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Entrare a Googleplex è impossibile se non si conosce qualcuno all'interno. Dentro poi è persino vietato fare fotografie, almeno in teoria. Come per difendersi dal mondo esterno, popolato da feroci squali della finanza e malvagi predatori dell'IT che vogliono solo sfruttare il talento dei "Google boys".
Tutti vogliono lavorare a Googleplex. Un elenco ufficioso delle amenità che nasconde è d'obbligo: palestre aziendali, piscina, cibo gratis nei quattro ristoranti (di cui uno vegetariano), drink e snack gratis ovunque (basta con la schiavitù delle macchinette a pagamento, Google paga tutto!); campi da pallavolo, basket e spazi all'aria aperta per fare sport, monopattini a motore per spostarsi tra i vari edifici del campus-azienda. Ma queste sono inezie rispetto all'asilo nido, all'asilo e alle scuole elementari aziendali per i figli dei dipendenti, completamente gratuiti, o allo studio dentistico, ovvero un camion trasformato in studio dentistico mobile: in un paese come gli Usa, in cui l'istruzione e la sanità sono un lusso per pochi, si tratta di opportunità ancora più incredibili.
Le postazioni di lavoro poi sono spettacolari, il sogno di ogni fanatico delle tecnologie digitali: monitor standard da Lcd 21 ", schermi al plasma ovunque, giochi e giocattoli (modelli a grandezza naturale dei personaggi di Star Wars, gadget tecnologici di qualsiasi tipo). Onnipresenti, le lampade-lava dai colori fluorescenti (lavalamp).
Googleplex è un luogo da sogno, immerso nel verde, dove gli orari di lavoro sono flessibili e tutto sembra possibile. In breve, Googleplex diffonde la filosofia e lo stile di vita di Google: c'è naturalmente un negozio dove acquistare tutti i gadget aziendali che si possono immaginare, raggiungibile on line su un sito apposito; la maggior parte è un vero e proprio inno all'inutilità e al superfluo, come ogni gadget che si rispetti, ma tutti sono di sicuro effetto per rendere il senso di appartenenza all'azienda una ragione di orgoglio da rivendicare. La maglietta e il cappellino con il logo dell'azienda per cementare lo spirito di gruppo sono davvero il passato: il presente del condizionamento morbido è Googleplex.
Del resto, non solo Google, ma anche aziende come Apple o Yahoo! offrono ormai da tempo un vero e proprio catalogo di oggetti di consumo, che vanno da linee complete di vestiario a ogni sorta di accessori high-tech, lettori mp3 e chiavi Usb, fino agli oggetti d'arredamento, tutti opportunamente contrassegnati da marchi, loghi, motti aziendali. Il negozio di Google, assai versatile, offre le tutine per i neonati, ma anche Google Mini, il sistema aziendale per indicizzare "come Google" tutti i propri materiali.
Ippolita, “Luci e ombre di Google”, Feltrinelli, pag. 51
Si veda il servizio fotografico del "Time" su Googleplex: http://www.time.com/time/photoessays/2006/inside-google/
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