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Capitolo 10
Le reliquie e la religiosità medievale

Perduta la memoria del passato, Roma viene ormai caratterizzata dalle chiese buie risuonanti di preghiere, dall’attesa dell’imminente ’’Fine del mondo", dal commercio delle ossa dei santi trasformate in reliquie, a cui si attribuisce un potere magico e la capacità di proteggere dalle malattie e dai dolori.
L’antica Roma è ormai diventata solo un centro religioso. La vecchia e potente capitale, non è più il centro dell’Impero, ma una città di santuari e verso la chiesa di San Pietro si affrettano tutti i pellegrini.
Già da lontano la Basilica abbaglia col suo splendore. Le tegole di bronzo dorato riflettono moltiplicati i raggi del Sole. I Cristiani incantati fanno ressa davanti alla porta della chiesa, coperta di argento luccicante. Mille libbre di metallo prezioso sono state utilizzate per i bassorilievi sull’apostolo. Al popolo tutto quel metallo prezioso incute soggezione. Un vescovo in grado di spendere tanto, deve essere molto potente.
Ogni pellegrino entra riverente nel santuario, si avvicina pieno di rispetto alla statua di bronzo di Pietro e mormora la sua preghiera. Il ragazzo, inserito nella fila dei fedeli, segue anche lui tutti i momenti di quel comportamento. Bacia il piede della statua, dedica un pensiero alla sua famiglia, la raccomanda all’apostolo, e poi - timoroso per aver osato disturbare un santo così potente, ma contento di aver posato le labbra su un piede tanto importante - conclude la sua preghiera, osserva le venerabili reliquie, la tomba del santo con le sue potenti ossa, capaci di fare miracoli, e si affretta ad allontanarsi.

Girando tra i conventi oltre le mura di Roma, il ragazzo ascolta un monaco vantare le miracolose capacità delle reliquie gestite dai suoi confratelli, e ospitate nelle catacombe sotto i suoi piedi.
- Fratelli accorrete! Venite a venerare le ossa dei santi martiri!
La reliquia è l’unica difesa contro la cattiva sorte, guarisce molti mali, e funziona, per di più, come una garanzia contro l’Inferno.
Chi si raccomanda ad un martire, può sperare che l’Altissimo - il Dio del Giudizio Universale - sia meno severo con lui. Le reliquie sono inoltre rimedio all’ossessione del Diavolo: basta mostrare un osso santo per mettere in fuga centinaia di Demoni.
Venite a visitare le catacombe del mio convento!
In questi sotterranei sono conservati più di centomila scheletri, tutti autenticamente cristiani, visto che i pagani bruciavano i cadaveri dei loro morti e non li seppellivano. Entrate a pregare davanti a queste potentissime reliquie!

Angelo si accoda ad un gruppo di pellegrini, che scendono sottoterra guidati dal monaco, subito pronto ad accompagnarli in cambio di una piccola offerta. Si calano nel pozzo senza fatica. Tre braccia sotto il suolo comincia la miniera di reliquie.
L’odore è forte, di terra umida. Si infilano nel cunicolo sotterraneo, ognuno con la sua candela. Ai due lati dello stretto passaggio ci sono file e file di nicchie, fosse e loculi scavate nella roccia, ognuna delle quali aveva ospitato un defunto.
Quando vede il primo scheletro, il giovane non può trattenersi da fare un balzo.
Molte di quelle tombe laterali sono già state aperte. La lastra che li chiudeva è rotta e si vedono le ossa sparse.
Andando avanti arrivano ai sepolcri ancora intatti. La prima sorpresa del ragazzo sono le svariate decorazioni incastrate nella calce di chiusura del loculo. Ci sono attaccate le cose più diverse: frammenti di portacandele, cocci di lampade di argilla, pietre, sassi di forma curiosa, piccolezze di ogni genere, dalle più umili come foglie, rami, noccioli, spine o pezzi di mattone, agli oggetti comuni della vita domestica, interi o rotti: pezzi di attrezzi rotti, giocattoli, balocchi sulle tombe dei bambini. È tutta roba disposta a caso, in fretta, senza intenzione di ricavare un effetto ornamentale.
Il perché lo si capisce osservando l’uniforme serie di fosse. La prima preoccupazione dei parenti del defunto, doveva esser stata di poter riconoscere la tomba, persa tra mille sepolcri tutti uguali. Alcuni hanno inciso un’iscrizione sulla calce fresca; altri - gli analfabeti, che erano la maggioranza - hanno graffiato segni, linee o figure senza senso; altri ancora hanno inserito nella calce un oggetto qualunque, il primo che capitasse, purché potesse funzionare come ricordo.

Riemerso dalle catacombe, Angelo scopre che Intorno alle reliquie esiste tutta un industria. Ci sono orafi che provvedono ad inserire la reliquia in una custodia d’oro, oppure in un piccolo altare. Altri hanno il compito di scrivere la storia del martire ed elencare le sue specializzazioni, le parti del corpo su cui l’osso ha potere. Così confezionata la reliquia parte per il mondo, per essere esposta in chiese e castelli dove, ossequiata e rispettata, continua la sua esistenza con molto più onore che se fosse rimasta nel suolo di Roma.

 

L’invincibile spada di Orlando
Romanzo storico sulla guerra del 774 tra Franchi e Longobardi nell’alto Medio Evo
di Francesco Cascioli e Xenia Buzzi

Indice dei capitoli

Al mercato di Ravenna nel 769
Attraverso l’Italia da Ravenna all’Umbria
La cattura. Schiavo dei Longobardi
Apprendista del fabbro. L’artigiano medievale
Le maglie di ferro. L’armatura nel medio evo
I clienti dell’artigiano medievale
I carbonai. Estrazione e lavorazione del ferro nel Medio Evo
Il mestiere del fabbro medievale
Roma nell’alto Medio Evo
Le reliquie e la religiosità medievale
La reggia imperiale sul Palatino nel Medio Evo
Gli ambasciatori del Papa alla corte longobarda e poi presso i Franchi
Ginevra. La corte di Carlo Magno e i Franchi
Fabbro dei cavalieri, con Carlo Magno e i Franchi
La spada di Orlando. Le armi dei Franchi
Il piano di battaglia alle Chiuse della Valle di Susa
Il combattimento tra Franchi e Longobardi alle Chiuse della Valle di Susa
Il ritorno a Ravenna passata dai Longobardi ai Franchi
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Piccolo glossario di Storia medievale
Piccolo questionario di Storia medievale
La storia della guerra tra Franchi e Longobardi all’epoca di Carlo Magno
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