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Ma se vogliamo arrivare alla ricerca perfetta, per prima coía dovremmo cominciare con piccoli passi. Partiamo con la ricerca specifica per un certo ambito. Le soluzioni di questo tipo si concentrano su un'area della conoscenza ben delimitata, creando esperienze di ricerca personalizzate che, a causa delle dimensioni ridotte dello specifico ambito e delle chiare relazioni fra i concetti, offrono risultati estremamente rilevanti per gli utenti.
Un buon esempio è GlobalSpec, un motore di ricerca specifico per l'ingegneria che nacque alla metà degli anni Novanta come catalogo online. Il sito fondamentalmente prendeva tutte le informazioni reperibili su catalogo circa le varie componenti ingegneristiche – sensori, trasduttori, accelerometri, e così via – e le riuniva in un enorme database ricco di rimandi incrociati, che poi distribuiva sul Web. L'idea non era particolarmente innovativa: fare soldi mettendo in contatto su Internet i clienti con i fornitori di componenti. Semplice.
Negli anni GlobalSpec ha aggregato attorno a sé una fiorente comunità di oltre un milione di ingegneri che lo usano per trovare le specifiche tecniche o direttamente i vari componenti. E questo da solo è piuttosto curioso (voglio dire, un milione di ingegneri!). Ma all'inizio del 2004 GlobalSpec si rese conto di avere un buon catalogo e un'ampia base utenti e di non essere però in grado di rispondere facilmente a tutte le domande che la comunità dei suoi frequentatori poteva avere: per questo stava perdendo potenziali clienti a favore di motori di ricerca generalisti come Google.
Seguendo la massima secondo cui la ricerca traina il commercio, i dirigenti di GlobalSpec uscirono con un prodotto che chiamarono Engineering Web [il Web dell'ingegneria]. In sostanza, i curatori di GlobalSpec identificarono 100.000 o
più siti molto specializzati che ritenevano potessero contenere informazioni legate all'ambito dell'ingegneria. Poi costruiro no un crawler che indicizzava solo quei siti (e quelli collegati reperiti attraverso l'attività del crawler, ovviamente). Global Spec fece fare un passo ulteriore al suo crawler. Non si limita va ad analizzare il Web di pubblico dominio relativo all'inge gneria; faceva anche emergere alcuni database del Web invisi bile che non si trovavano nei motori di ricerca tradizionali, sii i di brevetti e standard per esempio, preclusi per motivi coni merciali a chi non è registrato.
E voilà: un motore di ricerca che, anche se non perfetto, batte Google su un argomento estremamente specialistico (e certamente limitato).
Visto che si muove in un ambito ristretto, GlobalSpec ptió usare algoritmi relativamente semplici basati su parole chiave per far emergere elenchi di concetti o termini legati alla vostra ricerca. Questo vi consente di rifinire la vostra richiesta in un modo che sarebbe semplicemente impossibile nell'immenso Google. I concetti collegati sono dedotti dai risul taci della vostra richiesta iniziale. Per esempio, se cercate "aerodinamica", otterrete anche ricerche su soggetti attinenti come "aerei, meccanica di volo, aerodinamica degli elicotteri, dinamica computazionale dei fluidi e aerodinamica teorica".
È la tecnica del raggruppamento a grappoli, usata dai principali motori di ricerca come Ask Jeeves, AOL e altri – ma con risultati di gran lunga migliori. Quando vi trovate in una comunità chiusa all'interno di un dominio molto specifico, poti: te eliminare tutto il ciarpame dei falsi positivi che vagano per l'immensità del Web.
Siccome chiunque può usare il servizio – non è riservato agli utenti registrati – GlobalSpec ha creato un portale che veicola traffico e intenzioni d'acquisto o di consultazione verso il suo business originario che è quello legato alla gestione del database, e in tal modo ha costruito nella sfera pubblica un'isola di informazioni sull'ingegneria organizzate con criteri intelligenti.
È probabile che non passiate solitamente molto tempo a paragonare le caratteristiche specifiche degli accelerometri, quindi perché la cosa dovrebbe interessarvi? Secondo me, GlobalSpec indica la via verso la creazione di innumerevoli motori di ricerca verticali molto potenti, limitati come ambito ed esclusivi per natura, che proprio per questo possono offrire strumenti estremamente sofisticati per trovare esattamente ciò che si sta cercando. Il vantaggio commerciale di questo tipo di ricerca è indurre un sempre maggior numero di imprenditori a raffinare porzioni significative del Web aggiungendovi funzionalità di tipo semantico. E quando i confini di questi motori cominceranno a toccarsi, come ninfee su uno stagno, allora potrebbe verificarsi qualcosa di magico.
Ritornando al nostro obiettivo iniziale della ricerca perfetta, immaginate che quasi tutti gli argomenti degni di un qualche interesse da parte di una massa critica di utenti – dall'archeologia alle automobili, dalla zoologia alla musica pop – ricevano un trattamento come quello del motore di ricerca verticale GlobalSpec, o magari generino un ecosistema di blog che svolga egregiamente la stessa funzione. Poi immaginate motori come Google e Yahoo che fanno crawling in ognuno di questi e creano qualcosa di simile a un metamotore di ricerca in grado di lavorare su centinaia di migliaia di siti specifici per certi ambiti. Non è un cambiamento così repentino da immaginare, in fin dei conti. Il modo per arrivare alla ricerca perfetta molto probabilmente passerà attraverso lo sforzo comune di migliaia di piccoli siti che perfezioneranno il proprio specifico ambito.
Ci sono molti segni che indicano questa tendenza. La metaricerca è un settore in forte crescita, soprattutto perché due o tre fasi del lavoro – il crawling e l'indicizzazione – sono già stati fatti da qualcun altro. E sta nascendo, lentamente ma costantemente, un sempre maggior numero di siti specifici per un certo ambito, molti dei quali sono di carattere commerciale.
Battelle J., “Google e gli altri”, Raffaello Cortina Editore, pag. 323
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