MOTORI di RICERCA
POSIZIONAMENTO su GOOGLE
Perché il POSIZIONAMENTO
REGISTRAZIONE sui MOTORI
di RICERCA
TECNICHE di INDICIZZAZIONE
COSTI di INSERIMENTO su GOOGLE
CONSULENZE PRIMI su GOOGLE
CORSO PRIMO
su GOOGLE
CORSO di
SCRITTURA
CORSO PHOTOSHOP
GIOCA con l’ARTE
LIBRI
INTERESSANTI
CERVELLO, MENTE e COSCIENZA
STORIA e
MICRO-STORIA
COMUNICAZIONE
DOCENTE di
COMUNICAZIONE
SCARICARE NARRATIVA
PUBBLICITA’
EFFICACE
REALIZZAZIONE
SITI WEB
RITOCCHI FOTOGRAFICI
STAFF
MAPPA
del SITO
LINK
CONTATTI

de Waal F. La politica degli scimpanze’

Istigazione

In questo caso la comunicazione avviene contemporaneamente in due direzioni. Il più delle volte coinvolge femmine che reclutano un maschio per assalire un’altra femmina. La femmina minacciata sfida l’avversaria con un verso acuto e indignato, e contemporaneamente bacia e fa smancerie al maschio. Talvolta indica con il dito l’avversaria. Si tratta di un gesto insolito. Gli scimpanzé non indicano con il dito, ma con l’intera mano. Le rare occasioni in cui li ho visti puntare il dito è stato in situazioni confuse, per esempio quando la terza parte in causa dormiva o non era stata coinvolta nel conflitto fin dall’inizio. In questi casi l’assalitrice indicava l’avversaria con il dito.
Un aspetto caratteristico dell’istigazione è che le femmine non partecipano all’azione, quando il maschio che hanno istigato prende qualche iniziativa. Lasciano che se la cavi da solo.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 27

Imbarazzo per l’erezione

Dei quattro maschi adulti, Dandy è il più giovane e quello di rango più basso. Gli altri tre, e in particolare il maschio alfa, non tollerano rapporti sessuali tra Dandy e le femmine adulte. Ciononostante ogni tanto Dandy riesce ad accoppiarsi con qualcuna di loro, dopo averle dato un ‘appuntamento’. In questo caso la femmina e Dandy fanno finta di dirigersi casualmente nella stessa direzione, e se tutto va bene si incontrano sotto alcuni tronchi d’albero. Questi ‘appuntamenti’ hanno luogo dopo lo scambio di sguardi e talora di brevi contatti fisici. Gli accoppiamenti furtivi di questo tipo si accompagnano non di rado alla soppressione di segnali e all’occultamento. Ricordo di averlo notato con particolare vivezza la prima volta, perché era uno spettacolo davvero comico. Dandy e una femmina si corteggiavano a vicenda furtivamente. Dandy cominciò a fare delle avances alla femmina, senza smettere di guardarsi attorno per vedere se qualcuno degli altri maschi lo stava guardando. Gli scimpanzé maschi iniziano le loro profferte sedendosi con le gambe divaricate in modo da rendere evidente la loro erezione. Proprio nel momento in cui Dandy faceva mostra del suo impulso sessuale nel modo suddetto, comparve inatteso dietro l’angolo Luit, uno dei maschi più anziani. Immediatamente Dandy abbassò le mani sui proprio pene per nasconderlo.

In un’altra occasione Luit stava facendo avances a una femmina mentre Nikkie, il maschio alfa, giaceva nell’erba a una cinquantina di metri di distanza. Quando Nikkie alzò lo sguardo e si levò in piedi, Luit si allontanò di qualche passo dalla femmina e si sedette, voltando la schiena a Nikkie. Nikkie si avvicinò lentamente a Luit; lungo il cammino aveva raccolto una pesante pietra; il pelo gli si stava rizzando. Luit, da parte sua, si guardava d’attorno per sorvegliare l’avanzata di Nikkie, poi guardava di nuovo il proprio pene, che perdeva gradualmente la sua erezione. Solo quando il pene non fu più visibile, Luit si voltò e si diresse verso Nikkie, dette una rapida annusata alla pietra che questi teneva in mano, poi si allontanò lasciandolo con la femmina.

Le femmine tradiscono talora i loro convegni clandestini emettendo un particolare e acutissimo grido nel momento dell’orgasmo. Non appena il maschio alfa lo ode, corre verso la coppia nascosta per interrompere l’accoppiamento.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 37

Puist ogni tanto assume atteggiamenti lesbici

Siccome non concepisce mai, Puist ostenta ogni mese un rigonfiamento genitale. (Come nella specie umana, negli scimpanzé il ciclo mestruale si interrompe durante la gravidanza e l’allattamento.) Conseguentemente Puist esercita regolarmente la sua attrazione sui maschi, ma guai a toccarla.

Eppure Puist è tutt altro che indifferente al sesso. Tanto per cominciare, si masturba. L’autogratificazione è un fenomeno ben noto e frequente tra le scimmie in cattività, ma nel nostro gruppo Puist è la sola che abbia questa abitudine. Stranamente lo fa solo quando non si trova nel periodo fecondo. Per circa un minuto compie rapidi movimenti con il dito nella vulva. Nulla possiamo dire in base all’espressione della faccia, ma gli effetti devono essere piacevoli, altrimenti perché Io farebbe?

In secondo luogo, ogni tanto assume atteggiamenti lesbici. Quando un’altra femmina adulta mostra i genitali gonfi, Puist la invita al rapporto sessuale. Qualche volta la femmina accetta e allora Puist la monta rapidamente, spingendo con il bacino come fanno i maschi durante l’accoppiamento.

Il suo interesse per le femmine va anche più in là. Quando i maschi adulti si radunano intorno a una femmina sessualmente attraente, non di rado troviamo in mezzo a loro Puist. In quei momenti c’è tra i maschi un’atmosfera tesa e competitiva. Ogni tanto uno di loro si appresta ad accoppiarsi con la femmina, e qualche volta sembra che anche Puist, alla pari dei maschi, abbia voce in capitolo nel consentire o meno il rapporto. Talvolta unisce le proprie forze a quelle dei maschi nel cercare di impedire con l’aggressività questi contatti. Viceversa, se la femmina rifiuta le profferte, può contare sul fiero sostegno di Puist, qualora il maschio insista. Grazie a questo suo ruolo veramente straordinario di regolatrice dei rapporti sessuali, qualche volta la chiamiamo ‘la maitress’.

Quanto allo scimpanzé preferito, ciascuno di noi ha una propria opinione, mentre riguardo allo scimpanzé meno gradevole del gruppo c’è un sorprendente consenso: tutti, senza eccezioni, fanno il nome di Puist. Viene persino paragonata a una strega. Dà l’impressione di essere infida e meschina. Non solo sta spesso in compagnia dei maschi adulti, ma addirittura ‘fa lega’ con loro. Tranne che nel contesto sessuale, in genere non è disposta a parteggiare per le altre femmine. Quando un maschio assale una femmina, Puist carica la vittima e la morde o la colpisce, e magari incita con successo i maschi contro le altre femmine. Non sorprende quindi che le femmine di rango inferiore ne abbiano terrore.

Oltre a questa malevoletìza, Puist rivela un altro tratto che possiamo definire falso o mendace. Se durante un combattimento Puist non riesce ad afferrare l’avversaria, le si avvicina lentamente per poi aggredirla all’improvviso. Oppure invita l’avversaria a una riconciliazione secondo le modalità abituali, cioè tendendole la mano, e quando l’altra, esitante, mette la propria mano in quella di Puist, quest’ultima repentinamente la afferra. E’ una scena alla quale abbiamo assistito più volte e che dà l’impressione di un tentativo deliberato di fingere buone intenzioni al fine di regolare i conti. Che lo si consideri un inganno o meno, il risultato è che Puist è imprevedibile. Quando Puist si avvicina, le scimmie di rango più basso esitano perché non si fidano di lei.

Ad eccezione di un particolare legame con una delle femmine, Tepel, Puist si tiene al di fuori del gruppo principale delle femmine. È l’unico membro adulto del gruppo che trascorre in media più tempo con gli adulti di sesso opposto che con quelli del proprio sesso. Pertanto nella vita della colonia occupa una posizione intermedia tra la sfera maschile e quella femminile.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 57

Dandy è l’intellettuale della famiglia

Tutti lo considerano il più intelligente del gruppo. Si fa beffe non solo delle altre scimmie, ma anche degli uomini. Il caso più divertente al quale ho assistito si e verificato con un guardiano provvisorio che da alcuni giorni si lamentava perché la mattina non riusciva a persuadere Dandy a uscite all’esterno. Dandy rifiutava recisamente di uscire insieme alle altre scimmie. Consigliai al guardiano di tenere Dandy al chiuso e senza cibo per una giornata a titolo di punizione. Era una misura severa che in precedenti occasioni aveva funzionato. Ma il guardiano escogitò un piano che considerava molto più intelligente. Alcuni giorni dopo mi mostrò con orgoglio i risultati: mentre le altre scimmie erano già fuori, Dandy era seduto all’interno con la mano alzata. Il guardiano gli mise nella mano due banane, dopo di che Dandy uscì prontamente all’esterno. Il guardiano credeva di avere insegnato a Dandy a uscire fuori, ma secondo me era Dandy che aveva insegnato al guardiano a dargli due banane. Rabbrividii al pensiero di quello che ci aspettava qualora anche le altre scimmie avessero avuto sentore delle possibilità offerte da una simile forma di ricatto.

La grande intelligenza di Dandy si manifesta nelle occasioni più disparate. Per esempio, non abbiamo mai avuto a che fare con una fuga di scimpanzé nella quale egli non fosse coinvolto.

Questo fa pensare che egli sia la mente direttrice dietro ogni fuga, e in molti casi lo sappiamo per certo.

Dandy deve sopperire con l’astuzia alla mancanza di forza. Ho assistito a un episodio incredibile di questo tipo insieme al fotografo tedesco Peter Fera. Avevamo nascosto alcuni pompelmi nel recinto degli scimpanzé sotterrandoli nella sabbia e lasciando scoperta solo qualch’~ piccola chiazza gialla. Gli scimpanzé sapevano che cosa stavamo facendo, perché ci avevano visto uscire con una scatola piena di frutta e rientrare con la scatola vuota. Quando videro la scatola vuota cominciarono a schiamazzare tutti eccitati. Non appena fu loro permesso di uscire cominciarono a cercare come pazzi, ma senza successo. Molte scimmie passarono davanti al luogo dov’erano nascosti i pompelmi senza notare alcunché — almeno così pensavamo. Anche Dandy era passato sul nascondiglio senza fermarsi né rallentare o mostrare un particolare interesse. Nel pomeriggio, però, mentre tutte le scimmie giacevano al sole sonnecchiando, Dandy si alzò e andò dritto sul posto: senza esitazioni estrasse i pompelmi e li mangiò con calma. Se Dandy non avesse tenuto segreto il luogo del nascondiglio, probabilmente avrebbe perduto i pompelmi a vantaggio degli altri.

Questo esperimento si ispirava ai metodi applicati da Emil Menzel nel suo studio sulla trasmissione delle informazioni tra gli scimpanzé. Dai suoi studi sapevamo che le scimmie antropomorfe sono capaci di ingannarsi a vicenda.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 66

Jimmie, è la scimmia più infida quando c’è di mezzo l’uomo

Molti considerano Amber la femmina più sexy, per il suo modo procace di muovere le anche quando cammina, ma è dubbio che questo eserciti un effetto erotico sugli scimpanzé maschi. Amber ha occhi grandi e chiari — colore dell’ambra —, e un carattere fermo. Va manifestando sempre più lo stesso tipo di risolutezza che già conosciamo in Gorilla.

Il sottogruppo delle femmine formato da Mama, Gorilla, Franle e Amber ha radici assai lontane: le tre femmine più anziane provengono dallo stesso zoo. Un altro sottogruppo è formato da tre femmine che vivevano insieme nello zoo di Arnhem prima che venisse istituita l’attuale colonia. Una di loro ha due figli, le altre due fungono da ‘zie’ per questi piccoli.

La madre, Jimmie, è la scimmia più infida quando c’è di mezzo l’uomo. Se si permette agli estranei di avvicinarsi ai dormitori, Jimmie tenta invariabilmente il solito trucco di attirarli in una trappola: allunga un filo di paglia attraverso le sbarre e guarda l’estraneo con la faccia del perfetto giocatore di poker. Interpretandolo come un gesto amichevole, un dono, l’estraneo prende la paglia. In quel momento Jimmie allunga fulmineamente l’altra mano attraverso le sbarre e acchiappa la vittima. A questo punto per sciogliere la presa occorre l’intervento di qualcun’altro.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 70

Le scimmie giovani imitano, e passano il tempo a inventare nuovi giochi

Krom significa ‘storta’: infatti ha il corpo deforme e un’andatura sbilenca. Questo provoca non di rado scene divertenti. Le scimmie giovani, che passano il tempo a inventare nuovi giochi, una volta furono colte dalla mania della ‘scimmia Krom’:

per intere giornate la seguirono in fila indiana, tutte con lo stesso portamento patetico di Krom.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 71

Dopo una furiosa lite, tutti riprendono fiato. Non ho mai visto tanti scimpanzé feriti contemporaneamente Luit ha un dito e un piede feriti, Nikkie ha feriti un piede e la schiena, Puist un piede, e Yeroen ha una scalfitura sul naso. Sono tutte ferite superficiali; ciò non toglie che per vari giorni Luit, nel camminare, non si appoggi alla mano. (Forse si sostiene con il polso: fatto strano, tutte le giovani scimmie lo imitano, e improvvisamente cominciano a camminare appoggiandosi ai polsi.)

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 132

La mediazione delle femmine può assumere qualsiasi forma

Il primo giorno, per esempio, Krom partecipò alla riconciliazione che ho descritto tra Luit e Yeroen (pulendoli a turno), ma il suo ruolo non fu tanto incisivo da poterlo definire un vero e proprio tentativo di mediazione, di cui in seguito si dettero invece molti casi evidenti. Sedato il conflitto tra i due rivali, la femmina mediatrice si avvicinava a uno di loro, lo baciava e lo puliva per breve tempo. Dopo esserglisi offerta e dopo che quello le aveva ispezìonato i genitali, si spostava lentamente verso l’avversario. Il primo maschio la seguiva, annusandole ogni tanto la vUlva, senza guardare l’avversario. Il deciso interesse del maschio per il deretano della femmina mediatrice era insolito: in altre situazioni un maschio adulto non segue mai la femmina che gli si è appena offerta, specialmente se non presenta un rigonfiamento sessuale. (Di fatto non abbiamo mai visto agire da mediatricj le femmine che presentano i genitali rigonfi, ed è comprensibile, perché sarebbero solo fonte di ulteriori dissidi tra i contendenti.)

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 111

Segnali dissimulati

Durante uno dei loro confronti, per esempio, ebbi modo di osservare una serie di segnali dissimulati. Dopo essersi esibiti per oltre dieci minuti in prossimità uno dell’altro, scoppiò tra Luit e Nikkie una zuffa nella quale Luit fu appoggiato da Mama e Puist. Nikkie si rifugiò su un albero, ma poco dopo, mentre era ancora appollaiato sull’albero, ricominciò a schiamazzare in direzione del leader. Luit era seduto ai piedi dell’albero con la schiena rivolta allo sfidante. Quando udì rinnovarsi i suoni provocatori, scoprì i denti, ma immediatamente si mise la mano sulla bocca e strinse le labbra. Non credevo ai miei occhi, e puntai su di lui il mio binocolo: vidi ricomparire sulla sua faccia un ghigno nervoso e di nuovo usò le dita per comprimere le labbra. La terza volta riuscì finalmente a cancellare il ghigno dalla sua faccia, e solo allora si voltò. Poco dopo si esibì a Nikkie come se niente fosse accaduto, e con l’aiuto di Mama lo ricacciò sull’albero. Nikkie guardò gli avversari allontanarsi, poi d’un tratto voltò la schiena e quando gli altri non potevano più vederlo, sulla sua faccia comparve un ghigno e lui si mise a gemere sommessamente. Riuscivo a udirlo perché non ero molto lontano, ma il suono era così soffocato, che probabilmente nemmeno Luit si accorse che anche l’avvefsario stentava a nascondere le proprie emozioni.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 131

Privilegi sessuali

Gli scimpanzé non conoscono la coppia esclusiva, ma la loro vita sessuale non è nemmeno completamente promiscua.

Gli scimpanzé non passano la vita in una incontrollata attività sessuale. Le femmine hanno un ciclo mestruale medio di 35 giorni, e i loro genitali permangono gonfi per circa 14 giorni. Quando le femmine si trovano in questa fase attraente del loro ciclo, la frequenza dell’accoppiamento per ogni maschio adulto è mediamente di una volta ogni cinque ore. Siccome la nostra colonia comprende quattro maschi, questo significa per la femmina 6 accoppiamenti nel corso di una giornata di otto ore.

I maschi adulti possono rifiutarsi di mangiare per giorni interi, quando una delle femmine è in calore. Quando li vedo, di primo mattino, nei loro alloggi notturni, colgo nei loro occhi l’eccitamento. Hanno uno sguardo cupido, come quando ricevono qualcosa di particolarmente appetitoso da mangiare. ~ chiaro che pregustano i piaceri che la giornata offrirà loro.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 159

Corteggiamento e copula

Il corteggiamento tra scimpanzé adulti avviene quasi esclusivamente su iniziativa del maschio. Questi si mette a poca distanza (da uno a venti metri) dalla femmina in estro, e si siede con il dorso eretto e le gambe divaricate per rendere ben visibile

la sua erezione. Il pene lungo e sottile è di colore rosa e pertanto chiaramente discernibile contro la pelliccia scura. Qualche volta il maschio muove il pene su e giù, e questo movimento lo mette ancora più in evidenza. Durante questa dimostrazione della sua mascolinità, il maschio si sostiene puntando le mani al suolo dietro la schiena, e spinge in avanti il bacino.

Non è detto che la femmina accordi al maschio anche solo un’occhiata, ma se guarda nella sua direzione, il maschio alza immediatamente il braccio e lo tiene steso davanti a sé in segno di invito. Se la femmina accetta l’invito, si rannicchia sotto il braccio teso con la parte rigonfia tra le gambe del maschio, il maschio la afferra per le spalle e con garbo introduce il pene. La copula in sé dura meno di un quarto di minuto e consiste in poche spinte potenti in profondità. Nel frattempo la femmina giace immota e prona. Durante la copula le facce dei due partner sono di solito prive di qualsiasi espressione; le femmine giovani emettono talvolta un grido acutissimo nel momento culminante della copula. Raramente la femmina volta la testa in modo da trovarsi faccia a faccia con il partner.

Gli scimpanzé sono anche capaci di divertirsi con il sesso.

Tra gli adolescenti è più spesso la femmina a prendere l’iniziativa. Essa pretende il massimo e le sue esigenze sono tali che talvolta il maschio non è in grado di soddisf aria. A questo punto il maschio può mettere brevemente il dito nella vagina della femmina che gli si offre, ma più spesso la evita. Sia Amber che Oor sembravano accettare con difficoltà la limitata potenza dei loro partner. Se una giovane femmina invita il compagno ad accoppiarsi ma viene rifiutata, torna da lui dopo un po’; gli div anca le gambe e gli tasta garbatamente il pene:

qualche volta è flaccido, ma di solito non è nemmeno visibile, perché gli scimpanzé possono irìguainarlo. Se questo titillamento dei genitali si protrae troppo a lungo, il maschio si stufa e si allontana dalla compagna: allora la femmina si butta a terra strillando di disperazione o in preda a un accesso di collera, oppure gli corre dietro gemendo e lamentandosi finché quello la placa montandola brevemente (senza erezione).

Le scimmie più anziane mostrano preferenze sessuali palesi quanto al compagno, sia nel nostro gruppo che tra gli scimpanzé allo stato selvaggio. Per questo motivo non possiamo considerare gli scimpanzé del tutto promiscui. Un altro motivo è l’influenza regolatrice della gerarchia maschile sulle attività sessuali.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 163

Molestie sessuali fatte dai giovani

Nel 1977 uno degli studenti che lavora con me, Mariètte van der Weel, ha studiato una strana forma di comportamento che ricorre tra gli scimpanzé piccoli e giovani, nota nella letteratura primatologica come molestie sessuali. Quando gli adulti si accingono ad accoppiarsi, sopraggiungono a precipizio i giovani, i quali saltano in groppa alla femmina in modo da allontanare il partner o toccarlo, oppure sguisciano in mezzo alla coppia, lanciano sabbia sui due ovvero, nonostante la taglia, inscenano esibizioni intimidatorie.

In genere queste interferenze non hanno un carattere ostile, anzi, talvolta sembrano quasi scherzose, ma tendono comunque palesemente a dividere la coppia. Se si considera che i piccoli molestano circa metà delle coppie che si stanno accoppiando, e che un buon quarto dei loro interventi determina l’interruzione della copula, non sorprende che i maschi, prima di fare proffente a una femmina in calore, caccino via i piccoli, magari scherzosamente. Ma i piccoli sono come le mosche: ritornano incessantemente. I più piccoli sembrano magneticamente attratti dai contatti sessuali tra gli adulti.

Gli scimpanzé sono incredibilmente tolleranti nei confronti dei piccoli, forse perché l’aggressività, in questo caso, avrebbe l’effetto di un boomerang. Infatti, se il maschio si permette di minacciare i piccoli che molestano lui e la sua compagna, la femmina — anche in piena copula — si ribella e protesta strillando, ed è ovvio che dopo un incidente del genere il maschio dovrà rinunciare per qualche tempo ai suoi favori.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 165

L’influenza regolatrice della gerarchia maschile sulle attività sessuali

Qual è il motivo di questa intolleranza? Perché i maschi non sono capaci di lasciarsi in pace a vicenda?

Anche in questo caso la gelosia non spiega tutto: rimane infatti il problema della sua funzione. Se le tensioni e i rischi che essa comporta non avessero qualche funzione positiva, la gelosia sarebbe scomparsa da un pezzo dalla faccia della terra. La spiegazione biologica della rivalità sessuale tra i maschi è la seguente: la femmina può essere fecondata da un solo maschio; tenendo lontani da lei gli altri maschi, un maschio è più certo di essere il padre del figlio che nascerà da lei. Conseguentemente saranno generati più figli dai maschi gelosi che non da quelli tolleranti. Se la gelosia è ereditaria — ed è ciò che questa teoria sostiene

— nasceranno sempre più figli con questa caratteristica, che nel prosieguo cercheranno a loro volta di escludere gli altri membri dello stesso sesso dall’atto riproduttivo.

Mentre i maschi combattono per il diritto di fecondare il maggior numero di femmine possibili, la situazione della femmina è del tutto diversa. Sia che si accoppi con un maschio o con cento, il numero di figli che essa partorirà non cambia. Pertanto nelle femmine la gelosia è meno marcata.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 172

L’intelligenza strategica

I processi trilaterali, che ricorrono numerosi nella storia della civiltà, contribuiscono a mantenere un equilibrio del potere e assicurano alla terza parte in causa una posizione influente. Se un paese non vuole perdere di ruolo, deve porre il proprio peso sui piatto più leggero della bilancia. Lo stesso principio vale nella psicologia sociale, ed è noto come formazione di ‘coaiizioni vincenti minimali’. Se in una partita il più debole di tre giocatori ha la possibilità di fare punti alleandosi o con il più forte o con quello intermedio, preferirà allearsi con quest’ultimo. Dopo la sua deposizione, Yeroen si trovò di fronte a una scelta analoga: da un lato una coalizione con il più potente, Luit, dall’altro una coalizione con il più debole, Nikkie. Sotto la dominanza di Luit, l’influenza di Yeroen era limitata perché Luit non aveva bisogno del suo appoggio, ma ai massimo della sua neutralità. Scegliendo di sostenere Nikkie, Yeroen si rese indispensabile alla sua leadership, e questo fece aumentare di nuovo la sua influenza nel gruppo.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 193

Non sempre le femmine sono così disinteressate al potere come si è pensato

Mama non ha rinunciato alla sua posizione al vertice senza opporre resistenza, e nelle successioni al potere tra maschi, particolarmente nella prima, le femmine hanno svolto un ruolo attivo. I loro interventi nei conflitti tra i maschi miravano alla stabilità e, tranne per le loro coalizioni con i maschi, le femmine non hanno dimostrato grande flessibilità o opportunismo: le loro amicizie sono notevolmente stabili. In ogni caso sono sicuramente capaci di un pensiero strategico.

Nella nostra colonia un gran numero di femmine vivono sempre insieme, e questo conferisce loro una influenza politica maggiore di quella che hanno nelle comunità di scimpanzé che vivono allo stato selvaggio. Se l’ambiente è così importante nel determinare il ruolo dei sessi, che importanza ha l’elemento biologico? Il sociologo Hugo den Hartog ha risposto a questa mia domanda con la seguente ‘proposta minimale’: solo gli individui di rango elevato giungono al vertice, pertanto hanno un motivo per mettere in atto strategie aggressive e intimidatorie; gli scaglioni inferiori non hanno questo stimolo e reagiscono alla repressione con una cooperazione stabile, leale e amichevole. Gli scimpanzé maschi rappresentano la prima categoria in virtù della loro forza bruta e agiscono di conseguenza. In altre parole, l’influenza genetica si limita a una differenza di forza fisica che, creando una lacuna nella gerarchia, ha conseguenze enormi per quanto riguarda la differenziazione dei ruoli.

Questa ipotesi è molto attraente. L’unico difetto è che non spiega le differenze tra i sessi nel comportamento umano di coalizione, così sorprendentemente, simili a quelle tra gli scimpanzé (a meno che le differenze di taglia e di forza tra l’uomo e la donna svolgano nella nostra società un ruolo più importante di quanto siamo abituati a pensare). In ogni modo, sebbene il comportamento non sia mai del tutto ereditario, l’influenza genetica può essere maggiore di quanto si è finora ritenuto.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 206

La spartizione

Qualche tempo fa abbiamo gettato dalla finestra del nostro posto di osservazione una grande quantità di foglie di quercia. Vedendo che Yeroen si avvicinava a tutta velocità, inscenando nel contempo la solita parata dimostrativa, nessuna delle altre scimmie ha osato avvicinarsi alle foglie. Yeroen ha raccolto l’intero mucchio, ma dopo dieci minuti ciascun membro del gruppo, dai più grandi ai più piccoli, aveva la sua parte di bottino. Per il maschio adulto, il quantitativo di sua spettanza non ha importanza; ciò che conta è chi fa la distribuzione nell’ambito del gruppo. (Questo vale solo per il cibo fortuito, supplementare. I pasti principali o la fame possono scatenare liti violente tra gli scimpanzé maschi, come ha dimostrato la colonia di Holloman.) Le femmine tendono a spartire il cibo soprattutto con i propri figli e con le amiche migliori, ed entrano in lite con gli altri membri del gruppo. Impossessarsi del cibo con la forza è un evento estremamente raro nella nostra colonia; le scimmie imparano a spartirlo fin da giovani. Un esempio: Oor ha trovato un ramo ancora provvisto di foglie; Fons cerca di strapparglielo e piange perché non ci riesce. La migliore amica di Oor, Amber, si avvicina ai due litiganti, toglie il ramo di mano a Oor, ne spezza un pezzo per Fons e un pezzetto più piccolo per sé, poi restituisce la parte più grande a Oor.

Nel loro habitat naturale gli scimpanzé spartiscono la carne dopo averla cacciata. I maschi adulti predano, talvolta in perfetta collaborazione, dopo di che sopraggiungono gli altri membri del gruppo a chiedere la loro parte. L’azione concertata e la spartizione del bottino sono aspetti comuni anche nella colonia di Arnhem, in relazione alla ‘caccia’ del fogliame proibito. I maschi si servono di lunghi rami per arrampicarsi sugli alberi vivi, che sono protetti da una recinzione elettrica. Inizialmente usavano rami che trovavano in giro, successivamente spezzarono deliberatamente i rami delle querce morte. Forzare due pesanti rami che si biforcano a una altezza di una ventina di metri dal suolo è un’impresa estremamente rischiosa. L’arte consiste nel tenersi saldamente dalla parte giusta mentre si spezza il ramo, senza lasciare andare del tutto la parte che si schianta. Se si compie un errore, o viene giù in frantumi il ramo spezzato, oppure precipita la scimmia. Per fortuna nessuna scimmia è finora caduta, nonostante la difficoltà di prevedere quale lato della forcella offre la presa più sicura. Talvolta, spaventate dal rumore dello schianto, abbandonano l’albero con un gemito.

Se tutto va secondo i piani, il maschio porta il ramo a terra e lo issa a mo’ di ‘scala’, di solito in stretta collaborazione con gli altri maschi e talora con le femmine. Salita nell’albero vivo, la scimmia stacca più rami del suo fabbisogno e lascia cadere il sovrappiù in mezzo al gruppo in attesa. Qualche volta il processo di spartizione è selettivo. Una volta Dandy tenne fermo il ramo per consentire a Nikkie di arrampicarsi sull’albero e Nikkie gli diede in cambio metà delle foglie raccolte, palesemente come pagamento diretto del servizio reso.

de Waal F., “La politica degli scimpanze’”, Laterza, pag. 208

Google
 
Web www.ilpalo.com