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Perduta la memoria del passato,
Roma viene ormai caratterizzata dalle chiese buie risuonanti di preghiere,
dall’attesa dell’imminente ’’Fine del mondo", dal commercio delle
ossa dei santi trasformate in reliquie, a cui si attribuisce un potere
magico e la capacità di proteggere dalle malattie e dai dolori.
L’antica Roma è ormai diventata solo un centro religioso. La vecchia
e potente capitale, non è più il centro dell’Impero, ma
una città di santuari e verso la chiesa di San Pietro si affrettano
tutti i pellegrini.
Già da lontano la Basilica abbaglia col suo splendore. Le tegole
di bronzo dorato riflettono moltiplicati i raggi del Sole. I Cristiani
incantati fanno ressa davanti alla porta della chiesa, coperta di argento
luccicante. Mille libbre di metallo prezioso sono state utilizzate per
i bassorilievi sull’apostolo. Al popolo tutto quel metallo prezioso incute
soggezione. Un vescovo in grado di spendere tanto, deve essere molto potente.
Ogni pellegrino entra riverente nel santuario, si avvicina pieno di rispetto
alla statua di bronzo di Pietro e mormora la sua preghiera. Il ragazzo,
inserito nella fila dei fedeli, segue anche lui tutti i momenti di quel
comportamento. Bacia il piede della statua, dedica un pensiero alla sua
famiglia, la raccomanda all’apostolo, e poi - timoroso per aver osato
disturbare un santo così potente, ma contento di aver posato le
labbra su un piede tanto importante - conclude la sua preghiera, osserva
le venerabili reliquie, la tomba del santo con le sue potenti ossa, capaci
di fare miracoli, e si affretta ad allontanarsi.
Girando tra i conventi oltre
le mura di Roma, il ragazzo ascolta un monaco vantare le miracolose capacità
delle reliquie gestite dai suoi confratelli, e ospitate nelle catacombe
sotto i suoi piedi.
- Fratelli accorrete! Venite a venerare le ossa dei santi martiri!
La reliquia è l’unica difesa contro la cattiva sorte, guarisce
molti mali, e funziona, per di più, come una garanzia contro l’Inferno.
Chi si raccomanda ad un martire, può sperare che l’Altissimo -
il Dio del Giudizio Universale - sia meno severo con lui. Le reliquie
sono inoltre rimedio all’ossessione del Diavolo: basta mostrare un osso
santo per mettere in fuga centinaia di Demoni.
Venite a visitare le catacombe del mio convento!
In questi sotterranei sono conservati più di centomila scheletri,
tutti autenticamente cristiani, visto che i pagani bruciavano i cadaveri
dei loro morti e non li seppellivano. Entrate a pregare davanti a queste
potentissime reliquie!
Angelo si accoda ad un gruppo
di pellegrini, che scendono sottoterra guidati dal monaco, subito pronto
ad accompagnarli in cambio di una piccola offerta. Si calano nel pozzo
senza fatica. Tre braccia sotto il suolo comincia la miniera di reliquie.
L’odore è forte, di terra umida. Si infilano nel cunicolo sotterraneo,
ognuno con la sua candela. Ai due lati dello stretto passaggio ci sono
file e file di nicchie, fosse e loculi scavate nella roccia, ognuna delle
quali aveva ospitato un defunto.
Quando vede il primo scheletro, il giovane non può trattenersi
da fare un balzo.
Molte di quelle tombe laterali sono già state aperte. La lastra
che li chiudeva è rotta e si vedono le ossa sparse.
Andando avanti arrivano ai sepolcri ancora intatti. La prima sorpresa
del ragazzo sono le svariate decorazioni incastrate nella calce di chiusura
del loculo. Ci sono attaccate le cose più diverse: frammenti di
portacandele, cocci di lampade di argilla, pietre, sassi di forma curiosa,
piccolezze di ogni genere, dalle più umili come foglie, rami, noccioli,
spine o pezzi di mattone, agli oggetti comuni della vita domestica, interi
o rotti: pezzi di attrezzi rotti, giocattoli, balocchi sulle tombe dei
bambini. È tutta roba disposta a caso, in fretta, senza intenzione
di ricavare un effetto ornamentale.
Il perché lo si capisce osservando l’uniforme serie di fosse. La
prima preoccupazione dei parenti del defunto, doveva esser stata di poter
riconoscere la tomba, persa tra mille sepolcri tutti uguali. Alcuni hanno
inciso un’iscrizione sulla calce fresca; altri - gli analfabeti, che erano
la maggioranza - hanno graffiato segni, linee o figure senza senso; altri
ancora hanno inserito nella calce un oggetto qualunque, il primo che capitasse,
purché potesse funzionare come ricordo.
Riemerso dalle catacombe, Angelo
scopre che Intorno alle reliquie esiste tutta un industria. Ci sono orafi
che provvedono ad inserire la reliquia in una custodia d’oro, oppure in
un piccolo altare. Altri hanno il compito di scrivere la storia del martire
ed elencare le sue specializzazioni, le parti del corpo su cui l’osso
ha potere. Così confezionata la reliquia parte per il mondo, per
essere esposta in chiese e castelli dove, ossequiata e rispettata, continua
la sua esistenza con molto più onore che se fosse rimasta nel suolo
di Roma.
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