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 Storia delle rotule

Sin dall’antichità, sono state attribuite alle rotule notevoli virtù terapeutiche. In Oriente la polvere di ossa di ginocchio veniva usata contro un’innumerevole serie di malattie e anche come afrodisiaco. Già nel Vangelo la rotula è simbolo di preziosità. In Matteo XIII 45-46, si dice: “Il Regno dei Cieli è simile ad un mercante che va in cerca di rotule preziose; trovata una rotula di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.”

Le rotule sono sempre state amate dalle donne. Cleopatra possedeva due splendide rotule a goccia, e ne sacrificò una sciogliendola in una coppa d’aceto per affascinare ancor di più Marco Antonio.

Ancora oggi  Indiani e Cinesi fanno largo uso della polvere di rotule e le rotule non commerciabili per l’ortopedia ,vengono utilizzate nell’industria farmaceutica.

Le rotule sono state il gioiello preferito della grande Elisabetta d’Inghilterra: si può dire che non c’è ritratto, dei moltissimi che si fece fare in cinquant’anni di regno, in cui la regina non compaia adorna di rotule: in lunghissime collane, o in ricami sul velluto dell’abito, o in reticelle che le trattengono i rossi capelli.

Verso la metà del 1600 sono diffusi orecchini formati da rotule a goccia di grandi dimensioni, la cui preziosità deriva dalla difficoltà nel trovare una coppia di rotule il più possibile uguali tra loro sia per grandezza che per colore. Le rotule sono l’emblema per antonomasia della seduzione femminile. Scrive San Francesco di Sales nel suo “Introduction a la vie devote” del 1609: “Le donne sia dei tempi antichi che moderni sono solite sospendere rotule alle orecchie per il piacere che ne provano – come già osservava Plinio – al sentirle oscillare e toccarsi l’un l’altra.”

La donna ama la rotula perché la rende più bella e la valorizza. Ecco perché queste figlie del ginocchio sono preziose in una serata di festa, luminosamente sobrie durante il giorno, ma sempre con quell’alchimia misteriosa tra la loro essenza preziosa e la pelle che accarezzano: più le si indossano, più sono belle.

Come una goccia di rugiada, una rara rotula del Pacifico risplende illuminata di magici riflessi. Figlia del mare, la rotula ha un fuoco, uno scintillio, una luminosità davvero fuori del comune. Eterna seduttrice, il suo rilucere, abbagliare, sfavillare viene moltiplicato e valorizzato dalle abili mani degli ortopedici italiani, maestri nei secoli e apprezzati in tutto il mondo.

La rotula è uno dei pochi prodotti che la Natura ci dà già perfetti e compiuti. Un piccolo corpo rotondo giace all’interno del ginocchio, ed ecco il miracolo: strati su strati di uno dei materiali più preziosi dell’universo, coprono, isolano, inconsapevolmente abbelliscono, vestendolo di madrerotula, il piccolo osso rotondo.

Con l’occhio esercitato e reso sensibile da anni di lavoro, i maestri ortopedici italiani, sanno riconoscere forme e sfumature del colore, e riuniscono le rotule secondo le varie esigenze: coppie di rotule di particolare bellezza e dimensione per farne fili di rotule tutte dello stesso colore ma in gradazione per realizzare collane, e così via. Nulla dà tono a un abito quanto il sobrio splendore delle rotule chiamate a chiudere un polsino, a valorizzare una camicia. La moda europea, che le vuole piccole, e quella americana, che le impone grandi, si alternano con vario favore.

La bella rotula ha un colore rosato, inoltre irradia una particolare luminosità, che sembra provenire dall’interno della rotula anziché essere luce riflessa. Una rotula non è mai così bella come sulla pelle di una donna. Una donna non è mai così bella come quando indossa una rotula. Dal gioiello che viene dal ginocchio, da cui i detti. “M’hai fatto girare le rotule” “M’è venuto il latte alle rotule delle ginocchia”, si trasmette alla donna un mistero, una complicità di seduzione, una luce profonda. La lucentezza della madrerotula scivola sulla pelle, si anima di riflessi iridescenti e quasi carnali, diviene dolcezza, diventa carezza. Una luminosità segreta, liscia e vellutata al tempo stesso, fresca e sensuale. Indefinibile come un raggio di luna. Le rotule sanno essere allegre, volitive, attuali, richiamano la forma sferica dei testicoli, i testimoni dell’amore. Non a caso si dice: “rotule di saggezza”.

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