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Gli studenti di tutte le età sono grandi utenti di Google, benché alcuni insegnanti e professori li incoraggino energicamente a usare motori di ricerca accademici più specializzati oltre alle biblioteche, colloqui a quattrocchi e altri modi tradizionali e sperimentati di ricavare informazioni autorevoli. Docenti e pedagogisti restano divisi sui meriti di Google. Alcuni sostengono che faccia impigrire gli studenti, incoraggi il plagio, e ostacoli il processo di apprendimento con le sue ricerche rapide a portata di clic basate su un'unica fonte, invece dello scavo diligente mosso dal desiderio di conoscere più cose possibili su un argomento. Altri lo elogiano, affermando che la sua facilità d'uso incoraggia la consultazione delle fonti primarie e lo studio a tutte le ore del giorno e della notte. Sostengono, inoltre, che riduca al minimo le differenze tra studenti iscritti a università prestigiose e studenti di piccole università o grandi, tra studenti ricchi e studenti poveri, tra studenti che hanno accesso a biblioteche eccezionali e quelli che non hanno accesso a nessuna bibliotea. In breve, approvano l'obiettivo di Google di democratizzare l'accesso a dati e informazioni, tra cui una quantità crescente di ricerca accademica.
David Vise, Mark Malseed, “Google story”, EGEA, pag. 131 |