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Un altro sviluppo legato al Web semantíco è la recente esplosione dei blog e degli aggiornamenti automatici tratti da altri siti [syndicated feeds, cui spesso ci si riferisce come RSs: Really Simple Syndication]. Al momento di pubblicare questo libro, c'erano da 8 a 12 milioni di blog attivi su Internet e moli i milioni in più di servizi RSS, che sono semplicemente delle versioni "portatili" di blog o di altri siti di vari media che possono essere letti con programmi particolari chiamati newsreaders.
I blog sono normali home page, ma anche molto di piú: rappresentano una nuova forma di progettazione di siti Wel) che ha come fondamento la capacità di creare in modo facile e rapido collegamenti a qualsiasi altra cosa sul Web. Quando nacque PageRank e le pagine Web erano confezionate a mano usando l'ostico linguaggio HTML, i link erano difficili da fare. Siccome ci voleva un certo sforzo per creare link a qualcosa, si poteva ragionevolmente ritenere che questi fossero un modo per conferire autorevolezza: nessuno si sarebbe dato pena di mettere un collegamento a una schifezza, giusto?
Sì e no. I blog sono esplosi alla fine degli anni Novanta, emplificando la creazione di link e liberando nel Web la Forw dei Molti. Alcuni sostengono che tutto questo creare colle-amenti ne abbia attenuato il valore e perciò abbia indebolito ruolo di PageRank e di altri sistemi basati sui link per valutare la pertinenza, ma io credo che stia succedendo esattamente Contrario. I blog forniscono due componenti fondamentali per la creazione di un Web più intelligente.
Per prima cosa sono affermazioni personali di singoli individui, dichiarazioni digitali di chi si è e di chi si vorrebbe essere nel mondo del Web. Insieme all'ecosistema dei link – verso l’esterno e in ingresso – che si genera intorno a uno specifico sito, il blog è una dichiarazione dettagliata (e indicizzabile) della situazione sociale di un individuo, delle sue relazioni, intessi e storia.
Secondo, una volta che i blog raggiungeranno una massa critica (e io scommetto che questo è già avvenuto, solo che on lo sappiamo ancora), i motori intelligenti saranno in grado di individuare, all'interno di quella massa, modelli che forniranno ulteriori indizi sulla pertinenza e consentiranno di rifinire meglio i risultati.
Battelle J., “Google e gli altri”, Raffaello Cortina Editore, pag. 311
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