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Cucina
Novità dalla Cina
Da sempre la cucina orientale è all’avanguardia nella difficile fusione tra dolce e salato. Piatti come il pollo all’ananas da più di cinquemila anni sfamano miliardi di persone. Ma la Sperimentazione non si deve mai fermare. I cuochi cinesi una ne fanno e cento ne pensano, spinti dalla gloria meritata da chi scopre una ricetta originale. Tra le novità più promettenti va segnalato il “Panettone alla mia maniera” del maestro Vho Mhi Ton. Tenere a macerare una fetta del simpatico dolce meneghino per tre giorni in un brodo di cappone. Adagiare poi il panettone tra due fette di pancetta, arrotolare il “pancettone” a mo’ di involtino, impanare in trito di cozze e poi frullare il tutto più e più giorni con uvetta, broccoli, colla di pesce, gamberoni e ghiaia di fiume, ideale per rassodare le lame del frullatore. Friggere, lessare, arrostire quanto basta, cospargere di capperi, alghe, meduse, mimose e costarelle d’abbacchio rigorosamente crude, aggiungere la buccia grattugiata di un melone. Ingoiare il tutto in fretta e correre al gabinetto.
Passiamo poi al “Brodo delle otto zeta”. E’ un piatto raffinatissimo, basato oltre che sull’accostamento dei sapori, sull’assonanza dei nomi degli ingredienti : zollette di zucchero, zenzero, zabaione, zucchine, zafferano e zolle di zebra. Dopo aver tenuto il tutto a macerare sotto lo zerbino, aggiungere uno zinzino di mosca Ze - zè e una zanzara da zero grammi. Spremere, strizzare, spolverizzare di zucchero a pelo, aggiungere un cetriolo bello sano (quello che piace all’ortolano), burro di noci, una noce di burro, vasellina a volontà. Infilare e estrarre, massaggiando con cura. Leccare lo zampone farcito di latte condensato, ungere, riscaldare, punzecchiare, assaggiare, chiudere con un’esplosione di besciamella. Ingoiare il tutto in fretta e correre al gabinetto.
Ultima proposta il “Patè di lumache e anguille”. Tagliare a pezzettini le lumache e farle cuocere a fuoco basso ma non nano. Spellare le anguille vive, inserirne la coda nella bocca, e, sempre facendo attenzione a che l’anguilla resti viva, legare con la pelle. A questo punto buttare via il tutto, che sarà servito solo a farvi passare il disgusto delle lumache. Queste ultime vanno tolte dal fuoco, unite alle rane e ai capellini che nel frattempo avrete posto a lessare. Prendendoli per il verso lungo, spaccare i capellini in quattro, poi rimpastare il tutto con olio di girasole, petali di rosa, fiori di zucca e fior di farina, per un piatto più da fioraio che da gastronomo. Seppellite nell’impasto i cadaveri delle lumache, innaffiandoli copiosamente di yogurth. Mossi da naturale pietà, date il colpo di grazie alle anguille ancora vive, disseppellite le lumache, aggiungete anatre, cinghiali, daini e aprite uno zoo. Chiudete lo zoo, friggete il tutto e servite molto, molto caldo, tipo cioccolatino di lava. Ingoiare il tutto in fretta e correre al gabinetto.
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