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L’indicizzazione di un sito su Google

Dopo aver messo on line delle pagine sul proprio sito web, si vorrebbe che il motore di ricerca inserisca immediatamente nel database delle classifiche il sito in questione, ma occorreranno dei tempi tecnici prima che ciò accada.
I tempi di aggiornamento dell’indicizzazione di un sito su Google sono diversi, e possono variare da pochi giorni fino a qualche mese.
Ultimamente, alcuni motori di ricerca hanno allungato di molto i tempi di registrazione. Ciò è dovuto alla crescita esponenziale del numero di pagine web presenti su internet e quindi al crescente numero di richieste di registrazione pervenute quotidianamente al motore di ricerca.
Per essere certo che il tuo sito web abbia avuto la sua registrazione, è meglio fare delle verifiche periodiche di inserimento sul motore di ricerca.
Per controllare se la tua registrazione è avvenuta con successo collegati al Google e prova ad inserire come chiave di ricerca l’indirizzo del sito web, preceduto dalla parola chiave "site:" seguita dall’indirizzo web del sito (ad esempio "site:www.pippo.com").

L’indicizzazione di un sito su Google: i metatag son stati un mito fino al 2000
I metatag son stati un mito fino nel 2000, in cui si pensava che il solo mettere al meglio i 1042 caratteri ammessi in questo campo, avrebbe fatto avere una buona indicizzazione sul motore di ricerca. Poi è arrivato il successo di Google, totale, travolgente, quasi annullante ogni altro motore di ricerca. Oggi chi conosce e chi usa più Lycos, o Altavista? Quasi nessuno. Tutti usano Google, e rapportarsi ai criteri di questo gigante, è diventato la base del lavoro di web marketing e indicizzazione.
Rispetto ai metatag Google è stato subito chiaro: ha dichiarato che nell’indicizzazione non ne tiene conto.
Ecco quindi che sfuma tutto il lavoro fatto su questo fronte. Noi personalmente ormai non controlliamo quasi più che metatag ci sono nelle nostre pagine.
L’epoca dei metatag è finita: prendiamone atto e concentriamoci su altri aspetti dell’indicizzazione sul motore di ricerca.
Google non ne tiene conto, quindi noi sconsigliamo di perderci tempo.

L’indicizzazione di un sito su Google: le tecniche

 

Con il termine ottimizzazione (o search engine optimization, spesso abbreviato con l’acronimo SEO), si indica l’insieme di attività svolte per migliorare il posizionamento di una pagina web nei risultati forniti da un motore di ricerca.

L’attività di ottimizzazione di un sito Web viene espletata su tutti gli elementi che lo compongono: dominio, layout, grafica, contenuti, tecnologie di interazione. In siti di dimensioni elevate o particolarmente complessi, infatti, la figura del SEO resta in stretto contatto con il team di lavoro necessitando, a seconda degli elementi trattati, di specifiche professionalità che difficilmente possono ricadere in una singola persona.

L’indicizzazione del Web prima di Google

I primi motori di ricerca facevano riferimento alle keyword ("parole chiave") inserite dagli stessi creatori di siti web all’interno delle loro pagine, attraverso i tag META. In un mondo ideale questo approccio sarebbe stato abbastanza funzionale, ma ben presto i siti più smaliziati cominciarono a dichiarare nelle loro pagine decine di parole chiave, rendendo di fatto nulla l’utilità di questo strumento (prevista, peraltro, nelle stesse specifiche di HTML). Contemporaneamente, i motori di ricerca più in voga (uno dei più utilizzati al tempo era Altavista) iniziarono a vendere le posizioni alte dei loro risultati di ricerca, mischiando, nella presentazione dei risultati, siti rispondenti ai criteri di ricerca con clienti rispondenti a criteri commerciali. Questa situazione non molto rosea preparò il terreno per l’avvento di Google.

Google introdusse un elemento di novità nell’approccio al problema dell’indicizzazione del web, il PageRank, algoritmo di valutazione della rilevanza di una pagina basato su concetti matematici che l’inventore di Ethernet, Bob Metcalfe, sintetizzò con il termine network effect: una rete è tanto più utile quanto più elevato è il numero dei suoi utenti.
Per quanto riguarda il markup, è buona pratica:
Usare un markup HTML il più possibile attinente alla struttura dei contenuti presentati (semantico) e verificare sempre che il codice delle pagine sia formalmente valido[1]. Può essere utile confrontarsi con le specifiche WCAG[2] per rendere i contenuti meglio "accessibili" anche per i crawler;
Differenziare opportunamente i titoli delle varie pagine di un sito, renderli chiari, consistenti e coerenti con il contenuto della pagina: dovrebbero contenere le keyword di maggior peso;
Evitare di inviare informazioni incontrollate o inutili (potenzialmente dannose) tramite tag <meta>: i browser le ignorano, i crawler no;
Strutturare il codice delle pagine in modo che i contenuti importanti si trovino il più possibile vicini all’inizio del markup;
Evitare l’utilizzo di JavaScript per gestire la navigazione, perché il crawler non interpreta gli script e non seguirà questi collegamenti. Usare invece collegamenti standard inserendo tag <a> con l’attributo href. I browser delle ultime generazioni non avranno problemi a gestire link contenenti sia un indirizzo in href che una chiamata JavaScript in un gestore di evento onClick: se quest’ultima è ritenuta indispensabile, è possibile inserirla ed essa verrà eseguita prima del collegamento vero e proprio. È importante ricordarsi di inserire comunque anche il collegamento tramite l’attributo href, a beneficio di browser non standard, browser accessibili, e crawler.

Riguardo alla gestione del server e degli URL, invece, è opportuno:
Possibilmente, costruire anche l’URL della pagina in modo che contenga le keyword più probabili, ovvero che sia descrittivo e possibilmente somigliante al titolo della pagina stessa;
Evitare se possibile l’invio di parametri per un’eventuale applicazione lato server tramite l’inserimento di una stringa di query nell’URL della pagina, ossia la presenza di coppie parametro=valore dopo un punto di domanda, dopo l’indirizzo della pagina (http://www.sito.it/percorso/pagina?parametri=valori). Alcuni motori di ricerca scaricheranno e indicizzeranno solo la pagina base, con l’indirizzo senza query (non così Google, che indicizzerà l’URL completo);
inoltre, se la query string contiene informazioni specifiche sulla sessione (che cambiano per ogni visitatore) nemmeno Google ottiene un URL univoco per la pagina, e può trarne le più disparate conclusioni negative. Per questo tipo di informazioni è opportuno usare i cookie[4];
Evitare l’utilizzo di redirect non standard (attraverso tag <meta http-equiv="refresh">), perché il motore di ricerca non li seguirà. Attuare invece ogni redirezione con una risposta HTTP di redirection (codici 3xx);
Evitare assolutamente di servire contenuti differenziati ai crawler tentando di riconoscerne la stringa di User-Agent sul lato server. È una pratica dannosa che espone al rischio concreto di cancellazione dagli indici dei motori.

L’indicizzazione di un sito su Google e il PageRank

PageRank è un termine ormai entrato di diritto nel lessico dei fruitori dei servizi offerti dal motore di ricerca Google.

Letteralmente traducibile come rango di una pagina web, il pagerank è facilmente riconducibile al concetto di popolarità tipico delle relazioni sociali umane, ed indica, o si ripromette di indicare, le pagine o i siti di maggiore rilevanza in relazione ai termini ricercati. Gli algoritmi che rendono possibile l’indicizzazione da parte di Google del materiale presente in rete utilizzano anche il grado di popolarità di una pagina web per definirne la posizione nei risultati di ricerca.

È bene tenere presente che il pagerank ha una valenza democratica nella quale il diritto al voto è permesso dalla semplice pubblicazione di una pagina web, e il voto viene espresso attraverso i collegamenti presenti nella suddetta pagina. Maggiore sarà il grado di popolarità di un sito, maggiore risulterà essere il valore dei voti (link) che quello stesso sito può esprimere.

L’interpretazione e la definizione della popolarità di un sito non sono però legate soltanto a queste votazioni democratiche, ma tengono presente anche della pertinenza del contenuto di una pagina, nonché delle pagine correlate, con i termini ed i criteri della ricerca effettuata. Questo permette, o perlomeno ha lo scopo, di attuare un controllo incrociato che garantisca la validità dei risultati di ricerca.

Influenza del PageRank nell’indicizzazione di un sito su Google

Basato sullo specifico carattere "democratico" del Web, PageRank sfrutta la vastissima rete di collegamenti associati alle singole pagine per determinarne il valore. In pratica, Google interpreta un collegamento dalla pagina A alla pagina B come un "voto" espresso dalla prima in merito alla seconda. Tuttavia, non si limita a calcolare il numero di voti, o collegamenti, assegnati a una pagina. Oltre a effettuare questo calcolo, Google prende in esame la pagina che ha assegnato il voto. I voti espressi da pagine "importanti" hanno più rilevanza e quindi contribuiscono a rendere "importanti" anche le pagine collegate.

PageRank assegna ai siti Web importanti e di alta qualità un "voto" più elevato di cui Google tiene conto ogni volta che esegue una ricerca. È evidente che oltre ad essere importanti, le pagine devono corrispondere ai termini ricercati. Quindi, Google integra PageRank con sofisticate procedure di ricerca testo per trovare le pagine che sono rilevanti e rispondono ai criteri di ricerca indicati. Google non si limita solo ad esaminare il numero di volte in cui una parola specifica è presente nella pagina, ma esamina tutti gli aspetti del contenuto della pagina (e dei contenuti delle pagine correlate ad essa) per stabilire se risponde o meno ai criteri di ricerca indicati.
L’indicizzazione di un sito su Google e i complessi metodi di ricerca automatici sono studiati per limitare al minimo le interferenze degli utenti. Sebbene vengano visualizzati annunci pubblicitari accanto ad alcuni dei risultati più rilevanti, Google non vende spazi pubblicitari all’interno dei risultati (cioè i clienti non possono acquistare un PageRank superiore). Le funzioni di ricerca di Google offrono un sistema semplice, onesto ed obiettivo per trovare siti Web di alta qualità contenenti dati rispondenti a quelli ricercati.

Perché curare l’indicizzazione di un sito su Google

Perché Google trova i risultati desiderati prima e più velocemente di altri motori di ricerca. Per sfruttare l’enorme quantità dei dati disponibili sul Web è necessario poter contare su un servizio di ricerca di ottima qualità capace di fornire dati accessibili e utili. Senza uno strumento di ricerca potente, trovare un sito Web specifico potrebbe essere difficile se non addirittura impossibile.
Google è stato progettato per mettere ordine nel caos delle informazioni. Proprio quello che ci aspetta da un servizio di ricerca, che non deve limitarsi a fornire un elenco pre-compilato ma ristretto di risultati da offrire al miglior offerente, ma un sistema logico che consenta di organizzare il Web a seconda delle proprie esigenze.
L’indice di Google, che comprende miliardi di URL, è unico nel suo genere e rappresenta la raccolta più completa di tutte le pagine più utili disponibili sul Web.
Google visualizza solo i risultati che corrispondono a tutti i termini ricercati, contenuti sia nel testo della pagina o nei collegamenti associati alla stessa, per evitare di perdere tempo con risultati che non hanno niente a che vedere con la ricerca stessa.
Oltre a restituire risultati contenenti tutti i termini ricercati, Google analizza la vicinanza di tali termini all’interno di una pagina. A differenza di altri motori di ricerca, Google assegna una priorità ai risultati a seconda della "vicinanza" dei termini ricercati. In altre parole, Google dà la precedenza alle parole vicine, in modo da evitare che l’utente perda tempo a ricercarle singolarmente tra i risultati.
Anziché visualizzare sintesi predefinite delle pagine Web, Google estrapola il testo che corrisponde alla ricerca visualizzandolo insieme ai risultati della ricerca stessa. Questa funzione consente di risparmiare tempo ed evita la necessità di aprire pagine Web irrilevanti.

L’azienda

Google è stato creato nel 1998 da Larry Page e Sergey Brin, allora studenti dell’Università di Stanford, dopo aver sviluppato la teoria secondo cui un motore di ricerca basato sull’analisi matematica delle relazioni tra siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate precedentemente. Convinti che le pagine citate con un maggior numero di link fossero le più importanti e meritevoli (Teoria delle Reti), decisero di approfondire la loro teoria all’interno dei loro studi e posero le basi per il loro motore di ricerca. Fondarono l’azienda nel settembre del 1998.
L’azienda, che ha il proprio quartier generale a Mountain View in California, nel cosiddetto Googleplex, è al momento gestita con capitali privati, i maggiori detentori di quote sono Kleiner Perkins Caufield & Byers and Sequoia Capital. Nell’ottobre 2003, discutendo una possibile offerta pubblica iniziale la società fu contattata da Microsoft a proposito di un possibile accordo o di una fusione; Google rifiutò l’offerta. Nel gennaio 2004 è stata annunciata l’assunzione di Morgan Stanley e Goldman Sachs Group per organizzare l’offerta pubblica iniziale, che potrebbe raggiungere i 4 miliardi di dollari americani, dando a Google un capitale di mercato di 12 miliardi di dollari, secondo un banchiere coinvolto nella transazione.
Il 9 marzo 2006, Google ha acquistato dalla compagnia Upstartle Writely un word processor utilizzabile tramite Browser, che permette il salvataggio dei files prodotti in formati assai diffusi, permettendo una facile interoperabilità con vari Software di produttività personale. Infine, il 9 ottobre 2006, Google ha rilevato il portale per video amatoriali YouTube, vero fenomeno di massa tra i giovani per la facilità di condivisione di video amatoriali con circa 20 milioni di visitatori al mese, per l’astronomica cifra di 1,65 miliardi di dollari.

Ottimizzazione dei motori di ricerca. L’indicizzazione di un sito su Google

Da quando Google è diventato uno dei motori di ricerca più popolari, molti webmaster hanno cominciato a seguire e cercare di spiegare i cambiamenti nel posizionamento (rank) del loro sito.

Una nuova categoria professionale è nata per assistere i webmaster e le aziende nel migliorare la posizione dei loro siti nei risultati delle ricerche su Google, così come su altri motori di ricerca. Questi consulenti si occupano di un’attività chiamata "ottimizzazione per i motori di ricerca" (dall’acronimo statunitense SEO: Search Engine Optimization) che si propone di creare pagine e siti che rispettino le regole (i "gusti") dei motori di ricerca riuscendo a migliorare la propria posizione nei risultati delle ricerche.

Sul web si possono trovare discussioni su forum o siti che fanno riferimento a fenomeni come la Google dance. Si riferisce a un fenomeno, ora non più presente, che si verificava in un periodo di pochi giorni (circa ogni mese) in cui Google aggiornava il suo database e di conseguenza i risultati delle ricerche. Fra una dance e l’altra i risultati rimanevano inalterati. Il termine dance si riferiva al fatto che per alcuni giorni i risultati delle ricerche variavano (danzavano quindi) continuamente prima di assestarsi. Nell’estate del 2003 Google ha cambiato le sue abitudini di catalogazione limitando gli effetti della "danza": ora i risultati delle ricerche variano in modo dinamico e continuativo senza nessuno stravolgimento periodico.

Una delle sfide più importanti di Google, ora che il motore è diventato popolare tra gli utenti del web, è impedire che soggetti spregiudicati riescano a forzare le debolezze dell’algoritmo per sovvertire i risultati delle ricerche a loro vantaggio. Molti consulenti di ottimizzazione scarsamente professionali hanno utilizzato tecniche artificiose e dannose per influire sul posizionamento dei siti di alcuni loro clienti. Google è riuscito a limitare molti di questi tentativi raffinando il proprio algoritmo per individuare i siti che realizzano abusi e limitarne la rilevanza nei risultati (o addirittura rimuovere questi siti dai suoi archivi). Un corretto posizionamento fra i risultati di Google può portare a ritorni economici elevati, soprattutto per i siti di e-commerce. La scelta di un consulente serio è spesso strategica per la sopravvivenza o il successo di un sito. Per questi motivi, Google ha pubblicato un insieme di linee guida per aiutare i proprietari di siti a capire come individuare i consulenti professionali e come evitare truffe e raggiri da parte di operatori scorretti.

Il più brutto nome di pulsante mai inventato

Questo spiacevole record tocca a Google, un sito per altri aspetti di una chiarezza esemplare.
Stiamo parlando del misterioso “mi sento fortunato”; perché ci sembra tanto brutto?
Intanto perché non è chiaro: fortunato in cosa? Che c’è sotto?
Internet è anche il regno del business spietato: la gente diffida - ed a ragione - di tutto ciò che non capisce. Un pulsante con un’etichetta (così si chiamano le parole che contraddistinguono un pulsante) ambigua, che puzza di imbroglio, che evoca concorsi a premi a cui non si è mai partecipato, invoglia solo a diffidare. Il risultato è che pochissimi l’hanno mai cliccato. La sua vera funzione è semplice: il percorso dell’utente su Google è formato da quattro passaggi:

  1. si scrive la domanda
  2. si clicca trova
  3. si ottengono 10 indirizzi con una breve descrizione
  4. si solito si clicca sul primo risultato, tornando indietro a vedere il secondo se il primo non soddisfa la nostra curiosità.

Se si clicca “mi sento fortunato” il pulsante Google salterà la fase dei dieci indirizzi suggeriti e il Motore aprirà direttamente il primo degli indirizzi che sta per suggerire. È una funzione per certi aspetti anche utile; se si sta cercando “orario treni”, probabilmente il primo indirizzo suggerito è già quello buono. Di certo però una funzione titolata “mi sento fortunato” è quanto di più scostante e confuso si potesse inventare, ed ecco che una “etichetta” errata può nascondere un aspetto di internet invece che invogliare a utilizzarlo.

 

Obiettivi misurabili in posizionamento e indicizzazione

A differenza delle pubblicità tradizionali, il posizionamento su Google e sui motori di ricerca è valutabile quantitativamente. O sei nei primi venti indirizzi, o NON ci sei.
Non è un intervento di pura promozione istituzionale o estetica. Non è un “bel depliant”, di cui non si può verificare a chi veramente piace. L’indicizzazione e l’inserimento su Google e sui motori di ricerca, produce numeri, incrementi statistici, posizioni in classifiche. Deve produrre effetti già 30 giorni dopo la messa on line delle nuove pagine.
Le frasi obiettivo della pressione su Google
Le campagne di pressione su Google e sui motori di ricerca sono univoche e basate su una singola frase in cui si vuole primeggiare. Ogni ulteriore gruppo di parole, richiede un suo intervento specifico.
Ecco dunque degli obiettivi quantificabili!

Il principale è:
Diventare uno dei primi 20 siti offerti da Google in risposta per le frasi/domande concordate.
Le pagine per vincere su Google saranno scritte dal consulente, approvate nei contenuti dalla direzione dell’azienda, e poi messe on line per la pubblicazione su Internet dal vostro webmaster (chi si occupa di gestire il vostro sito) o dai consulenti di web marketing.
L’incremento viene raggiunto entro 90 giorni dalla messa on line su internet delle nuove pagine.
I costi. Il prezzo della consulenza per ottenere un’alta indicizzazione sui motori di ricerca è visionabile su questa pagina dedicata ai consulenza per ottenere un alto posizionamento su Google.

Scriveteci e vi forniremo: risposte, preventivi, utili consigli. Un parere di un esperto nel posizionamento su Google è sempre utile.

Strumenti Google (in ordine alfabetico)

Per approfondire, vedi la voce Lista dei servizi e degli strumenti Google.

(Google) Blogger
Google Calendar
Google Code Search
Google Desktop search
Google Earth
(Google) Froogle
Google Labs
Google Libri
Google Maps
Google Adsense
Google Mars
Google Moon
Google Notebook
Google Pack
Google Pages
(Google) Picasa
Google Reader
Google Scholar (Ricerca tra pubblicazioni accademiche e scientifiche - solo in inglese)
Google SketchUp
Google Suggest
Google Talk
Google Toolbar
Google Toolbar per Mozilla (non ufficiale)
Google Video
Google Web Toolkit (in inglese)

Libri
"Google Hacks" di "O’Reilly & Associates" è un libro che contiene consigli su come usare Google al meglio.
"Google Hacks,Second Edition - Tips & Tools for Smarter Searching" Seconda Edizione.
"Google Story" di D. Vise, M. Malseed, ed. Egea
Google e gli altri - Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole del business di John Battelle

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