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Lavori strani: il falsario

Il falsario

DESCRIZIONE DI UN MESTIERE

Produzione di falsi. Falsi per tutti gli usi.

In tutti i suoi prodotti c’è una sfida: uguagliare l’originale, rendere credibile una propria realizzazione, aggirare ostacoli di varia natura fino a creare un qualcosa, un oggetto materiale o immateriale (es. una falsa diceria) che è impossibile ottenere nella sua copia autentica.

UN ANEDDOTO/ UN TRUCCO DEL MESTIERE

Tempo fa venne da me la "compagna" di un politico, ma non di uno qualsiasi - in cui sarebbe stato tutto più semplice - bensì di una delle cinque cariche più alte dello stato. Era l’amante semiufficiale di un presidente del Senato degli ultimi dieci anni
Per motivi vari, costui non poteva/voleva farsi vedere in giro con quella donna. Tra l’altro la donna in questione era stata la compagna di un parlamentare del partito avverso. Ora, benché la donna fosse ascoltata consigliera del suo partner politico, lui non voleva farsi vedere accanto a lei. Tanto meno il politico voleva - guai e poi guai! - farsi fotografare insieme alla sua compagna, mentre lei quelle foto le desiderava assolutamente. Era pronta a pagare e bene per una diecina di fotomontaggi che le fossero di ricordo di questa storia d’amore. Doveva essere una relazione ancora in parte attiva, benchè si avvertisse, dalle parole della signora, che ormai era agli sgoccioli.
Tecnicamente il lavoro non era difficile: trovare le foto del politico, far scattare ad un fotografo fidato, le immagini di lei da accoppiare, che fossero cioè adatte come luci e posizioni per il fotomontaggio finale, e poi assemblare il tutto.
Iniziai il lavoro girando per le agenzie e prendendo in visione le immagini del politico più adatte al fotomontaggio. Ad esempio ne trovai una del politico al pianoforte, molto opportuna per un "montaggio d’amore". Mi presentai dalla cliente con varie stampe fotografiche a grande formato del "lui" in questione, mentre camminava per piazza Montecitorio, davanti a Palazzo Madama o a Venezia mentre sedeva al tavolino di un bar.
Quanto a me, avevo conosciuto la signora anche per altri lavori, e - benchè avessi analizzato mentalmente la possibilità che mentisse, e che tra lei e il politico non ci fosse nulla - ero tentato già in partenza di crederle.
A un tratto, mentre esaminavamo le foto di lui per cercare le più adatte per i fotomontaggi, la signora mi fa:
"Eccomi!".
Non l’avevo notata neppure io che sono un professionista, ma in un angolo dell’immagine c’era proprio lei, piccola e in disparte, mentre il politico - che in quell’immagine stava entrando a Montecitorio - dominava la scena.
Era vero: la signora era dell’enturage del suo lui, solo che non doveva andare, insieme al suo amore, sotto ai riflettori: ce l’avrei messa io.
Venne un bel lavoro.
Poetica fu l’immagine del pianoforte. Adesso nella foto, oltre al politico che strimpella c’è la signora. È appoggiata con aria sognante su un lato del pianoforte, ha il volto riflesso dal coperchio lucido dello strumento: un gran bel lavoro, per cui la signora non fu avara di riconoscimenti.


UN CONSIGLIO AI GIOVANI
Nel mio mestiere il duro è trovare clienti. Insieme c’è anche il rischio della galera. Mi preoccupavo delle due cose contemporaneamente, quando ho scoperto che era assurdo. Le due preoccupazioni si elidevano a vicenda: o andavo in galera o trovavo clienti, non mi poteva andar male su due fronti. La galera è il luogo dove posso trovare clienti a bizzeffe, da contattare prima e da servire poi una volta uscito. Per me sarebbe stata come una fiera campionaria, un po’ lunghetta, ma spesso itinerante, cogli utili trasferimenti da una prigione all’altra, nuovi compagni di cella, la costituzione di una rete di dettaglianti, qualche rappresentante/rivenditore per il braccio femminile, servizi per la direzione del carcere o per i "superiori" cioè gli agenti della Polizia penitenziaria, ecc.. È una specie di "presenza sul punto vendita". In ogni caso, non era logico avere due preoccupazioni insieme.
Se cominciate ad avere troppi guai e timori, sappiate che a volte questi si annullano a vicenda. Sono rarissimi i casi di "ammalati di colera" che prendono pure la peste.
Si può chiudere una porta (quella della prigione dietro a voi) e insieme aprirsi un portone.

Manda un brano o un consiglio a fr.cascioli@tin.it

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