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I collegamenti commerciali dunque non sono statici, ma si modificano e accompagnano le ricerche degli utenti; questo è possibile anche grazie ai feed RSS (acronimo di RDF Site Summary, o di Really Simple Syndication), uno dei formati più utilizzati per la distribuzione di contenuti Web, e in virtù delle diverse sorgenti informative digitali (quotidiani, riviste, agenzie di stampa, ecc.) in grado di modificare dinamicamente l’homepage di Google. Infatti Google mette la sua homepage a disposizione degli utenti registrati, rendendola totalmente configurabile grazie all’aggiunta di feed RSS: è così possibile impostare le previsioni del tempo automatiche per le città che si desidera monitorare, oppure scandagliare l’archivio storico delle ricerche effettuate. Si possono organizzare i segnalibri e gli ultimi messaggi di posta ricevuti, ma anche tenere sotto controllo i file del proprio computer senza soluzione di continuità rispetto ai contenuti web, grazie all’applicativo Google desktop.
Il meccanismo di promozione pubblicitaria, i servizi e i sofisticati meccanismi di profilazione dell’utente sembrano costituire un tutt’uno a livello estetico e contenutistico; dal canto loro, i link sponsorizzati sarebbero in questo senso nient’altro che semplici suggerimenti, graficamente compatibili e concettualmente allineati con l’operazione di ricerca che si sta compiendo. L’economia di Google è altamente integrata con l’interfaccia, al punto da poter essere esclusa a livello visivo da chi non ne è interessato e sfruttata da chi invece trova interessante i link e i percorsi commerciali proposti.
Anche Yahoo! e molti altri motori di ricerca e portali mettono a disposizione strumenti analoghi per la personalizzazione della propria homepage; tuttavia la quantità e la qualità delle offerte di Google, al momento, rimane insuperata. Si tratta di configurazioni piuttosto semplici, ma che richiedono in ogni caso una certa dimestichezza con le interfacce web e un po’ di tempo per essere realizzate. In ambito web la soglia di attenzione è notoriamente bassissima, le pagine vengono visualizzate e abbandonate in tempi molto rapidi, dell’ordine di pochi secondi; perciò un utente che investe parecchi minuti, o decine di minuti, opera delle scelte che rivelano molto di sé e delle proprie abitudini di consumatore. Queste informazioni, accuratamente archiviate dalla compagnia di turno (Google o Yahoo! che sia) costituiscono la vera ricchezza prodotta dall’utente stesso, e sono fondamentali per proporre beni e servizi mirati da parte delle aziende sponsor.
La personalizzazione delle pagine rende un sito più amichevole, il sito stesso diventa come uno strumento personale in cui l’utente investe tempo, scegliendo colori, aspetto, contenuti. Un visitatore abituale in grado di configurare la propria pagina iniziale viene cooptato e reso partecipe nella costruzione dell’interfaccia web. Concedere il potere e il controllo su alcune pagine all’utente significa promuoverlo da semplice bersaglio di campagne pubblicitarie a consumatore “intelligente” ed è senz’altro il modo migliore e più sottile per creare fidelizzazione promuovendo l’interazione. SI profilano ambienti dotati di interfacce partecipative e non esclusive per ricevere pubblicità sempre più personalizzate, per entrare tutti insieme nel dorato mondo di Google.
Ippolita, “Luci e ombre di Google”, Feltrinelli, pag. 93
La profilazione è un settore chiave dell'economia della ricerca, in continua espansione, che comprende concetti come: clickstream analysis, Crm (Customer relationship management), data mart, data mining, data warehouse, Olap (On Line Analytical Processing). Per un'introduzione elementare all'argomento, si veda: http://www.diodati.org/scritti/2002/g_stat/stat05.asp . Interessante notare che le tecniche di profilazione dei consumatori derivano in ultima analisi dalle attività di profiling criminale.
Cpm, Cpc ecc.: i modelli di business pubblicitario on line sono sempre più complessi e raffinati. Per una rapida introduzione si veda (in inglese) http://earlystagevc.typepad.com/earlystagevc/2005/081Web_20_needs_bu.html ; in italiano, segnaliamo il blog di Mauro Lupi, di AdMaiora: chi meglio di un pubblicitario può parlare di pubblicità (anche se non certo in maniera critica)?
Ippolita, “Luci e ombre di Google”, Feltrinelli,
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