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Lavori strani: difensore o ricostruttore di reputazioni online

Il costruttore di reputazioni online che corregge l’immagine di una persona fornita da Google su internet e sul web

DESCRIZIONE DI UN MESTIERE

Basta che i primi 10 indirizzi consigliati da Google siano tutti "negativi" per una certa persona, ed ecco che quell’individuo ha una reputazione danneggiata. Che fare? A chi rivolgersi?
Esistono consulenti che si occupano di questo, agendo ad esempio, col sistema "Obiettivo 5", noto agli addetti ai lavori ma ignorato dai più. Un sstema che è una metologia d’ntervento, e che può essere articolato e illustrato via email, chiedendolo al gestore del sito Ilpalo.

UN ANEDDOTO/ UN TRUCCO DEL MESTIERE

Ecco quanto riporta la rivista “INTERNAZIONALE” [n. 697, 15 GIUGNO 2007]

Difensore o ricostruttore di reputazioni online

Quando cerchiamo informazioni su qualcuno, in genere ci affidiamo ai primi dieci risultati di Google. Ma a volte contengono delle notizie scomode
Di THOR MULLER, BLOG.GETSATISFACTION.COM, STATI UNITI

Ultimamente si é parlato molto di come internet possa rovinare la reputazione della gente, quasi fosse una forza oscura in grado di distruggere matrimoni e carriere. Un esempio è la storia di Sue Scheff, una donna d’affari che ha ottenuto un risarcimento di quasi 12 milioni di dollari dopo essere stata diffamata su un forum.
Distruggere la reputazione altrui è sempre stato uno sport piuttosto popolare, ma quello delle offese online è un mondo un po’ a parte. Il sito Reputation Defender offre un servizio di monitoraggio della propria reputazione. Per dirla con parole loro: "Se troviamo in rete dei contenuti che non vi piacciono, li eliminiamo grazie al nostro esclusivo sistema di distruzione".
L’approccio "scova e distruggi" è piuttosto discutibile, perché rischia di avere un effetto mortale sulla libertà di parola tipica della rete. Secondo me, dovremmo invece adottare gli stessi principi del mondo reale. La reputazione è un mosaico di punti deboli e di punti di forza, un intreccio di storie, relazioni e lavoro. Data questa premessa, ecco cinque modi per coltivare una buona reputazione.
1. Lasciate una lunga scia. Una brutta recensione o un post antipatico possono darvi una pessima visibilità. Quei dieci link sulla prima pagina dei risultati di Google sono fondamentali, e sarebbe stupido lasciarli al caso. Il segreto è aumentare la vostra visibilità: siate loquaci, scrivete ovunque e spargete link al vostro sito. In questo modo le malignità scivoleranno in fondo alla pagina dei risultati e il loro impatto sarà attenuato.
2. Raccontate la vostra versione. È incredibile quanto le persone non rispondano alle accuse che gli vengono rivolte nei forum. A quanto pare le reazioni più diffuse sono due: il silenzio e il litigio. Ma esiste anche la risposta. Bisogna rispondere immediatamente, con il tono calmo di chi è più informato. Il vostro compito è correggere i fatti e chiarire le vostre intenzioni.
3. Chiedete scusa. Se avete fatto arrabbiare qualcuno, il modo migliore per acquistare credibilità e far sgonfiare la cos, è una forte dose di sincera umiltà.
4. Radunate un esercito. Se qualcuno vi prende di mira, la strategia migliore i chiamare in aiuto i propri amici. È esattamente quello che ha fatto l’uomo d’affari Howard Hartenbaum, che poco tempo fa è stato brutalmente criticato su Thefunded.com. Molti lettori sono intervenuti in sua difesa, salvo poi essere allontanati perché le loro proteste andavano contro le regole del sito. Solo dopo che la solidarietà verso Hartenbaum si è trasformata da mormorio diffuso ad autentico ruggito in rete, il sito ha finalmente lasciato parlare i suoi difensori. L’esercito di Hartenbaum non solo è corso in suo aiuto, ma ha anche manifestato così rumorosamente da far cambiare le regole del sito.
5. Prendete posizione. Avere una buona reputazione non vuol dire essere perfetti, ma avere un obiettivo preciso o un talento riconoscibile. Significa mostrare un impegno costante nel tempo. Tara Hunt, per esempio, anni fa ha aperto un blog sulla sua passione per il community marketing e da allora si è fatta un nome come portavoce dei clienti. Anche se a volte la sua onestà è un po’ irritante, oggi è considerata un’esperta a livello internazionale. Ha sempre avuto le idee molto chiare su quale fosse la sua missione, e questo l’ha immunizzata contro gli attacchi dei suoi critici. Inoltre è una persona molto umile, e questo non guasta.
Di solito siamo più generosi con chi si mostra pronto a rischiare, anche a costo di sbagliare e chiedere scusa.
È anche vero, però, che non dimentichiamo facilmente le storie di insuccessi. Tutto sommato è una logica giusta: i buoni se la cavano, mentre i cattivi rimangono a cuocere nel loro brodo. La verità è che queste regole non sono molto diverse da quelle che useremmo in generale per difendere il nostro buon nome. E il punto è proprio questo: non dobbiamo fare altro che impacchettare in html le nostre piccole, vecchie abitudini.

L’autore
Thor Muller è il fondatore di Satisfaction, un sito di customer service fatto dai consumatori. Questo articolo è uscito sul suo blog con il titolo Five ways to build and defend your reputation online.
[da pg. 82 di “INTERNAZIONALE”, n. 697, 15 GIUGNO 2007]

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