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fine la condizione amorosa nel rapporto materno col proprio piccolo, ma, come il maschio, non sperimenterà un legame analogo con un'altra scimmia adulta. Stretta amicizia, collaborazione, brevi incontri sessuali, sì; ma un'intimità_ totale non la vivrà mai più.
L'essere umano adulto, invece, ha questa possibilità. Egli è in grado di stringere con un individuo dell'altro sesso un forte e duraturo legame di affetto che è molto di più di una semplice associazione. Dire che « il matrimonio è una società », come si fa spesso, significa insultarlo e fraintendere completamente la vera natura del vincolo amoroso. Una madre e il suo piccolo non sono « soci ». Il bambino non ha fiducia nella madre perché lo nutre e lo protegge; la ama per quello che è, non per quello che fa. Una società è soltanto uno scambio di favori; il socio non dà per il piacere di dare. Ma fra una coppia d'innamorati si sviluppa un rapporto simile a quello esistente tra madre e figlio: una totale fiducia e, con essa, una completa intimità fisica. Il vero amore non è uno scambio, un do ut des, ma semplicemente un dono. Questa sua essenza è oscurata dal fatto che la dedizione è reciproca, ma il ricevere non è, come nella società, la condizione del dare; ne è soltanto una piacevole aggiunta.
Al cauto, calcolatore adulto l'ingresso in un simile rapporto appare una faccenda rischiosa. La sua resistenza al « lasciarsi andare », al fidarsi è enorme. Un simile abbandono va contro tutte le regole di scambio su cui si basano tutti i suoi altri rapporti adulti. Senza l'aiuto dei centri inferiori del cervello, quelli superiori non lo permetterebbero mai. Ma tale aiuto sopravviene nella nostra specie e, spesso contro ogni ragionevole ostacolo, l'uomo s'innamora. In alcuni il processo naturale dell'amore è soppresso, così che se entrano nello stato matrimoniale o in qualche rapporto equivalente lo fanno come se si trattasse di una transazione d'affari: tu mi fai un figlio, io guadagno i quattrini. Questa
compravendita della prole e di uno stato sociale è diventata sfortunatamente una pratica comune nei nostri affollati zoo umani, ma comporta molti pericoli. La coppia non è unita da interiori vincoli di affetto, ma dalla pressione esterna delle convenzioni sociali. Ciò significa che il potenziale d'amore esistente nei due individui è ancora inutilizzato nei loro cervelli e può entrare in azione in qualunque momento, inaspettatamente, per creare un vero legame al di fuori di quello ufficiale.
I fortunati non seguono questo schema. Da giovani adulti, si trovano incontrollabilmente innamorati e stringono un vero legame. Il processo è graduale, anche se spesso non lo sembra. Il concetto di « amore a prima vista » gode di molta popolarità, però di solito si tratta di un giudizio a posteriori. In realtà, ciò che si ha « a prima vista » non è una « totale fiducia », ma una « forte attrazione ». Il passaggio dall'attrazione alla fiducia è quasi sempre una complessa sequenza d'intimità sempre più ricche e profonde, ed è questa sequenza che dobbiamo ora esaminare.
Per tale disamina, il metodo più semplice è di prendere due « amanti tipici », come li intende la cultura occidentale, e di seguirli attraverso l'intero processo di formazione, della coppia, dalla prima occhiata al completo rapporto sessuale. Ciò facendo, dobbiamo sempre ricordare che nella realtà non esiste un « amante tipico », più di quanto esistano il « cittadino medio » o « l'uomo della strada ». Ma ci è d'aiuto cominciare con l'immaginarne uno, per poi passare alle variazioni.
In tutte le specie animali il corteggiamento è organizzato in una sequenza tipica e il corso di un amore umano non fa eccezione. Per comodità possiamo dividere la sequenza umana in dodici stadi e vedere che cosa accade via via che si superano con successo le varie soglie. Il primo dei dodici stadi (naturalmente iper-semplificati) è il seguente:
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1. L'occhio e il corpo. La forma più comune di « contatto » sociale è quella di guardare le persone a distanza. In una frazione di secondo è possibile cogliere tutte le qualità fisiche di un altro adulto, etichettarle e dar loro mentalmente un valore. Gli occhi forniscono al cervello immediate informazioni riguardo al sesso, alla dimensione, alla forma, all'età, alla colorazione, alla condizione sociale e all'umore dell'altra persona. Simultaneamente, essa viene classificata secondo una scala che va da una massima attrazione a una massima ripulsa. Se i segni indicano che la persona è un membro attraente dell'altro sesso, allora siamo pronti per passare alla seconda fase della sequenza.
2. Occhio con occhio. Mentre noi guardiamo gli altri, gli altri guardano noi. Ciò significa che talvolta i nostri occhi s'incontrano e quando ciò avviene la reazione usuale è quella di stornare rapidamente lo sguardo e d'interrompere il « contatto ». Naturalmente ciò non avverrà se ci siamo riconosciuti come amici o conoscenti. In questi casi, il riconoscimento sarà subito seguito da segnali di saluto, come un istantaneo sorriso, il sollevarsi delle sopracciglia, mutamenti di posizione, movimenti delle braccia e infine vocalizzazioni. Se invece abbiamo incontrato lo sguardo di un estraneo, allora la reazione tipica è di guardare subito altrove, come per interrompere una temporanea invasione della vita privata. Se uno dei due estranei continua a fissare l'altro dopo che gli sguardi si sono incrociati, la persona sottoposta a tale ispezione può sentirsi acutamente imbarazzata e perfino irritata. Se è possibile allontanarsi per sottrarsi a quegli occhi scrutatori, lo si farà subito, anche se lo sguardo non era accompagnato da espressioni o gesti aggressivi. Il fatto è che un'occhiata prolungata è di per se stessa un atto aggressivo tra adulti estranei; infatti due sconosciuti si guardano a turno, piuttosto che simultaneamente. Se poi uno trova l'altro attraente, può aspettare d'incon
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trarne nuovamente gli occhi e rivolgergli un lieve sorriso. Se l'attrazione è reciproca, anche il sorriso sarà ricambiato e possono seguire altri, più intimi contatti. In caso contrario, un'occhiata gelida in risposta a un sorriso amichevole mette di solito la parola fine a ogni ulteriore sviluppo.
3. Voce con voce. Supponendo che non vi sia una terza persona per fare le presentazioni, lo stadio successivo implica il contatto vocale tra un maschio e una femmina estranei. Invariabilmente le prime parole saranno su argomenti banali. È raro che a questo stadie i due facciano diretto riferimento alle loro emozioni. Tuttavia questo scambio di frasi permette la ricezione di una nuova serie di segnali, questa volta sonori invece che visivi. L'inflessione dialettale, l'intonazione, l'accento, la struttura dell'espressione e la ricchezza del vocabolario forniscono al cervello tutta una nuova gamma d'informazioni. Il mantenere la comunicazione a un livello banale permette a entrambe le parti di ritirarsi se i nuovi segnali risultano poco attraenti, malgrado le promesse dei precedenti segnali visivi.
4. Mano con mano. I tre stadi precedenti possono essere superati in pochi minuti oppure prolungarsi per mesi, con uno dei due potenziali amanti che ammira l'altro a distan- - za, senza osare rivolgergli la parola. Anche questo quarto stadio può aver luogo subito, nella forma della consueta stretta di mano, oppure essere ritardato per un considerevole lasso di tempo. Se non interviene la stretta di mano formale, non-sessuale, allora il primo reale contatto fisico sarà probabilmente mascherato come un atto di « sostegno », « protezione » o« guida direzionale ». Di solito queste iniziative sono prese dal maschio e consistono nello stringere il braccio o la mano della femmina - per aiutarla ad attraversare la strada, per esempio, o a superare un ostacolo. Se la ragazza sta per urtare contro qualcosa o corre qualche pericolo, allora la mano del maschio coglierà ra
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pidamente l'occasione di afferrarle il braccio, per farle cambiare direzione o controllare i suoi movimenti; se scivola o inciampa, allora il maschio la sosterrà, stabilendo in tal modo il primo contatto fisico. Anche qui, il ricorso ad atti che non si riferiscono direttamente al vero senso dell'incontro è molto importante. Se il corpo della ragazza è stato toccato dall'uomo nell'intento di aiutarla, entrambe le parti ti possono ancora ritirarsi senza perdere la faccia. La ragazza può ringraziare e andarsene, senza trovarsi nella necessità di una diretta ripulsa. Tutti e due possono essere perfettamente consapevoli che ha avuto inizio una sequenza di comportamento il cui sviluppo può portare a maggiori intimità, ma nè l'uno né l'altro ha ancora fatto nulla che lo affermi chiaramente, così che ognuno ha ancora la possibilità di uscirne senza urtare i sentimenti dell'altro. Soltanto quando il significato dell'incontro è stato apertamente dichiarato la stretta del braccio o della mano diventerà più prolungata. Allora non si maschera più da gesto di guida o di sostegno e diventa una chiara intimità.
5. Il braccio sulle spalle. Fino a questo momento i corpi non sono venuti in stretto contatto. Quando lo fanno, un'altra importante soglia è stata varcata. Seduti, in piedi o camminando, la stretta dei corpi affiancati rappresenta un enorme passo avanti rispetto ai primi, esitanti contatti. In genere l'uomo comincia col mettere il braccio intorno alle spalle della donna. £ la più semplice introduzione al contatto del busto, perché si usa anche tra semplici amici, come gesto affettuoso privo d'implicazione sessuali. È quindi il primo gradino da salire e quello che ha meno probabilità d'incontrare una ripulsa. Il camminare insieme in questo modo è ancora un atto lievemente ambiguo, a mezza strada tra l'amicizia e l'amore.
6. Il braccio intorno alla vita. Un gradino successivo rispetto allo stadio precedente si ha quando il braccio scivola
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intorno alla vita. Questo è un contatto che l'uomo non stabilisce con altri uomini, per cui diventa una più diretta affermazione d'intimità amorosa. Inoltre, la mano del maschio è ora molto più vicina all'area genitale della femmina.
7. La bocca sulla bocca. II bacio sulla bocca, unito al pieno abbraccio frontale, è un passo avanti fondamentale. Per la prima volta vi è una forte possibilità di eccitazione fisiologica, se l'azione è prolungata o ripetuta. La femmina può sperimentare la secrezione genitale e il maschio l'erezione del pene.
8. La mano sul capo. Come estensione dello stadio precedente, le mani cominciano ad accarezzare la testa del partner. Le dita scivolano sul viso, sul collo e sui capelli; le mani si posano sulla nuca e ai lati del capo.
9. La mano sul corpo. Dopo il bacio, le mani cominciano ad esplorare il corpo del partner, premendolo, stringendolo e accarezzandolo. Qui il principale progresso è la manipolazione, da parte del maschio, delle mammelle della femmina. Con questi atti si ha un'ulteriore eccitazione fisiologica; essa raggiunge un'intensità tale che per molte giovani è questo il punto in cui s'impone un temporaneo arresto. Andando avanti diventa sempre più difficile interrompere la" sequenza prima di arrivare alla conclusione e se il legame affettivo non ha ancora raggiunto un sufficiente livello di fiducia reciproca le successive intimità vengono posposte.
10. La bocca sul seno. A questo punto le interazioni diventano strettamente private. Per la maggioranza delle coppie ciò si sarebbe potuto dire anche per lo stadio precedente, soprattutto per quel che riguarda le manipolazioni del seno, ma i baci profondi e le carezze sul corpo avvengono spesso anche in pubblico, in certi contesti. Possono suscitare reazioni di disapprovazione in chi vi assiste, ma nella maggior parte dei paesi è raro che si prendano seri provvedimenti contro simili effusioni. Con il passaggio al
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bacio sul seno, tuttavia, la situazione è radicalmente diversa, se non altro perché questa intimità implica l'esposizione delle mammelle. Essa è l'ultima dei contatti pre-genitali e preclude ad atti che non solo generano eccitazione, ma eccitazione fino all'orgasmo.
11. La mano sui genitali. Se l'esplorazione manuale del corpo del partner continua, si arriva alla regione genitale. Dopo i primi, esitanti sfioramenti, ben presto l'azione si sviluppa in lievi e ritmiche frizioni che simulano il ritmo delle spinte pelviche. Il maschio accarezza ripetutamente i labbri e il clitoride della femmina e può inserire una o più dita nella vagina, imitando l'azione del pene. La manipolazione manuale può portare all'orgasmo entrambi i partner ed è una forma comune di conclusione negli avanzati rapporti pre-copulatori.
12. I genitali con i genitali. Infine si raggiunge lo stadio della copulazione completa e se la femmina è vergine la rottura dell'imene è il primo atto irreversibile dell'intera sequenza. Vi è anche per la prima volta la possibilità di un altro effetto irreversibile, ossia la fecondazione. Questa irreversibilità pone la conclusione della sequenza su di un piano interamente diverso. Ogni stadio sarà servito a stringere un po' di più il legame affettivo, ma, in senso biologico, la copulazione si riferisce chiaramente a una fase in cui tutte le precedenti intimità avranno portato a termine il loro compito di cementare l'unione, così che la coppia desidera stare insieme anche dopo che l'impulso sessuale è stato ridotto dalla consumazione del piacere. Se questo vincolo non si è stabilito, la femmina corre il rischio di trovarsi incinta al di fuori di una stabile unità familiare.
Questi dunque sono i dodici stadi tipici del processo di accoppiamento di due giovani animali umani. In certa misura essi sono, è ovvio, culturalmente determinati, ma i fattori senza confronto più importanti sono l'anatomia e la fi
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siologia sessuale comuni a tutti i membri della nostra specie. Le variazioni, imposte tanto dalle tradizioni e convenzioni culturali quanto dalle peculiarità di certi individui non comuni, modificano la sequenza di base in molti modi diversi, che ora ci è più facile esaminare, rapportandoli al processo tipico che abbiamo appena finito di esporre.
Queste variazioni assumono tre forrpe: riduzione della sequenza, alterazione dell'ordine degli atti ed elaborazione del modello.
La forma più estrema di riduzione è l'accoppiamento forzato, o stupro. Qui dal primo stadio si passa con la massima rapidità fisicamente possibile alla conclusione, con tutte le fasi intermedie ridotte al minimo assoluto. Dopo che il maschio ha visto il corpo della femmina, semplicemente l'attacca, omettendo tutti gli stadi dell'eccitazione progressiva e arrivando tanto rapidamente al contatto genitali-con-genitali quanto glielo permetterà la resistenza della femmina. I contatti fisici non genitali sono limitati a quelli 'strettamente necessari a prendere il sopravvento su di lei e a strapparle gli indumenti che si oppongono alla copulazione.
Oggettivamente considerato, lo stupro nella specie umana manca di due importanti elementi: la formazione della , coppia e l'eccitazione sessuale. Lo stupratore, saltando tutti gli stadi intermedi della sequenza sessuale, chiaramente non permette che si sviluppi un legame di attaccamento fra lui stesso e la femmina in questione. È una cosa ovvia, ma importante in termini biologici, perché la nostra specie esige che si stabilisca questo vincolo personale, come salvaguardia per il buon allevamento della prole che può essere il frutto della copulazione. Vi sono altre specie, dove essendo scarse o nulle le responsabilità dei genitori, lo stupro non creerebbe in teoria alcun problema. Il fatto che sia raro si spiega, tra le altre cose, con la difficoltà fisica che esso presenta. Senza le mani e le minacce verbali un uomo non
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vi riuscirebbe mai, e questi sono vantaggi che mancano alle altre specie. Anche dove pare che si abbia uno stupro, le apparenze possono essere ingannevoli. I carnivori per esempio possono, e in effetti la maggioranza delle specie carnivore lo fanno, stringere tra le fauci la nuca delle compagne, come per impedir loro di fuggire, ma rimane sempre il problema di inserire il pene nella vagina di una femmina che si dimena. La verità è che quest'atto apparentemente selvaggio dei carnivori maschi è un elemento tipico di tali specie. Anche se fa pensare a uno stupro, di fatto è l'equivalente del nostro abbraccio materno. Il morso è fortemente inibito, così che i denti non feriscono la femmina. Ed è in questo modo che i genitori delle specie carnivore trasportano la prole da un luogo a un altro. In effetti, il maschio sta trattando la femmina come un cucciolo o un gattino e se essa è sessualmente sensibile al suo approccio è proprio così che si comporta, abbandonando la nuca alle fauci del compagno come un tempo a quelle della madre.
Per il maschio umano, lo stupro è relativamente facile. Se la forza fisica non basta, può minacciare la femmina di farle del male o di ucciderla, oppure ridurla in stato d'incoscienza o semi-incoscienza, o ancora farsi aiutare da altri maschi a immobilizzarla. Se l'assenza di eccitazione sessuale nella femmina rende difficile o dolorosa l'introduzione del pene, può sempre ricorrere a qualche altro lubrificante per sostituire le secrezioni naturali.
Quanto alla femmina, nel caso migliore simili procedimenti sono per lei del tutto insoddisfacenti e in quello peggiore possono provocarle gravi traumi e danni psicologici. Soltanto quando lo stupro avviene tra due partner che si conoscevano già e la femmina ha una forte tendenza masochistica vi è qualche possibilità che un attaccamento emotivo si sviluppi da questa violenta riduzione della normale sequenza sessuale.
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la dello stupro violento. Superficialmente può sembrare molto simile al modello completo, con i partner che attuano tutti i movimenti dei diversi stadi, uno dopo l'altro, fino alla copulazione. Ma se li esaminiamo più da vicino, vediamo che le fasi intermedie sono ridotte d'intensità, durata e frequenza.
Prendiamo innanzi tutto l'esempio classico di due giovani che si sposano per soddisfare le esigenze economiche o sociali delle loro famiglie. Nei secoli passati il corteggiamento sarebbe stato ridotto a lunghe conversazioni e qualche rapido bacio. Dopo di che, senza quasi conoscere il corpo e le emozioni sessuali l'uno dell'altro, i due venivano gettati insieme in un letto matrimoniale. La sposina viene avvertita che lo sposo le farà cose orribili ma necessarie alla sopravvivenza della nazione e che, nel corso di tale prova, il suo dovere è di « stare sdraiata e pensare alla Patria ». Al maschio si danno rudimentali istruzioni in merito all'anatomia femminile e lo si esorta a far piano, a essere gentile, perché la sposina sanguinerà durante la penetrazione. Così edotta la giovane coppia compie il suo dovere sessuale quanto più semplicemente e rapidamente possibile, con un minimo di piacere e un minimo di unione emotiva. La donna raggiunge molto di rado l'orgasmo, se mai lo raggiunge. Il maschio si trova ad avere nel letto qualcosa di inerte, che per caso è sua moglie, ma che sessualmente è poco più di un oggetto, una vagina di cui si serve come di una mano per masturbarsi il pene. Nella vita pubblica la giovane coppia sarà naturalmente fornita di una serie di regole per simulare un rapporto d'amore. Ogni intimità pubblica, rigidamente limitata nella forma, si troverà descritta e definita con cavillosa precisione nel galateo, così che sarà quasi impossibile distinguere una coppia veramente innamorata da una che non lo è. Quasi, ma non del tutto impossibile, e per i figli sarà dolorosamente facile, perché essi
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non sanno ancora nulla di etichetta e scoprono intuitivamente il grado di amore o disamore esistente tra i loro genitori. Così lo stupro economico continua a fare i suoi danni.
Se oggi, nella seconda metà del XX secolo, questa descrizione può sembrare stravagante ciò non è perché simili matrimoni non avvengano più, ma perché sono meno chiaramente combinati di un tempo. Ai nostri giorni si fa molta più mostra d'amore per mascherare tali relazioni, ma sempre mostra rimane. Un'altra differenza che contribuisce a nascondere la vera qualità dell'unione è il fatto che i genitori c'entrano molto di meno. Adesso sono i membri della coppia, uno o tutti e due, a decidere di fare un matrimonio basato sulla convenienza economica. Dietro il velo bianco le labbra della sposa si muovono, ma non perché stia tremando per l'emozione; è tutta occupata a calcolare quanto potrà spendere al mese. E l'uomo che le sta al fianco con espressione assente non è perduto in un sogno romantico, ma sta valutando l'effetto che una moglie socialmente efficiente avrà sulle sue relazioni d'affari. Certo, bisogna ammettere che le spose non se ne stanno più immobili pensando alla patria durante la luna di miele. Piuttosto, controllano la frequenza dei loro orgasmi in rapporto alla media • nazionale del loro gruppo dei pari - per età, livello d'istruzione, razza ed estrazione sociale - e se si trovano al di sotto del livello richiesto, si rivolgono a un'agenzia d'investigazioni private per scoprire dove il marito investe quel1'1,7 di orgasmi in più per settimana cui ella dovrebbe partecipare. Intanto, i mariti stanno tentando di valutare quanti drinks serali si possono permettere senza che l'alcool comprometta la loro capacità di raggiungere nel seguito della notte un'erezione sufficiente a un rapporto completo. Troppo spesso sono questi i dolci misteri della vita nelle nostre metropoli moderne.
Esaminando le riduzioni della sequenza sessuale base,
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