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L’introduzione dei nuovi servizi
Nel 2001 Google lancia "Google immagini", un motore di ricerca per immagini che nel giro di poche settimane diventa una delle fonti principali di produzione grafica fai-da-te e rappresenta uno dei più grandi database di immagini distribuite sul web. Intanto la compagnia acquisisce da Deja.com l'archivio Usenet, ovvero i messaggi dei newsgroup a partire dal 1995, che con oltre seicentocinquanta milioni di post è la "memoria storica" dell'internet ante web, quando i gruppi di discussione erano la linfa vitale della Rete. Nell'aprile 2001 Usenet diventa "Google gruppi", con un'interfaccia piuttosto semplice e accattivante per seguire facilmente complessi argomenti di discussione.
Dal 2001 in avanti i servizi si moltiplicano e migliorano, senza nessuno scopo evidente né ritorni economici immediati, come se Brin e Page si divertissero a mostrare che un datacenter sconfinato è in grado di elaborare quasi qualsiasi sogno tecnologico. L'esempio più eclatante è il potentissimo Google Maps per la Terra, Marte o per la Luna (2005 e 2006), un set di software messo a disposizione gratuitamente per visualizzare con immagini satellitari una piantina dettagliata o almeno una ricostruzione fotografica della superficie dei pianeti. "Google Directory", che presenta i contenuti open directory di Dmoz.com, organizzati da agenti umani con un sistema cooperativo e decentrato di open publishing, è già da tempo consultabile dalla sempre meno graficamente scarna pagina di Google.
Nel 2005 vedono la luce Google News, che mette l'enorme database di informazioni di Google al servizio della produzione giornalistica, e Gmail, che offre un gigabyte di spazio mail per ogni utente. Con un meccanismo a inviti che immediatamente crea una rete di relazioni tutta interna al mondo Google, vengono zittite le proteste circa la privacy della propria casella di posta con un lapidario: “È un buon prodotto, i pregi sono maggiori dei dubbi e il tempo lo proverà". Nessun concorrente è in grado di mettere a disposizione gratuitamente tanto spazio. Con Gmail ogni attore coinvolto è controllato dal punto di vista dell'uso del servizio, dal momento che l'enorme disponibilità di spazio incita a lasciare le proprie mail sui server di Google. Inoltre, poiché la propagazione del servizio avviene mediante inviti, che ogni utente può utilizzare a piacimento, Google ottiene informazioni essenziali sui propri conoscenti e amici: un progetto pervasivo e mirato di data mining, di monitoraggio dei dati.
Si arriva poi al progetto di Google Scholar (Accademia), un motore di ricerca ancora sperimentale, in fase beta (la cosiddetta fase di betatesting), che permette di individuare testi della letteratura accademica quali articoli sottoposti a revisione, tesi di laurea, di dottorato, volumi universitari, preprint, sommari, bibliografie, report, recensioni di tutti i settori della ricerca accademica. Infine Google Library, che ha l'ambizione di mettere a disposizione on line tutti i libri del mondo in formato digitale, stringendo accordi con biblioteche di ogni paese.
Ippolita, “Luci e ombre di Google”, Feltrinelli, pag. 27 |