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Per la serie:

“Torquato al mattino trova lavoro, la sera è disoccupato”

 

Portiere
di botte

di Francesco Cascioli e Marcello Busetta

Ambienti:

esterni condominio

guardiola

pianerottolo

interno casa Bianchi

interno casa Minninni

 

La farsa

 

  Mentre scorrono i titoli di testa, primo piano di Torquato che si avvicina alla buca delle lettere. Ha in mano varie buste con scritto: Ministero delle Finanze, Ufficio assunzioni, Corpo forestale dello stato - Direzione del personale, Capitaneria di Porto - Concorso per un posto da guardiano del faro di Lampedusa, ecc. Torquato guarda un’ultima volta le varie buste e poi le infila nella cassetta rossa delle poste.

 Stacco. Torquato all’edicola

Edicolante- il solito?

Torquato - Il solito

Edicolante- Insisti eh?

Torquato - e certo! (ha aperto il giornale) Senti,  senti.... forse ho trovato il lavoro per me, senti qua

(p.p. della sua mano che con un pennarello fa un cerchio intorno ad un annuncio di un giornale tipo “Porta Portese”, intanto che lo legge ad alta voce).

PORTIERE , anche prima esperienza, cercasi per prestigioso condominio telefonare 06 435 87 925

...è fatta ! Questo posto è mio ! Lo sento !

Edicolante si ! dici sempre così !

Torquato - e che ci vuole a fare il portiere ? “Buongiorno”, “Buonasera”, la sera innaffi le piante  e sei un signore

Edicolante - Infatti se ne vedono tanti di signori che fanno i portieri!

Torquato - eh non rompere che io devo lavora’

Edicolante - allora vai, chissà quanti si presenteranno al condominio

Torquato - giusto ! fammi scappare, scusa, ce l’avresti un gettone ?

Edicolante sveglia ! saranno tre anni che non si usano più i gettoni

Torquato - allora una scheda telefonica

Edicolante - prima ridammi quella che t’ho prestato la settimana scorsa

Torquato - Ti pare che non te la do!

Edicolante - Dov’è ?

Torquato - E’ finita, che te la ridò a fa’ ?

Edicolante - La tengo per ricordo

Torquato - Ricordo de che ?

Edicolante - Ricordo che darla a te è non vederla più ! Comunque... auguri

Torquato - auguri ? e che è capodanno ?

Edicolante - Aaah ! (fa un gesto di noia) Io dicevo auguri per il posto, così te metti finalmente a posto... te danno ‘na guardiola, la divisa...

Torquato - quella me sa che me la dovrò comprar da me come le sigarette

Edicolante - perchè ? vai dal tabaccaio ?

Torquato - si, embè ?

Edicolante - Allora vedi de compramme      ...\urlando con le mani a megafono davanti alla bocca\ una scheda telefonica ! Hai capito ? ! ?

   Stacco. Torquato, che indossa una tuta con lunga chiusura lampo sul davanti, è di fronte ad una guardiola vuota ed  interroga le persone che attraversano il cancello di un condominio enorme e popoloso della periferia. Alla fine arriva l’amministratore, un tizio con sigaro e aria danarosa che impugna una ventiquattrore.

Torquato - Il signor Mazzetta?

Un inquilino che passa - No

Torquato - Il signor Mazzetta? E’ lei?

Un altro inquilino che passa - No

Torquato - Il signor mazzetta ?

Amministratore - Si sono io, sono l’amministratore del condominio. Piacere

Torquato - Eh no, il piacere è mio, mi dovete fare il piacere

Amministratore - Ha faticato per trovare il posto ?

Torquato - Son anni che cerco il posto,

Amministratore - Intendevo (col gesto del braccio indica i palazzi intorno) questo in particolare

Torquato - No, solo che ci ho avuto un problema di mezzi : dovevo prendere l’autobus e ho preso il tram, poi ho preso l’autobus e invece dovevo prendere la metro

Amministratore (spazientito  dalla tiritera) L’importante è che adesso è qua (L’amministratore indicando  la guardiola.

Questa è la sua guardiola

Torquato - Bella! Un po’ piccolina...!

Amministratore - Però ha i vetri antiproiettile Li ha voluti il portiere che c’era prima. Son costati duecento milioni

Torquato - Cazzarola!

Amministratore - Ah quando si tratta del condominio, io non bado a spese! qui vivono 2.000 persone... sono la bekllezza di 500 appartamenti : e un “tot” diviso 500 diventa... un niente ! il tutto in comode rate e passa la paura !   

Torquato - Eh,... allora diciamo che  la guardiola è bella, bella, bella... belli pure i palazzi, belli! Quand’è che si comincia?

Amministratore - Allora accetta il posto ?

Torquato - certo ! Non ci sono problemi

Amministratore - Benissimo !

Vedrà questo condominio è una grande famiglia.... magari un po’ vivace...

     Me lo lasci dire , anche se non dovrei : lo sa quanto ho faticato per trovare un portiere ?

Torquato - Come mai ?

Amministratore - eh c’è penuria, c’è penuria...

Torquato - allora è fatta? Non è che dopo ci ripensate?

Amministratore - no, no, assolutamente, non si preoccupi

Torquato - Perchè me so’ comprato pure la divisa

   Torquato intanto si tira giù la lampo della tuta, sotto è vestito con giacca e cravatta (una divisa tipo portiere), tira fuori un cappello con la scritta Portiere. Una musica tipo “marcia trionfale” dell’Aida accompagna la sua vestizione.

Torquato - Eccomi qua!

Amministratore - (Squadrando Torquato) Perfetto !

venga, le faccio vedere il condominio

I due girano per i viali interni dei vari caseggiati. Il dialogo è intervallato da una  panoramica sul vasto cortile interno del condominio

Amministratore - ... lei sembra nato portiere, non so: qualche nonno, zio, qualcuno che è già stato nel ramo?

Torquato - Ma.... che io sappia no

Amministratore -... proprio nessuno ?

Torquato - No, aspetta, aspetta... mo’ mi ricordo : giù a Foggia c’era mio cugino, Ginetto Paglia Paglia, che giocava nella Solbiatese

La panoramica dei palazzi termina su un balcone del secondo piano dove sono stesi ad asciugare sui fili del bucato : una calza di seta, un passamontagna, una pistola e una benda sporca di sangue, delle catene, una torcia elettrica

La scena ritorna ai due che chiacchierano

Amministratore - e che c’entra?

Torquato - Giocava portiere..

Amministratore - Giovanotto: sia serio !

 Torquato - volevo solo fare una battuta

Amministratore - Questo non è il posto per far battute... se ne accorgerà !

Vola un cartoccetto che si pianta sulla  ventiquattrore dell’amministratore.

Torquato Ehi! Cos’è questo? Qui tirano i coppitielli a tradimento!

Amministratore - Ma niente, è solo un cartoccetto

Torquato - Cavoli!  Chiamiamoli cartoccetti ma ci hanno lo spillo! Eh... che mi sviluppa questo fatto? (si guarda intorno preoccupato) Guarda che spillone (estraendolo e rimirandolo)

Amministratore -Bambinate! Quisquiglie ! Lasci perdere ! Piuttosto andiamo al sodo...

L’amministratore  tira fuori dalla valigetta le convocazioni e il foglio delle firme

 Amministratore - Ecco le convocazioni  per la prossima assemblea: mi raccomando faccia firmare il foglio da tutti gli inquilini, Ha capito ?

Torquato - capito, ho capito, eh che ci vuole a dare il foglio agli inquilini ?

Amministratore - No! Lei non deve dare niente, gli passa il foglio, loro firmano e lei se lo riprende. Chiaro ?

Torquato - capito, ho capito

 Amministratore - ... Un’ultima cosa: mai assolutamente mai dare le chiavi del deposito del gasolio alla Cantalamessa, la signora del quinto piano... Mai! Qualunque cifra prometta di regalarle

Torquato - ‘U Gesù! E perché?

Amministratore - Eh.... Non ci sta molto con la testa. Pensi che il povero Ettore, il portiere di prima... (poi sembra esitare e interrompe il discorso)

Torquato - ...e allora?

Amministratore - no, meglio di no, lasciamo perdere... e poi proprio il primo giorno... (liquidandolo in fretta) beh: arrivederci e auguri!

Torquato - (rimasto solo) auguri? E mica è Natale !

   Il nuovo portiere è davanti alla sua guardiola. Arriva il postino che è grasso e affaticato

Postino - Posta! Posta! Dov’è il portiere?

Torquato - Signor postino?

Postino - Posta! Posta!

Torquato - postino sono qua!

Postino - Dov’è ? Dov’è ? Dov’è il portiere?

Torquato  - Postino... oh... Giovaneeee! E che tieni la cingomma nelle orecchie?!?

 Sono io il portiere!

Postino -... nervosetto eh?

Torquato - ...eh... è il mio primo giorno

Postino  - Allora auguri, ne avrai bisogno! Torquato - E che è ? Pasqua ?

Postino -... Questo non è un condominio : è un nido di vipere!

Torquato - ma come? Mi avevano detto che è una grande famiglia

Postino - Sì! Quella di Caino!

Torquato - Beh non esageriamo, ci sono sempre un po’ di bisticci tra inquilini

Postino - Bisticci?!? Ma qui se odiano! Odio puro, (indicando il mucchio di lettere che sta consegnando) il 90% delle lettere che consegno sono anonime!

Torquato - Caspita !

Postino -  Parliamo d’altro, a proposito : lo sai che io so fare il verso del delfino?

Senti: Faaa! Faaa!

Prova te

Torquato - no... no... non provo che mi vergogno

Postino - Dai ! prova

Torquato - fraaa! Fraa!

Postino - No questa è la ranocchia, prova, mettici più impegno, fammi sentire una bella delfinata

Torquato - Faaa! Faaa!

Prima condomina - (che passa, nota il suono e si gira irata verso il portiere rimproverandolo ironica) Ah! Lei sarebbe il nuovo portiere! Complimenti!

Torquato - (rivolto al postino mentre la condomina si allontana) Aoh! Hai visto che figura mi hai fatto fare!?!

 Si sente come un guaito, un suono straziante e lungo che alla fine, ma solo alla fine, si rivela essere il vocalizzo di una donna che sta studiando da soprano

Torquato - (facendo un sobbalzo e portandosi le mani alle orecchie)

‘U Gesù ! Senti quella povera bestia come si lamenta !

Postino -  ma no ! che lamento ! è la signora della Scala B, Maria Acquacallas

Torquato - Che è greca ?

Postino - No, la chiamano così perchè quando passa gli tirano certi gavettoni....

studia lirica

Torquato - dovrà studiare ancora molto !

Torquato finisce di firmare, restituisce il libretto al postino che distrattamente prende insieme all’oggetto anche la penna di Torquato e la intasca

Postino - Bhe , la posta te l’ho data, le raccomandate le hai firmate, io vado

Torquato - vado anch’io, così consegno le convocazioni dell’assemblea

Postino - Ah!! le vostre assemblee... l’ultima volta han chiamato la polizia...

Torquato (impaurito) - veramente?

Postino - io abito nel palazzo affianco, quando qua fanno assemblea c’è un tale casino che mi sono comprato il telescopio e guardo la Luna... guarda: lo vedi il mio terrazzo col telescopio?

Torquato - non vedo niente

Postino -(tirandolo per un braccio) vieni più qua, lo vedi adesso?

    Torquato si sposta pestando così un escremento di un cane.

Torquato - ma... ma...(guardandosi sotto la scarpa)

Postino - oh, mi spiace! Ti ho fatto pestare una...

    Primo piano di un escremento spiaccicato, con l’impronta delle scarpe con la suola a carro armato indossate da Torquato.

Torquato - Ma porc! Vid ke cappr di malakil pilankil cape suonne schicchil cacch.. caz’e’muort’

Postino - come dici?

Torquato - Mi sto lamentando nella mia lingua madre

La scena ritorna sui due.

Postino -  scusami

Torquato - no, non è niente, ora mi pulisco, mannaggia ! C’ho pure la suola a carro armato!

Postino - scusa ancora

Torquato - ma no, e poi dicono che porta bene

Postino - speriamo per te, ancora auguri!

Torquato -‘Ao ! Ma mica è il mio compleanno ! è una fissazione !

Torquato rimasto solo  cammina strisciando la scarpa sporca fino all’aiuola e tenta di pulirla sull’erba

Torquato - Mannaggia! Guarda te! Proprio il primo giorno! E fresca fresca ! Porco cane!

    Stacco. Torquato sul pianerottolo davanti ad una porta di un appartamento si da’ un’ultima controllata alla suola della scarpa poi suona. Il trillo è accolto da un ruggire di cane furioso. Poi da dietro la porta si sente una voce femminile, e si apre uno spiraglio.

Cantalamessa - Che c’è?

Torquato - Signora Cantalamessa? Sono il nuovo portiere

Cantalamessa - Se vuole parlare con me si tagli i capelli! (e chiude sbattendo la porta)

Torquato - Signora? (parlando davanti alla porta chiusa) Mo’ me li faccio crescere un altro poco e poi me li taglio, signora (bussando) c’è una lettera per lei, e poi c’è da firmare la convocazione

    Si riapre uno spiraglio, si intravede il volto arcigno di una donna e il muso di un dobermann che abbaia.  Torquato passa attraverso lo spiraglio la convocazione e il foglio per le firme.

   L’inquilina afferra il foglio delle convocazioni e chiude la porta sbattendola. Torquato bussa alla porta e insiste

Torquato - senta: non è che mi potrebbe ridare il foglio con le firme? Se me lo ridà “gli” consegno una lettera per lei

Cantalamessa - non la voglio

Torquato - ma è una bella lettera, ha la busta bianca bianca, chissà che c’è scritto, che faccio la butto via?

Cantalamessa - (riaprendo la porta) dai qua

Torquato - (tirando indietro la mano) Eh Eh eh ! prima il foglio

Cantalamessa - un attimo che ce l’ha il cane

Gran ruggire di cane, voce della Cantalamessa da dietro la porta che dice:

Cantalamessa - Buono Trottolino! Buono!

 Su Trottolino dammi qua! Non tirare!!

   La condomina gli passa il foglio mangiucchiato e umido di bava. Torquato lo prende con la faccia schifata

Torquato - Mamma mia!

Cantalamessa - Dammi questa lettera (girando la busta della lettera) - Anonima! Come sempre!

(la apre e dentro c’è un foglio. La telecamera inquadra la mano della condomina che tiene il foglio su cui è disegnato un occhio e sotto scritto con i ritagli dei titoli del giornale. “alle polpette”, e per firma un teschio accanto al disegno di un cane morto stecchito con le zampe all’aria)

Cantalamessa - (commentando tra se e se) Il solito Minninni!

Ma non finisce qui!

Ce l’hai le chiavi della caldaia?

Torquato - No, purtroppo non ce l’ho

Cantalamessa - però potresti  andare in guardiola a prenderle

Torquato - ma... non so... ci sono tante chiavi... va a vedere qual’è... sa: io sono nuovo...

Cantalamessa - beh... io potrei farti un regalino...

Torquato - ma... non so... non credo... anzi, si ! si ! adesso mi ricordo l’amministratore si  è  portato via tutto il mazzo...

Cantalamessa - Allora va a morì ammazzato!(risbatte la porta)

Torquato - Uffa! (asciugandosi il sudore) Che fatica per una firma !

   Stacco. Pianerottolo davanti ad un appartamento. Torquato  suona il campanello della porta.

 

 Stacco. Interno dell’appartamento.

 DRINN, DRINN suono del campanello

Bianchi (voce maschile fuori campo) Un momento!

   Il signor Bianchi ha un grembiule da casalingo e in mano una siringa per mettere la panna sui dolci, attraversa l’ingresso e va ad aprire. Sul tavolo c’è una torta che l’uomo sta finendo di decorare

Torquato - Buongiorno, c’è la convocazione per l’assemblea

Bianchi -ah ! lei è il sostituto del povero Ettore! Ma cos’è questo... questo... (annusando in giro, annusando anche la siringa,  poi rivolto a Torquato)...odore?

Torquato (imbarazzato fa finta di niente) - Non sono stato io

Bianchi- E’... è ... puzza di ...

    La signora Bianchi, con voce che inizialmente viene da fuori campo, esce dalla camera da letto entra nell’ingresso e si inserisce anche lei nella conversazione

 Signora Bianchi - Trottolino l’ha rifatta sulle scale! Ma io l’ammazzo !

 Bianchi - (posando la siringa) Tzz! Chiamare quella belva “Trottolino”!!

Signora Bianchi -  E quella strega se lo porta pure alle assemblee!

Bianchi - E’ antidemocratico! Appena chiedi la parola ringhia!

 

    La signora si allontana ed entra in bagno. Torquato sollecita il marito a mettere la firma sulla ricevuta, ma il portiere non trova la penna.

Torquato - Ci sarebbe da firmare la ricevuta della convocazione

Bianchi -  (disgustato, prendendo in mano il foglio ciancicato) Cos’è ‘sta cartaccia tutta mangiucchiata?

Torquato - E’ stato Trottolino

Bianchi - Facile dar la colpa agli altri!

 Mi dia la penna

Torquato - La penna... la mia penna... com’è che non la trovo? Chissà dov’è finita...

Bianchi - Ah! Tutte queste disattenzioni! E proprio il primo giorno di lavoro!

A questo punto il signor Bianchi tira fuori una penna dal cassetto

Bianchi -  Cominciamo male giovanotto! La penna la paghiamo noi condòmini!

Torquato -me l’avranno rubata

Bianchi - Ah! Così questo sarebbe un condominio di ladri! insulta pure!

Bianchi fa la sua firma poi la mostra tutto contento a Torquato.

Bianchi - Ha visto come firmo bene? aste eleganti, ricciolo con lo svolazzo... lei ha mai incontrato persone che firmano così bene?

    Ho fatto anche un corso di firmologia con le videocassette, venga a vedere, oggi è il compleanno di mia moglie, guardi come gli ho decorato la torta...

il signor Bianchi mostra a Torquato una tavola imbandita su cui primeggia una torta con scritto “Pia”

Bianchi - osservi come m’è venuta bene la P, e che delicatezza questa A, sembra fatta dal Beato Angelico

Torquato - un pasticcere?

Bianchi - No pittore

Torquato - imbianchino?

Bianchi - No, pittore pittore

   La moglie esce dal bagno e si dirige come una furia verso il marito, brandendo i due spazzolini come un picador

Signora Bianchi - Tu!... Tu!... Guarda!!!

Bianchi - Che c’è?

Signora Bianchi - Hai di nuovo usato il mio spazzolino! Carogna!

Bianchi - Non è vero!

   La moglie poggia una mano sul collo del marito e lo forza a chinarsi verso gli spazzolini (come si farebbe con un cane incontinente spingendogli il naso verso la pipì)

Signora Bianchi - guarda: quello bagnato è il mio, lo vedi: c’è la tacca che ci ho fatto per non confondersi

Bianchi - Ma perché li hai comprati uguali uguali?

Signora Bianchi - erano gli unici che si intonavano con le maioliche del bagno

Bianchi (sbuffa, alza gli occhi verso il cielo e commenta a gesti: “Che palle!”)

Signora Bianchi - e non sbuffare! Capito imbecille!?!

(rivolta a Torquato) glielo dica anche lei: Imbecille!

Torquato - no, non ci ho abbastanza confidenza

Bianchi - Basta! Non ti permetto di trattarmi così

Signora Bianchi - a chi dici basta? Imbecille! Ora ti faccio vedere io!

    Stacco. Torquato è sul pianerottolo, la porta è aperta, rumore di piatti rotti, insulti e grida.

Signora Bianchi - prendi questo, e questo e questo Tie!

L’inquilino di fronte apre la porta e si affaccia, ha in mano delle freccette.

Minninni - cos’è questo casino?

Si affaccia il signor Bianchi, è tutto sporco di crema in faccia

Bianchi non è niente, niente...

Il portiere allungando un dito e prelevando un fiocco di panna dal vestito o dalla faccia di Bianchi e assaggiandolo

Torquato - Peccato, era proprio buona

Minninni - Lei chi è?

Torquato - (pulendosi il dito, imbarazzato, fa finta di niente) - Non sono stato io, io sono il nuovo portiere,

c’è da firmare per l’assemblea, ma non ho la penna

Minninni - venga dentro, ora ne cerco una

 Stacco interno della casa, accanto alla porta c’è la foto della Cantalamessa completata con i cerchi dei punti usata come bersaglio per le freccette. Il padrone di casa sta tirando le freccette. Sua moglie, che non appare in scena, è in cucina Torquato è entrato e parla con lui

Minninni -(che ha iniziato a tirare e sta commentando il risultato del tiro ad alta voce) Un attimo e gliela firmo Mancata!

 Mmm.... senti che puzza! Trottolino eh ?! ?

Signora Minninni (voce fuori campo) - chi è caro ?

Minninni - niente, c’è da firmare una cosa

Signora Minninni (voce fuori campo) - pensaci tu che io finisco di fare le polpette!

Torquato -(faccia perplessa di Torquato)

 Minninni - (tira una freccetta e colpisce il bersaglio) Presa!

 proprio nell’occhio! Cento punti!!

(Minninni va al bersaglio stacca le tre frecce poi rivolto a Torquato) - facciamo una partitina? le do dieci punti di vantaggio

Torquato - sa... non vorrei... è il mio primo giorno di lavoro... qui son molto severi...

Minninni - ah capisco! Ora le metto la sua firma (prova a firmare con la freccetta usata come penna)

Torquato - Ehi ! Attento !

 Minninni - Ops scusi ! Le ho graffiato il foglio

Torquato - tanto già faceva schifo...

Minninni- (posa la freccetta e impugna la penna) qui da noi avrà il suo bel da fare, (parla mentre firma) solo questo mese ci son state già tre assemblee

Torquato (fischiando) - Fuiii!!! Tante! Come mai?

Minninni - (ironico, ripetendo la frase con enfasi) tante dice lei?

(enfatico) Io ne chiederò cento, mille, un milione di assemblee finchè questo scandalo dei citofoni....

Torquato - quale scandalo dei citofoni?

Minninni -(prendendo sottobraccio Torquato e lo guida verso la porta) - venga! Venga a vedere! Io rivoglio i nomi scritti in stampatello!

I due sono arrivati davanti ai citofoni

Minninni Guardi! Che assurdità! I nomi in corsivo e poi questa storia che le “i” senza puntino sono più eleganti! (e intanto indica il citofono)

   Primissimo piano del citofono, col dito di Minnini che indica il proprio nome che effettivamente è incomprensibile. Esempio disegnato del nome Minninni

Minninni - Mi dice lei cosa si legge!

Torquato - in effetti...

Minninni - Era venuta mia madre a trovarmi, è dovuta tornare a casa! Non ha trovato l’appartamento!

Indovini chi ha avuto la brillante idea di cambiare la grafia...

Torquato -(Il portiere mima l’abbagliare di un cane)Bau Woff!!

Minninni - lei! C’era da dirlo ? ! ?

     L’inquadratura di allarga a mostrare anche gli altri nomi sui citofoni. L’elenco dei nomi in verticale sembra una barzelletta: Lo Prete, Cantalamessa, La Croce, La Porta, Franco. Si sentono altre voci da fuori campo e nuove mani che vanno ad indicare i nomi sul citofono. L’inquadratura si andrà allargando a mostrare il capannello di persone che si è venuto formando.

Signor Franco- l’ordine dei nomi va cambiato! Se no si legge: “Lo Prete Cantalamessa La Croce La Porta Franco”!

 E io non voglio portare la croce di nessuno!!!

Prima condomina - tanto verrebbe male anche detta al contrario. Franco La Porta La Croce Cantalamessa Lo prete

Seconda condomina Questi sono dettagli! Parliamo piuttosto dell’ascensore: questo mese si è guastato diciotto volte!

Signor Franco -E’ l’inquilino del pian terreno!

Condomino  del piano terra - Non è vero !

Seconda condomina  - si che è vero ! Ma adesso ci penserà il nuovo portiere a tenerla a bada, vero ? Lei lo deve sorvegliare !

Prima condomina - Si ! Buono quello ! Com’è che faceva ? Fraaa... fraaa...

Torquato - no, quella è la cornacchia

Prima condomina - cornacchia a chi ?

Torquato -  Ma no ! Io dicevo il verso...

Seconda condomina - Lasci perdere i versi, mica è un poeta ! Lei deve sorvegliare, tanto per cominciare c’è da cambiare tutte le chiavi del palazzo, (prendendo sottobraccio Torquato e confidandogli con la mano davanti alla bocca quasi dicesse un segreto ma a voce alta in maniera che tutti sentano) ... ha rubato le chiavi della cabina, e sabbota oggi, sabbato domani...

Condomino  del piano terra - (ironico) Sì ! domani è Domenica !

Seconda condomina - .. uno di questi giorni ci muore qualcuno

Condomino  del piano terra non è vero ! (strattonando Torquato come per tirarlo dalla sua parte) io non c’entro niente!

Torquato - ma io veramente...

Condomino  del piano terra -  io l’ascensore manco lo uso !

Seconda condomina - Infatti ! Lo fa apposta  perchè gode a vedere gli altri che se la fanno a piedi

Signor Franco - Si ! E’ lui il sabotatore !

Condomino  del piano terra - no ! Chiedete piuttosto all’amministratore !

      (tirando il portiere verso di sè) quello prende la percentuale sulle riparazioni!

      E comunque lei (rivolto a Franco ) stia zitto! Ha occupato i lavatoi abusivamente, adesso ci pensa il nuovo portiere a farla sloggiare

Torquato -(perplesso) Io ?

Prima condomina - E’ vero!

Signor Franco - Non è vero, ormai i lavatoi sono miei (rivolto a Torquato) glielo dica anche lei

Torquato - Io credo che con un po’ di disponibilità...

Le voci vanno progressivamente accavallandosi, finiscono per sentirsi da fuori campo, mentre la telecamera si sposta, fa una panoramica e da una finestre con le serrande semi abbassate si vede sporgere la punta di una cerbottana, che si sposta fino ad inquadrare il bersaglio

Seconda condomina Ma che disponibilità, qui ci vogliono i giudici ! Una bella letterina alla Procura della Repubblica e vediamo se non sgombra i lavatoi !

Condomino  del piano terra - (rivolgendosi all’ultima che ha parlato,   indicando la prima condomina) - e lei allora? Ha un posto macchina e ce ne mette due,  sta sempre al limite delle strisce, ladra!

Prima  condomina - no, ladro sei tu! Io col mio posto macchina ci faccio quello che mi pare

Condomino  del piano terra - E io quando parcheggio rischio di rigare l’auto!

 Signor Franco - Anch’io ! Questa storia deve finire ! (rivolto a Torquato)  Lei qui rappresenta l’autorità

Torquato - Un attimo ! io sono appena arrivato, ma credo che tutto si possa aggiustare, con un po’ di calma, sono sicuro che, chiacchierando seduti a tavolino...

Prima  condomina - io lo spacco in testa a qualcuno il tavolino

Seconda condomina - Criminale !

Signor Franco - sabotatore!

Condomino  del piano terra - abusivo!

    A questo punto arrivano due cartoccetti, sempre con lo spillo, uno si pianta sul cinturino di un orologio, l’altro sul citofono

Signor Franco - (mostrando in primo piano il cartoccetto infilato sul cinturino) Occhio: i cecchini!

Prima condomina - al coperto!

Condomino  del piano terra  Via ?! ?

Tutti in coro- Via! ! !

   Stacco. E’ pomeriggio. Torquato è al telefono della guardiola e sta parlando con la madre, si vede l’orologio della guardiola che segna le 15. Mentre chiacchiera tenta di spianare e rabberciare alla meglio il foglio delle firme che, masticato dal cane e graffiato da Minnini , è ridotto malissimo, Torquato tenta anche di metterci lo scotch dietro, fa tutte le operazioni tenendo il telefono tra la spalla e l’orecchio.

Torquato - ...si mamma, questo è un posto tranquillo...

Esterno della guardiola, arriva un cartoccetto che, fornito di spillo,  si pianta sul legno della portineria

Torquato - ...pensa che l’amministratore non bada a spese... non è come gli ultimi lavori che mi son capitati, questo mi dura (pausa)

Si sente da fuori campo il canto lamentoso della condomina che studia lirica che poi si vedrà passare, cantando, davanti alla guardiola

Soprano (da fuori campo) -  aaaahhh ! ! OOOOOooohhh ! !

Torquato - (mentre con il telefono e l’altra mano si chiude le orecchie) ti dico che mi dura, e poi quella volta dello schiaccia-sassi non è stata colpa mia (pausa)

Torquato -Esagerata !!! Si è rotto solo un piede, e il sinistro poi, che è il meno importante...

Soprano - (passando davanti alla guardiola) aaaahhh ! ! OOOOOooohhh ! !

Voce da donna fuori campo - basta 

Voce da uomo  fuori campo - Tagliategli le corde vocali !

Arriva una busta d’acqua che si va ad infrangere sull’asfalto davanti la guardiola. Torquato fa un sobbalzo

Torquato -   Oh mamma !

      No, non dicevo a te... mo ti lascio che mi son ricordato che devo ancora innaffiare (pausa)  Piuttosto: Cinzia  ha chiamato ? (pausa)

Torquato - Chiama, chiama, avrà provato a chiamare e tu stavi a chiacchiera’ con zia Elvira

beh  riattacca se no Cinzia trova occupato

Torquato  è solo, nel cortile del palazzo, e sta finendo di innaffiare le piante.

Torquato - (canticchia) fiori rosa, fiori di pesco... stasera esco...

Minninni -(voce da fuori campo) senta, scusi...

Torquato - dite, dite...

Si vede Minninni che si sbraccia dal portone per chiamarlo.

Minninni - venga qua un attimo

Torquato e Minninni chiacchierano insieme sotto il portone, si nota che Minninni ha sotto il braccio una gran padella incartata dentro una busta grande e nera dell’immondizia fissata anche con lo scotch da pacchi, in maniera che se ne esalti la forma.

Minninni - Faccia la cortesia, mi accompagni verso il cancello,

Torquato -  (perplesso)..

Minninni -...le dispiace?

Torquato - No, perché dovrebbe?

Minninni - Anzi faccia il favore: cammini da questo lato, io devo arrivare fino ai cassonetti (cammina come facendosi scudo del portiere)

Da fuori campo si ode un lamentoso guaire di cane

Torquato - oh mamma mia !

     E’ ancora la soprano ? Mi sembra peggiorata

Minninni - no, non è una voce umana

Torquato -  se è per questo nemmeno Acquacallas

Minninni -  sarà qualche cagna in  amore

    Stacco. Su un balcone si vede il primissimo piano di due mani femminili che sollevano un vaso.

Torquato - ma che amore, questo è un lamento sembra uno che gli si strazino gli intestini

Minninni - ma no, sarà una colichetta, faccia attenzione piuttosto

      Qui bisogna sempre guardare dove si mettono i piedi

   La scena torna sui due. Minninni cammina e sembra quasi ripararsi dietro il portiere, usandolo come scudo,

Torquato -... eh sì, c’è sempre il pericolo di pestare qualcosa

Minninni - pestare sarebbe il minimo,

  Cade un vaso, che li manca di poco, Torquato fa un salto all’indietro. Inquadratura dei cocci per terra.

Torquato - (impaurito guardando in alto) - ehi! Che... chi è stato? Che mi sviluppa sto fatto a me ?

Minninni - Lo so io! Era diretto a me! al sicuro! (corre via tenendosi la padella come ombrello sulla testa)

.

   Stacco. Torquato e Minninni sono davanti alla porta della guardiola. Torquato apre, lascia la chiave sulla porta per far entrare Minninni.

Torquato - Uffa!

Minninni - che corsa!

Torquato -  Girare per questo condominio è un percorso di guerra

 

 

Stacco . Torquato è entrato, accosta la porta, lasciando le chiavi all’esterno inserite nella serratura.

Minninni (asciugandosi il sudore) - qui in guardiola siamo in salvo

Torquato - è vero che c’è il vetro antiproiettile ?

Minninni - certo ! l’aveva preteso il portiere precedente

Torquato - ecco! Glielo volevo proprio chiedere: il povero Ettore che fine ha fatto?

Minninni - eeeh.... è una storia lunga...

   Stacco, esterno della guardiola, la camera scende in basso ad inquadrare una mano di donna, che, senza farsi vedere dai due nella guardiola, chiude a chiave da fuori la portineria.

 Interno guardiola. Si sente il dialogo tra i due mentre fuori si prepara l’attentato, le immagini si alternano tra l’interno della portineria e l’esterno della medesima.

Esterno. Una donna inquadrata di spalle versa benzina da una tanica sulla base di legno della portineria.

Esterno. Dettaglio della mano femminile che accende un fiammifero e lo butta a terra

Minninni - ...deve sapere che la Cantalamessa prima aveva due cani, poi uno il Signore l’ha voluto presso di sé...

Torquato - al cane ?

Minninni - si, un’indigestione con complicazioni gastro-intestinali...

Torquato -  E che c’entra il portiere ?Minninni - ... no perché, al povero Ettore gli è scappato di dire: “E’ stata una benedizione !” proprio  mentre passava  quell’arpia...

     guardi : una sfortuna nera ! pensi: quel giorno lì al Pronto Soccorso avevano finito l’anestetico...

Esterno. Inizio di fiamme davanti alla guardiola.

Interno. I due si accorgono delle fiamme. Scena di panico. I due si scontrano nella guardiola cercando di fuggire.

Torquato -  Che caldo ! Non sente anche lei ?

Minninni - Si ! Sarà la corsa

Torquato -(accorgendosi delle fiamme) Ma che corsa ! Qui andiamo a fuoco !

        al fuoco! Aiuto!

Minninni - Fuori! Subito!

Tentano di aprire la porta  e ognuno tira via l’altro da davanti l’unica uscita

Torquato - è bloccata!

Minninni  (per uscire dalla guardiola tira indietro Torquato) - Incapace ! fammi provare

Torquato - aiuto

Minninni - (scuotendo la porta senza ottenere nulla) aiuto!

 

  Arriva  di corsa il postino gesticolando e agitando una penna,

Postino - Portiere ! Portiere !

 Arriva alla guardiola e si mette la penna dietro l’orecchio per girare la chiave

Postino - Un attimo ! ora vi apro !

Torquato - ci faccia uscire

Minninni - presto!

   Il postino apre da fuori la porta

Postino - un attimo! Ora apro!

   I tre in strada guardano la portineria in fiamme, arrivano da fuori campo delle folate nere, tipo quelle prodotte da una torcia di cera. I tre mentre parlano tossiscono, Minninni ha ancora in mano la padella, che, eventualmente, può avere la plastica che la copriva, mezza bruciacchiata.

Postino (asciugandosi con un fazzoletto il sudore)- Coff! Coff! Ci poteva morire qualcuno

Minninni - Coff ! Criminale ! Ma io lo so chi è stata !

Torquato - Coff ! Fortuna c’eri tu !

Postino - son tornato indietro, Coff ! perchè t’avevo preso la  penna (togliendosela da dietro l’orecchio)

Torquato - ah ! Grazie !

Postino - è un po’ sporca di gommina, però è lei che t’ha salvato !

Torquato - ma dimmi te! Proprio il primo giorno di lavoro!

Minninni - (brandendo la padella) questa non la passa liscia!

     Il postino si gira per andarsene

Postino - bhe io vado

   Intanto Torquato si sta rimettendo la tuta dell’inizio. Stessa musichetta della marcia trionfale ma stavolta distorta come una nenia funebre

Minninni - venga con me! (parla agitando la padella) Andiamo alla Polizia a denunciare Cantalamessa

Torquato(ironico) - E magari (indicando la padella) con quella in mano ! È la mia prima preoccupazione!!

    Torquato vestito con la tuta insegue il postino che si stava allontanando per strada

Torquato - ehi! Scusa!

(il postino si gira)

 sai quando c’è il prossimo concorso alle Poste?

Postino - C’è stato, un anno....

....(riprendendo il verso del delfino fatto all’inizio) .Faaaaa ! !  Faaa! !

Torquato - Fraaa ! Fraaa ! ! !

Postino - ... se non sai fare il verso del delfino non ti prendono alle Poste, il verso del delfino è il verso del destino !

Postino - riprendendo il verso del delfino fatto all’inizio) .Faaaaa ! !  Faaa! !

Torquato - Fraaa ! Fraaa ! ! !

I due si allontanano facendo versi e l’inquadratura si allarga a diventare un campo lungo.

Fine 

 

di Francesco Cascioli e Marcello Busetta

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