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Il miele italiano

L’Apicoltura nella campagna di Roma

Vendita di miele

Il miele d’acacia

L’apicoltura, branca dell’agricoltura, è l’allevamento di api da parte dell’uomo, allo scopo di utilizzare il miele e i prodotti dell’alveare (si intende per alveare un’arnia popolata da una famiglia di api).
Le arnie "razionali" sono quindi le strutture modulari dove l’apicoltore ricovera le api e strutturate con favi mobili. Le arnie più primitive non avevano favi mobili ed erano dette bugno o "bugno villico". Il mestiere dell’apicoltore consiste sostanzialmente nel procurare alle api ricovero e cure, e vegliare sul loro sviluppo; in cambio egli raccoglie una quota discreta del loro prodotto, consistente in: miele, polline, cera, pappa reale, propoli.
Praticata in tutti i continenti, esercitata nelle zone della campagna intorno a Roma da 3000 anni, questa attività varia a seconda delle varietà delle api, del clima e del livello di sviluppo economico dell’agricoltore, e in essa pratiche ancestrali come l’affumicamento si mischiano a metodi moderni come l’inseminazione artificiale delle regine.

La pappa reale

Il miele biologico

Attrezzatura apistica

Arnie e api

L’apicoltura a Roma

Famiglie delle api

Corsi di apicultura a Roma

Tra le varie forme di allevamento, l’apicoltura è tra quelle che richiedono maggior passione e vocazione, trattandosi di un’attività che può certo essere razionalizzata, ma in nessun caso industrializzata. L’apicoltura può essere assai significativa anche ai fini del controllo ambientale, essendo l’ape un animale molto sensibile alla qualità dell’ambiente in cui vive, e inoltre, per la natura stessa della sua attività, una sorta di "campionatore biologico" assai funzionale, almeno d’estate, in quanto le api, nella loro attività di bottinamento, ispezionano una vasta area attorno all’alveare, venendo a contatto con suolo, vegetazione, aria e acqua della zona in cui vivono. La zona - nel caso dell’apicoltura Spiccalunto - è l’incantevole campagna della provincia di Roma. Inoltre il corpo, rivestito di peli, è particolarmente adatto per trattenere i materiali e le sostanze con cui viene a contatto. L’apicoltore è il primo a constatare il problemi delle sue colonie, e spesso interviene per allertare i poteri o l’opinione pubblica sulla presenza nell’ambiente di inquinanti pericolosi: in Europa, alcuni prodotti fitosanitari sono stati proibiti proprio grazie all’intervento degli apicoltori.

L’arte dell’apicoltura
La gestione di un alveare consiste soprattutto nel sorvegliarne lo sviluppo in funzione del periodo e delle condizioni ambientali. Una colonia di api è costituita da un’unica regina, da molte operaie (femmine), da fuchi (maschi) e dalla covata (larve). Un alveare è composto da un’unica colonia o famiglia. Per riprodursi e sopravvivere, una colonia di api cerca di accumulare il massimo possibile di provviste durante la buona stagione, per poter passare l’inverno. La popolazione della colonia varia secondo le stagioni. È molto grande nei periodi in cui le risorse naturali sono abbondanti (da 30.000 a 70.000 individui), allo scopo di fare la maggiore raccolta possibile. D’inverno si riduce fino a scendere attorno ai 6.000 individui, per ridurre al minimo indispensabile il consumo delle provviste. La popolazione non può tuttavia scendere oltre un certo limite, giacché è quella che dovrà rilanciare la colonia in primavera.

Apicoltura a Roma. La sciamatura artificiale
Una colonia che perde la propria regina non può sopravvivere, senza l’individuo che depone le uova ed assicura la sopravvivenza del gruppo. Le operaie se ne rendono conto in un paio di giorni. Scelgono allora delle cellette che contengono uova prodotte da meno di 3 giorni ed allevano le larve che esse contengono esclusivamente a base di pappa reale.Per moltiplicare la colonia, quindi, gli apicultori - come l’azienda Spiccalunto che opera in provincia di Roma - prelevano in un alveare popoloso dei favi con cellette contenenti uova di meno di 3 giorni, che sono coperti di operaie, e li trasferiscono un un nuovo alveare con favi ricchi di provviste. Se tutto va bene, due settimane più tardi nasce una nuova regina.

L’organizzazione delle api è incredibilmente efficace
L’osservazione di molti fatti e fenomeni legati alla vita delle api mostra che la loro organizzazione obbedisce a principi fortemente economici, che sarebbero certo giudicati come completamente totalitari, se applicati a società umane. Alcuni esempi:
* le operaie sono interamente al servizio della comunità, e muoiono normalmente sul lavoro;
* lo stesso accade per i maschi, il cui ruolo è strettamente ed esclusivamente legato alla riproduzione.
* i guardiani dell’alveare non esitano a sacrificarsi attaccando nemici più forti di loro; e muoiono quando pungono, non potendo sopravvivere alla perdita del dardo.
* nella bella stagione, la regina depone uova ininterrottamente, da 1500 a 3000 al giorno.
* una giovane regina appena uscita dalla celletta uccide immediatamente le sorelle più giovani, giacchè l’alveare non può permettersi di nutrire più di una colonia per volta.
* quando una nuova regina esce dall’uovo, è la vecchia che, con le operaie che l’accompagnano, si assume tutti i rischi lasciando l’alveare, dato che la sciamatura avviene senza alcuna garanzia di trovare un nuovo posto adatto.
* ogni individuo improduttivo è ucciso, senza esitazioni: anche le larve sono espulse dall’alveare se, dopo un episodio di primavera precoce che ha incoraggiato le vecchie operaie sopravvissute all’inverno ad avviare la nuova cova, sopravviene un ritorno di freddo che brucia la vitalità delle nuove larve.
* le operaie smettono di nutrire i maschi, la cui utilità come riproduttori è finita, quando la stagione è troppo avanzata, e ciò compromette le possibilità di sopravvivenza di una colonia che, perdendo la propria regina, dovrebbe allevarne immediatamente una nuova (il che richiederebbe 16 giorni di allevamento, poi il tempo di fecondazione, prima di poter avviare la successiva covata e l’allevamento di nuove generazioni di operaie destinate a proteggere la regina durante l’inverno imminente).
* la forma esagonale della sezione delle celle ottimizza la quantità di cera necessaria a costruirne le pareti. Le colonie più prospere si riproducono per sciamatura All’inizio della primavera vengono prodotte alcune cellette reali. Una settimana circa prima della nascita delle nuove regine, la vecchia lascia l’alveare con circa la metà di tutte le operaie per formare uno sciame; al momento della partenza, tutte le operaie si riempiono il sacco melario di provviste sufficienti per 48 ore: per questo periodo le api non possono pungere e quindi un nuovo sciame è per alcune ore inoffensivo. Questo sciame parte alla ricerca di un riparo: può essergli fornito dall’apicultore, che lo cattura e lo sistema in un nuovo alveare, oppure esso si inselvatichisce e trova riparo in un albero cavo, in un buco, in un camino in disuso o addirittura dietro un’imposta. Una colonia può produrre, tra l’inizio della primavera e l’inizio dell’estate, fino a tre sciami, che sono detti primario, secondario e terziario. Uno sciame secondario ha una regina giovane e può volare a chilometri di distanza, a differenza dello sciame primario.

L’allevamento delle api: le tecniche dell’apicoltura
Nella storia dell’apicoltura, particolare importanza riveste l’arnia in cesta di paglia o di vimini, che veniva impermeabilizzata con una copertura in creta o in creta e sterco. In questo caso si richiama l’attenzione sull’uso greco di porre i cesti rovesciati verso l’alto con una serie di legnetti ed una copertura di pietra o di corteccia. In tale caso i favi venivano spesso costruiti dalle api appesi ai legni mobili posti superiormente e la sfasatura delle pareti, analoga a quella naturale dei favi, non provocava la saldatura alle pareti tipica altrimenti di questi "bugni villici": erano le antesignane delle arnie moderne a favi mobili. Si afferma poi sicuramente un tipo di arnia o "bugno villico", costituito da quattro assi poste a formare un parallelepipedo vagamente piramidale con un imbocco leggermente più piccolo rispetto alla parte terminale. Quest’ultima veniva chiusa da uno sportellino rimovibile. L’origine di tali ricoveri per le api si perde nei secoli e il loro utilizzo, in maniera quasi immutata, è continuato fino a qualche decina di anni fa. L’uso e l’allevamento delle api è comune a molte culture: da quella egizia, che li ha effigiati nelle decorazioni tombali, a quella greca e di Roma antica, che inseriva con sapienza il miele nella propria alimentazione, codificandone l’uso gastronomico. Virgilio, nelle "Georgiche" descrive le tecniche apistiche. Il miele è poi citato anche nelle religioni ebraiche e musulmane dove "fiumi di latte e miele ristoreranno i guerrieri morti valorosamente per la fede".
Nel 1800, in tutto il mondo, il settore apistico registra un fermento nuovo, una storica rivoluzione. L’arnia in paglia con favi mobili di tipo greco aveva ispirato nel corso dei secoli alcuni sviluppi verso l’arnia razionale, ma si erano tutti arenati. Nel 1851 Langstroth fa proprie alcune esperienze precedenti ed inventa il favo mobile. Apre una strada. E’ tutto un pullulare di invenzioni, molte delle quali abortiscono o non vengono raccolte, ma altre determinano in pochi anni un’autentica rivoluzione, che porta all’arnia moderna. A differenza dell’arnia di antica concezione, la nuova struttura è costituita da un modulo base contenente favi mobili e un sistema modulare di melari, contenenti favetti, sempre mobili, per il periodo di raccolto. Ma le invenzioni non si limitano alle arnie: nel 1857 sono i fogli cerei, e nel 1865 lo smielatore centrifugo. Nasce la moderna apicoltura. Ci vorrà quasi un secolo però per soppiantare completamente i bugni villici e l’apicoltura di tipo più tradizionale.

Oltre settant’anni di attività, centinaia di clienti in tutt’Italia, passione e cura nell’allevamento delle api e nella produzione di tutti i prodotti dell’alveare.
Queste sono le caratteristiche che contraddistinguono Apicoltura Spiccalunto di Morlupo in provincia di Roma, e che affiancate a 400 mq di laboratorio per la lavorazione di miele e prodotti apistici la collocano tra una delle emergenti realtà del settore apistico nazionale.

Link al mondo dell’agricoltura, delle api e del miele

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Pro Biologic System Agricoltura Biologica Tradizionale Eco-Compatibile http://www.probiologicsystem.org/
Informazioni e testimonianze sui metodi e gli strumenti utilizzati nell’ambito dell’agricoltura biologica e tradizionale eco-compatibile.
Progetti TeleFood nel mondo http://www.fao.org/Food/TF98/projsf-i.htm
Tecniche di coltivazione e di allevamento applicate a progetti di sostegno ed autosufficienza alimentare nelle aree più difficili del pianeta.
Progetto Innovalo http://www.patataprimaticcia.it/
Dedicato alla sperimentazione varietale dela patata primaticcia della puglia, alla diffusione di tecniche di lotta integrata e alla definizione di disciplinari di produzione regionali.
Prove dimostrative di frumento duro e tenero nella regione Marche http://meteo.regione.marche.it/agrometeo/notizie/provedim.htm
Campagne cerealicole 2000/2001 E 2001/2002. Documento sulle varietà testate nei vari ambienti climatico-pedologici e con diversi sistemi di coltivazione.
Quaderni della Regione Piemonte: Patata http://www.regione.piemonte.it/agri/ita/news/pubblic/quaderni/num4/art04-04.htm
Dalle scelte varietali alle tecniche di coltivazione. Tabelle descrittive delle varietà in prova. Prove di confronto vaeritale. Risultati produttivi e qualitativi della prova di confronto varietale di Castelnuovo scrivia (AL).
Regione Molise - Norme generali di agricoltura biologica http://www.coredimo.it/misure/misura2.htm
[Regione Molise] - Misura A.2. "Applicazione di tecniche di coltivazione secondo il metodo dell’agricoltura biologica" conformi al Reg. Ue n° 2092/91 e successive modifiche. Disciplinari di produzione, ambiti territoriali, obiettivi da perseguire, criteri e linee tecniche da adottare.
Risultati delle prove di confronto varietale 2003/04 http://www.assam.marche.it/ProgCer2004.htm
[Marche] Protocolli adottati, grafici e statistiche, dati per frumento duro, tenero e orzo.
Schede di coltivazione di piante da fiore e da seme ornamentali http://www.clamerinforma.it/FramesetGlobal.asp?pagina=Le_schede/schede.asp
Informazioni sulle tecniche di coltivazione per floricultori ed amatori del verde.

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Web www.ilpalo.com