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"Ucciderò quel fottuto di Google! Eric Schmidt è un fottuto e lo seppellirò, come ho già fatto" 1: così è esploso nel maggio 2005 Steve Ballmer, amministratore delegato di Microsoft, alla notizia del passaggio a Google di KaiFu Lee, dirigente di punta della casa di Redmond e suo uomo chiave in Cina, colui che aveva realizzato il motore Msn Search per i cento milioni di utenti cinesi. L'invettiva di Ballmer era rivolta evidentemente all'attuale amministratore delegato di Google, ex top manager di Sun Microsystems e di Novell, aziende che Microsoft in passato ha affrontato sia sul mercato sia in aule di tribunale. Kai-Fu Lee è stato nominato responsabile di un laboratorio di ricerca aperto nei dintorni di Shanghai.
Appena appresa la notizia, Microsoft ha immediatamente avviato un procedimento legale nei confronti dell'ex dipendente e soprattutto nei confronti di Google, denunciando Kai-Fu Lee per violazione (grazie all'aiuto determinante del re dei motori di ricerca) di riservatissimi accordi contrattuali stipulati con il colosso di Redmond. In qualità di direttore esecutivo, Kai-Fu Lee conosceva segreti commerciali e industriali e, secondo i legali di Microsoft, non avrebbe esitato a utilizzare tecnologie e know-how socioeconomico per massimizzare i guadagni della società concorrente. L'uomo dello scandalo costa caro, circa due milioni e mezzo di dollari l'anno di "salario" e ventimila azioni dell'azienda. Cifre esorbitanti che danno la misura dell'altissima posta in gioco, non solo nel mercato cinese.
La lunga contesa fra i due colossi si conclude con il patteggiamento di un'intesa bilaterale nel dicembre 2005, appena un mese prima di finire davanti al giudice: un accordo privato del tutto confidenziale. Forse sono state pagate grosse somme di denaro, o forse Microsoft ha obbligato Kai-Fu Lee a non rivelare alcun tipo di segreto.
Ippolita, “Luci e ombre di Google”, Feltrinelli, pag. 39
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