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Facciamo un esempio concreto: spesso, controllando le statistiche di accesso relative a un sito, si riscontrano un numero enorme di contatti provenienti da siti pornografici. Questo avviene perché Google attribuisce un ranking dipendente dagli accessi, che a loro volta vengono visualizzati nelle pagine di statistiche pubbliche. Esistono perciò programmi che sfruttano la pervasività di questa logica di connessione e valutazione dei nodi di una rete per innalzare il proprio rank; come spesso accade, i primi sperimentatori sono i siti pornografici (come è stato per le gallerie di immagini su web, o per il commercio online).
In pratica vengono utilizzati alcuni programmi che si occupano di cercare i siti con statistiche di accesso pubbliche; viene quindi effettuato un numero molto elevato di richieste, simulando visite provenienti da un finto link presente in un altro sito, che nella maggior parte dei casi è appunto un sito pornografico. Questo meccanismo di bombardamento fa letteralmente impennare il numero di accessi al sito in questione e di conseguenza le statistiche mostrano incrementi evidenti; in questo modo aumenterà sensibilmente il Google-Ranking del sito e in ultima analisi anche quello del sito pornografico da cui i link sono arrivati: insomma, un guadagno per tutti, almeno a livello di visibilità.
Questo tipo di operazione non è illegale: nessuno vieta di fare richieste a un sito Internet; grazie a questa pratica i siti a statistica pubblica ottengono un ranking più elevato. Inoltre, tale meccanismo ci consente di illustrare come anche la magia tecnologica del ranking di Google, ritenuto oggettivo e veritiero, sia legata ai “bassifondi” della rete niente affatto autorevoli e a pratiche di linking piuttosto equivoche.
Altre pratiche non illegali che sfruttano l’approccio all’indicizzazione di Google sono note come SEO (Search Engine Optimization); si tratta di un insieme di attività svolte per migliorare il posizionamento di un sito web nei risultati della ricerca. L’offerta di un posto di primo piano avviene spesso attraverso e-mail di spam provenienti da indirizzi improbabili, evidentemente tradotte con programmi automatici, che promettono strabilianti risultati:
“Noi registriamo il Suo sito internet in 910 motori di ricerca, registro e catalogo web. Noi portiamo il Suo sito internet sui primi posti di Google e Yahoo! Provateci! Non si corre nessun rischio. Al posto di 349€ soltanto 299€ (costo unico, senza abbonamento).” Ovviamente Google continua a rivendicare la propria trasparenza: “nessuno può garantire che il vostro sito compaia al primo posto nei risultati di Google”.
Ippolita, “Luci e ombre di Google”, Feltrinelli, pag. 95
La posizione di Google sui Seo: http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?hl=it&answer=35291 Per approfondimenti tecnici, rimandiamo alla guida strategica al posizionamento su Google, http://www.googlerank.com , di cui è disponibile anche una versione italiana.
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