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Per consentire a Google di conservare il proprio dinamismo, evitare rallentamenti e raggiungere nuovi obiettivi, Larry, Sergey ed Eric avevano suddiviso il lavoro al vertice in un modo che né le loro mansioni né l'inconsueta struttura a triumvirato avrebbero potuto descrivere. Comunicavano costantemente fra loro, ma avevano anche stabilito routine e procedure e definito con chiarezza gli ambiti di responsabilità di ciascuno. Larry e Sergey ricoprivano entrambi la carica di co-presidenti, mentre il badge di Eric lo indicava come chief executive, ma in realtà ciascuno aveva il controllo di determinate aree e condivideva le responsabilità di altre.
Non era la sola cosa che Larry e Sergey condividevano. Avevano in comune l'ufficio all'interno del campus di Google: una sala rettangolare sull'angolo del Building 43, ristrutturato di recente. Lavoravano fianco a fianco sotto lo stesso soffitto, proprio come la schiera di ingegneri informatici e tecnici della compagnia. L'esterno anonimo dell'Office 211 non attirava l'attenzione né su di sé né sui fondatori della società, e trovarlo significava doversi orientare in una specie di dedalo. Capitava che Larry e Sergey utilizzassero contemporaneamente l'ufficio principale, oppure che si spostassero in un ufficio all'aperto sopra il 211, da cui si poteva vedere il viavai dei Googlers e dei visitatori. Eric, quando era appena arrivato, si era trasferito in un ufficio accanto al loro, ma nel nuovo contesto le cose erano cambiate. Quando i Google Boys si erano trasferiti nel nuovo e dinamico edificio che Larry stesso aveva contribuito a progettare, Eric aveva scelto un ufficio proprio di fronte, sull'altro lato della strada, in un palazzo collegato al loro tramite un corridoio sospeso.
David Vise, Mark Malseed, “Google story”, EGEA, pag. 191
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