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Nello sconfinato universo degli utenti di Google esiste una piccola pattuglia di aficionados ed evangelisti che seguono attentamente ogni singola mossa del leader nei motori di ricerca, agendo come una specie di comitato editoriale e camera di consultazione di tutto ciò che riguarda Google. La maggior parte di questi uomini - si tratta quasi esclusivamente di persone di sesso maschile - hanno già un lavoro e non hanno grandi aspirazioni giornalistiche, ma soltanto un profondo interesse per la tecnologia della ricerca online e vogliono un sito web dove poter scambiarsi idee.
Philipp Lenssen, programmatore tedesco di 28 anni, stava trascorrendo una lunga vacanza a Kuching, in Malesia, quando si è intrufolato nel gruppo assortito di Googlewatcher professionisti. Occupato dal «fare piccoli favori agli amici, ma senza una vera occupazione», a causa di problemi con il permesso di lavoro, trascorreva il tempo negli Internet café della Malesia, lavorando a progetti personali e studiando articoli specialistici sui motori di ricerca. Quando cominciò a pubblicare annotazioni riguardanti Google sul suo diario online, o blog - scrivendo il genere di cose che voleva leggere, ma non trovava da nessuna parte - osservò che venivano letti anche da altre persone. Lenssen chiamò il proprio diario «Googlosophy Blogoscoped», un nome alla Monty Python che, a suo parere, ben descriveva il tono pseudoscientifico e scherzoso che voleva assumere. Ma, non volendo entrare in collisione con le politiche di Google di protezione del marchio, che non vedono di buon occhio creazioni autonome di parole derivate da «Google», accorciò il titolo in «Google Blogoscoped». Lo strano nome aiutò il sito di Lenssen a emergere nella folla di blog che spuntavano ogni giorno in ogni parte del web.
Il blog, nome nato dalla contrazione di web log, è un nuovo genere di homepage personale, caratterizzata da annotazioni diaristiche spontanee e cronologicamente ordinate su ogni tipo di argomenti, dal giardinaggio alla politica ai viaggi.
Nella maggior parte dei casi si tratta di passatempi secondari, ma i blog di maggiore successo attraggono un numero importante di lettori ed entrate significative. Esponendo i link pubblicitari dei siti affiliati a Google, i blog popolari guadagnano entrate considerevoli dagli annunci a pagamento specificamente mirati in base al contenuto della pagina.
Quando il traffico del suo blog aumentò, anche Lenssen si buttò nella partita pubblicitaria, aderendo al network di Google e ottenendo autonomamente sponsorizzazioni aggiuntive. All'inizio il flusso di denaro non era che un rivolo; ma, col passare del tempo, i suoi vari siti web hanno cominciato a fare profitti. Eliminando la necessità di personale addetto alle vendite pubblicitarie e il dover fare contratti con un minimo fisso, che tradizionalmente impedivano ai business domestici di uscire dalle mura di casa, Google aveva creato un'economia completamente nuova fatta di piccoli editori indipendenti.
«Sono contento non soltanto per i soldi che mi vengono da Google, ma anche per i link veramente attinenti che riesce a fornire», dice Lenssen. Proprio come le pubblicità di Armani e Donna Karan possono accrescere l'attrattiva delle riviste patinate di moda, i link testuali di Google esaltano - in un modo assai più mirato - il contenuto scarno del suo sito. Le migliaia di persone che leggono Google Blogoscoped provengono da tutte le parti del mondo, dice Lenssen, che carica commenti e analisi personali, notizie, interviste con i protagonisti del settore e, di tanto in tanto, una storia nuova, che viene raccolta da altri blogger. Il suo più grande scoop ha riguardato un dipendente di Google, che venne sommariamente licenziato per avere scritto, in tutta innocenza, di alcune questioni interne sul proprio blog. «Non si è trattato proprio di un Googlegate», dice Lenssen «ma i notiziari mainstream ne hanno parlato, creando un certo scompiglio».
Quando Google lanciò il proprio blog ufficiale, il sito di Lenssen venne inserito, insieme ad altri dodici, in una lista della sezione intitolata What We're Reading. Fu l'incoronazione semiufficiale da parte della società che seguiva religiosamente. Lenssen e gli altri aficionados hanno stuoli di devoti appassionati e una quantità crescente di traffico, e in molti si fanno trascinare dall'onda della Google Economy verso la profittabilità.
David Vise, Mark Malseed, “Google story”, EGEA, pag. 133 |