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Contatto tra culture e schismogenesi
dal
libro di Bateson:
"Verso un’ecologia della mente", Adelphi
È un ragionamento falso che i caratteri di una cultura possano essere
classificati ciascuno con un titolo, come economico, religioso, ecc. Così,
per esempio, si richiede di classificare questi caratteri in tre insiemi, costituiti
rispettivamente sulla base di: a) profitto economico o predominio politico;
b) desiderio di conformarsi ai valori del gruppo donatore; e e) considerazioni
etiche e religiose. Questa idea, che ogni carattere abbia o una singola funzione
o almeno una funzione predominante, porta per estensione all’idea che una cultura
possa essere suddivisa in ’istituzioni’: in un’istituzione il complesso dei
caratteri che la costituiscono sono, quanto alle funzioni preminenti, tra loro
simili. La debolezza di questo criterio di suddivisione di una cultura è
stata dimostrata in modo conclusivo da Malinowski e dai suoi allievi, i quali
hanno mostrato che la quasi totalità di una cultura può essere
variamente vista come un meccanismo per modificare e soddisfare le esigenze
sessuali degli individui, o per imporre le norme del comportamento, o per procurare
cibo agli individui. Da questa
esauriente dimostrazione è legittimo aspettarsi che, esaminando un qualunque
carattere singolo di una cultura, esso risulterà tale da non essere solo
economico o solo religioso o solo strutturale, ma da partecipare di tutte queste
qualità secondo l’angolo da cui lo si considera. Se ciò vale per
una cultura esaminata in sezione sincronica, Io stesso deve valere anche per
quei processi diacronici che sono i contatti tra culture e le variazioni delle
culture; e ci si deve aspettare che alla base dell’offerta, dell’accettazione
o del rifiuto di ogni carattere vi siano simultanea. mente cause di natura economica,
strutturale, sessuale e religiosa.
6. Da ciò segue che le nostre categorie, ’religioso’, ’economico ’, ecc.,
non sono suddivisioni reali, presenti nelle culture che studiamo, ma sono pure
e semplici astrazioni che ci fabbrichiamo per nostra comodità quando
ci mettiamo a descrivere a parole le culture. Non si tratta di fenomeni presenti
nella cultura, ma di etichette per i vari punti di vista che adottiamo nei nostri
studi. Operando con tali astrazioni si deve far attenzione a non incorrere nella
"fallacia della concretezza malposta" di Whitehead, fallacia in cui
cadono, per esempio, gli storici marxisti quando sostengono che i "fenomeni"
economici sono "primari".
Sulla base di questa premessa, possiamo ora considerare un altro schema per
lo studio dei fenomeni di contatto.
7. Ambito dell’indagine. Proporrei di includere nel capitolo " contatti
tra culture non solo i casi in cui il contatto avviene tra due comunità
con diversa cultura e
sfocia in una profonda perturbazione della cultura di uno o di ambedue i gruppi;
ma anche i casi di contatto all’interno di una singola comunità.
In questi casi il contatto avviene tra gruppi differenziati di individui, ad
esempio tra i sessi, tra vecchi e giovani, tra aristocrazia e popolo, tra due
clan, ecc., gruppi che vivono insieme in equilibrio approssimativo. Estenderei
addirittura l’idea di "contatto" fino a includervi quei processi mediante
i quali un bambino è plasmato ed educato a conformarsi alla cultura in
cui è nato; ma per il momento possiamo limitarci ai contatti tra gruppi
di individui aventi diverse norme culturali di comportamento.
8. Considerando il possibile esito delle gravi perturbazioni che seguono i contatti
tra comunità profondamente differenti, si vede che i cambiamenti devono,
in linea teorica, sfociare nell’una o nell’altra delle configurazioni seguenti:
a) la fusione completa dei due gruppi inizialmente diversi;
b) l’eliminazione di uno o di ambedue i gruppi;
c) la persistenza di ambedue i gruppi in equilibrio dinamico all’interno di
una più vasta comunità.
Bateson G., "Verso un’ecologia della mente", Adelphi, pag. 105