MOTORI di RICERCA
POSIZIONAMENTO su GOOGLE
Perché il POSIZIONAMENTO
REGISTRAZIONE sui MOTORI
di RICERCA
TECNICHE di INDICIZZAZIONE
COSTI di INSERIMENTO su GOOGLE
CONSULENZE PRIMI su GOOGLE
CORSO PRIMO
su GOOGLE
VIVERE con GOOGLE
ALTRI contenuti culturali NON riguardanti GOOGLE
CONTATTI

Il SEO commerciale: come si fa arrivare il cliente primo su Google

Internet senza Google sarebbe un labirinto: solo i motori di ricerca possono permettere una navigazione ragionata del web. Un sito può esistere anche se Google non lo mette ai primi posti, ma lo vedranno in pochi: i visitatori provengono per il 75 % dai motori di ricerca. Essere presenti con un proprio sito su internet, e non tener conto di Google, significa costruire un insuccesso. Senza la presenza su Google, un sito è come un libro perduto nella biblioteca. Magari esiste, ma non è stato catalogato, e l’utente non lo troverà mai.
È così nata una nuova professione: l’esperto in Seo (Search Engine Optimization: ottimizzazione delle pagine per i motori di ricerca), lo “scalatore di classifiche su Google”, che cerca di condurre gli utenti che stanno cercando quel determinato prodotto verso il sito suo cliente.
Un Seo è un professionista che fa del confronto con Google l’asse del suo lavoro. I testi delle “pagine vincenti” scritte apposta per piacere a Google, sono una forma moderna di pubblicità. Devono essere perfette agli occhi del visitatore umano, ma soprattutto apparire molto pertinenti al robot informatico di Google che stabilisce le classifiche.
La pubblicità prima di Google era come lo sport prima delle Olimpiadi. Tanti gareggiavano, ma non si poteva stabilire chi era il migliore. Allo stesso modo, per la pubblicità, nessuno poteva dire qual era la più bella e/o la più efficace. Non esisteva un criterio oggettivo per stabilire “la pubblicità di successo”.
Ora con Google questo accade, c’è il Giudice Unico dei siti aziendali. O sei 1° o sei 100°: ora lo si sa. Se sei solo al centesimo posto, vuol dire che non stanno funzionando le tecniche che applichi per apparire in alto sul motore di ricerca, significa che il tuo Seo è un incapace.

Abbiamo intervistato Francesco, 50 anni ben portati, un laureato in Filosofia finito a fare l’esperto in “indicizzazione sui motori di ricerca”.
È un insolito mestiere. Francesco ha scoperto come si arriva ai primi posti su Google, e campa su quello. Viene contattato da vari siti, e si fa dire le frasi su cui vogliono vincere. Poi mette on line delle pagine – scritte in bell’italiano – ma che hanno la misteriosa virtù di essere molto apprezzate dai motori di ricerca.
Si aspetta un mese che Google aggiorni le sue classifiche e…
Oplà!
Per quella frase il sito cliente è primo!

Sì, ma Francesco come fa?
Scrive, titola e impagina i testi di un sito scrivendo non per piacere all’”utente umano”, ma per essere apprezzato dai motori. Il visitatore – se la pagina è scritta bene – neppure se ne accorge.
Sentiamo dal nostro esperto Seo come si svolge il suo lavoro:

Perché è importante essere tra i primi indirizzi consigliati da Google?
È dimostrato che il navigatore medio non va mai oltre i primi 20 risultati di ricerca forniti dal motore; piuttosto che andare a vedere le pagine seguenti, l’utente riformulerà la domanda scrivendo altre parole.

È difficile vincere su Google?
Dipende dalle frasi, alcune hanno molta, altre poca concorrenza. La guerra su Google è fatta di battaglie sulle frasi che ci interessano, e ogni frase è un “campo di battaglia”.
Ci sono termini che hanno meno di 10.000 pagine che li contengono (è scritto in Google nelle prime righe: Risultati 01 - 10 su circa TOT pagine per la frase richiesta…), e qui è facile vincere, e scontri dove si hanno come “concorrenti” 100.000 pagine o magari un milione.

Come si vince su Google?
Un equivoco sul “vincere su Google” è che si possa vincere su tutte le parole, mentre lo sforzo va concentrato su un ristretto gruppo di frasi, di due o tre termini. Devono essere quelli che si presume i visitatori cerchino: “vendita orologi”, “orologi antichi”, “orologi donna”, non tralasciando di puntare sulla localizzazione: “vendita orologi Roma”.

Di cosa tiene conto Google quando forma le classifiche?
Il motore si domanda: quali sono le parole più pertinenti di questa pagina? Su cosa è centrata?
Se si vuole vincere in “agriturismo in Corsica con piscina”, le tre parole devono comparire varie volte. Soprattutto devono essere presenti nelle aree della pagina importanti, quali i titoli scritti in caratteri grandi, a cui Google e gli altri motori sono sensibili. Le parole su cui si punta vanno scritte in “grassetto” o “neretto”, cioè in un nero più forte. Google darà un diverso valore di pertinenza a pagine in cui è scritto “Corsica”, rispetto a “Corsica”.
Le parole chiave vanno evidenziate anche nei collegamenti tra le pagine. Va bene un pulsante che usa come parole attive “agriturismo in Corsica”, mentre sarebbe di nessuna utilità per il posizionamento rendere attivi i termini “la nostra offerta turistica”.
Se si mette una foto, non bisogna chiamarla: “01.jpg”, ma: “agriturismo-corsica-piscina.jpg”.
Per Google c’è poi un criterio di “autorevolezza”: il PageRank. È chiaro che – a parità di pertinenza – arriverà primo un sito che esiste da molti anni, o che ha ricevuto link da siti prestigiosi come Wikipedia, rispetto ad uno spazio web appena nato.

Come si ottimizzano le pagine per renderle vincenti?
Creare un sito ben posizionato sui motori significa soddisfare sia i criteri di lettura degli “umani” - le persone che visiteranno le pagine – sia soprattutto il punto di vista del “robot” di Google, che scandaglia il web e redige le classifiche.
Quando il cliente ci indica le frasi su cui vuol vincere, noi consulenti Seo controlliamo su Google quali sono attualmente i primi concorrenti, e valutiamo - con l’occhio allenato dalle nostre abilità specifiche – quanto è facile, su quella frase, battere la concorrenza.

Hai avuto incarichi di promuovere frasi che non avevano un senso commerciale?
Sì, ma ho rifiutato. Ho avuto una volta un potenziale cliente – una società finanziaria che agiva in parallelo alle banche - che produceva carte di credito ci chiese un preventivo per quella frase. Non ci fu possibile arrivare ad un accordo. “Carte di credito” aveva più di 16 milioni di pagine concorrenti, una battaglia impossibile, come un agenzia di viaggi che voglia arrivare prima per “viaggi” o un sito sexy che intenda primeggiare per la sola parola “sesso”. Non si possono fare promozioni sulla parola singola, e anche alcune come “carte di credito”, o “viaggi economici” o “biglietti scontati” hanno un tal numero di pagine che Google stesso ripiega su un sistema in parte casuale, con siti scelti a sorte fra siti molto attendibili.
Se invece le battaglie sono contro cifre di concorrenti con meno zeri – diciamo fino a tre o quattro milioni – ci si può lavorare. A questo punto si concordano le frasi con il cliente, e il consulente inizia a preparare le pagine vincenti, a metterle nella gabbia grafica del sito del cliente, per poi girarle a lui per la messa on line. Se l’azienda non ha un web master interno, il consulente può provvedere direttamente ad aggiornare il sito e ad aggiungere le nuove pagine.

Hai mai posizionato frasi che hanno oltre i dieci milioni di concorrenti?
Di solito lavoro “contro” un numero minore di pagine avversarie. Ho piazzato in buona posizione frasi come “docente di comunicazione” (2.320.000 pagine concorrenti), o “distribuzione cinematografica” (1.160.000 concorrenti). Nel cimento con frasi sopra i 10.000.000 di concorrenti, oppure se mi viene chiesto di combattere per una sola e singola parola, allora prima scompongo il problema. Anche l’utente pigro – e sono tantissimi – che all’inizio usa una sola parola, appena capisce che deve restringere la ricerca, inserirà lui stesso delle specifiche.
È tipico l’esempio delle specifiche territoriali. Nessuno dovrebbe cercare “corsi informatica” e basta. Qualcuno lo farà, magari uno di Bolzano, ma appena vede che la prima classificata è una scuola di Milano, allora specificherà: “corsi informatica Bolzano”. Quindi se il cliente indica frasi obiettivo di una sola parola, tocca al consulente fargli capire che è un obiettivo sprecato. In ogni caso se arrivi tra i primi per “corsi informatica Bolzano”, hai alte probabilità di arrivare tra i primi anche per “corsi informatica” senza specifiche.

Sul tuo sito www.ilpalo.com è scritto: “COMBATTERE PER LA FRASE, NON PER LA SINGOLA PAROLA”. Che vuol dire?
Ci sono frasi con milioni di pagine concorrenti, che crescono ad un ritmo esponenziale.
Nel caso di una parola singola il mercato è incredibilmente affollato. Per il solo termine «formazione», nel Giugno 2004 esistevano su Google 2.820.000 pagine, nel Giugno 2005  erano 4.790.000, ora sono molte di più: 45 milioni.
Con milioni di concorrenti, la battaglia cambia regole. In quanto consulente, garantisco che si arriverà primi su Google solo lavorando su frasi di almeno due parole. La campagna su un singolo termine (es. solo «formazione») è più difficilmente affrontabile.
Una battaglia contro trecentomila pagine è invece una campagna in cui si può trionfare. In genere fino a 2 o 3 milioni si può ancora tentare, il risultato dipenderà anche dalla ricchezza di contenuti e dall’anzianità del sito.

Cosa qualifica una pagina e la rende “vincente”?
È una pagina il cui contenuto si focalizza su un concetto specifico – su una frase come chiave di ricerca - nel tentativo di raggiungere un'alta rilevanza agli occhi del motore di ricerca, e di ottenere, quindi, un buon piazzamento su Google e sui suoi colleghi.
Ogni pagina vincente è ottimizzata secondo la sua frase chiave. Ad esempio se vendo “biciclette da corsa” vorrò avere un posto di rilievo per ricerche del tipo "biciclette da corsa", " biciclette economiche", " biciclette da competizione", "vendita biciclette da corsa", ecc…

Per avere successo dovrò allora predisporre quattro pagine vincenti?
Sbagliato. Te ne servono almeno otto. Il termine "biciclette” è molto spesso scritto “bici”. Allora ti servono le quattro pagine di cui sopra, più: "bici da corsa", " bici economiche", " bici da competizione", "vendita bici da corsa". Per presidiare un complesso di frasi, le devi coprire in tutte le loro sfumature lessicali.

La frequenza delle parole chiave nel testo è un fattore importante?
Certo. Forse è il primo per importanza. La soluzione è infarcire il testo, che si vuole vincente, con molte occorrenze delle parole chiave.
Ad esempio supponiamo di voler fare una pagina vincente per il termine “albergo”. Ipotizziamo di aver trovato un testo di base – da copiare e modificare - sul personale alberghiero, che dice:
« Al sesto livello superappartengono i lavoratori in possesso di adeguate capacità pratiche, che eseguono lavori di normale complessità… »
Questo diventerà:
« Al sesto livello superappartengono i lavoratori d’albergo in possesso di adeguate capacità pratiche, che eseguono in albergo lavori di normale complessità… »
Attenzione a singolare e plurale.
Se quella è la pagina con “alberghi” al plurale, è inutile e controproducente usare la parola al singolare.
Se troviamo scritto:
« Nell’albergo moderno ogni ruolo richiede una specializzazione specifica… »
Noi lo modificheremo in:
« Negli alberghi moderni ogni ruolo richiede una specializzazione specifica. »
Redatta la “pagina base”, si tratta di farne sia la versione singolare che plurale.
Ecco una delle maniere per soddisfare il criterio della “frequenza delle parole”.

Quindi quello che conta è il testo della pagina?
Esatto. I motori di ricerca rilevano il testo presente sulle pagine HTML di un sito. Se un termine ricorre con una frequenza compresa fra il 3 e il 7% delle volte all'interno di una pagina, è ritenuta significativa dai motori e da Google, e verrà considerata una parola chiave nelle ricerche.
Però non tutto il testo presente sulla pagina ha lo stesso valore: i termine che compaiono nella parte superiore saranno ritenuti quelli maggiormente rappresentativi. Lo stesso vale per le parole che presentano un formato maggiore, oltre che per i termini che presentano una frequenza maggiore all'interno della pagina.
È il concetto di “pertinenza”: maggiore è la pertinenza, più in alto si sale nelle classifiche per quella parola.

Quanto costa arrivare “primo su Google”? Che tipo di prezzi fai?
I costi per la mia consulenza su Google sono:
per 20 pagine vincenti su venti frasi = 4000 euro + Iva, più un premio di produzione.
Il saldo del compenso si articola in tre fasi:
2.000 euro come anticipo tramite bonifico bancario, al momento della firma della lettera d’incarico, in modo che il consulente inizi il lavoro di redazione e scrittura delle pagine.
2.000 euro al momento della consegna delle pagine.
200 euro di premio per ogni frase che raggiunge uno dei primi 20 posti su Google, in risposta a una delle venti frasi chiave su cui si è puntato, nei 90 giorni in cui il consulente redige e segue il sito.

Come si articolano i tempi dell’intervento?
Nel giro di un mese vengono scritte le pagine vincenti e messe on line. C'è un periodo d’attesa per dare tempo a Google di aggiornare le sue classifiche. Il periodo varia dai 2/3 mesi per un sito del tutto nuovo, i 30/40 giorni per siti attualmente poco indicizzati dai motori di ricerca, i 15 gg. per siti già molto visionati da Google.
La consulenza ha una durata di 90 giorni dalla firma della lettera d’incarico. In questo periodo io seguo il cliente come consulente fino a portarlo nelle prime posizioni.
La procedura prevede:
entro 20/30 giorni consegna della PRIMA versione;
dopo 20/30 giorni (per permettere a Google di aggiornare le sue classifiche) controllo delle posizioni raggiunte, e messa on line dell’eventuale SECONDA versione rinforzata per le pagine non ancora in classifica;
dopo altri 20/30 giorni (per permettere a Google di aggiornare le classifiche) controllo delle posizioni raggiunte, e messa on line della TERZA versione rinforzata per quelle pagine non ancora in alta classifica;
Questo fino a raggiungere – nell’ambito dei 90 giorni di consulenza – le massime posizioni possibili, onde anche ottenere il relativo premio di produzione.

Cosa influisce sui tuoi preventivi?
Il costo finale dipende dalla quantità di frasi che mi si chiede di far vincere. La quantità tipica è di solito di 20 o 30, ma posso lavorare anche su dieci frasi.
La parte più delicata del rapporto di consulenza riguarda non tanto la quantità, bensì la qualità delle frasi che mi vengono elencate come obiettivo. Bisogna infatti cercare – cliente e consulente insieme – quali sono le frasi degli utenti da intercettare, per quali richieste a Google si vuole essere pertinenti, e quindi su tali combinazioni di parole puntare.
Definite le combinazioni di parole, il problema del cliente diventa il mio. Lavorerò su ognuna delle frasi creando una pagina nuova e a sé stante, tutta puntata su quella combinazione di parole. La “pagina vincente” è scritta in ottimo italiano ed è commercialmente convincente, ma soprattutto viene scritta per piacere a Google.
Le varie pagine da me ottimizzate vengono poi affiancate alle altre già on line del sito, con la stessa grafica e la medesima pulsantiera.
Il lavoro di pressione sui motori di ricerca viene portato avanti per 90 giorni, eventualmente riscrivendo e ottimizzando ancora il testo, finché tutte le frasi concordate non sono nelle prime venti posizioni di Google per quella determinata richiesta.
Essendo interessato – oltre che all’anticipo – al premio di produzione che scatta quando la pagina arriva ai primi posti, diventa un mio problema il rendere ottimizzate le relative pagine fino a farle premiare da Google.

Come si individuano le frasi commercialmente giuste?
Riuscire ad articolare il preventivo determinando le frasi opportune è una delle fatiche del mio lavoro. Sono costretto a compiere prima tutto un lavoro di raccolta e organizzazione di parole e frasi. Il cliente che vuole vedere il suo sito in alto su Google, spesso non si è mai posto il problema di “per quali frasi” voler essere il primo. Per me che ne faccio una professione, questo è invece il quesito chiave, perché “non si può vincere sull’intero vocabolario”.

Il problema della scelta dovrebbe essere lasciato al cliente.
Sì, ma vista la delicatezza della selezione, mi rendo conto che spesso il cliente non ha gli strumenti per impostare il lavoro. Probabilmente non sa come reperire informazioni sulle parole che effettivamente i visitatori cercano su Google, quando vogliono informazioni sul prodotto o il servizio che lui fornisce.
Benché io ancora non sappia se questo accordo di consulenza andrà in porto, sono forzato a svolgere il primo lavoro di analisi lessicale per aiutare il cliente nella sua scelta. Devo supportarlo fornendogli un’indagine semantica e linguistica che, in caso di non accordo, non mi sarà pagata, ma che è mio dovere preparare, proprio per costruire insieme con il cliente un’efficace piano di pressione su frasi commercialmente valide.
Supponiamo che tu gestisca un sito di Storia: su che “seconda parola” devi puntare?

Questo non mi è chiaro. Cos’è la “seconda parola” nelle ricerche?
Ti faccio un esempio. Se l’utente cerca “Storia”, che altra parola ci mette vicino? Ho fatto una ricerca, è “Storia di Roma”. La gente di solito cerca “storia dei Sumeri” o “storia medievale”, non storia e basta.
Altro esempio. Ipotizziamo che il tuo sito venda “viaggi”. Qual è il secondo termine più frequentemente affiancato a “viaggi”? Per tua curiosità: è “Cuba”.
Qualunque sia l’argomento su cui cerchi di vincere, devi far attenzione a qual è il vocabolario dell’utente medio: che parole usa per cercare informazioni su quel tema?
Questa è una difficoltà in più quando cerchiamo di intercettare flussi di curiosità dei navigatori. Dobbiamo scoprire i termini del suo lessico riguardanti quel settore. Ecco allora che il sapere le altre parole usate dalla gente circa un certo argomento, è essenziale nell’indirizzare gli sforzi per arrivare ad essere primi.

Perché pochi siti usano le pagine vincenti?
La domanda è legittima. Se è relativamente chiaro come si costruiscono testi capaci di primeggiare su Google, perché non lo fanno tutti? Perchè ogni sito, fin dalla sua nascita, non viene ottimizzato per i motori di ricerca?
Il segreto è semplice: di solito le web agency - le agenzie di creazione siti - non offrono nel primo contratto con il cliente anche il lavoro specializzato di uno “scalatore di classifiche”.
Immagina la scenetta. C’è un classico cliente “tirchio” e un creatore di spazi web, che cerca di vendere il suo prodotto, pronto a fare il prezzo più basso pur di non perdere l’affare:
“Allora siamo d’accordo” dice il realizzatore del sito al cliente, “le faccio il preventivo per creare il suo spazio web. Quanto crede di poterci investire?”
“Questo” risponde il cliente, “me lo deve dire lei, ma il meno possibile”.
Ecco che il realizzatore di siti diventa obbligato a consegnare il minimo di funzionalità esistenti. Per il prezzo minimo concordato, si deve limitare a creare “pagine”, e non “pagine vincenti”. Senza un lavoro lungo e impegnativo per fare testi da primi posti su Google, il preventivo viene più basso. In quella fase iniziale tra cliente e web agency – quella in cui si deve assolutamente “prendere il cliente” – chi realizza siti chiede il meno possibile.
Al limite, per dare al cliente una minima possibilità di scelta, la web agency presenta due versioni grafiche diverse, ad esempio una con pulsanti viola e l’altra arancione. Così il cliente è felice di poter dire la sua: sceglie circa la grafica, ma non sa nulla sull’ottimizzazione. Un esperto come me, in questa fase, sarebbe una spesa in più. »

Tu quando intervieni?
Il momento in cui mi metto al lavoro io, è di solito successivo. Arriva dopo uno o due anni, quando il cliente ad un tratto si pone la fatidica domanda: “Come mai il mio sito non è ai primi posti su Google per le frasi che mi interessano? Perché non ci viene nessuno?”
Quello è il momento in cui mi viene affidata la consulenza per la pressione sui motori di ricerca.

Però ancora non mi hai spiegato come fai.
Spesso il grafico web non perde tempo ad indicare a Google qual è l’argomento principale delle sue pagine, e invece è proprio questo il segreto. Io aiuto il motore di ricerca a catalogare, dicendogli chiaramente quella pagina di che si occupa, e guarda caso si occupa proprio della frase commerciale che interessa al mio cliente.
È questo che, in gergo, si chiama “ottimizzazione”. Per posizionarsi nei primi posti, bisogna che nel testo della pagina il concetto – la frase-obiettivo - sia dominante, centrale, evidente, in modo che Google capisca che contiene informazioni proprio su quel concetto. Ecco che allora i motori di ricerca ritengono la pagina scritta da me assolutamente pertinente – “pertinenza” è la parola magica del mio mestiere - e quindi opportuno di piazzarmi ai primi posti, quando l’utente domanda la frase chiave su cui si è puntato.
Creare un sito ben posizionato su Google significa esser come "Arlecchino servitore di due padroni". Bisogna soddisfare "uomini” e “robot”. Rispettare sia i “criteri di lettura degli “esseri umani" - le persone che visiteranno le pagine, che le troveranno ben scritte, ragionevolmente lunghe e comunque pertinenti con l’argomento del sito - sia soprattutto il “criterio di giudizio del motore di ricerca”, il punto di vista del "robot" di Google, che scandaglia internet e redige le classifiche.

Che criteri adopera Google?
Il motore di ricerca segue un centinaio di parametri diversi quando elabora la sua classifica e decide il posizionamento. La pagina viene studiata e predisposta dal consulente per essere totalmente pertinente, rispettando il più possibile questi criteri, soprattutto i primi dieci, che sono quelli fondamentali per arrivare ad un buon posizionamento e vincere nell’indicizzazione.

Sì, ma quali sono?
OMISSIS

Salire di posizioni è qualcosa di stabile oppure dopo un po’ si torna giù? Si resta primi per tanto tempo?
Se arrivi tra i primi dieci per quella frase, poi ci rimani per un bel po'. Comunque questo dipende anche dalle frasi, e da quanto è agguerrita la concorrenza. Io stesso ho i miei problemi di posizionamento in quanto consulente. Il mio sito personale con cui trovo i clienti – www.ilpalo.com - deve sempre sforzarsi di arrivare primo in almeno alcune delle frasi che riguardano l’indicizzazione sui motori di ricerca.
Ho scelto, due anni fa, di emergere per la frase a quattro parole:
« arrivare primi su Google »,
e sono rimasto sempre primo in questi ultimi due anni. Oggi sono addirittura sia al primo che al secondo posto contro 430.000 concorrenti.
Sono inoltre quarto per la frase a tre termini:
« primi su Google »
contro 2.630.000 concorrenti.
Infine per la frase:
« primo su Google »
sono terzo, contro 5.860.000 concorrenti, perchè ho preferito puntare sul plurale.

Come mai il plurale?
Esisteva già un sito con la frase al singolare nel nome di dominio - primosugoogle.it - e questo concorrente difficilmente l’avrei potuto battere.

Insomma bisogna piacere al giudice informatico che redige il posizionamento mostrandosi “molto pertinenti”?
Esatto. Questo avviene appunto realizzando "pagina vincenti", pagine create apposta per "risultare massimamente pertinenti" per i motori di ricerca, costruite rispettando le regole del web marketing.
Google segue un centinaio di criteri diversi quando elabora la sua classifica e decide il posizionamento, e la pagina viene studiata e predisposta dal consulente per essere totalmente pertinente, rispettando il più possibile questi criteri, soprattutto i primi 25 che sono quelli fondamentali per arrivare ad un buon posizionamento su Google e sui motori di ricerca.

Quali sono i 25?
OMISSIS

Tu realizzi anche siti?
Volendo. Ma non mi diverto particolarmente a realizzarli, ma a farli vincere.
Ho spesso collaborato con web-agency che facevano l’ossatura e la grafica del sito. Io mi sono limitato – come consulente per l’ottimizzazione – a consegnare il testo impaginato in .htm delle pagine vincenti concordate col cliente, e a dare alcuni consigli sui nomi dei file e cartelle (che rientra nella mia competenza per ottimizzare e far vincere certe pagine).

Come è nata e come hai sviluppato questa abilità sui motori di ricerca, questo potere su Google?
Ho finito il mio primo sito nel 1996, riguardava fumetti e umorismo. Appena terminata di scrivere l’ultima pagina, il mio unico desiderio era che quello spazio web fosse visionato il più possibile. Ambivo alla massima visibilità.
Anni fa, come del resto oggi, lo strumento della visibilità erano i motori di ricerca. Allora – grazie anche all’abilità del nostro webmaster dell’epoca – escogitammo le “trappole”.
Ora ti spiego in che consistevano queste particolari pagine vincenti sui motori di ricerca, ma con un’avvertenza. Il trucco su cui erano basate oggi non funzionerebbe, anzi sarebbe sommamente negativo, caccerebbe via i motori come Google, invece di farsi voler bene da loro.
Dieci anni fa si faceva così. Si scriveva varie volte nella pagina internet: “solo noi abbiamo le foto di Sabrina Ferilli nuda. Vuoi vedere Sabrina Ferilli senza veli, nuda come mamma l’ha fatta? Le foto più audaci di Sabrina Ferilli nuda le abbiamo solo noi”, e via dicendo. L’accortezza era di scriverle in inchiostro bianco su fondo bianco. L’utente umano delle pagine, non vedeva questo testo nascosto. I motori di ricerca invece – che sono settati per leggere tutto il testo a prescindere dai colori dell’inchiostro – quando esploravano le pagine del sito incamerava l’informazione che quella pagina era pertinente per la richiesta “Sabrina Ferilli nuda”, visto che riportava varie volte i termini. Ecco allora che il Google dell’epoca – allora si usava Altavista - metteva le pagine del nostro sito ai primi posti per quella domanda.

Bel trucco!  Utenti che chiedevano al motore “Sabrina Ferilli nuda” ce n’erano tanti?
Arrivavamo ad una media di 2000 visite al giorno. Quando – per esperimento – smontavamo le “trappole” lasciando solo pagine “vere” e non "basate su uno stratagemma", le visite calavano a 40 al giorno.
Però capii che con questo tipo di trucchi non si andava molto lontano. Nel frattempo i motori si erano “fatti furbi”. Ora se si prova un trucco simile, Google ti caccia via dalle classifiche, una scomunica terribile per chi fa di tutto per ottenere la massima visibilità.
Per vincere sui motori di ricerca bisognava escogitare qualcosa di nuovo, un metodo innovativo per affrontare il problema. La chiave era “calarsi nel punto di vista utente”, mettersi nei panni del signor Google, fare di tutto per comprenderlo e accattivarsene la simpatia, senza “giochini”, ma con la massima umiltà. Scendendo al suo livello, aiutandolo nella mission, che è trovare informazioni organizzate e pertinenti.
Visto in quest’ottica, emerge subito un equivoco sul “vincere su Google” .

Quale?
« Non è possibile vincere su tutto ». Lo Zingarelli riporta 180.000 termini della lingua italiana. Un atlante geografico ne aggiunge altri 20.000 (Leningrado, Filippine, Nilo, ecc.) un’enciclopedia altri 70.000 (Garibaldi, Cleopatra, baobab, formichiere, ecc.), i telegiornali altri 30.000 (tsunami, Fassino, Bush, ecc.).
Siamo ad un totale di 400.000 termini, tra cui la parola “agriturismo”.
Se passiamo alla combinazione di due parole – agriturismo Marche – le possibili combinazioni sono 400.000 x 400.000, una cifra talmente alta che occuperebbe troppo spazio.
Quindi vincere su tutte le possibili combinazioni è impresa assurda. Bisogna concentrarsi su un ristretto gruppo di frasi, ognuna di due o tre parole, e solo per queste creare delle pagine vincenti sui motori di ricerca. Delimitato il campo, ecco che diviene possibile vincere, dominare le classifiche puntando a diventare pertinenti per quella combinazione.

Capisco. Bisogna prima compiere un’esplorazione dell’universo semantico del settore a cui si mira.
Concentrarsi su un "sotto-universo" linguistico ristretto, non è un compito facile, ma è comunque impresa stimolante. Obbliga ad immedesimarsi nei propri potenziali utenti. Se un mio potenziale cliente sta cercando informazioni sui “corsi a distanza”, che domande formulerà su Google? Su quali frasi bisognerà creare pagine vincenti sui motori di ricerca?
Se vendo "formazione universitaria a distanza", le frasi potrebbero essere:
“università on line”, “formazione continua”, “formazione a distanza”, “formazione universitaria”, “laurea specialistica”, “università telematica”, “master di specializzazione”, “master di perfezionamento”, “teledidattica”, “formazione post-universitaria”.
Se vendo cucine e fornelli per ristoranti:
“Impianti cucine”, “Cucine grand chef”, “Impianti ristorazione”, “Produzione Cucine”, “Produzione cucine su misura”, “Grandi cucine”, “Grandi impianti cucine”, “Cucine ristoranti”, “Cucine qualità”, “Cucine high tech”, “cucine su misura”.
Se vendo la visione di documentari e di corti online:
“film d’autore”, “cinema indipendente”, “film streaming”, “vendita documentari”, “distribuzione cinematografica”, “distribuzione audiovisivi”, “festival film online”, “festival documentari online”.
Questi sono esempi di come racchiudere in una decina di frasi tutto un obiettivo commerciale, su come concentrarsi per essere visibilissimi, intercettando la domanda di un potenziale utente. Individuare le frasi giuste non è semplice. Eppure è solo su di queste che si combatte per la vittoria, su queste si possono garantire pagine vincenti sui motori di ricerca.

L’analisi del mercato per le frasi commercialmente interessanti è dunque la fase iniziale del tuo lavoro?
Infatti. Il tutto inizia con un’analisi del mercato per le frasi commercialmente interessanti. Questa fase è decisiva. Se si vincerà la battaglia su Google per quella determinata frase, la vittoria riguarderà QUELLA frase e non altre. È necessaria quindi la massima chiarezza per individuare DOVE si vuole vincere.
Lo stesso Google, quando elenca i consigli che fornisce ai creatori di siti, al sesto punto specifica l’importanza delle frasi e delle parole:

  1. Progettate un sito con gerarchia e link testuali comprensibili.
  2. Ogni pagina dovrà essere raggiungibile da almeno un link testuale statico.
  3. Offrite agli utenti una mappa del sito con link che puntino alle sezioni più importanti.
  4. Se la mappa del sito contiene più di 100 link, suddividere la mappa in pagine separate.
  5. Create un sito utile e ricco di informazioni, con pagine che descrivano in modo chiaro e accurato il contenuto del sito.
  1. Pensate alle parole che gli utenti potrebbero digitare per trovare le vostre pagine e accertatevi che siano incluse nel vostro sito.

Il segreto è quindi nell’indicare a Google qual è l’argomento principale delle pagine?
Spesso il grafico web non ha mai perso tempo a focalizzare e ottimizzare le sue pagine. Bisogna che in quei testi lla pagina il concetto sia dominante, centrato, evidente, in modo che Google capisca che è l’argomento della pagina. Il testo vincente contiene informazioni sulla “nozione in esame”, tali che il motore ritenga opportuno l’indicarlo ai primi posti, se l’utente domanda la frase chiave su cui ha puntato.

Ripetimi l’indirizzo del tuo sito.
www.ilpalo.com

 

Appendici

Altre informazioni sul SEO commerciale

 

Si resta primi per tanto tempo? Salire di posizioni è qualcosa di stabile oppure dopo un po’ si torna giù?
 Questo dipende dalle frasi e da quanto è agguerrita la concorrenza.
Tendenzialmente no. Se si arriva tra le prime dieci, poi ci si rimane per un bel po'.
Io che ho scelto, due anni fa, la frase a quattro parole: “arrivare primi su google” 
sono rimasto primo in questi ultimi due anni (oggi che scrivo queste note il 15/10/2007 sono addirittura sia al primo che al secondo posto contro 430.000 concorrenti),
e sono 4° per la frase a tre termini
primi su google 
(contro 2.630.000 concorrenti)
Nel contempo per la frase:
primo su google
sono 3°, (contro 5.860.000 concorrenti)
perchè ho preferito puntare sul plurale, tanto che la mia cartella dedicata a questo, si chiama proprio al plurale:
http://ilpalo.com/primi-su-google/index.htm

Per di più esisteva un sito con la frase al singolare nel nome di dominio primosugoogle.it, e questo concorrente difficilmente l’avrei potuto battere, visto che mi chiamo ilpalo.com.

Il secondo termine nelle ricerche

Nella ricerca di indicazioni da offrirvi, vi segnalo quelle ricavabili dal secondo termine. Cioè: se l’utente cerca “Storia” che altra parola ci mette vicino?
Ho fatto una ricerca e sotto trovate i risultati, magari vi offrono dei suggerimenti. Il più razionale – che ho infatti recepito aggiungendolo al primo elenco che avevo steso – riguarda Storia di Roma. Il difetto delle frasi che vi invio, è che sono tutte senza specifica locale o temporale. La gente di solito cerca “storia dei Sumeri” o “storia medievale”, non storia e basta. Questa è una difficoltà in più quando cerchiamo di intercettare flussi di curiosità dei lettori, decidendo su cosa vogliamo essere primi. In questo senso ho riportato anche Storia, che sono 77 milioni, ma che non affronterò come battaglia, perché non ha senso impostare il lavoro si ottimizzazione per il posizionamento su una parola sola.

Frasi che hanno oltre i  dieci milioni (10.000.000) di concorrenti

Di solito lavoro “contro” un numero minore di concorrenti. Ho piazzato in buona posizione siti per frasi come “docente di comunicazione” (2.320.000 pagine concorrenti), o per “distribuzione cinematografica” (1.160.000 concorrenti). Sarebbe la prima volta che mi cimento con frasi sopra i 10.000.000 di concorrenti. Però… “molti nemici, molto onore”…e poi qualcuno ci si deve cimentare, anche se le tecniche sono più complesse e richiedono un tempo maggiore di interventi.

Affiancarsi agli incaricati del sito aziendale

Io faccio anche siti, ma non mi diverto particolarmente a realizzarli, ma a farli vincere. Ho spesso collaborato con web-agency che facevano l’ossatura e la grafica del sito. Io mi sono limitato – come consulente per l’ottimizzazione – a consegnare il testo impaginato in .htm delle pagine vincenti concordate col cliente, e a dare alcuni consigli sui nomi dei file e cartelle (che rientra nella mia competenza per ottimizzare e far vincere certe pagine).
Vi faccio un esempio.
Un sito funziona lo stesso se la pagina si chiama 1.htm o pippo.htm.
Uno dei segreti per vincere è invece chiamare le pagine con nomi commercialmente utili. In concreto questo è il nome di una delle mie:
http://ilpalo.com/corso-primo-su-google/03-corsi-posizionamento-sito-motori-ricerca.htm
Come potete notare il nome di file contiene termini su cui voglio vincere (in questo caso corsi-posizionamento-sito-motori-ricerca). Quindi quando il vostro progetto diventerà operativo, mi basterà affiancarmi come consulente ai tecnici di vostra fiducia (che ne otterranno – a gratis – alcuni consigli per il posizionamento sul web, che magari gli possono essere utili su altri fronti).

Se avete richieste di chiarimenti oppure informazioni da aggiungere, potete scrivermi:
Francesco Cascioli

Indice delle informazioni su Google e i motori di ricerca

Home page di questa sezione de "Il palo"

Come sono diventato un esperto in Google

"Non essere cattivo" è il motto di Sergey Brin e Larry Page

Come funziona Google

AdSense consente a editori Web grandi e piccoli di accedere alla rete di inserzionisti di Google

Alcuni consigli per usare Google

Azioni di Google di due tipi diversi

Bibliografia su Google: libri sui motori di ricerca il web e internet

Cercando Usher: un esempio di ricerca

Che cosa c'entrano i blog?

Clic e trucchi sulla pubblicità online

Code lunghe nelle reti

Come gli hacker usano Google

Come Google definisce se stesso

Come guadagna Google: Adword e i collegamenti sponsorizzati

Come redigere un elenco di frasi mirate al posizionamento su Google

Confederato e specifico per il dominio: la focalizzazione

Consumo di banda e prime reazioni

Contatti provenienti da siti pornografici

Cosa Google non pubblicizza

Domande frequenti sul posizionamento in Google e nei motori di ricerca

Echelon

Feed RSS (acronimo di RDF Site Summary, o di Really Simple Syndication)

Frasi in cui "Il palo" vince su Google e i motori di ricerca

Free software (sofware libero) e open source (sorgente aperta)

Giornalismo online: analizzare le seconde parole cercate su Google

Giornalismo online: uno studio sui piromani tramite informazioni reperibili sui motori di ricerca

Giornalismo online: usare Google per cercare informazioni, le regole base

Gli algoritmi

Gli altri servizi di Google

Gli uffici dei dirigenti di Google

Gmail usava la tecnologia AdWords per collocare annunci pubblicitari

Google Api, librerie proprietarie

Google aspirante Grande fratello: "personalizzazione di massa"

Google e il porno

Google e la legislazione sui marchi

Google guadagna dalla spesa di migliaia di aziende piccole e medie

Google includeva la nozione di popolarità di un'inserzione pubblicitaria

Google quotato in borsa

Google rischia accuse per la legge antitrust

Google sorpresa a barare dalla parte avversa

GoTo/Overture

I network Peer to peer (p2p) come eMule

I primi motori di ricerca

I risultati delle ricerche gratuite su Google rimangono il luogo migliore per ottenere visibilità

Il "Web invisibile"

Il cuoco di Google: Charlie's Place

Il Danny Sullivan Show

Il pollo fritto di Google

Il principio della "coda di domanda"

Il SEO commerciale avanzato: far comparire siti in testa alla classifica di Google

Il SEO commerciale: come si fa arrivare il cliente primo su Google

Il SEO per le reputazioni: difesa di nome e risonanze online

Il Web semantico?

Immagazzinare in cache

L’ingresso di Google in Cina e i problemi di censura

L’introduzione dei nuovi servizi: "Google immagini", "Google gruppi"

La «frode da clic»: la minaccia più seria per il modello commerciale di Google

La AdWords Connection

La frode di click

La fuga dei cervelli verso Google: il caso Kai-Fu Lee

La gente crede che Google premi i siti più visitati: non è così

La maggior parte degli utenti non si rende conto che Google contiene link pubblicitari

La nascita di Google in un garage

La prima “navigata” di Google

La ricerca ideale

La ricerca inversa

La riservatezza di Google sui suoi fondi e i suoi metodi

La suddivisione di incarichi tra i tre dirigenti di Google

Le aste su AdWord

Le domande della CONSOB americana a Google

Le risorse di gestione e finanziarie di Google in proporzione 70:20:10

L'entrata in Cina

L'immagine è tutto: la "filosofia" di Google

Lo spamming contro i motori per falsarne i risultati

Lo spider non si interessa dei contenuti di una pagina

L'obiettivo di Google di democratizzare l'accesso a dati e informazioni

Otto domande per un giornalista

PageRank vi sta dicendo che se qualcuno punta a voi, è importante

Premi per i programmatori

Quando AdWords debuttò, alla fine del 2000

Ricerca, archiviazione, interrogazione, restituzione dei risultati

Scansire/scannerizzare un libro e trasferirlo su supporto digitale

Sergey Brin non ascolta molta musica

Sviluppo e manutenzione del datacenter

Tutti i profitti venivano dalle persone che cliccavano sui link di testo

Tutti vogliono lavorare a Googleplex

Un mondo di ricerca perfetta

Un piccolo commerciante legato a Google

Un rapido sguardo sul futuro semantico

Uno dei primi esperti di Google: Philipp Lenssen

17 gennaio 2038 La fine del mondo in un biscotto

Google
 
Web www.ilpalo.com