i compiti dell’agenzia di pubblicità. Nel terzo millennio non basta più il passa parola bisogna affidarsi una comunicazione grafica pubblicitaria efficace, e ad una pubblicità che vinca il rumore di fondo creato dalle pubblicità concorrenti.

Il consumatore si aspetta dall’agenzia di grafica pubblicitaria informazioni e comunicazione interessante

Come ogni atto di comunicazione, la forza e il valore della grafica pubblicitaria dipendono dal suo destinatario. Deve essere rivolta a lui, pensata per lui, interessante per lui.
Come? Dedicando molta attenzione alle tre cose fondamentali che i consumatori si aspettano dall’agenzia di pubblicità: informazione, divertimento e fiducia.
L’informazione pubblicitaria può essere di molti tipi. Può essere l’essenziale, cioè far conoscere le caratteristiche del prodotto. O andare oltre, per dimostrare come funziona, che cosa farà in favore del consumatore o in che cosa è diverso da altri prodotti simili. Dipende dagli obiettivi dell’agenzia di grafica pubblicitaria.
Si considera utile anche un’informazione meno diretta, ma che può essere ugualmente decisiva, come il riferimento al tipo di persone che usano questa marca, o all’impresa che la produce, o a quegli altri valori che da una ricerca risultino i più importanti per il consumatore in quel prodotto.
Più si conosce il consumatore e si capiscono le sue esigenze, sia a Roma che fuori Roma, più vicina a lui sarà l’informazione fornita dall’agenzia di grafica pubblicitaria.
La qualità del messaggio - che sia divertente, stimolante, interessante - è un altro fattore. Può attirare il pubblico e far sì che gradisca il messaggio, cosa del tutto desiderabile. La ricerca dimostra che se un annuncio è gradito vende di più.
Tuttavia, molti annunci realizzati dall’agenzia pubblicitaria non fanno altro che intrattenere. Alcuni arrivano all’estremo di preoccuparsi così tanto di essere attraenti, da dimenticare di spiegare a spettatori o lettori a che cosa serve il prodotto. Questa caduta in picchiata nel mondo dello spettacolo può essere mortale, se non ci si protegge con le reti di sicurezza dell’informazione e della fiducia.
Nella vita è straordinario avere veri amici, amici di cui ci si può fidare ciecamente. La fiducia non è qualcosa che si improvvisa. È difficile e lenta da conseguire, facile da perdere. Richiede serietà, perseveranza... e anni.
Nella grafica pubblicitaria la fiducia non si conquista con l’impatto, ma con un processo graduale. La fiducia totale arriva solo come risultato di tante piccole fiducie parziali che si concedono ai prodotti.
Se qualcuno crede nel nostro prodotto e lo compra una volta vuol dire che comincia a darci fiducia, ma questo ci obbliga a non deluderlo. Si è dimostrato precisamente, in base a ricerche sia a Roma che fuori Roma, che quando qualcuno ha comprato un prodotto una volta, è più disposto a prestare attenzione alla pubblicità di quel prodotto, perché sente la necessità di dimostrare a se stesso che la sua scelta è stata giusta e il prodotto merita di essere usato. A questo punto il processo di costruzione della fiducia è appena all’inizio.
Toccherà all’agenzia di grafica pubblicitaria meritarsela.

Come l’agenzia di grafica pubblicitaria deve presentare il prodotto

La pubblicità è l’arte di presentare una proposta di vendita in un veicolo attraente e coinvolgente e dare al prodotto una posizione inconfondibile nella mente del consumatore. I documenti di strategia creativa possono variare per forma e contenuto, ma ogni buon metodo deve comprendere:
Obiettivo: il problema da risolvere.
Che cosa vogliamo che il consumatore pensi o faccia?
A chi parliamo? Chi è la persona più importante cui ci vogliamo rivolgere, e che cosa dobbiamo sapere di quella persona?
Utilità fondamentale per il consumatore (il cosiddetto "consumer benefit"):
Perché il consumatore dovrebbe comprare il prodotto o accettare l’idea?
Supporto (la cosiddetta "reason why"):
Il motivo per cui il consumatore si può convincere.
Che cosa abbiamo di diverso dagli altri che fanno le stesse promesse?
Tono e stile:
La proiezione della personalità del nostro prodotto.

Come lo studio di grafica pubblicitaria deve costruire la propria strategia

Come un edificio, la pubblicità ha bisogno di un piano, un progetto.
Come costruire una strategia pubblicitaria richiede alcune analisi.
Prima di tutto, abbiamo bisogno di fatti riguardo al prodotto (o servizio). Dobbiamo studiare il mercato, il prodotto e la concorrenza, sia a Roma che fuori Roma; capire il consumatore e quali esigenze il nostro prodotto può soddisfare.
Poi dobbiamo pensare alle informazioni che abbiamo raccolto. Organizzare i dati. Sviluppare ipotesi. Riempire i vuoti con le informazioni mancanti o svolgere ulteriori ricerche, se necessario, per avere le risposte che ci servono.
A questo punto, si tratta di decidere sulla fondamentale possibilità di successo per la marca – l’obiettivo. Che cosa vorremmo che il consumatore pensasse o facesse come risultato della nostra strategia per la grafica pubblicitaria?
Il processo strategico porta da un punto A – come i consumatori della nostra marca, o quello che vorremmo la scegliessero, vedono la marca oggi – al punto B – come vorremmo che la vedessero per effetto della pubblicità.

PUNTO A PUNTO B Chi oggi compra o usa la nostra marca (e quanto spesso)? Chi è la persona di cui vorremmo modificare il comportamento? Chi non la usa? Che cos’altro usa? Vogliamo che chi la usa lo faccia più spesso, o vogliamo che la provi chi non la usa (o tutte e due le cose)? Perchè? Come?
La strategia dell’agenzia di grafica pubblicitaria, sia a Roma che fuori Roma, è semplicemente la descrizione di come portare le persone che ci interessano dal punto A al punto B.
Quale messaggio può modificare il loro atteggiamento e comportamento?
Stiamo parlando di benefici tangibili del prodotto, benefici emozionali, o solo sentimenti?
Qual è la promessa?
La vera prova dell’abilità dell’agenzia di grafica pubblicitaria è portare veramente una persona dove vorremmo che fosse.

Lo studio di grafica pubblicitaria e il suo pubblico. Il consumatore è un esperto nel filtrare i messaggi

Il consumatore oggi è un esperto nell’uso delle tecniche di selezione per filtrare i messaggi pubblicitari che riceve. Un esame superficiale dei messaggi  e dei prodotti della grafica pubblicitaria, gli basta per decidere quali ascolterà ed elaborerà e quali ignorerà spietatamente.
Ci sono solo due grandi fattori in gioco in questa selezione: le sue esigenze, i suoi gusti e umori del momento; e la capacità creativa dello studio di grafica pubblicitaria nell’essere rilevanti e richiamare la sua attenzione.
Dei mille messaggi quotidiani, un consumatore normale, sia a Roma che fuori Roma, arriverà a ricordarne con precisione tre. I restanti 997 possono rimanere sterili, perciò lo studio di grafica pubblicitaria nella lotta per superare questa soglia non deve lesinare sforzi creativi.

La grafica pubblicitaria e il ricordo del messaggio

Il "ricordo" specifico di un messaggio pubblicitario non è la misura della sua efficacia. Ci sono annunci, film, manifesti eccetera che ricordiamo, per qualche loro caratteristica insolita o interessante, ma di cui non teniamo alcun conto nelle nostre scelte. Ci sono, invece, infinite cose di cui siamo convinti, anche senza ricordare esattamente da quale persona, fonte, fatto o circostanza  - o agenzia di grafica pubblicitaria - abbiamo ricavato quella convinzione: questo vale anche per la pubblicità. Raccogliamo ciò che ci interessa o può esserci utile, dimentichiamo il resto. Ogni comunicazione che riceviamo (pubblicitaria o non) non è un segnale isolato; nel momento in cui lo percepiamo si mescola immediatamente con le nostre conoscenze, esperienze e opinioni, diventa una nostra conoscenza, che può essere molto diversa da ciò che qualcuno aveva intenzione di dirci. La non comprensione di questo "metabolismo" mentale, è uno dei motivi per cui la grafica pubblicitaria  produce tanta comunicazione inefficace. La quantità di stimoli (pubblicitari e non) cui siamo sottoposti ogni giorno è enorme; superare da barriera del "rumore" e cogliere la nostra attenzione è tutt’altro che facile. Bisogna essere uno studio di grafica pubblicitaria competente e abile, per riuscire a comunicare sopra il “rumore” della comunicazione pubblicitaria della concorrenza.

Un esempio di studio di grafica pubblicitaria

PRIMO PASSO: Costruzione del Piano Generale. 

OBIETTIVI - Descrivete i vostri obiettivi. Possono essere tanti (vendita focalizzata a Roma o in tutta Italia, aumento della qualità dei servizi di post vendita; incremento fatturato, benchmark qualitativo del prodotto/servizio, diffusione in nuovi mercati; ecc.); ognuno di essi è un obiettivo integrato con gli altri ma non strettamente dipendente.

TARGET INDIVIDUATO - Qualcuno utilizzerà il tuo prodotto. Molti di voi saranno portati a scrivere "tutti!". Ma non è così. Forse non si sta coprendo interamente il mercato puntando sia a Roma che a Bolzano che a Siracusa. In uno studio di grafica pubblicitaria va analizzato il target, che dipende molto dagli obiettivi: se volete allargare il mercato dovrete giocare sulla quantità. Ma se è la qualità del servizio che vi preme maggiormente, occorrerà lavorare solo su un campione di potenziali clienti. Lo studio di grafica pubblicitaria cercherà di analizzarlo formalizzandone le caratteristiche chiave (fasce di età, settore economico di appartenenza, aree geografiche, il suo comportamento d’acquisto).

PRODOTTI - Determinare il prodotto/servizio. Per vendere, bisogna avere bene in mente ciò che si vende. Non serve la descrizione fisica, ma le cosiddette LEVE DI APPETISING, ossia i benefici che possono invogliare l’acquisto. Provate a rispondere a questa domanda:
perchè scegliere il mio prodotto e non quello di un mio concorrente?
Lo studio di grafica pubblicitaria esamina i VAS (value added services), cioè quei servizi che possono fare la differenza (garanzia, assistenza tecnica, servizi post vendita, e-procurement, payments agevolati, localizzazione a Roma o in tutta Italia,  ecc).

MERCATO - Analisi della concorrenza: è uno dei principali report del project. Occorre effettuare uno studio della grafica pubblicitaria dei concorrenti per combatterli: punti di forza ma soprattutto punti di debolezza. Poi indicare le potenzialità del mercato, sia a Roma che fuori Roma, cioè le nuove nicchie da aggredire e le difficoltà di sviluppo.
Lo studio della concorrenza e lo studio delle potenzialità del mercato servono a due obiettivi:
l’espansione (cioè l’effettivo allargamento degli interessi economici aziendali) e l’integrazione (ossia la verticalizzazione dei processi di produzione).

STRATEGIA OPERATIVA - Strategia da utilizzare partendo da un’idea di fondo: ci vuole un’idea innovativa per affermarsi nel mercato. Lo studio di grafica pubblicitaria deve provare a pensare a cosa si potrebbe fare per la promozione, sia per la vendita focalizzata a Roma o in tutta Italia.
Delinea i piani di strategia a lungo termine: successivamente, verificata la bontà dell’idea di fondo, costruisce i budget (ad es. costi di consulenza, costi di realizzazione del sito internet, costi della pubblicità, costi tecnici, risorse umane, formazione internet oriented, hardware, ecc.).

Un’attività che lo studio di grafica pubblicitaria pianifica a tavolino, avrà sicuramente più possibilità di andare avanti.
Inoltre con il business-plan si può fare anche una critica serena all’idea imprenditoriale supportati da una serie di dati e di studi.

Il codice razionale per uno studio di grafica pubblicitaria

Invece di inserire aspetti di sogno in messaggi di tipo informativo, si dà un’apparenza razionale a comunicazioni che fondamentalmente non lo sono. Questo perché il consumatore spesso cerca giustificazioni, l’illusione della razionalità per decisioni che sono, coscientemente o no, largamente irrazionali.

Copystrategy
Rigore e immaginazione. Parole forti, originali, credibili.

La promessa di base: cioè la definizione di ciò che può motivare il consumatore
La caratteristica del prodotto che supporta la promessa
Il tono, la personalità, l’atmosfera generale che la pubblicità deve comunicare
La copy-strategy dev’essere specifica e concreta, fondata su un beneficio percepibile dal consumatore
Semplice e centrata su una sola promessa di base
Chiara e senza confusioni
Coerente
Positiva, concentrandosi sui punti di forza, senza sforzarsi di scusarne le debolezze

I criteri di valutazione:
è immaginativa, perché non emergeva in modo palese dal brief
è strategica, cioè in linea col marketing e adatta ai consumatori
comprensibile sul piano razionale e evocativa
è originale rispetto ai concorrenti

Il piano di lavoro creativo
il fatto principale, che è la sintesi della diagnosi di marketing
il problema da risolvere con la pubblicità
esposizione chiara e concisa dell’effetto che la pubblicità deve avere sul consumatore
studiare il linguaggio dei concorrenti
a - il target deve essere definito in termini psicologici, sociologici e di stili di vita
b - il beneficio per il consumatore ( e non la promessa) esprimerlo in termini da consumatore piuttosto che in termini di qualità del prodotto
scegliere questo beneficio pensando alla concorrenza: scegliere il più competitivo
avere un solo beneficio: unico ed esclusivo
scegliere il beneficio più motivante, rilevante e persuasivo
c - ragioni a supporto: avere un supporto che deriva da una qualità reale del prodotto (una sola, non tante)

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