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Da Versailles alla cibernetica
dal libro di Bateson: "Verso un’ecologia della mente", Adelphi
[Questa conferenza fu tenuta il 21 aprile 1966 aI Two Worlds Symposium, presso lo State College di Sacramento.]
Devo parlare di storia recente, come appare a me nella mia generazione e a
voi nella vostra, e mentre giungevo in aereo stamane, nella mia mente cominciarono
a riecheggiare certe parole. Erano frasi più roboanti di quelle che io
sarei mai capace di formulare. Una di queste frasi era:
I padri hanno mangiato il frutto amaro e i denti dei figli si sono allegati..
Un’altra era l’asserzione di Joyce che " La storia è quell’incubo
da cui non ci si sveglia". Un’altra era: "I peccati dei padri ricadranno
sui figli anche fino alla terza o quarta generazione di quelli che mi odiano".
E, infine, non così immediatamente pertinente, ma, penso, sempre pertinente
al problema del meccanismo sociale: Colui che vuol far del bene a un altro deve
farlo nei Minuti Particolari. Il Bene Generale è la scusa del furfante,
dell’ipocrita e dell’adulatore ".
Stiamo parlando di cose gravi. Ho intitolato questa conferenza " Da Versailles
alla cibernetica ", menzionando i due eventi storici più importanti
del XX secolo. La
parola ’cibernetica’ è familiare, no? Ma quanti di voi sanno quello che
accadde a Versailles nel 1919?
Il problema è: che cosa conterà della storia degli ultimi sessant’anni?
Io ho sessantadue anni, e quando ho cominciato a pensare alla storia che ho
visto nel corso della mia vita, mi è sembrato in realtà di aver
visto solo due momenti che definirei veramente importanti dal punto di vista
di un antropologo. Uno concerne gli eventi che hanno condotto al Trattato di
Versailles, e l’altro concerne la rivoluzione cibernetica. Forse sarete sorpresi
o stupiti che io non abbia ricordato né la bomba atomica nè, addirittura,
la seconda guerra mondiale. Non ho ricordato la diffusione dell’automobile o
della radio e della televisione o molti altri fatti che sono accaduti negli
ultimi sessant’anni.
Vi dirò il mio criterio per l’importanza storica.
I mammiferi in generale, e noi uomini in particolare, si curano moltissimo non
degli episodi, ma delle strutture delle loro relazioni. Quando apro lo sportello
del frigorifero e il gatto si avvicina emettendo certi suoni, esso non sta parlando
del fegato o del latte, anche se so bene che è proprio quello ciò
che il gatto vuole. Posso esser capace di indovinare e dargli ciò che
desidera (se ce n’è nel frigorifero). Ciò che il gatto dice, in
realtà, è qualcosa che riguarda la sua relazione con me. Se esprimessi
con parole il suo messaggio, ne risulterebbe qualcosa del tipo:
dipendenza, dipendenza, dipendenza ". In effetti il gatto sta parlando
di una struttura piuttosto astratta nell’ambito di una relazione. Da quest’asserzione
di una struttura, io dovrei passare dal generale al particolare: dedurre "latte"
o " fegato".
Questo punto è fondamentale; questo è ciò che interessa
i mammiferi. Essi si curano delle strutture di relazione, della posizione in
cui si trovano rispetto agli altri in un rapporto di amore, odio, rispetto,
dipendenza, fiducia, e astrazioni analoghe. Questo è il punto ove cadere
in errore è doloroso. Se noi ci fidiamo di qualcuno e scopriamo che costui
non meritava fiducia; o se diffidiamo di qualcuno e scopriamo che in realtà
costui meritava fiducia, ci sentiamo male. Il dolore che può derivare
agli uomini e a tutti gli altri mammiferi da questo tipo di errore è
grandissimo. Se quindi vogliamo davvero sapere quali siano i punti significativi
della storia, dobbiamo chiederci quali sono i momenti della storia in cui sono
cambiati gli atteggiamenti. Sono questi i momenti in cui la gente soffre a causa
dei ’valori’ precedenti.
Pensate al termostato di casa vostra. Il tempo fuori cambia, la temperatura
della stanza scende, l’interruttore del termometro in soggiorno fa quello che
deve fare e accende la caldaia, e quando la stanza è calda l’interruttore
del termometro spegne di nuovo la caldaia. Il sistema è quello che si
chiama un circuito omeostatico, o servomeccanismo. Ma c’è anche una scatoletta
sulla parete del soggiorno con la quale si regola il termostato. Se nell’ultima
settimana la casa è stata troppo fredda, dovete spostare in su il termostato
dalla sua posizione attuale per far oscillare il sistema intorno a un altro
livello. Il tempo esterno, in nessun modo, nè col freddo nè col
caldo nè in altro modo, potrà cambiare questa posizione, che è
detta ’polarizzazione’ del sistema. La temperatura della casa oscillerà,
sarà più caldo o più freddo secondo varie circostanze,
ma la posizione del meccanismo non sarà mutata da questi cambiamenti.
Quando invece io vado a variare la polarizzazione, cambierò quello che
si può chiamare I’ ’atteggiamento’ del sistema.
Analogamente, la domanda importante relativa alla storia è: la polarizzazione
o l’atteggiamento sono stati cambiati? L’episodico accadere degli eventi sotto
una polarizzazione stazionaria è cosa veramente trita. È questo
che avevo in mente quando ho detto che i due eventi storici più importanti
della mia vita sono stati il Trattato di Versailles e la scoperta della cibernetica.
I più, tra voi, probabilmente non sanno come si giunse a stipulare il
Trattato di Versailles. La storia è molto semplice: la prima guerra mondiale
continuava a trascinarsi; era abbastanza evidente che i tedeschi stavano perdendo.
A questo punto George Creel, che si occupava di pubbliche relazioni (e vorrei
che non dimenticaste che costui fu uno dei nonni delle moderne pubbliche relazioni)
ebbe un’idea: l’idea era che forse i tedeschi si sarebbero arresi se avessimo
offerto loro condizioni armistiziali leggere. Egli preparò allora un
pacchetto di condizioni leggere, che non contemplavano provvedimenti punitivi.
Queste condizioni erano articolate in quattordici punti; ed egli comunicò
questi Quattordici Punti al Presidente Wilson. Se avete intenzione di ingannare
qualcuno, come latore del messaggio dovete scegliere un uomo onesto; il Presidente
Wilson era uomo di onestà quasi patologica e di sentimenti umanitari.
Egli sviluppò i punti in un gran numero di discorsi: non dovevano esserci
" né annessioni, nè riparazioni di guerra, nè distruzioni
punitive..." e così via. E i tedeschi si arresero.
Noi, inglesi e americani (specialmente gli inglesi) continuammo ovviamente a
tenere la Germania sotto embargo, perché non volevamo che i tedeschi
si ringalluzzissero prima della firma del Trattato; e così, per un altro
anno, essi continuarono a patir la fame.
La Conferenza di pace è stata vivacemente descritta da Maynard Keynes
in The Economic Consequences of the Peace (1919).
Il Trattato fu finalmente redatto da quattro uomini, Clemenceau, " la Tigre
", che voleva schiacciare la Germania, Lloyd George, che riteneva fosse
politicamente vantaggioso ottenere dalla Germania molte riparazioni di guerra,
e imporle qualche ritorsione; e Wilson, che doveva essere continuamente menato
per il naso. Ogni volta che Wilson aveva dei ripensamenti su quei Quattordici
Punti, essi lo portavano nei cimiteri di guerra e lo facevano vergognare di
non sentirsi in collera coi tedeschi. Chi era l’altro? L’altro era Orlando,
un italiano.
Si trattò di una delle più grandi svendite nella storia della
nostra civiltà; un evento tra i più straordinari, che portò
difilato e inevitabilmente alla seconda guerra mondiale. Portò anche
(e questo è forse più interessante che non la prima conseguenza)
a uno scadimento morale della politica tedesca. Se voi promettete qualcosa a
vostro figlio, e poi vi rimangiate la promessa, inquadrando però tutta
la faccenda su un piano etico elevato, la conseguenza sarà non solo che
egli sarà in collera con voi, ma che i suoi atteggiamenti morali peggioreranno,
in quanto egli sentirà l’ingiustizia della canagliata che gli fate. Non
soltanto la seconda guerra mondiale è stata la risposta appropriata di
una nazione che era stata trattata proprio in questa maniera; ciò che
è più importante è che era lecito aspettarsi, da questo
tipo di trattamento, uno scadimento morale di quella nazione. Lo scadimento
morale della Germania ha causato anche il nostro scadimento morale. Ecco perché
dico che il Trattato di Versailles è stato un giro di boa nell’ambito
degli atteggiamenti morali.
Ritengo che sia necessario attendere ancora un paio di generazioni prima che
i postumi di quella svendita esauriscano i loro effetti. Siamo, di fatto, come
i membri della casa di Atreo nella tragedia greca. Prima ci fu l’adulterio di
Tieste, poi Atreo ammazzò i tre figli di Tieste e glieli imbandì
nel banchetto della riconciliazione; poi ci fu l’assassinio del figlio di Atreo,
Agamennone, da parte di Egisto, figlio di Tieste; e infine Oreste uccise Egisto
e Clitennestra.
La cosa continua ad andare avanti. È la tragedia della sfiducia, dell’odio
e della distruzione, che vibrano e si propagano attraverso le generazioni.
Provate a immaginare di capitare nel bel mezzo di una tale sequela di tragedie.
Come stanno le cose per la generazione intermedia degli Atridi? Essi vivono
in un universo pazzesco. Dal punto di vista di quelli che hanno dato inizio
al disastro, non è così pazzesco: essi sanno che cosa è
accaduto e in che modo vi sono arrivati. Ma i successori, che all’inizio non
erano presenti, si trovano a vivere in un universo pazzesco e si ritrovano pazzi
proprio perché non sanno come ci sono capitati.
Prendere una dose di LSD va bene: si prova la sensazione di essere più
o meno pazzi; ma ciò ha perfettamente senso, perché si sa che
si è presa una dose di LSD. Se invece si prende I’LSD per accidente,
e poi ci si sente impazzire senza sapere come e perché, questa è
un’esperienza terribile e angosciosa; è un’esperienza assai più
seria e spaventosa, molto diversa dal ’viaggio’, che potete anche godere se
sapete di aver preso l’LSD.
Considerate ora la differenza tra la mia generazione e quelli di voi che hanno
meno di venticinque anni. Tutti viviamo nello stesso pazzesco universo, in cui
l’odio, la sfiducia e l’ipocrisia (specialmente a livello internazionale) risalgono
ai Quattordici Punti e al Trattato di Versailles.
Noi più anziani sappiamo come si è arrivati fino a questo punto.
Ricordo che mio padre, leggendo a colazione i Quattordici Punti, disse: "
Per Giove, vogliono conceder loro un armistizio decente, una pace onesta, o
qualcosa del genere. E ricordo anche, ma non tento di ridirla, la cosa che disse
quando il Trattato di Versailles fu reso noto: è una cosa che non si
può stampare. Quindi io so più o meno come si è giunti
a questo punto. Ma dal vostro punto di vista, noi siamo assolutamente pazzi,
e voi non sapete quali eventi storici abbiano portato a questa pazzia. "
I padri hanno mangiato il frutto amaro e i denti dei figli si sono allegati..
Per i padri va bene:
essi sanno che cosa hanno mangiato; ma i figli non sanno che cosa è stato
mangiato.
Vediamo che cosa è lecito aspettarsi da persone che abbiano appena subito
un atroce inganno. Prima della prima guerra mondiale si pensava generalmente
che il compromesso e un pizzico d’ipocrisia fossero ingredienti molto importanti
per il raggiungimento di un certo comfort nella vita d’ogni giorno. Se leggete,
per esempio, Erewhon Revisited, di Samuel Butler, capirete che cosa intendo
dire. Tutti i personaggi principali del romanzo si sono cacciati in guai terribili:
alcuni debbono essere giustiziati, altri debbono divenire oggetto di pubblica
esecrazione; e il sistema religiosa della nazione minaccia di crollare. Queste
difficoltà e complicazioni sono appianate dalla "casalinga di Voghera"
custode dei costumi di Erewhon. Ella ricostruisce con cura la storia, come un
rompicapo a intarsio, in modo che nessuno stia realmente male e a nessuno capitino
disavventure (e specialmente che nessuno sia giustiziato). Questa filosofia
era assai comoda. Un po’ d’ipocrisia e un po’ di compromesso lubrificano gl’ingranaggi
della vita sociale.
Ma dopo il grande inganno questa filosofia non può reggere. Avete perfettamente
ragione, c’è qualcosa di sbagliato, e questo qualcosa ha la natura dell’inganno
e dell’ipocrisia. Voi vivete in mezzo alla corruzione.
Ovviamente le vostre reazioni spontanee sono puritane. Non è un puritanesimo
sessuale, poiché sullo sfondo non c’è inganno sessuale. Ma un
rigoroso puritanesimo contro il compromesso, un puritanesimo contro l’ipocrisia
che finisce col ridurre la vita in piccoli pezzi. Sono le grandi strutture integrate
della vita che sembrano aver portato alla follia, e così voi cercate
di concentrarvi sulle cose più minute. " Colui che vuol far del
bene a un altro deve farlo nei Minuti Particolari. Il Bene Generale è
la scusa del furfante, dell’ipocrita e dell’adulatore ". Il bene generale
puzza d’ipocrisia per la nuova generazione.
Non ho dubbi che se voi chiedeste a George Creel di giustificare i Quattordici
Punti, egli invocherebbe il bene generale. É possibile che la sua operazioncella
abbia salvato la vita di qualche migliaio di americani nel 1918. Non so però
quante vite essa sia costata nella seconda guerra mondiale, e, dopo, in Corea
e nel Vietnam. Ricordo che Hiroshima e Nagasaki furono giustificate col bene
generale e col risparmio di vite americane. Ci fu un gran parlare di ’resa incondizionata’,
forse perché non avevamo fiducia nella nostra capacità di osservare
un armistizio condizionato. Il destino di Hiroshima fu decretato a Versailles?
Voglio parlare adesso dell’altro evento storico importante accaduto durante
la mia vita, nel 1946-47 circa. Si trattò del coagularsi di numerose
idee che erano sorte in luoghi diversi durante la seconda guerra mondiale. Possiamo
chiamare l’aggregato di queste idee cibernetica, o teoria delle comunicazioni,
o teoria dell’informazione, o
teoria dei sistemi. Queste idee nacquero in molti luoghi: a Vienna con Bertalanffy,
a Harvard con Wiener, a Princeton con von Neumann, nei Laboratori della Bell
Telephone con Shannon, a Cambridge con Craik, e così via. Tutti questi
sviluppi separati in diversi centri intellettuali avevano a che fare con problemi
di comunicazione e specialmente col problema di quale fosse la natura di un
sistema organizzato.
Noterete che tutto ciò che ho detto sulla storia e su Versailles è
una discussione sui sistemi organizzati e le loro proprietà. Ora voglio
dire che stiamo cominciando in una certa misura a comprendere in modo rigorosamente
scientifico questi misteriosi sistemi organizzati. Quello che sappiamo oggi
è assai più di quanto avrebbe mai potuto dire George Creel. Egli
fu scienziato applicato prima che la scienza fosse matura per essere applicata.
Una delle radici della cibernetica risale a Whitehead e Russehl e a ciò
che si chiama la Teoria dei Tipi logici. In linea di principio, il nome non
è la cosa cui il nome si riferisce, e il nome del nome non è il
nome, e così via. In termini di questa potente teoria, un messaggio sulla
guerra non è parte della guerra.
Diciamo così: il messaggio ’Giochiamo a scacchi’ non è una mossa
del gioco degli scacchi; è un messaggio in un linguaggio più astratto
di quello del gioco che si svolge sulla scacchiera. Il messaggio ’Facciamo la
pace in questi e questi tennini’ non è nello stesso sistema etico al
quale appartengono gl’inganni e gli stratagemmi della battaglia. Dicono che
tutto è lecito in amore e in guerra, e questo può essere vero
all’interno dell’amore e della guerra, ma all’esterno e riguardo all’amore e
alla guerra, l’etica è un po’ diversa. Per secoli gli uomini hanno giudicato
il tradimento durante la tregua o le trattative per la pace peggiore dell’inganno
in battaglia. Oggi questo principio etico trova un rigoroso fondamento teorico
e scientifico. Ora l’etica può essere esaminata in modo formale, rigoroso,
logico, matematico, e così via; e poggia su basi assai diverse dalle
prediche e dalle invocazioni. Non è più inevitabile che ciascuno
la pensi a suo modo; a volte possiamo distinguere ciò che è giusto
da ciò che è errato. Ho preso la cibernetica come il secondo evento
d’importanza storica nella mia vita perché ho almeno una tenue speranza
che possiamo indurci a usare queste nuove conoscenze con un po’ di onestà:
se comprendiamo un pochino quello che stiamo facendo, forse ciò potrà
aiutarci a uscire dal labirinto di allucinazioni che ci siamo orditi intorno.
La cibernetica, a ogni modo, è un contributo al cambiamento: non solo
un cambiamento dell’atteggiamento, ma addirittura un cambiamento nella comprensione
di ciò che è un atteggiamento.
La posizione che ho assunto nello scegliere ciò che è importante
nella storia (quando ho detto che le cose importanti sono gli istanti in cui
viene determinato l’atteggiamento, gli istanti in cui viene cambiata la polarizzazione
del termostato), questa posizione deriva direttamente dalla cibernetica. Sono
pensieri plasmati dagli eventi accaduti dal 1946 in poi.
Non dobbiamo illuderci di aver trovata la soluzione bell’e pronta. Abbiamo ora
a nostra disposizione molta cibernetica, molta teoria dei giochi, e cominciamo
a conoscere e comprendere i sistemi complessi. Ma ogni conoscenza può
essere usata a scopi distruttivi.
Ritengo che la cibernetica rappresenti il boccone più grosso che l’uomo
abbia strappato dal frutto dell’Albero della Conoscenza negli ultimi duemila
anni. Ma la maggior parte dei bocconi di questa mela si sono dimostrati piuttosto
indigesti (di solito per motivi cibernetici).
In se stessa, la cibernetica è integra, e questo può aiutarci
a non essere indotti a più grande follia, ma non possiamo confidare che
essa ci preservi dal peccato.
Ad esempio i ministeri degli Esteri di parecchie nazioni utilizzano oggi la
Teoria dei Giochi, con l’ausilio del calcolatore, come un mezzo per decidere
la politica internazionale. Dapprima, identificano quelle che sembrano essere
le regole di gioco dell’interazione internazionale; poi considerano la distribuzione
geografica di forze, armi, punti strategici, controversie, eccetera, nelle nazioni
identificate. Essi poi chiedono al calcolatore di computare quale dovrebbe essere
la mossa successiva per minimizzare le possibilità di perdere la partita;
il calcolatore ronza e cigola e dà una risposta: e quasi quasi si è
tentati di obbedirgli. Dopo tutto, se si dà retta al calcolatore si è
un po’ meno responsabili che se si fosse presa una decisione autonoma.
Ma se si fa ciò che il calcolatore consiglia, con quella mossa si dà
il proprio appoggio alle regole del gioco che si erano fornite al calcolatore:
si confermano le regole del gioco.
Anche le nazioni rivali hanno certamente i calcolatori e fanno giochi simili
e confermano le regole del gioco che essere forniscono ai loro calcolatori.
Il risultato è un sistema in cui le regole dell’interazione internazionale
divengono sempre più rigide.
È mia opinione che il vero problema in campo internazionale è
che le regole debbono cambiare. Non è questione di che cosa sia meglio
fare con le regole così come esse sono oggi; ma piuttosto di come ci
si possa svincolare dalle regole secondo le quali abbiamo agito negli ultimi
dieci o venti anni, o fin dal Trattato di Versailles. Il problema è di
cambiare le regole, e nella misura in cui permetteremo alle nostre invenzioni
cibernetiche (i calcolatori) di trascinarci in situazioni sempre più
rigide, non faremo altro che calpestare e offendere la prima promettente scoperta
fatta dal 1918.
Naturalmente vi sono altri pericoli latenti nella cibernetica, e molti non sono
stati neppure individuati. Non si sa, ad esempio, quali possano essere le conseguenze
dell’impiego del calcolatore per la gestione di tutti gli schedari della pubblica
amministrazione.
Almeno questo tuttavia è certo: che nella cibernetica è anche
latente il mezzo per conseguire una nuova e forse più umana filosofia,
un mezzo per cambiare la nostra strategia del controllo e un mezzo per vedere
le nostre follie in una prospettiva più vasta.
dal libro
di Bateson: "Verso un’ecologia della mente",
Adelphi, pag. 496
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