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LA POSIZIONE EPISTEMOLOGICA DELLE PREMESSE COMPLEMENTARE E SIMMETRICA


dal libro di Bateson: "Verso un’ecologia della mente", Adelphi

Si è notato sopra che, nell’interazione fra esseri umani, la simmetria e la complementarità si possono combinare in modo complesso. È pertanto ragionevole chiedersi come sia possibile riguardare questi temi come così fondamentali da chiamarli "epistemologici", anche in uno studio delle premesse culturali e interpersonali fatto dal punto di vista della storia naturale.
Sembra che la risposta dipenda dal significato attribuito al termine ’fondamentale’ in un tale studio della storia naturale dell’uomo; a quanto sembra, esso ha due diversi significati.
Primo, io chiamo più fondamentali quelle premesse che sono le più profondamente incorporate nella mente, che sono le più ’solidamente programmate’ e le meno suscettibili di cambiamento; in questo senso l’orgoglio simmetrico o hybris dell’alcolizzato è fondamentale.
Secondo, chiamerei più fondamentali quelle premesse della mente che si riferiscono ai maggiori piuttosto che ai minori sistemi o Gestalten dell’universo. La proposizione: "’erba è verde" è meno fondamentale della proposizione: "le differenze di colore producono una differenza".
Ma se ci si chiede che cosa accade quando le premesse vengono cambiate, risulta chiaro che queste due definizioni di ’fondamentale’ si sovrappongono in misura notevolissima. Se un individuo provoca o subisce un cambiamento in premesse che siano profondamente incorporate nella sua mente, egli si accorgerà di certo che le conseguenze del cambiamento si ramificano in tutto il suo universo. Possiamo ben chiamare "epistemologici" tali cambiamenti.
Resta poi il problema di che cosa sia epistemologicamente ’giusto’ e che cosa sia epistemologicamente ’errato’. Il cambiamento che porta dall’ ’orgoglio’ simmetrico dell’alcolizzato a quella specie di complementarità che è propria dell’A.A. è una correzione della sua epistemologia? E la complementarità è sempre in qualche modo migliore della simmetria?
Per il membro dell’A.A. può ben essere vero che la complementarità è sempre preferibile alla simmetria e che perfino l’effimera rivalità di una partita a tennis o a scacchi possa essere pericolosa. Infatti può avvenire che anche un avvenimento così superficiale possa richiamare alla superficie le premesse simmetriche incorporate nel profondo. Ciò tuttavia non significa che il tennis e gli scacchi propongano errori epistemologici a chiunque.
Il problema etico e filosofico concerne in realtà solo l’universo più vasto e i livelli psicologici più profondi. Se noi crediamo profondamente, addirittura inconsciamente, che il nostro rapporto col più vasto sistema che ci riguarda - il " Potere più grande dell’io " - sia simmetrico ed emulativo, allora siamo in errore.

LIMITI DELL’IPOTESI

Infine, l’analisi precedente è soggetta ai seguenti limiti e implicazioni:
1. Non si afferma che tutti gli alcolizzati agiscano secondo la logica qui delineata. È possibilissimo che esistano altri tipi di alcolizzati ed è quasi certo che l’alcolismo in altre culture segua altre linee.
2. Non è detto che il metodo dell’Alcoholics Anonymous sia l’unico metodo per vivere correttamente o che la loro teologia sia l’unica corretta derivazione dall’epistemologia della cibernetica e della teoria dei sistemi.
3. Non si afferma che tutti i rapporti tra esSeri umani debbano essere complementari, benché sia chiaro che il rapporto tra l’individuo e il più vasto sistema di cui fa parte debba necessariamente essere tale. I rapporti fra le persone saranno (spero) sempre complessi.
4. Si afferma, invece, che il mondo dei non alcolizzati potrebbe apprendere molte cose dall’epistemologia della teoria dei sistemi e dai metodi dell’A.A. Se noi continueremo ad agire in termini del dualismo cartesiano mentemateria, continueremo probabilmente anche a vedere il mondo in termini di contrapposizioni come: Dio-uomo, aristocrazia-popolo, razze elette-altre razze, nazione-nazione; e uomo-ambiente. È dubbio che una specie che possiede sia una tecnica avanzata sia questo strano modo di vedere il proprio mondo possa durare a lungo.



dal libro di Bateson: "Verso un’ecologia della mente", Adelphi, pag. 373

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1

prefazione bateson verso un ecologia della mente (dal libro "Verso un ecologia della mente")

2

la scienza della mente e dell’ordine (dal libro "Verso un ecologia della mente")

3

perché i francesi gesticolano quando parlano

4

dei giochi e della serietà

5

perché le cose hanno contorni

6

che cos’è un istinto

7

contatto tra culture e schismogenesi

8

ethos balinese

9

stile e significato

10

processo primario

11

limiti quantitativi della coscienza

12

Korzybski la relazione mappa territorio

13

verso una teoria della schizofrenia: effetti del doppio vincolo

14

doppio vincolo e suoi aspetti comunicativi

15

teoria del doppio vincolo

16

L’esperienza complessiva può favorire la creatività

17

vari livelli di apprendimento

18

i principi nella vita di un alcolizzato

19

la posizione epistemologica delle premesse complementare e simmetrica

20

La comunicazione riguarda prevalentemente le relazioni

21

la parola non sostituisce i gesti

22

finalita cosciente e natura

23

effetti della finalità cosciente sull’adattamento

24

forma sostanza e differenza

25

da Versailles alla cibernetica

26

patologie dell’epistemologia (dal libro "Verso un ecologia della mente")

27

Introduzione (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

28

Ogni scolaretto sa che... (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

29

I criteri del processo mentale (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

30

Una lezione del professor Konrad Lorenz (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

31

Il mondo dei processi mentali, è sia tautologico sia ecologico (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

32

Il tempo è "fuori squadra" (dal libro di Bateson: "Mente e natura")

33

Il file zippato con tutti i brani di Bateson insieme, in word

34

 

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